Archivio | giugno, 2012

Attori in difesa del diritto d’immagine: l’incontro milanese di “Artisti 7607”

28 Giu

Cinzia Mascoli di Artisti 7607

Mercoledì 27 giugno, presso la Salumeria della Musica, Milano, si è svolto un incontro dell’associazione “Artisti 7607” che è stata creata “…per raccogliere, gestire e salvare (da appropriazioni indebite e gestioni oscure) i fondi derivati dai diritti d’immagine e destinati all’assistenza degli artisti stessi”.

I diritti d’immagine (più propriamente “diritti connessi”) sono quelli che spettano non agli autori, ma agli interpreti/esecutori di un’opera e che muovono una cifra considerevole, calcolata in 60 milioni di euro l’anno.  

Fino a poco tempo fa questo denaro veniva gestito in monopolio dall’Imaie (Istituto Mutualistico di Artisti- Interpreti- Esecutori). L’Imaie ha accumulato un “ammanco” di diritti ancora da erogare  stimato attorno ai 130 milioni di euro. Dalle ceneri dell’Imaie, commissariata, è nato il Nuovo Imaie. Questa storia incredibile è raccontata in un video shock realizzato dalla stessa Artisti 7607:

Guarda il video “Una commedia italiana che non fa ridere”

 Tra gli interpreti Franca Valeri, Elio Germano, Claudio Santamaria, Valeria Golino, Continua a leggere

Annunci

la tensostruttura modulare (come se fosse antani)

26 Giu
Ananas Blog ha ormai una centrale operativa in grado di captare qualsiasi segnale arrivi dal pianeta comico. In questo caso ci siamo imbattuti nella conversazione tra C1-b4 Vignali e Kappa-15 Mozzati, attenti a progettare il futuro della risata italica.
Nello specifico assistiamo alla preparazione di un comunicato stampa… 

Michele – Gino, Gino, cosa fai?

Gino – Sto elaborando un comunicato stampa per la prossima stagione… “Sono previste grosse novità, stiamo pensando a un ritorno alle origini…”

Mic – Ritorno alle origini? Mi piace! Torniamo all’atmosfera a metà tra il teatrino e il circolo Arci di “Su la testa”?

Gi – Non esageriamo,  mi metterebbe tristezza. Se non ci sono almeno Continua a leggere

Anatomia di uno zimbello (televisivo)

23 Giu

Uno dei fenomeni peculiari del bizzarro mondo comico televisivo italiano è la figura dello “Zimbello”, detto anche “Riempitivo”. Si tratta di una figura destinata a passare, che viene messa in tv proprio per la sua debolezza comica. Il vero problema è questo: lo Zimbello sa di esserlo, oppure è preda di aspettative segrete e struggenti?

Nel primo caso si tratterebbe di un gioco condiviso, nel secondo di una forma di crudeltà, carica di un cinismo disgustoso. Siamo sul filo: potrebbe essere un modo irresponsabile di usare le persone oppure una fucina di talenti… ah saperlo!

Lo zimbello (o Riempitivo) viene valorizzato ben oltre i suoi meriti. E’ come se i capi ci dicessero: “Oh che giusti che siamo, quanto siamo fighi, creiamo l’oro dal nulla!”. Allo stesso modo gli altri comici, i conduttori risaltano nella Continua a leggere

Natale senza Zalone (rimandato il film)

22 Giu

Checco Zalone ha appena dichiarato di voler riscrivere il suo prossimo film (doveva essere dedicato alla crisi), ciò farà saltare l’attesa uscita natalizia. La domanda che inizia a serpeggiare è: si tratta di fenomeno, un genio, oppure di uno bravo ma sopravvalutato, che non ha molto da dire, la cui parabola è destinata al declino?

Il fenomeno non è nuovo. Giovanni Vernia si è appena schiantato sul suo debutto cinematografico, molti fenomeni televisivi sono già down, c’è in atto una fuga di spettatori dalla comicità (leggi post). 

Il “Sacha Baron Cohen italiano” non parlerà di crisi perché Continua a leggere

la grande abbuffata (uscite ridendo, con le mani alzate)

21 Giu

Si sta preparando una lunga estate calda in cui il rifiuto del pubblico verso il genere comico aumenterà, complice anche la crisi generale. Eppure il settore non ha subito la concorrenza devastante del web e del dowload gratuito com’è successo all’industria discografica, ma ha fatto peggio: si è concentrato sui guadagni di pochi, in modo parassitario.

La crisi parte da lontano: dal bombardamento di banalizzazione televisiva e dalla diffusione a macchia d’olio della cultura del “lavoro gratuito”. In questo quadro, chi ha in mano il potere ha deciso di aumentare a dismisura l’esposizione televisiva che tanti danni ha già fatto. Siamo bombardati, come se dovessimo arrenderci.

Veniamo da una stagione di Colorado che l’illustre Aldo Grasso ha definito di serie C.

Poi a ruota c’è stato uno Zelig Off sgonfio (accoppiato al canto del cigno di Ale & Franz).

Subito dopo è partita la Continua a leggere

lo share: me’ cojoni!

19 Giu

Gioachino Belli

Pubblichiamo il sonetto di un poeta romano di strada, bordellatore e dedito alla gozzoviglia, uomo sarcastico, vicino al popolo e devoto di Giuseppe Gioachino Belli.
I suoi strali vengono indirizzati verso lo “share” quell’unità di misura per cui, più una trasmissione è lunga e pallosa, più si ritiene abbia successo.
LO SHARE
Stavo guardando la televvisione,
na mmerda che nun se poteva dire
pare che la richiammano “ficscione”:
so’ storie fatte male da morire;
 
e dico “pu’, ammazza ‘e zozzeria!”
come l’ammerecano di Albertone
e mentre faccio per andare via
sento na voce che me fa: “Cojone!”
 
“’Sta ficscio c’ha un ascolto eccezionale
e sta piacendo a tutta la nazione
lo share è un metro costituzionale
 
popolo forse bue ma no caprone!”
E in seguito a ‘sto dubbio culturale
so’ diventato fan della ficscione.
 

Ananas Blog  (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Burocrati in lotta tra loro

18 Giu

persona o euro che deambula?

La terza parte del saggio “I Buratori (burocrati autori)”, in cui si faceva un parallelo tra il caporalato e l’autorato comico, ha creato una certa impressione. Alcuni lettori hanno segnalato la strana guerra che si sarebbe accesa durante gli ultimi provini tv. Scopo? Denigrare gli altri comici e spingere i propri.

Per esempio i conduttori (anch’essi autori) prendevano di mira i “comici altrui” tramite il gioco della denigrazione, che potrebbe essere un espediente scenico ma, a detta dei testimoni, era smaccatamente di parte. Allo stesso modo c’era la presentazione svogliata e quella pompata al massimo (facile indovinare verso chi…)

La lotta per spingere il proprio Continua a leggere

Alcune proposte per contrastare la crisi e tornare a crescere

16 Giu

la produzione innanzi tutto

Premessa: il vero indicatore della crisi è misurabile soprattutto sul live, cioè su quel lavoro pagato per esibirsi di fronte a un pubblico. Questo è vero soprattutto adesso che non lavorano neanche quelli che appaiono in televisione.

C’è una fuga di telespettatori dalle trasmissioni comiche coi budget investiti in crash verticale. D’altronde il calo dell’appeal televisivo non è stato ancora compensato dall’avvento delle cosiddette nuove tecnologie che, anzi, sono andate a occupare spazi generalmente appannaggio dei cabarettisti.

Allora che fare, se non rassegnarsi a un impoverimento inevitabile? Proviamo ad avanzare alcune proposte basate sul buon senso.

LA FRONTIERA DEL WEB – Occorre una strategia basata su un semplice principio: come ricavare soldi dal web, cioè da uno spazio cui gli utenti accedono e condividono i contenuti quasi sempre gratis. È un problema generale, ovviamente.

A parte Beppe Grillo che è diventato uno degli uomini più potenti d’Italia, a parte molti tentativi spesso velleitari, la comicità non sembra battere colpo. Eppure sarebbe adatta al mezzo in questione, proprio perché produce gag e battute caratterizzate sia da brevità che da efficacia.

Il ruolo che fu del comico è stato in gran parte coperto dagli utenti. Maurizio Crozza elaborò delle battute sulla nevicata a Roma senza sapere che altri le avevano già messe su Twitter. Non aveva copiato, ma la rete era stata più veloce.

Chiunque posti qualcosa su Facebook ne cede i diritti automaticamente. Allo stesso modo i suoi sketch possono finire tipo su Media Video e lui può sperare di avere molti contatti, ma di quegli sketch ha già ceduto la proprietà a Mediaset. Questo è il gradino principale: rimanere proprietari di ciò che si fa.

L’altro problema è che le trasmissioni comiche hanno preso una deriva che le allontana inesorabilmente da ciò che va sul web: affliggono lo spettatore anche con 3 ore di comicità forzata, piena di cose ritrite che non fanno ridere. Si è arrivati al paradosso di Italia Coast2Coast in cui si cercava di coniugare la rete con ciò che fa scappare la gente verso la rete (il varietà palloso).

La rinascita comica (e creativa) sul Web partirebbe dall’avere una strategia e degli investimenti (oltre a un’idea forte), ma soprattutto dal rimanere padroni di ciò che si fa.

MORATORIA – Per far rifiatare l’intero settore occorrerebbe almeno un anno di moratoria sulle trasmissioni comiche. Il principio è semplice: si combatte la nausea da cibo smettendo di ingozzarsi. Poi tornerà l’appetito. Lo stop televisivo darebbe un po’ di tregua anche al live: tornare a vedere spettacoli dal vivo.

La cosa è talmente vera che i capoccioni zelighiani stavano pensando a una pausa (coincidenza) di almeno un anno. E’ già avvenuto in passato e ha funzionato. Zelig Circus saltò una stagione e subito dopo Bananas srl prese a macinare utili e fatturato (e visibilità e popolarità). Invece, contro ogni logica, si sta pompando una sovraesposizione comica senza precedenti (in un post successivo vedremo come si sta sviluppando e si svilupperà la “grande abbuffata”).

Operazioni tipo Sto Classico sono controproducenti, infondono l’idea che i comici non facciano ridere, siano grezzi, dilettantistici e poco spontanei. Può essere che facciano incassare qualche euro a qualcuno, ma contribuiscono al rifiuto della comicità.

Andare avanti compulsivamente è un segnale di grande insicurezza, spesso dettato dalla paura che, se si abbandona uno spazio, lo si perderà per sempre.

LABORATORI  – Il rapporto tra abbuffata di laboratori e decremento del live e della qualità comica televisiva è acclarato. Il blog ha più volte auspicato uno sfoltimento dei laboratori, soprattutto di quelli finalizzati alla tv. Il sistema è tenuto su da una ragnatela di interessi e di speranze trasversali (quasi sempre fasulle) difficili da districare. Sarebbe sufficiente metterli “in regola” per ottenere una riqualificazione e una diminuzione del loro numero.

Basterebbe suddividerli in televisivi (finalizzati a produrre sketch per note trasmissioni tv), in cui si regolarizzerebbe la SIAE e l’ENPALS, la contrattualizzazione e in quelli non televisivi, cui spetterebbe il compito di rilanciare la creatività (mai così scadente) dell’italica risata. Un laboratorio non tv lavorerebbe su sketch ex novo, elaborati col lavoro effettivo degli autori.

Bene, queste sono 3 proposte semplici: la prima (il web) totalmente nelle nostre mani per quel che riguarda iniziativa e inventiva e favorita dall’espansione costante del mezzo; la seconda (moratoria) risponde anche a necessità percepite dagli stessi capoccioni; la terza (laboratori) è ineludibile prima che ci pensi il mercato (a lungo andare) a estinguerla (per mancanza di risultati a fronte delle enormi energie finanziarie, fisiche e creative investite).

 Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Questa sera Aniene 2 – di Corrado Guzzanti, il numero 1

14 Giu

il formidabile eroe coatto Aniene

Dopo un anno di attesa, la pazienza è stata premiata. Questa sera su Sky Uno ci sarà Aniene 2 (molto rigore per nulla) del nostro comico numero uno: Corrado Guzzanti. Aniene andò in onda in un’unica puntata il 10 giugno 2011 e fu un evento indimenticabile, in cui spiccava l’omonima figura inetta del supereroe coatto e con problemi di comunicazione col padre.

“La trasmissione ha segnato il ritorno in televisione di Corrado Guzzanti dopo nove anni (durante i quali il comico ha compiuto sporadiche apparizioni a Parla con me e Vieni via con me). ” (da Wikipedia).

Lo stile sarà quello già sperimentato: sketch fulminanti, spesso di durata o di struttura non convenzionale. Poca concessione alle regole del varietà televisivo. Si annuncia il ritorno di Lorenzo, il grandioso studente semianalfabeta e una parodia di Rambo, in cui si fa notare che i comici senza più Berlusconi sono come i reduci dal Vietnam.

Nel cast Marco Marzocca, Paola Minaccioni, Lillo, Max Paiella, Massimo De Lorenzo.

Corrado Guzzanti gode di una certa ritrosia, non ama serializzare la sua comicità, va in tv solo quando sente di avere qualcosa da dire. Usciremo dalla visione di Aniene 2 con ancora una certa voglia, così come ci si dovrebbe alzare da tavola ancora con un filo di appetito, invece di abbuffarsi fino alla nausea.

Comunque avremo assistito all’esibizione di un numero 1 e di questi tempi è cosa abbastanza rara.

Ananas Blog

I Buratori (burocrati autori) terza parte

12 Giu

ce l’hai un pezzo da 5 minuti sul Velociraptor?

In che modo la professione dell’autore comico è diventata una sorta di caporalato.

Ecco la terza e ultima parte di una ponderosa analisi sulla strana figura dell’autore Zelig (e dell’autore comico moderno in generale), scritta in collaborazione con Omar Bashuner. Si tratta di un imperdibile racconto,  che a molti potrebbe risultare amaro per le verità che mette in evidenza. I buratori, tra l’altro, potrebbero rischiare l’estinzione in seguito alla grave crisi (televisiva e live) che investe il settore.
TERZA PARTE (Caporalato, credibilità, usare la speranza, la “bolla cabarettistica”).

Il caporalato (vedi definizione su Wikipedia) è un fenomeno spesso legato al crimine organizzato, nulla che vedere con ciò di cui stiamo parlando, anche se in senso lato ci sono delle analogie.

Il caporale sceglie tra lavoratori in nero, li conduce in luoghi di lavoro abusivi, prende una percentuale sulla paga già bassa del lavoratore.

Gli autori devono “radunare” un certo numero di comici, alcuni dei quali verranno “convocati”. Il lavoro nei laboratori è parzialmente abusivo, nel senso che non viene riconosciuta l’Enpals, la Siae non finisce agli aventi diritto, le liberatorie quasi sempre riportano una realtà che sul palco non esiste. Spesso si firma per “improvvisazione” o per “affetto e benevolenza” cosa che esimerebbe dal riconoscere una retribuzione.

I selezionati dai caporali prendono una paga Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: