Filippo Giardina: 3 anni di Satiriasi e il nuovo spettacolo

10 Apr

Bolle di Sapone, locandina

 Ananas Blog segue con interesse in progetto Satiriasi che sta dando linfa all’arte dello stand up comedian. Secondo alcuni l’unica vera pesca è quella a mosca e la vera comicità è solo quella con un uomo sul palco, una luce, un microfono e basta.

Satiriasi è giunta al terzo anno. Parliamone col fondatore Filippo Giardina che in questi giorni esordisce anche col suo nuovo spettacolo (Bolle di Sapone).

QUAL È IL BILANCIO DI QUESTI 3 ANNI?
Il bilancio è strapositivo. Le serate romane del lunedì hanno fatto tutti sold out (presso la Locanda Atlantide NDR), gli spettacoli targati satiriasi con il bollino vm 18 stanno riscuotendo successo in lungo e in largo per L’Italia e gli autori televisivi quando vogliono fare programmi satirici non possono più ignorarci (Saverio Raimondo, Mauro Fratini, Francesco De Carlo stanno attualmente partecipando al programma “un due tre stella” di Sabina Guzzanti)

ANEDDOTI SIGNIFICATIVI
Il commento di uno spettatore: “”io non ho la tele, quindi non so cosa sia Colorado, Zelig, Fiorelloland, etc. Sono troppo occupato ad abbreviare il più possibile il tempo che mi è rimasto da vivere attraverso un’attenta e costante attività di “tapiroulan al bancone del bar”, però so che, da quando vi ascoltiamo, siamo molto più tolleranti nei confronti di quel “tapiroulan” e lo accettiamo cosi com’è…”

QUALI CAMBIAMENTI HA PORTATO SATIRIASI ALLA SCENA DELLA COMICITÀ?
1) Abbiamo ristabilito un principio che può sembrare scontato ma non lo è: la satira fa ridere.
Niente pistolotti politici, nessun guru e soprattutto nessuna ricerca compulsiva di battutine da condividere su facebook.
2) A Satiriasi sono vietati i giochi di parole, i doppi sensi, i riferimenti a Suocere Traffico Rocco Siffredi MariaDeFilippi.
Inoltre ogni monologo, che ha una durata media di 10 minuti, tratta un solo argomento con un inizio una svolgimento e una conclusione. Quindi chi vede uno spettacolo con il marchio Satiriasi vede uno spettacolo veramente originale… Condito di anticlericalismo, amenità e sborra.

COSA PROGETTATE PER IL FUTURO?
L’anno prossimo ripartirà l’officina del lunedì e continueremo a portare in giro per l’Italia i singoli monologhi di ciascun comedian.
Non nego che mi piacerebbe fare Satiriasi in tv, magari su sky in seconda/terza serata, perché la nostra forza è la assoluta libertà di espressione e tutte le volte che ci hanno contattato per programmi televisivi è stato un continuo di “ma che siete matti? Questo non si può dire, questo non si può fare, il pubblico non capisce, etc”.
Chissà magari un giorno ce la si farà…

VUOI PARLARE DEL TUO SPETTACOLO?
“Bolle di Sapone: esistenzialismo satirico da 4 soldi” è il mio quinto monologo satirico.
Un’asta, un microfono e delle tesi apparentemente folli da sostenere: è possibile comprendere i preti pedofili? Siete sicuri che la raccomandazione sia peggiore della meritocrazia? Avete mai pensato che per risolvere i problemi degli Italiani andrebbero aumentati gli stipendi dei politici?
Uno spettacolo che fornirà queste e molte altre domande alle vostre risposte.

MESSAGGIO ALLA NAZIONE?
Zelig è morto, Colorado è morto ma Satiriasi si sente molto bene.

Info sullo spettacolo Bolle di Sapone: Teatro Dei Satiri, dall’11 al 22 aprile 2012
Da mercoledì al sabato ore 21.00. Domenica ore 18.00
Via di Grottapinta 18 – Roma

Per avere il biglietto ridotto a 13 euro chiamare lo 066871639  e al momento della prenotazione dire la parola NEGHITTOSO

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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10 Risposte to “Filippo Giardina: 3 anni di Satiriasi e il nuovo spettacolo”

  1. Erika Marotto. aprile 13, 2012 a 8:32 am #

    “Questa ricerca compulsiva di scrivere battute su facebook” E quindi? Da quando è nata la comicità perciò di sicuro prima della nascita di tal Filippo Giardina, la comicità si è sempre, ma non solo basato sulle battute. Scrivere battute sintetizzate non è per niente semplice come possa sembrare, anzi molte volte il riassunto è più impegnativo del tema stesso. Questo continuo dire solo quello che facciamo noi è buono, gli altri non sono all’altezza è di una povertà culturale non indifferente. Godetevi il vostro successo, e lasciate che gli altri godano del loro. Non è detto che Lenny Bruce facessere ridere per forza, si può controbattere dicendo che usava contenuti molto impegnati. E allora vado a teatro e non a sentire cabaret, se non rido il comico ha fallito la sua missione.

    Erika Marotto

    • Anonimo agosto 15, 2012 a 10:25 pm #

      Giusto , anch’io in certi contesti ( sbaglaiti ) ho fatto satira e ho sbagliato , mettersi al di sopra delle parti , per amor proprio lo si puo’ fare , ma in silenzio ( se hai talento e soprattutto aplombe ,nn hai bisogno di smitizzare gli altri dandoti pregi da primo della classe ,TRA L’ALTRO IN UN AMBIENTE DOVE SE LA DICONO TRA LORO )mai farsi vedere in cattedra , e’ un autocertificazione che tende a tenere poi troppo alta l’aspettativa che il piu’ delle volte fallisce ..CIAO ERIKA
      PS..EPOI SONO IO IL VOLGARE????( DEDICATO AL BLOG SU FB)

  2. ANONIMISSIMO aprile 11, 2012 a 4:55 pm #

    apprezzato con 2 z … sorry.

  3. ANONIMISSIMO aprile 11, 2012 a 4:39 pm #

    Se dico che a me, comune mortale, facevano più ridere Totò, Walter Chiari, Bramieri e compagnia bella, piuttosto di Lenny Bruce (che ho comunque letto e apprezato), piglio una scomunica o si può dire?
    A parte gli scherzi, mi sembra sempre che ci sia un po’ di snobismo in queste cose :”sono vietati i giochi di parole, i doppi sensi…” “vogliamo fare un programma, però su Sky e in seconda/terza serata…”. IMHO uno spettacolo che parla di “anticlericalismo e sborra” me lo posso anche perdere. Poi magari è grandioso, ma capisco anche quelli che, con una premessa così, vi chiedono se siete matti. Buon tutto. Peace.

    • ananasblog aprile 11, 2012 a 4:45 pm #

      >A parte gli scherzi, mi sembra sempre che ci sia un po’ di snobismo in queste cose :”sono vietati i giochi di parole, i doppi sensi…”

      Sono paletti. I calembour fanno sempre ridere, ma ne vengono prodotti a valanga. L’A

    • Davide Colavini aprile 11, 2012 a 9:38 pm #

      anonimissimo: concordo, anche a me facevano più ridere Totò, Walter Chiari e Bramieri di Bruce… ma non sono americano. e questo cambia il punto di vista. Però non posso dire che non mi piace, lo aprezzo, proprio per questo so distinguere i generi molto bene.un saluto

      • Davide Colavini aprile 11, 2012 a 9:39 pm #

        apprezzo con due p… refuso…

        • ANONIMISSIMO aprile 12, 2012 a 7:11 am #

          probabilmente il verbo apprezzare ha dei problemi con le tastiere qwerty….. 😉 comunque, come ti dicevo, ho visto (in lingua originale) sia Lenny Bruce che Jerry Seinfeld, Ellen DeGeneres, Chris Rock, Eddie Murphy, George Carlin, Richard Pryor, Bill Hicks e altri (e ti assicuro che, oltre a Luzzati, ce ne sono tanti in televisione che li hanno saccheggiati a piene mani…). Non volevo assolutamente fare un paragone fra i generi che sarebbe improponibile, per diversità di situazione sociale, epoca, cultura ecc. Volevo solo affermare che ritengo snobistico il pensare di essere meglio solo per il fatto di essere diversi. Quello che fa ridere fa ridere e quello che fa ridere me può tranquillamente non far ridere gli altri e viceversa (es. a me non sono mai piaciuti i clown, questo non vuol dire che non siano universalmente apprezzati e che riguardino un arte di tutto rispetto). Per esempio a me piaceva un comico che per cuccare le ragazze diceva di essere Jarno Trulli, ma questo tanti anni fa…;-)

  4. Erika Marotto. aprile 10, 2012 a 10:17 am #

    Trovo queste autocelebrazioni abbastanza tediose, siamo bravi siamo forti siamo eccellenti bla bla bla. Ora non che non lo siano, non ho mai visto per cui non posso giudicare, ma e dico ma, è mai possibile che esista solo la satira come comicità? No esistono anche altre forme, l’unica cosa che dovrebbe fare la comicità è far ridere, se poi uno vuole far ridere in modo intelligente altri in modo meno impegnati, altri solo con movenze e mettendosi in mutande è giusto che lo faccia. Altrimenti e dico purtroppo ci uniformeremo ad ad un solo tipo di comicità o di musica o di quant’altro culturalmente vogliamo parlare. Ci sono molti scultori, ma nessuno sarà mai michelangelo, molti inventori, ma non ci sarà più un Leonardo da Vinci, per cui parliamo di questi meravigliosi progetti, pubblicizzandoli perché il pubblico ne venga a conoscenza, ma non serve metterli in contrapposizione ad altre cose, lasciate che sia il pubblico a scegliere e a decidere cosa gli piace guardare e cosa no. Questo farebbe un comico aspetta sempre il giudizio tramite risate e applausi del suo lavoro e non lo dice prima di salire sul palco.

    Erika Marotto.

    • Davide Colavini aprile 10, 2012 a 1:49 pm #

      Personalmente lo trovo molto interessante. La voglai di ricreare una satira che a tratti si perde, poi si ritrova, poi (complici i politici di oggi) si annulla. Interessante anche il tema della comprensione alla pedofilia (che lui cita con i preti)… quello che oggi è blasfemia tra qualche anno potrebbe essere la norma… Lenny Bruce ne è un esempio: diceva succhiacazzi e per questo fu processato. Oggi tutto ciò è ridicolo.

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