Colorado Resolution

18 Apr

La “notte” in cui anche Colorado impazzì

C’è stato un periodo in cui anche Colorado ha iniziato a diventare laconico e a dare risposte sempre più strane ai comici, tenendoli spesso in ballo più del dovuto. Magari (si spera) le cose adesso sono migliorate.

Lo stand up comedian Pietro Saracino (del gruppo Satiriasi) è stato testimone di quell’impazzimento e ce lo racconta. E’ un pezzo molto comico. Spesso la realtà supera il monologo di fantasia.  

COLORADO RESOLUTION di (Pietro Sparacino)

Ho avuto il piacere di fare parte del cast di Colorado Cafè nell’anno 2008.

Il capoautore mi vide allo Zelig, in una serata live e mi disse che sarei stato in squadra per l’edizione successiva.

E così fu.

Nel 2008 su dieci puntate, io ne registrai quattro, nel personaggio del Co.Co.Comico, un comico precario che raccontava della vita low cost.

Entravo in scena tra le Winx e i Teletubbies.

Ci sono bambini che mi cercano ancora sulla programmazione di Rai Gulp.

Mi fu affiancato un autore, con il quale ho lavorato benissimo, un bravo autore.

Così bravo che l’anno dopo ha deciso di lasciare il programma.

Bravo autore, nonostante lavorasse per Colorado.

Alla mia prima puntata mi chiesero di tagliarmi il pizzetto perchè in video, col pizzetto, sembravo troppo “stronzo”.

Solo che senza pizzetto sembravo “mia sorella”.

Proposi una maglietta con su scritto “InPERFETTO EQUILIBRIO PRECARIO”, mi sembrava calzasse con il personaggio.

Mi dissero che era troppo scontata e che non si usano mai magliette troppo identificative.

Ricordo che il mio pensiero corse a Baz…che culo aver beccato casualmente una maglietta così funzionale!

Mi proposero due alternative:

o una maglietta XL dei Soilwork. Oppure una maglietta XL dei Soilwork.

I Soilwork, un gruppo che fa una musica così brutta che sarebbe stato più semplice crescere di due taglie, piuttosto che apprezzare quella roba lì.

In ogni caso, con la faccia di mia sorella e una maglietta inguardabile, le mie quattro puntate andarono in onda.

Sia il mio autore di riferimento, sia il capoautore, alla fine dell’esperienza si dissero soddisfatti e mi incitarono a lavorare per l’edizione successiva.

E così feci.

Lavorai a un testo satirico sulla scuola e lo presentai a Milano, ai provini per la nuova edizione.

Il pezzo non funzionò benissimo, c’era sicuramente da lavorare, ma nonostante questo il capoautore mi disse che sarei stato nell’edizione 2009 del programma e che avrei fatto almeno cinque puntate sulle quindici previste.

Speravo di essere convocato nelle prime puntate per giocarmi le mie carte, per far vedere che potevo fare più di cinque puntate.

Fino alla quinta puntata nessuna notizia e così decisi di chiamare il capoautore per avere notizie.

Lui mi rispose:

“Tranquillo, ci sono ancora 5 puntate per te”!

Dopo l’ottava puntata ancora niente e richiamai il capoautore. La risposta fu la stessa:

“Tranquillo, ci sono ancora 5 puntate per te”!

Rassegnato all’idea che avrei fatto solo cinque puntate, ma felice di esserci comunque, continuai a provare i pezzi nei laboratori di comicità, aspettando la chiamata.

Nona puntata. Niente.

Decima puntata. Niente.

Undicesima puntata…Niente.

Ne mancavano solo quattro.

Decisi di richiamare il capoautore e anche questa volta la risposta fu:

“Tranquillo, ci sono ancora 5 puntate per te”!

Stordito e attonito, corsi a casa a fare due conti con il pallottoliere e mi accorsi che 15-11 fa 4 e non 5.

Non mi fidai del pallottoliere, è sempre roba cinese pensai, potrebbe essere difettoso.

Chiamai il mio insegnante di matematica e anche lui mi confermò che 15-11 fa 4.

Ma il mio professore era già anziano, in pensione, e così decisi di non fidarmi di quella risposta.

Chiamai mia madre e chiesi sostegno e anche lei mi disse che 15-11 fa 4.

E aggiunse…Non ti preoccupare però, perché quello che basta per 4, basta anche per 5.

Confuso dalla risposta di mia madre, decisi di fidarmi del pallottoliere cinese e realizzai che non avrei registrato nessuna puntata di Colorado in quella edizione.

Rassegnato e profondamente rammaricato, decisi di mandare un SMS al capoautore, un messaggio in cui gli spiegavo il mio disappunto per la gestione della situazione e per il modo in cui ero stato trattato, riuscendo tuttavia a non mandarlo a cagare.

Non ricordo letteralmente il testo del messaggio ma ricordo benissimo l’ultima frase.

So che la cosa ti sconvolgerà, so che quello che sto per dirti potrebbe cambiare per sempre il corso della tua vita ma devo dirtelo: sappi che 15-11 fa 4!

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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11 Risposte to “Colorado Resolution”

  1. NICO aprile 20, 2012 a 8:39 am #

    adesso dirò delle ovvietà ma ho voglia di raccontare la mia esperienza. faccio cabaret da soltanto tre anni ma ho già un repertorio “buono” di quasi due ore testato e ritestato innanzi al pubblico. il mio personaggio del gladiatore disoccupato che si ricicla cabarettista ha vinto il premio originalità a sos arezzo cabaret nel 2011. quando ho una serata in un posto nuovo devo vincere la naturale diffidenza della gente perché non mi conosce nessuno, o quasi, salvo poi alla fine ricevere graditissimi complimenti per la performance. e ogni volta c’è qualcuno che mi chiede “ma te come mai non sei in televisione?” risposta “garbo poco!” o “si vede non sono adatto!” la vita di un cabarettista fuori dal giro televisivo è difficile, poche serate, pagate spesso male ecc. alla tele senti spessissimo comici riempirsi la bocca di parolacce, triviali doppi sensi e bassezze varie ma lì va bene se invece il mio gladiatore traduce dal latino “trastullia tam tergas demissas habet ambulandum favillas procreat, trastullia ha il culo talmente basso che quando cammina fa le scintille”, (riprendendo un detto popolare), io sono volgare!!! il potere della tv non è solo quello di darti visibilità, ma anche quello di “sdoganarti”, come dire: se va bene per la tv…buona camicia a tutti!

    • PietroS aprile 20, 2012 a 9:37 am #

      Io non faccio polemica con la tv, io sono polemico con i comici.
      Siamo noi che abbiamo avallato il sistema televisivo per anni e ne paghiamo le conseguenze.
      Se il sistema TV va condannato, noi comici pure quantomeno per concorso esterno.
      Ci sono tantissimi comici bravi in tv, non è tutto da buttare.
      E anche ai comici televisivi capita di fare serate in posti squallidi.
      Non credo a chi sostiene che chi fa Zelig o Colorado è necessariamente una pippa.
      Se tu credi di essere bravo e l’anno dopo ti chiamano a Zelig, non puoi improvvisamente diventare una pippa solo perchè stai in TV.
      E non credo sia giusto neanche dire che molti comici hanno solo 15 minuti di repertorio.
      La comicità televisiva è un’altra cosa rispetto al live, ha altri meccanismi e avere solo 15 minuti può essere sufficiente all’autore del programma e alla produzione.
      Che colpa ne ha l’autore, che ha come unico obiettivo quello di fare ascolti, se un comico va in un locale e al 7 minuto di tormentone la gente preferirebbe ascoltare un concerto di Nino D’Angelo?!
      Se ci sono autori che scelgono dei pezzi, vuol dire anche che ci sono dei comici che propongono certi pezzi.
      Di chi è la colpa?!

      • Manuel aprile 20, 2012 a 12:15 pm #

        Io farei invece polemica con la tv.
        Non credo che chi critichi Zelig o Colorado (sono simboli, si potrebbe estendere a tutta la tv) stia criticando tutti i comici che ci lavorano dentro.
        Il problema per i comici è che si è convinti di essere qualcuno perché si va in tv e che non si vada in tv perché si sia qualcuno.
        Sono convinto che sia una conseguenza della deriva del mondo dell’apparire.
        Infatti sembra che chi condanna il sistema televisivo non possa esistere ed avere spazio: se un comico c’è dentro DEVE difendere a priori il sistema, ma se lo critica è perché NON DEVE essere bravo.

        In ogni caso c’è l’abitudine (pare dura da smontare) che non possa né esistere qualche comico che pur facendo tv possa non condividerne i meccanismi dall’interno né qualche comico che dal di fuori possa essere bravo senza volere o riuscire far qualcosa in televisione.

        Così a mio parere se ci dovesse essere qualche responsabile perché si sia consolidato questo sistema, io attribuirei la responsabilità in questo ordine prioritario:

        1) a chi è responsabile direttto e assoluto (produzione, gestione e management) che, avendo interessi solo ed esclusivamente economici, purtroppo non premia le qualità artistiche dei comici

        2) comici (scarsi o bravi che siano) che esaltano questo tipo di produzione, gestione o management appoggiando direttamente il sistema

        3) comici (bravi o scarsi che siano) che criticano la tv perché vorrebbero farla e non riescono e che nei panni dei produttori di cui sopra farebbero più danni, i quali appoggiano indirettamente il sistema

        4) una opinione pubblica assoggettata a tutto ciò che viene offerto in tv (scarso o buono che sia) che accetta come buono ciò che viene trasmesso e come scarso ciò che non viene trasmesso in onda e che, come cliente, è massivamente responsabile della domanda

        In nessun caso credo si possono attribuire responsabilità a chi:

        5) questo sistema televisivo lo condanna dal di dentro

        6) lo critica e lo condanna dal di fuori

        Il vero problema è che più sei collocato nella zona alta di questa lista più hai potere (e quindi riverenza dal basso della lista) mentre più appartieni alla zona bassa meno hai influenza e quindi -ingiustamente- credibilità.

  2. Anonimo aprile 20, 2012 a 7:30 am #

    avranno anche 15 minuti di repertorio, avranno pure bisogno di una spalla e tutto quello che vuoi…ma siccome sono apparsi in tv nei locali chiamano loro.

  3. Aldro aprile 19, 2012 a 1:11 pm #

    Ah ah ah, si ride! Comunque adesso su mediasetextra stanno dando le vecchie puntate di Colorado, e sono completamente diverse, sembravano fatte in cantina (nel senso buono del termine)

  4. TINA aprile 19, 2012 a 11:21 am #

    Purtroppo conosco dei tuoi colleghi che hanno avuto più o meno le tue risposte…ma posso dirti una cosa???? non tutti quelli che vanno a Colorado o Zelig sono necessariamente i più bravi! E te ne accorgi quando li inviti nei locali….che non hanno più di 10 o 15 minuti di repertorio, che hanno bisogno di una spalla, o di qualcuno che apra perchè da soli non riuscirebbero a reggere una serata intera..Posso solo dirti che gli autori di Colorado hanno perso una possibilità di lanciare un comico in gamba, e che la tua bravura non si misura in 5 minuti di televisione!
    Continua a scrivere, continua ad esibirti e speriamo di vederti presto a Collegno!!
    Tina

    • PietroS aprile 19, 2012 a 11:47 am #

      ciao Tina,
      grazie per i complimenti.
      Il mio post è solo una cronaca dell’accaduto.
      So solo che se tutti i comici riuscissero ad avere una linea comune forse cambierebbe qualcosa. Il problema serio è che se arriva la chiamata dalla TV tutti rispondo si.
      Scusa adesso ma mi sta chiamando Colorado…e dirò di si naturalmente!

      • ananasblog aprile 19, 2012 a 12:01 pm #

        >Il mio post è solo una cronaca dell’accaduto.

        E’ una cronaca che fa ridere. Credo che i tempi siano maturi per raccontare cos’è successo in questi ultimi 10 anni: un misto di kafka e Ionesco in salsa televisiva. Si tratta di un’occasione unica: un microcosmo che è impazzito e si è chiuso in sé stesso, forse metafora della stessa esperienza umana su questa terra… L’A

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