La SIAE diventa una SPA?

12 Giu

l’articolo su L’Unità

La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) è commissariata dal 2011, dall’allora governo Berlusconi. Il nuovo statuto è stato redatto da due commissari nominati da Gianni Letta, ma tenuto ancora segreto. Ieri su L’Unità è apparso un articolo in cui si anticipavano i contenuti del documento.

(Leggi articolo su L’Unità.it)

“A una prima lettura appare lampante come nel nuovo statuto l’assemblea, eletta da tutti gli iscritti, sia ridotta a organo puramente formale, mentre il potere passa nelle mani del «Consiglio di gestione», né più né meno che un CdA. Viene poi accresciuto il potere del voto pesante, per cui all’iscritto – editore o autore – che incassa di più corrisponde un voto che vale di più rispetto agli altri. Il modello, ben noto, è quello delle SpA…”

“Il nuovo statuto è invece favorevole agli editori, tant’è che negli organi elettivi i rappresentanti restano divisi a metà, mentre nel resto d’Europa sono per due terzi appannaggio degli autori e solo per un terzo degli editori. Tuttavia per la sua missione istituzionale e non solo economica, Siae gode, unica in Europa, di un regime di monopolio. Se ridotta a una SpA distributrice di soldi, si spalancherebbero le porte alla richiesta, avanzata già da tempo, di cessazione del monopolio e di creazione di analoghe società in regime di concorrenza.”

Insomma, si paleserebbe una SIAE in cui gli editori contano di più, conta di più chi incassa più soldi, in cui si aprirebbero le porte per una possibile fine del regime di monopolio.

“Rimodellare Siae come una SpA è dunque doppiamente impegnativo, sia perché ne cambia radicalmente la natura, sia perché potrebbe comportare un suo ridimensionamento, per la probabile nascita della concorrenza. È però una opzione possibile, se scelta secondo le regole di un «ente pubblico economico a base associativa», quale appunto è Siae. Nelle istituzioni associative è la base – gli iscritti aventi diritto – a farsi carico di redigere o fare redigere lo statuto, anche attraverso l’elezione di rappresentati, di discuterlo, modificarlo, infine di ratificarlo con il voto.”

Insomma, la solita “poca trasparenza italica”. Oggi, 12 giugno, i lavoratori SIAE sono in sciopero e le sedi chiuse (i dipendenti si sono visti disdire il contratto in via di rinnovo).

Per quel che riguarda il cabaret, queste tematiche sono aliene. Il settore viene da 10 anni di finte liberatorie in cui si cedevano tutti i diritti in nome della speranza di andare in tv (anche a chi non sarebbe andato in tv). Siamo ben lontani dall’avere, non diciamo una minima rivendicazione, ma dalla possibilità di contare qualcosa.

Il giovane cabarettista è incoraggiato a essere espropriato della propria creatività. Quelli anziani ne sono consapevoli, ma non si rendono conto di essersi condannati (non solo grazie a questo) a non contare nulla.

Scusate se vi ho svegliato. Potete continuare a dormire…

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: