la tensostruttura modulare (come se fosse antani)

26 Giu
Ananas Blog ha ormai una centrale operativa in grado di captare qualsiasi segnale arrivi dal pianeta comico. In questo caso ci siamo imbattuti nella conversazione tra C1-b4 Vignali e Kappa-15 Mozzati, attenti a progettare il futuro della risata italica.
Nello specifico assistiamo alla preparazione di un comunicato stampa… 

Michele – Gino, Gino, cosa fai?

Gino – Sto elaborando un comunicato stampa per la prossima stagione… “Sono previste grosse novità, stiamo pensando a un ritorno alle origini…”

Mic – Ritorno alle origini? Mi piace! Torniamo all’atmosfera a metà tra il teatrino e il circolo Arci di “Su la testa”?

Gi – Non esageriamo,  mi metterebbe tristezza. Se non ci sono almeno 20 telecamere e 3 TIR regia mi viene il magone. (Come se leggesse i titoli di testa, compiaciuto) “Vocal Coach…  Steady Cam… Hair stylist…”

Mic – Ripeschiamo il programma alternativo, ma fatto in casa Mediaset e ad alto budget! Tipo: “da un’idea di Jacopo Fo o di qualche altro figlio di un premio Nobel”, come abbiamo fatto con Scatafas..

Gi – Sssssssh! Quel nome non lo devi neanche pronunciare! Scatafascio non esiste… ripeti con me: “Scatafascio non esiste”.

Mi – Scatafascio non esiste, Scatafascio non esiste… Scatafascio non è mai stata prodotta…

Gi – Bravo. Sai quanto ci è costato ritirare tutti i beta del programma e bruciarli uno a uno nelle notti di plenilunio, recitando formule magiche contro la “sfiga di sinistra”!

Mi – Lo so, lo so. Allo stesso modo abbiamo fatto un lungo percorso interiore per liberarci del ricordo di Radio Popolare…

La fronte di Gino si corruga come se vedesse periferie tristi, immerse nella nebbia e operai stanchi che si recano in squallide case del popolo. Rabbrividisce. Qualsiasi cosa gli sia venuta in mente, la scaccia scrollando la testa. 

Gi – Leggi qua cosa sto scrivendo: “Torniamo a una tensostruttura modulare, ben diversa dalla platea luccicante degli Arcimboldi”.

Mi – Scusa, non ho proprio capito tanto bene. Mi gira un po’ la testa. Ho appena bevuto 3 birre con Raul & Cremona… sto cercando di convincerli a non separarsi. “La coppia è un punto di forza” ho detto loro. 

Gi – (Vorrebbe fargli un predicozzo contro gli effetti di 3 birre medie di fila, ma si trattiene) Te lo traduco in italiano: torniamo a una struttura tipo quella di Zelig Circus.

Mi – Vuoi dire che passiamo da un palco enorme, quello degli Arcimboldi, a un altro palco enorme…

Gi – Esatto.

Mi – … e che passiamo da un pubblico di migliaia di persone a un pubblico di migliaia di persone…

Gi – Esatto.

Mi – … Che guardano la solita rassegna di comici…

Gi – Bravo!

Mi – Non cambia un cazzo!

SI GUARDANO. MICHELE CAPISCE. I DUE RIDONO.

Gi – Vabbè, ci siamo fatti 2 risate… adesso finiamo il comunicato stampa: “Il gruppo autorale Zelig è già al lavoro sulle nuove idee…”

Mi – (Ride)

Gi – Se ridi a ogni battuta non finiamo più!… “Il gruppo autorale Zelig è già al lavoro sulle nuove idee… guidato da G. Bozzo”…  E’ giusto citarlo sempre. Ci voglio bene io al Gianfranco.

Mi – Giancarlo…

Gi – Giusto, Giancarlo!

Mi – A proposito, e il Carlo?

Gi – La gente non è ancora preparata, non capirebbe. il Carlo teniamolo nascosto…

Mi – Come Scatafascio?

Gi – Esatto, come Scatafascio.

Mi – come Radio Popolare?

Gi – Oh Signùr, non dire quel nome! (Fa un gesto di scongiuro toccando uno Swaroski)

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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Una Risposta to “la tensostruttura modulare (come se fosse antani)”

  1. Alter Bactaer giugno 26, 2012 a 9:49 am #

    Il circo nuova idea? Ma mi faccia il piacere! A parte “Su la testa” e l’attuale Paolino Rossi su Cielo, Vittorio Gassman aveva portato il suo lavoro di attore sotto lo chapiteau già nel 1960 fondando il T.P.I. – Teatro Popolare Italiano. Fu una proposta davvero innovativa per quei tempi: i suoi spettacoli, allestiti in una grande tenda da circo, girarono per tutta l’Italia riscuotendo grandissimo successo, e non si trattava certo di robetta: Adelchi di Manzoni, Orestiade di Eschilo (tradotta appositamente per Gassman da Pasolini), Un marziano a Roma di Flaiano. Soltanto la sua interpretazione di Questa sera si recita a soggetto di Pirandello suscitò critiche e discussioni, ma sempre a teatro (pardon, circo…) pieno. L’iniziativa si concluse sia per le difficoltà organizzative e logistiche inevitabili per uno spettacolo viaggiante di quel calibro, sia per gli impegni cinematografici del grande attore.

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