Sto Classico (e il declino dell’impero comico)

9 Mag

La Pupa e il Grillone? Drive In Pinocchio?

Ieri sera è andata in onda la prima puntata della serie comica “Sto Classico” dedicata a Pinocchio. E’ stata immediatamente rinominata “STOP classico” perché il format sembra aver dimenticato la lezione del glorioso passato legato a questo tipo di comicità (I Promessi Sposi del Trio su tutti). Il pubblico non sembra aver gradito troppo: 1.957.000 telespettatori, 7.44% di share.

Il prodotto rappresenta perfettamente la fase di declino dell’attuale impero comico: comicità basata sullo stile dell’ultimo Colorado (quello più fortemente mediasettizzato) con presenze femminili che richiamavano il corpo di ballo dei bei tempi di Francesca Cipriani o Nicole Minetti, con echi de La Pupa e il Secchione e richiami (addirittura) al Drive In, ma senza averne la simpatia.

Gianluca Fubelli dei Turbolenti, nei panni di Pinocchio, è simpaticissimo, ma avrebbe meritato un contesto migliore. Chiara Francini ottima fata dai capelli turchini, ma se poi interagisce con Selvaggia Lucarelli, perde tutta la sua carica. Si è capito fin dall’inizio che tirava un’aria non buonissima: è uscito Mimmo Quaqquaraqquà (DJ Angelo) con due pupone non parlanti.

E’ stata fatta una “coloradata” senza gli autori di Colorado (a parte forse uno). Una delle carenze della parodia è in fase di scrittura: tutto estemporaneo, senza prendere una direzione definita (tipo: facciamolo a predominanza musicale infarcito di centoni), c’è dentro di tutto e di più, alla riceca esasperata della gag o della battuta.

La parte musicale (5 canzoni inedite) a opera dei Gem Boy era molto debole, rispetto agli standard del gruppo (come se avessero tirato fuori il repertorio di riserva o avessero avuto pochissimo tempo per comporre. Vabbè, tanto uscivano delle belle ragazze a fare gli ancheggiamenti sexy, chi se ne frega della musica…

A volte il sottofondo era costituito dalla colonna sonora che Fiorenzo Carpi compose per quel capolavoro che fu il Pinocchio di Comencini (con Nino Manfredi). Sembrava una beffa, la negazione del passato. Stop Classico, Stop Classico, Stop Classico… nei giorni del declino dell’impero comico monopolistico italiano.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Annunci

3 Risposte to “Sto Classico (e il declino dell’impero comico)”

  1. Marco Grandi maggio 10, 2012 a 11:05 am #

    Personalmente non ho niente contro queste cose, anzi è apprezzabile che un rete televisiva una società come la Colorado film cerchi di fare cose in proprio, sperimentare, tentare e i risultati, possono piacere o non piacere, questioni di gusti personali di ognuno. Non l’ho visto e quindi non esprimo pareri, ma ultimamente quando proponi spettacoli di satira, la maggior parte degli organizzatori risponde che non è quello che vuole ascoltare la gente. Poi leggi i dati di ascolto di questa giornata e scopri Ballarò ha fatto 4 milioni di telespettatori sugli ipotetici sette canali, è la trasmissione che è stata più seguita. E qui si pone il dubbio se veramente la gente non vuol sentire parlare di politica di satira o sono gli organizzatori che non leggono i dati auditel.

  2. Anonimo maggio 9, 2012 a 11:19 am #

    La cosa più divertente è quando la voce fuori campo legge “pinnocchio ha fame torna a casa è invece di un panino trova il grillo parlante” Mentre un banner pubblicitario sotto reclamizzava gli hamburgher McDonald.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: