La puntata 12 di Zelig 2012

14 Apr

La puntata numero 12 (per quel che vale la numerazione: per esempio la puntata finale è stata registrata prima della 13esima e della 14esima) ha totalizzato 4.734.000 telespettatori, in risalita rispetto alla settimana precedente. Esaurito Frizzi, da venerdì prossimo se la vedrà con Carlo Conti (il biscotto prevedeva ascolti trionfali contro avversari deboli, forse riusciranno comunque a riportarli sui 5 milioni).

Vediamo a grandi linee i contenuti: apre la Cortellesi con una freddura davvero ghiacciata (mi sono riposato a casa – allora sei in una casa di riposo)  Stefano Bellani, Simone Barbato (il più amato, questa volta senza bis), Bertolino con qualche battuta sulla Lega (materiale già invecchiato dai recenti avvenimenti) e poi il vintage della parodia dei milanesi e dei call center, Giorgio Verduci che canta (novità). I Boiler (con Cinelli rimasto appeso).

I Pali e Dispari, Rocco il Gigolò (in promozione col libro edito da Mondadori), Fausto Solidoro il cui minutaggio scende da 7 a 4 minuti (probabile taglio di montaggio, ma sempre con conduzione alla “allunga il brodo”), Gioele Dix incazzato contro i writer (trovato lo spunto per altri 30 pezzi?), I Senso D’oppio…

Manuel Chuparosa – Paolo Casiraghi. Finalmente Paola Cortellesi viene lasciata da sola senza la ridondante presenza di Bisio… è la prima volta… nooooo, entra Bisio travestito da Chuparosa, manco stavolta si sono fidati! I Sagapò, che chiudono con la finta interrogazione con risposte stupide (forse per infarcire di battute un pezzo in cui il Gino non crede?), Andrea di Marco, poi balletto con Simone Barbato protagonista.

Gli Emo (che provano a uscire dai soliti tormentoni e interagiscono con un giocatore di rugby), Torna Diego Parassole, uno dei nostri migliori monologhisti, con un pezzo tratto dal suo spettacolo sulla green economy, Leonardo Manera – Batista, Paola Cortellesi canta (quindi si rianima) centone Cristina Aguilera: bel pezzo. Paola torna in stand by. Max Pisu in versione papà, Bellani.

Bove e Limardi killing me softly, Salvatore Marino, l’ottimo Antonio D’Ausilio (dal 15 al 20 al teatro Pier Lombardo di Milano), esordio assoluto di Alessandro Serra, da Roma, con le domande deficienti! Chiusura in gloria con canzone da arrivederci (goodbay, goodbay)… Pezzo migliore della serata: I Pali e Dispari.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Annunci

24 Risposte to “La puntata 12 di Zelig 2012”

  1. Anonimo milanese aprile 17, 2012 a 6:13 pm #

    E poi fanno tanto quelli che snobbano ananas blog… Dovreste sentire come starnazza indignato il Solidoro Dejaneiro agli aperitivi davanti all’Arcimboldi quando legge un commento che non gli va a genio…

  2. send aprile 15, 2012 a 3:09 pm #

    il suo libro è brutto

  3. PIKA aprile 15, 2012 a 11:07 am #

    Ciao,
    perchè nn parli anche un pò della Guzzanti ?
    è un programma divertente e che nn si preoccupa dell’Auditel.
    ha già sfornato pezzi notevoli, ma tu nemmeno lo consideri.
    M

    • ananasblog aprile 15, 2012 a 11:59 am #

      >perchè nn parli anche un pò della Guzzanti ?

      Bella proposta! Questa settimana se ne parla. Ci sono cose strepitose tipo Mellissa & Miracle… L’A

      • PIKA aprile 15, 2012 a 12:42 pm #

        la banca della magliana
        casa pound
        e Ferrario che fa il verso ai TG

        ciao

  4. Simona aprile 15, 2012 a 9:03 am #

    Io non capisco perchè in ogni dove sia pieno di gente che sta appollaiata dietro una finestra, davanti a un cantiere edile o davanti a un monitor, col solo intento di criticare gli altri. Non vi piace un programma? Cambiate canale! Viviamo in un paese flagellato da “politici” corrotti e menefreghisti assoluti, e stiamo qui a criticare una trasmissione televisiva che ha il solo intento di far ridere.
    Neanche a me zelig piace nella sua totalità, ma ho avuto l’occasione di vedere i senso d’oppio sin dai loro esordi 15 anni fa, quando erano in quattro, li ho visti impegnati in film drammatici, e in recenti spettacoli dal vivo e la gente ha sempre risposto bene! Quelle che chiama moine sono molto apprezzate soprattutto dai più giovani che apprezzano un tipo di comicità diversa. Il senso del divertimento e personale e soggettivo.
    Le do un consiglio non richiesto, la prossima volta che avrà l’influenza si legga un buon libro o si affitti un film che abbia già visto, per non incappare nel rischio di esserne deluso, spenga la tv e lasci il ruolo di “zitella inacidita” alle vecchie comari di paese del passato.

    • La coscienza sporca aprile 15, 2012 a 10:32 am #

      Parto dal fatto che di sicuro alla prossima influenza leggerò un buon libro che tra l’altro consiglierei di fare anche a lei, non si sa mai che ci elevassimo culturalmente un po’ tutti, ne beneficerebbe la totalità della nazione. Le faccio Notare, sentita da un comico, che il potere teme la cultura, perché la cultura ha il potere di svegliare le coscienze e se le coscienze si svegliano il potere ha meno potere. E sia i cinesi che il nazisti, e anche i greci bruciarono libri, proprio perché il popolo non si acculturasse, ma tant’è il grande fratello sopperirà a questo. Non mi ricordo la chiusa comica, ne il nome del comico sicuramente non famoso, ma molto divertente. Lei dice che La trasmissione ha il solo intento di far ridere, e a me che non lo ha fatto? Posso permettermi di criticarla o sta scritto nel contratto che debbo ridere per forza? Anch’io ho visto i senso d’oppio dal vivo e mi chiedevo se fosse stato meglio il suicidio o l’uscire dal locale, so che lei mi consiglia il suicidio e le assicuro che lo avrei fatto se non avessi speso i 16 euro che mi sarebbero serviti per la benzina, cosi ho deciso di uscire dal locale certo che 20 minuti della mia vita erano stati sprecati. Ma con questo non voglio dire che lei non li debba seguire ne che non debbano piacerli. Hanno fatto film drammatici, bene, non l’ho ancora visto, e quando lo vedro non è detto che non possa innamorarmi di quel film e osannarlo, nessuno me lo vieta, questa non è una critica ai due ragazzi che non conosco, ma come mi dice penso siano dei bravissimi ragazzi e non lo metterei in dubbio per niente al mondo. E’ una critica a quello che hanno fatto in quella trasmissione e se non posso fare apprezzamenti su quello che mi piace o non piace, allora davvero non siamo in democrazia. VIsto che ci sono anche fans di Gigi D’alessio, di Pupo, di Marco CARTA, e sicuramente lei, avrà criticato qualcuno, magari qualche Bimbo minchia che affolano questo paese, o lei è una santa? Io saro una zitella inacidità, ma fino a quando ho la possibilità di pensare con la mia testa e di non uniformarmi al pensiero comune di questo vuoto culturale, sono certa che avrò qualche speranza che le cose possano cambiare in meglio altrimenti so che questa generazione di figlio di “I soliti idioti” di “Essiamonoi” di “fu fu” avrà il sopravvento, ma poi cresceranno anche loro. Adesso se permette le do io un consiglio, segua qualche spettacolo dal vivo di molti comici, non famosi o non televisivi e forse dico forse si renderà conto, che il cabaret è anche altro, che è molto molto di più di quello che fanno vedere, si legga cosa è stato Karl Valentine, Petrolini, Billi Hicks, poi tornerà qui su questo blog e potrà criticarli liberamente dicendo che non le sono piaciuti e noi le diremmo, tranquilla continui a guardare i senso d’oppio che mentre lei è distratta da queste “moine” gli altri legiferano indisturbati ai sui danni e alle spalle.

      La coscienza sporca

      • Simona aprile 15, 2012 a 12:20 pm #

        Mi sembrava fosse chiaro che il mio commento significasse altro ma a quanto pare non è solo il senso del divertimento ad essere soggettivo, lo è anche la capacità di interpretare i testi.
        Lungi da me vietare le critiche, ma sono dell’idea che cambiare canale sia un metodo altrettanto democratico, sicuramente più veloce e meno masochista.
        Il mio sconcerto nasce unicamente dal fatto che esistano persone alle quali piace criticare le azioni altrui anche quando queste non danneggiano nessuno: se un comico fa ridere me ma non lei trovo sia presunzione dire che la comicità è morta perché ciò che diverte i singoli individui è soggettivo. Se un politico ruba i soldi comuni o fa scelte opinabili, danneggia sia me sia lei, e questo è oggettivo. Ma, come si dice,” il mondo è bello perchè è vario!”, e io non sono nessuno per pensar di essere nel giusto.

        Giusto per chiarire è proprio perchè non mi lascio distrarre dalle moine che mi stupisce ci sia gente che invece di indignarsi per cose più importanti, passa una serata, taccuino alla mano, guardando una trasmissione tv con lo scopo di farne una critica su un blog. (cosa lecita e legittima al pari della possibilità da parte mia di commentare ciò che ). Poi io non la conosco, magari è un’assidua frequentatrice/ore di blog politici o meglio ancora è impegnata/o attivamente per un mondo migliore.

        Grazie per il suo consiglio, sebbene non capisco cosa le faccia pensare che io non conosca o non apprezzi comici non famosi o televisivi o che non sia interessata alla cultura.
        La cultura io non la cerco nei programmi televisivi; la televisione la uso quando, non avendo di meglio da fare, necessito di qualche ora di nulla.
        Ripeto che neanche a me zelig piace nella sua totalità,non apprezzo lo stile comico di gran parte dei cabarettisti noti del momento e rimpiango molti di quelli del passato; diversamente da lei non ne faccio una questione. Cambio canale o spengo la tv e faccio altro.
        Ne più, ne meno.

        • Simona aprile 15, 2012 a 12:23 pm #

          *errore di scrittura,,,,(cosa lecita e legittima al pari della possibilità da parte mia di commentare ciò che LEGGO)

          • La coscienza sporca. aprile 15, 2012 a 1:48 pm #

            Proprio per il fatto di interpretare i testi o meglio leggerli, il taccuino di cui parla era semplicemente, un modo per ricordare il nome dei comici, sa dopo anni a non aver visto la trasmissione, qualcuno è cambiato. Naturale che, eventualmente alla prossima influenza il telecomando solcherà altri lidi o lettere. Ma se non avessi visto almeno la puntate è ne avri criticato per sentito dire, mi pare molto peggio. Leggendo, oltre che libri anche attualità, mi sono imbattuto nelle diatribe tra Vasco Rossi Ligabue e ultimamnete con Baglioni Pelu Minghi, al di là della mera dialettica, vasco rossi, che non mi fa impazzire, dice che in Italia non si può parlar male dei colleghi, ma non come persone, ARTISTICAMENTE, ci deve essere questo politically correct che fa tutto buonismo. Ripeto apprezzo molto quello che ha detto, anche se posso non condividerlo, se ad esempio fossi un fan di Baglioni e non lo sono, ma leggere i commenti dei fan, mi fa proprio credere che non esista altro al di fuori di quello che ci piace. I senso d’oppio e tanti altri non mi piacciono, l’ho detto, e se fosse chiara l’interpretazione dei commenti, nel primo dico appunto “moine” ( Molto coordinate ) Forse steve lachance non saprebbe fare meglio. nel suo piccolo è un complimento al fatto che lo fanno bene. Ma uno legge appunto solo quello che gli interessa. Ma non mi piacciono e che faccio non lo posso dire? Non creda che non ho apprezzato le vostre difese nei loro confronti, ma non posso cambiare idea. Non mi fanno ridere e non lo faranno. Ma non ho detto e non dico che non devono farla, se ci sono persone a cui piace lo facciano, ma io ho il mio diritto di dire che non mi fanno ridere. E’ indubbio che Zelig ha molto cambiato lo stile, nei primi anni della sua messa in onda c’erano grandi monologhisti, grandi personaggi, come già citato, gente che faceva cabaret senza pensare alla tv, lo faceva per quello che era, mentre adesso come dice giustamente l’amministratore che è stato anche autore ad un laboratorio, i nuovi comici, pensano e lavora solo in funzione di quello impoverendo il cabaret, comici senza gavetta alcuna. Poi è vero che tutto si evolve, ma non è detto che lo faccia in meglio.

            La coscienza sporca

            • Sergio Silvestri aprile 15, 2012 a 3:51 pm #

              Cara o caro la coscienza sporca, credo che la battuta di cui parli, possa essere attribuita a me, è in un contesto più ampio sulle degenerazione culturale, che comprende anche un descrizione di alcuni fatti storici, come i vari falò dei libri, avvenuto in grecia in cina e quello che più ricordano tutti durante il regime nazista nella Germania di Hitler avvenuto nella Bebelplatz di Berlino il 10 maggio 1933, e che chiudeva dicendo perché in Italia essendoci una dittatura dolce come la chiamano questo non succede? Me lo sono chieso e ho trovato la risposta ho guardato i best seller degli ultimi anni e ho scoperto che i libri più venduti sono stati “Cotto e Mangiato e tre metri sopra il cielo” e tra i due libri c’è attinenza, uno fa mangiare e l’altro cagare. Ma le battute pensate per essere dette dal vivo, scritte hanno meno effetto. Per cui se è questa ti ringrazio per il fatto di dire che ti ho fatto ridere, ma permettimi di dire che, io ho lavorato, con i Senso D’oppio e confermo che, sono due splendidi ragazzi che fanno anche molto ridere e bada che, siamo su due mondi opposti di comicità, siamo praticamente totalmente diversi io mi baso sulle parole e loro molto sul gestuale. Quindi ringraziandoti devo darti un piccolo ammonimento, se lo accetti è giusto avere un idea e fare un critica verso qualcosa che non ci è piaciuto, cosi come è giusto accettarla da chi ci fa notare il contrario altrimenti usando le tue parole non saremo in democrazia. Quando ho iniziato a fare questo mestiere, ricordo un consiglio che mi fu dato, “Se pensi di poter piacere a tutti è il momento in cui non piacereai a nessuno”. Ognuno di noi apprezza stili diversi e lasciati dire da me cha amo fare sopratutto satira, per fortuna che è così altrimenti sarebbe davvero troppo noioso.

              • La coscienza sporca. aprile 15, 2012 a 6:14 pm #

                RIcordo la battuta ma non di lei, e comunque è quello che ho affermato prima il politically correct che ha un po’ annoiato, tutti a parlar bene di tutti e tutto. Per timore di non dover dire quello che si pensa realmente. Il solito Italianissimo modo di non prendere mai decisioni, ma lasciare che siano gli altri a prenderle per noi. Non mi piacciono i senso d’oppio trovo banale quello che fanno, c’era già la Carrà che mimava le canzoni, il Tuca tuca. di ombelico mostrato che fece scalpore. Ed era la Carrà. Qui stiamo parlando di mimi? No. Di cabarettisti? No. Di Clown? No. Di show man? No. Di comici? No. Di ballerini? No. E di cosa parliamo? Quando avrete risolto il dubbio ne possiamo riparlare. E rispondo solo perché le discussioni alimentano la conoscenza. Ma se uno è fermo nelle sue decisioni difficilmente potrà vedere al di la del proprio naso.

                La coscienza sporca.

                • Sergio Silvestri aprile 15, 2012 a 6:34 pm #

                  Partiamo appunto dalla sua ultima frase che si potrebbe benissimo girare anche a lei. Poi comprendo che se uno non ha una esposizione televisiva difficilmente viene ricordato, ma è il prezzo che si paga se uno ama questo mestiere. Però mi permetta di farle notare che il politically correct proprio non mi si addice, io faccio nomi e cognomi, faccio battute su tutto e tutti senza esclusione alcuna, ma ho il pregio o difetto decida lei di portare rispetto alle scelte di ognuno, proprio per questo le battute sono al di sopra del colore politico, della discriminazioni. Non sto difendendo i senso d’oppio, non ne hanno bisogno il curriculum parla per loro, voglio solo dire che la comicità è un prisma di rifrazione ha molte facce e non tutte possono piacere. Scelga quella che le piace di più ed eviti le altre.
                  Un sorriso
                  Sergio Silvestri.

        • ananasblog aprile 15, 2012 a 3:17 pm #

          > mi stupisce ci sia gente che invece di indignarsi per cose più importanti, passa una serata, taccuino alla mano, guardando una trasmissione tv con lo scopo di farne una critica su un blog.

          Simona, devo confessarti una cosa: ho retto fino alle 22 e 30, il resto l’ho guardato su MediaVideo il giorno dopo. L’A

  5. La coscienza sporca aprile 14, 2012 a 1:41 pm #

    Non voglio fare un controcanto all’amministratore sulla puntata, visto che lo fa già lui e molto bene, ma sono tornata/o a guardare una puntata di zelig, forse perché costretto/a a letto dall’influenza mi sono appuntata/o i nomi altrimenti non li ricordo e … Stefano Bellani, sotto tono o forse battute non più cosi ficcanti, ma si sa quell’argomento rivisitato strausato non ha più la stessa freschezza ne sorprende più, sembra tutto già sentito e risentito. Simone Barbato, forse una delle tante dimostrazioni che il cabaret è stato massacrato incrociandolo con la clownerie, massacrando entrambi i meravigliosi generi, facendo uscire un ammasso di niente che sa di nulla. Bertolino, qualche battutina iniziale sulla lega, ma il pezzo è tra i suoi monologhi classici, quindi veramente molto datato, e anche privo di battute incisive, ma pieno di constatazione da leggere sui giornali unirle et voilà il pezzo è pronto, il fatto che chiedesse l’applauso o se lo aspettasse è la dimostrazione lampante che si ride poco. Giorgio Verducci, oramai la gente arriva alla chiusa prima che la dica segno di un impoverimento delle battute stesse, fa più ridere ed è meno scontato Pagnoncelli quando fa i sondaggi a ballarò. Canta? Oramai lo fanno tutti, la musica il rumore il colore tende a distrarre dal nulla con cui si riempiono i testi. I Boiler vabbè il nulla di cui sopra che lascia il posto al banale, alla macchiettazione di un pezzo che avrebbe una buona presa se volesse tendere ad essere cabaret appunto e non macchietta. I pali e dispari, la portiera, la macchinina, le battutine a voler far satira sociale, non gli appartiene troppo poco credibili come operai stupidotti, Capsula e Nucleo erano cuciti addosso, come tutti quelli che fanno un personaggio e non ne possono più uscire. Rocco il gigolo? C’è da chiedersi, ma è il pubblico che è stato addormentato da cotanta insulsa tv o ha qualcosa di magico, per ottenere un notevole successo basato sulla demagogia, sulla ripetitività su battute che non facevano ridere 10 anni fa e allora erano novità. Beh il libro è il passo precedente ai film, o forse con Ti stimo Fratello si comincia a intravedere la caduta dell’impero formichiano. Gioele Dix, non male l’idea del Writer, come solito, grande artista, che rende anche con un testo non molto forte, chi ha visto il pezzo sulla targhetta del treno, chiaramente fa sempre riferimento a quello e un po’ tutti i suoi pezzi tendono a perdere, ma interessante l’idea di base. Poi sono andato a prendere un caffè in cucina per tenermi sveglio e pensavo ci fosse ancora pubblicità invece no erano i senso D’oppio, cosa fanno? Mimano le canzoni, stesso discorso fatto per Barbato il nulla senza musica solo moine ( molto coordinate ) forse steve lachance non saprebbe fare meglio, ma una volta finito il pezzo ti domandi e cosa vogliono dire o fare? Sono come una lettera di Equitalia, soffri a vederla. Manuel Chaparosa, ricorda molto il sergente grassia dopo la dieta, ma lui faceva più ridere di sicuro. I sagapo’ non certo la loro miglior performance. Ma hanno il pregio di tentare qualche battuta. Mario de Janeiro, quando finiscono i loro pezzi ti viene proprio da chiederti, ma questo è Zelig o il famoso telefilm americano, ai confini della realtà? Andrea di Marco ancora centoni e basta, rimpiango stefano nosei il che è tutto dire. Poi balletto immancabile altrimenti il pubblico in sala non distinguerebbe zelig da una approfondimento politico con capezzone, santanché, scilipoti, ghedini, rutelli, sallustri, travaglio. Gli Emo? Cosa sono? Quando vedo sul palco questa rappresentazione, mi chiedo allora è proprio vero Gino e Michele non sono mai stati comici e manco sanno cosa sia la comicità, ma dove dovrebbero far ridere sul fatto che ( potranno fare mille serate al mese ) ma ridere sul fatto o leggenda che d’annunzio di tolse due costole, per praticare l’autoerotismo da solo? Ma veramente ancora sono convinti che queste cosa sia novità? A dimostrazione che certi comici credono veramente che bastano dei vestiti per renderli tali. Uno dei pezzi peggiori degli ultimi anni, ( faranno anche mille serate al mese, ma quando mi strapperanno una risata mi ricrederò ). Peccato Manera il personaggio poteva avere degli sviluppi molto sociali, lui ci prova, ma è troppo macchietta per poter far credere alla gente quello che dice, e di fatto ottiene risate quando interagisce con bisio. Ma si sa i testi ultimamente, questi sconosciuti. Paola Cortellesi canta? Ha letteralmente annoiato, un pesce fuor d’acqua come il trota al consiglio regionale una presenza che non si nota se non perché infastidisce. Max Pisu, faccia tarcisio lasci perdere i monologhi non sono per lui, anche se il testo non è malvagio, ma è infarcito di troppi luoghi comuni. Bove e Limardi troppo appoggiati a questo pezzo sono molto fisici, molto duttili, ma ripetitivi all’inverosimile. Alessandro Serra, che dire? Ma davvero la gente ride su questo? Quando la battuta sarà sempre la solita, fossi in lui mi fermerei alla domanda, fa più ridere dello sforzo che fa per trovare una battuta di chiusura. Massimo D’ausilio, interessante. lui molto fresco, scugnizzo napoletano che non carica molto, ma si fida di un discreto testo. Lascio volutamente in fondo Parassole che con un pezzo molto fine elegante pieno di contenuti, peccato che il pubblico si sarà chiesto ma quando è che dice il tormentone? Dove dobbiamo ridere? Il pubblico si sarà stupito che un comico stesse parlando stesse facendo cabaret e non essendoci più abituati non ha dato il giusto tributo al valore del pezzo. Non mi stupisco che Zelig perda spettatori mi stupisco che ne faccia ancora cosi abbastanza.

    La coscienza sporca.

    • Veronica Motti aprile 14, 2012 a 2:27 pm #

      So tutto io… Se almeno ti fossi palesato avremmo potuto capire quale autore sei! Passi per Barbato… Ma vorrei vederla fare un solo pezzo dei “senso d’oppio”…

      • La coscienza sporca. aprile 14, 2012 a 2:58 pm #

        E chi ha detto che sono un autore o un comico e non uno spettatore alquanto deluso? Ma se lei chiama pezzo le moine dei senso d’oppio, allora vuol dire che non usciremo da questo “vuoto” comico culturale. Mi dica, signora/ina Veronica una sola cosa memorabile dei suddetti artisti. Ah la chitarra finta, ah i balletti. li guardi per un ora e dopo venga qui a riferire se non l’annoieranno con la stesse ripetitività come un emilio fede nelle celebrazione del suo datore di lavoro.

        La coscienza sporca.

        • La coscienza sporca. aprile 14, 2012 a 3:08 pm #

          Ah a proposito, si faccia un giro su twitter, su facebook linkedin, youtube o su qualche altro social network troverà che ci sono battute, non di comici, che senz’altro sono più divertenti e nuove di queste.

          La coscienza sporca.

    • ananasblog aprile 14, 2012 a 4:41 pm #

      >Non voglio fare un controcanto

      Caro Coscienza Sporca, quello che scrivi potrebbe anche essere condivisibile, però bisogna capire che ormai il cabaret televisivo è stato ingolfato completamente. Esiste qualcuno che ha 10 pezzi visual fortissimi che giustifichino l’enfasi della messa in onda? Nel periodo non collegato la Sora Cesira ha già elaborato tantissimi centoni, Elio e le storie tese pure, altri meno famosi su YouTube pure, neppure Luca e paolo si sono risparmiati; qualsiasi battuta tu faccia sull’attualità (registrata il martedì, in onda il venerdì) è già uscita in tempo reale su Twitter, su Spinosa, su facebook; I calembour? sfruttati al massimo. Quando Bertolino ha detto “I Celti sono onesti? Celti sì e Celti no” ho pensato ci fosse stato un buco temporale e stessi guardando Mariello Frapapappo su Colorado. Poi ha detto: “Passare da Va Pensiero a Vadavilcù” e lì sono stato trasportato a una puntata di Convenscion. Parassole? Benissimo, ma nell’ottica zelighiana è un gradino nella scaletta, in cui ci può stare Parassole, Rocco Barbaro, chiunque porti un pezzo già fatto e riempia il buco. Alessandro Serra? Bene per le domande deficienti, ma era appena passato Bertolino che aveva fatto tutto un pezzo sulle DD; gli stessi Ale & Franz hanno basato il loro successo sulla ripetizione di DD, eccetera eccetera. A proposito:

      http://www.tvblog.it/post/34943/paola-cortellesi-claudio-bisio-tv-talk

      Qui Paola rivela uno scoop: a volte agli Arcimboldi c’è il gelo: 2.400 spettatori non ridono 😉

      • La coscienza sporca aprile 14, 2012 a 5:42 pm #

        Carissimo amministratore. Concordo con te su quasi tutto, tranne sul pezzo migliore dei Pali e dispari, ma questo è naturale ognuno di noi ha il suo stile preferito di comicità, di moda, di musica. Per cui ci sta, e non concordo sul fatto che l’attualità passi di moda dalla sera alla mattina, il richiamo ad esempio del “A mia insaputa” già utilizzato da tre politici in varie epoche Scajola, il sottosegretario Malinconico e anche Bossi, porta anche se ormai già accadute ad una attualissima situazione, Ma non è che manchi o meno l’attualità, quella è una scelta sbagliata o giusta sta a loro decidere, ma che i comici non facciano ridere è un dato di fatto. Inquadrano il pubblico sempre di meno e quando ne trovano uno che ride di gusto i 4 o 5 a fianco sorridono a malapena, si sente la diversità delle risate vere, che c’è ne sono, gli applausi convinti da quelli pilotati. E’ un problema di come è impostato il programma, si la ripetitività delle cose alla lunga annoia, ma è anche un problema di comici, è inutile che ci giriamo intorno. ci sono comici che dopo appena due puntate scrivono sul loro profilo facebook Ho avuto il massimo di share, vantano questo risultato, anche se le risate alla prestazione latitavano, oramai hanno inculcato solo quel fine I numeri, Per quanto riguarda il contenuto delle performance, chissenefrega, non è importante, al di la dei metodi come letto dall’anomimo comico che ha descritto l’interno, all’esterno è veramente uno spettacolo se non da bagaglino, ma ci si stanno avvicinando molto. Non so dirti se è la povertà dei comici che arrivano solo ai calembour come tipo di comicità o gli autori che li spingono a questo. So che è molto deprimente triste e se non vado errato ad un certo punto mi pare che Bisio ti abbia citato per va traverse dicendo al pubblico dicono che siamo stanchi facciamoci sentire, o qualcosa di simile. Ecco chiedere l’applauso come se non lo facessero anche questo dimostra che se non sono solo alla frutta, ma hanno anche passato ll caffè e gli amari. Sono a fine pasto e devono alzarsi solo da tavola, e qualcuno pagherà il conto.
        Deve dargli molto fastidio, perché la verità la da sempre, mentre le menzogne alla lunga le puoi controbattere.
        Non sono come sostengono i Custodi della comicità o come gruppi facebook “i migliori comici passano da qui”. No li c’è una selezione ma di sicuro non comprende i migliori. Vadano in giro a guardare gli spettacoli da vivo se ne renderanno conto, Sono convinti che vadano tutti a bussare alla loro porta, il che è abbastanza vero, ma i provini, non dimostrano niente, perché a questo punto è acclamato che le menti di Zelig non sono eccelse in comicità, tutt’al più grandissimi manager.
        Continua cosi, anche solo una goccia per volta scava la roccia più resistente.

        Ps. Non parlo di sora cesira, perché i suoi centoni sono abbastanza diversi con questo inglese inventato, hanno un po’ stancato anche quelli, e quelli di Elio che fatti con tutta la band hanno un appeal maggiore, ma che fare c’è anche questa comicità che quando è fatta bene è un piacere vedere e ascoltare come i clown, non parlano ma fanno ridere e molto.

        La coscienza sporca.

  6. Anonimo aprile 14, 2012 a 11:13 am #

    si fanno chiamare comici ma io non rido prima si chiamavano cabarettisti ridevo molto di piu’ era sempre una sorpresa continuo a sostenere che la maggior parte fa cosi’0 poca gavetta che arrivano in tv senza sapere cosa vuole il pubblico ma solo cosa vogliono gli autori che se la tirano perche i pivelli li sbavano addosso se qualcuno ride all’arcimboldi e’ perche lo inquadrano o perche si sono abituati alla banalita’ dei personaggi se penso che il piccoletto col megafono ha scritto un libro…….e’ proprio finita.

    • Anonimo aprile 17, 2012 a 7:13 am #

      Si fanno chiamare comici…il piccoletto col megafono ha scritto un libro…

      Sarò male informato, ma i libri che scrivono molti cosiddetti comici televisivi mica li scrivono proprio loro. Nel senso che prestano (a pagamento, spero) solo il loro nome, poi la testa o i testi (se così la/li possiamo definire) è roba altrui. Mi pare che li chiamino “negri”, quelli che scrivono per conto terzi.

      • ananasblog aprile 17, 2012 a 10:56 am #

        >il piccoletto col megafono ha scritto un libro…

        Magari meriterebbe di essere citato con Nome e Cognome… L’A

        • Anonimo aprile 18, 2012 a 10:28 am #

          Perchè, cosa cambierebbe? Non certo la sua valenza artistica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: