terremoto: che fare

2 Giu

Protezione Civile Emilia Romagna

In attesa che i comici (con la consueta generosità) diano il loro contributo solidale ai terremotati, con spettacoli, “partite del cuore” e raccolte fondi, è importante iniziare a capire come dare un aiuto fattivo. Inveire contro il 2 giugno può essere anche giusto, ma a cosa ci porta? Un articolo sul Corrieredellasera.it, elenca i percorsi con cui si può arrivare a diventare volontari.

Leggi articolo sul corrieredellasera.it

“Innanzitutto per fare il volontario nelle zone del sisma bisogna essere iscritti ad una delle tante associazioni che fanno parte della Consulta della Protezione civile (http://www.cpvpc.it/home.php). Non un’associazione qualsiasi dunque, ma solo quelle che ne fanno parte. Quindi per occorre cercare nella propria città o paese un’associazione che faccia parte della consulta della Protezione civile, e iscriversi.”

C’è anche un passaggio interessante per la “gente di spettacolo”:

“In particolare si cercano ingegneri, geometri e architetti ma anche alloggi per persone con sclerosi multipla la cui abitazione è stata danneggiata dal sisma. Infine, ma non ultimo, dei «semplici» animatori per bambini.”

Insomma, anche questo sarebbe un bel modo di aiutare: dare un sorriso ai bambini, un lavoro gratuito da parte della comicità (questa volta davvero utile). Ovviamente ci sono tanti modi di contribuire, come la donazione di 2 euro mandando un sms al 45500 (ne mando uno anche adesso, click!).

Pare che si stia diffondendo (per ignoranza o peggio per interesse) la notizia che il terremoto comprenda anche le città d’arte e la riviera dell’Emilia Romagna, che in realtà sono in sicurezza, come denuncia il Ministro del Turismo Pietro Gnudi. (leggi intervista al Ministro del Turismo)

 «Si sta diffondendo, soprattutto nei Paesi esteri, l’idea che il terremoto abbia riguardato tutta l’Emilia Romagna. Piovono disdette per le vacanze sull’Adriatico».

Sta partendo una campagna di “controinformazione” per ristabilire la verità. Il crollo del turismo in Emilia Romagna è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno. Un suggerimento per chi non può fare a meno di smanettare sui social network: contribuire a diffondere la verità? Sì, va bene inveire contro il Papa, ma poi bisogna anche ricostruire.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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