Misteri della comicità italiana: I Panpers

5 Ott

Yahoo Trapped?

I Panpers, il duo comico di Colorado composto da Andrea Pisani e Luca Peracino, sono stati recentemente al centro di un’accusa di plagio da parte di Marco Capretti, che ha ritenuto il loro pezzo Yahoo Panpers troppo simile alla sua parodia di Yahoo Answer (leggi post sull’argomento).

I Panpers (soggetti a una serie di commenti dai toni a volte offensivi, su Facebook) si sono sentiti in dovere di editare un video di risposta (guarda: la vera storia di un finto plagio), in cui sostanzialmente sostengono che il loro pezzo è basato sul meccanismo “domanda risposta” con domande inventate, al contrario di Marco che prende una domanda davvero apparsa online e la commenta in modo ironico (guarda pagina Fecebook di Marco Capretti).

Uscendo dal “merito della questione” rimane un dato di fatto: sarebbe stato meglio togliere tutto. Il pezzo “Yahoo Panpers”, per una strana vendetta del destino,  è infatti di gran lunga il peggiore di questa edizione di Colorado: battute singolarmente scadenti, recitate malissimo, coi tempi comici (ammesso che ci siano) davvero approssimativi (guarda il video della terza puntata)

Cito: “Scusate è possibile pisciare per finta?… sì, adesso vai a cagare sul serio…” oppure:  “Sono ad Amsterdam, come faccio a prendere i funghi?… Fai la doccia senza ciabatte…”; “La mia ragazza mi tradisce con mio papà, mio zio, mio fratello, che mi dite?… Lo so, sono tuo cugino…”.

Ma ritorniamo al “merito della questione”: la tesi dei Panpers è un po’ debole per due motivi. Il primo motivo è che tutta la comicità televisiva funziona per similitudini, nel senso che ogni pezzo della scaletta occupa una “casellina” e in quella casellina stanno tutte le cose simili tra loro. Una parodia di Yahoo Answer basata su domande e battute di risposta va a escludere qualsiasi altro faccia qualcosa di similare.

Queste sono le regole. Sono molto rigide. Non ne esistono altre nell’universo comico televisivo italiano. Se per esempio portassi a Zelig delle entrate a schiaffo parodia delle trasmissioni televisive, mi sentirei rispondere “grazie, ma lo fa già Paolo Labati”.

Il secondo motivo è anche quello principale di lamentela da parte di Marco Capretti: egli un anno fa presentò il suo pezzo a Colorado davanti a tutti gli autori e a tutto il cast. Il pezzo fu rifiutato. Poi lui si è trovato qualcosa di simile in tv. Se non si capisce la grave scorrettezza di ciò, allora tanto vale non discutere neanche.

L’ambiente sembra soffrire di questa trasandatezza, mancanza di rispetto, dimenticanza del lavoro e della fatica altrui. I provini sono solo un gioco al massacro e basta.

Comunque, ascoltate le ragioni dei Panpers, si può lo stesso obiettare che i due pezzi sono molto simili sia nella struttura che nella presentazione (insomma, nel concept).

UNA CRITICA COSTRUTTIVA

Devo parlare molto male dei Panpers, artisticamente. Ma cercherò di non essere distruttivo, di fare delle proposte. Il loro mistero è il seguente: si può fare comicità con la simpatia? Loro due (uno di più, l’altro di meno) sono afflitti da un desolante dilettantismo, da una recitazione dopolavoristica, spesso si mangiano le parole, in loro si vede la totale mancanza di gavetta, di tirocinio, di lavoro sull’attore e sui tempi comici e sulla postura (uno un po’ di meno, l’altro un po’ di più). La cosa grave è che col tempo non sono migliorati. La sciagurata recitazione di “Sto Classico”, per esempio, avrebbe dovuto  far scattare più di un campanello d’allarme.

I Panpers, che sicuramente hanno avuto un certo successo televisivo, hanno occupato una precisa casellina di marketing: i ragazzi carini e un po’ buffi che piacciono ai teen-ager. In ciò che fanno non è richiesto di migliorare. Svolgono il loro ruolo. Quando si “esauriranno” verranno sostituiti da qualcosa di simile.

È scandaloso che nessuno abbia mai sollevato il problema e non li abbia costretti a prenderlo di petto. Il suggerimento è di iniziare immediatamente un lavoro intensivo sulle loro corde attoriali, soprattutto di concentrarsi su quella magia ineffabile che è costituita dai tempi comici. Se sono simpatici vuol dire che hanno delle doti (ma questo non è sufficiente). Dovrebbero far partire una full immersion attoriale subito! (ecco la soluzione).

UN’ABITUDINE CONSOLIDATA

Bisogna dire che la “comicità senza i tempi comici”, ma fatta solo con la simpatia è un’abitudine diffusa. Si potrebbero fare molti altri esempi, anche ai massimi livelli. L’invasione dei “non comici” è iniziata attorno al 2004 quando gli Zelig Lab iniziarono a pompare molti pseudo talenti.

Ricordo una sera Paolo Migone (comico tecnicamente ineccepibile) che si lamentava perché alcuni nuovi comici di Zelig Circus nei loro sketch “sbagliavano tutto”. Aveva ragione. Quei comici sono praticamente scomparsi dalla circolazione. Personalmente ritengo che (per fare un nome e un esempio) Giovanni Vernia fosse fin dall’inizio destinato a ridimensionarsi: simpaticissimo, col personaggio giusto, col tormentone giusto, nella casellina di marketing giusta, era afflitto dall’evidente mancanza di tempi comici. Poi non ci si deve stupire se uno tenta il difficile salto cinematografico e si schianta.

Ma siamo in Italia, paese in cui (finché dura) si può fare comicità senza avere i tempi comici.

R. Gavelli Amministratore di Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

PS Andrea Pisani è stato contattato su Facebook per avvertirlo dell’articolo, per eventualmente discuterne in anticipo i contenuti, ma non ha dato risposta.

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21 Risposte to “Misteri della comicità italiana: I Panpers”

  1. anonimo dicembre 28, 2013 a 11:47 pm #

    Qual’e` il vostro problema?
    Probabilmente si i panpers sono seguiti da un pubblico giovane e forse e` perche` anche loro sono giovani e la pensano come loro. sono seguiti da un pubblico giovane che al contrario vostro ha senso dell’umorismo.
    E poi prima di giudicare e sraparlare consiglio a coloro che scrivono gli articoli di informarsi.
    Perche i panpers ne hanno fatta di gavetta sono passati dai cabaret a piccole e non molto famose serie tv(su disney channel)
    poi colorado e ora un film.
    E poi si siamo in italia come dite voi dove le persone non sanno fare altro che criticare gli altri.

    • ananasblog dicembre 29, 2013 a 9:55 am #

      urca, Disney Channel come Britney Spears… passano tutti da lì 😉

    • Anonimo misterioso gennaio 7, 2014 a 12:38 am #

      Ciao Anonimo, in realtà in Italia si dice differente ovvero: Quello col calcio in culo va avanti! Gavetta un cavolo, comparire in una serie tv su disney channel vuol dire che qualcuno ti ha dato una spinta 😉 Ma non voglio parlare di questo, quello che mi ha sorpreso è il tuo commento, privo di significato, dove dici : LORO SONO GIOVANI, I GIOVANI LI SEGUONO. Io sono più piccolo di loro di 3 anni, sono del 90, e sinceramente, una sera facendo zapping sulla tv ( computer morto ) ho visto colorado, dato che erano anni che non lo vedevo ( prima faceva almeno stridere i denti, ora invece fa proprio schifo ) e c’erano questo duo, e non capivo dove fosse la comicità … Fidati, non è pubblico giovane/adulto/vecchio, ma su come in Italia venga presa la comicità ( colorado in un altra Nazione sarebbe trasmesso su un canale sconosciuto ) . Un esempio:
      Fuga di cervelli, film italiano, una scorreggia, la sala ride ….

      Se ridi per una scorreggia, beh, stai messo veramente male. Non scambiamo la merda per la cioccolata eh! La comicità esiste, ma non in questi personaggi! Ma si sa, basta avere un calcio in culo e pure se sei penoso, fai la tua strada!

      PS: Pure Zelig oramai è calato di qualità, ma l’italiano è stupido, se gli dai una scorreggia, qualche battuta sulla suocera, un dito nel naso e qualche stereotipo come il napoletano amico di tutti od il milanese stressato, beh non mi stupisco che ancora noi ( a differenza della Spagna ) siamo ancora in crisi!

  2. Anonimo dicembre 20, 2013 a 8:51 pm #

    e smettila!!!!! sono troppo toghi….

    • Anonimo misterioso gennaio 7, 2014 a 12:40 am #

      Si si 😉 troppo toghi per la gente che a malapena fa 1+1

  3. Anonimo novembre 18, 2013 a 10:13 pm #

    Non serve offenderli in questo modo, sono due ragazzi che magari stanno cercando di coltivare le loro passioni ed ambizioni, forse con un po’ troppa superbia, ma comunque non mi sembra meritino tutto questo accanimento nei loro confronti. E poi se li hanno accettati a recitare in una fiction di grande successo (Una grande famiglia, però solo Luca) vorrà dire che qualcosa in loro lo hanno visto.
    Detto questo, io stessa credo che non siano il massimo della comicità, ma alcuni loro sketch e video sono davvero simpatici, penso che con la pratica possano migliorare e ottenere ottimi risultati.

  4. Anonimo gennaio 30, 2013 a 3:49 pm #

    Noto una certa invidia… Credo che i comici che giungono a Zelig e Colorado meritino a prescindere piu’ RISPETTO.

  5. LINES ottobre 27, 2012 a 7:33 am #

    (http://youtu.be/XtNqMjgdGkM)

    ORA I PANNOLINI RILASCIANO SEMINARI SULLA COMICITA.
    E PROPRIO VERO CHE LA TELEVISIONE ESALTA LA ******* *** GENERE UMANO E MANDA A FRITTELLE L’UMILTA.

  6. Anonimo ottobre 16, 2012 a 8:33 am #

    Ciao a tutti! Io i Panpers li ho visti in azione al Cab41 di Torino prima che andassero in televisione. A me han sempre fatto ridere e sono felice per la loro carriera. Da quando in qua esiste un comico che fa ridere tutti? (a parte i soliti due E.Fe** e S. Ber..)? Davvero esiste un unico giudizio uguale per tutti? Ma in che mondo vivete?
    Saluti

  7. ORIUNDO ottobre 8, 2012 a 7:57 am #

    sei prevenuto
    non è il pezzo peggiore
    sono solo battute

  8. Anonimo ottobre 7, 2012 a 5:56 pm #

    Meno male che quest’anno era un annata di funghi buoni, come era stato detto. non oso immaginare il contrario altrimenti

  9. Alter Bactaer ottobre 7, 2012 a 3:03 pm #

    Era ora! . Basta con il buonismo peloso alla fabiofazio, quando ci vuole ci vuole. Ci voleva tanto a dire che alcuni comici televisivi, soprattutto i due ragazzini in questione, fanno…diciamo così…stimolano…tutt’altro che la risata? Sono destinati chiaramente ad una certa fascia di pubblico pisciasotto (per via dell’età), come lo erano i Pali e Dispari, poi accantonati per raggiunti limiti di età. Inutile girarci intorno: non sono all’altezza di apparire in video e se lo fanno è soltanto perché sono cambiate le cosiddette “regole d’ingaggio”. No, non c’entra la guerra che adesso chiamano missione di pace, c’entra piuttosto l’iniquità di chi decide. Petrolini, ad uno spettatore rompicoglioni in piccionaia, disse una sera (più o meno): “Non ce l’ho con lei ma con i suoi vicini… che ancora non l’hanno buttata di sotto!”. Ecco: non prendiamocela con la comicità che si autodefinisce dando il nome di un pannolino ai suoi interpreti, ma con chi permette a questa situazione di esistere e poi, ancora più grave, di perdurare senza accenni di miglioramento.

  10. Anonimo ottobre 6, 2012 a 4:40 pm #

    Francamente non mi trovo d’accordo. Trovo il tuo blog molto interessante, caro gavelli, ma
    Quando dai un giudizio, dovresti essere meno parziale. Anzitutto credo che i Panpers non siano meno “fastidiosi” del tuo adorato chiodaroli, che oltre a proporre sempre lo stesso pezzo, non credo piaccia ai giovani (almeno loro lo fanno) nè risulti ai più, simpatico! Poi il fatto che Aldo Grasso lo abbia definiti da “dopolavoro” non dovrebbe portare te, autore, a dover necessariamente usare lo stesso termine! Un po’di originalità ! È quella che fino ad ora, mi ha fatto amare questo blog!

  11. rael ottobre 6, 2012 a 11:21 am #

    Si può dire tranquillamente che quello a sinistra non fa ridere, mentre quello a destra sembra più nella parte ma è incerto con la voce e sembra un po’ agitato.

  12. giovanni ottobre 5, 2012 a 11:47 pm #

    In effetti mi sembra 5anni a Colorado siano tanti e non possano permettere evoluzioni :
    come nelle fiction vedi che i bambini diventano ragazzi ma sempre quello è il loro ruolo,se poi i due ragazzoni perseguitano a chiamarsi Panpers,fare schecht e il progetto che ne segue……..nel frattempo metter su l’ennesima scuola,accademia per aspiranti comici a Torino! 2 panpers insegnanti sui tempi comici??? Magari un bello stop,astinenza da tv (disney channel compreso) e poi ripresentarsi uomini, attori, comici e sotto decisamente altre vesti e ruoli! Mal che vada finiscono come i Righeira (altri torinesi). Sai quanti programmi di meteore prolifereranno nel prossimo ventennio?

  13. Enrico Zambianchi ottobre 5, 2012 a 7:34 pm #

    Scusa Roberto, ma non penso tu abbia centrato la critica. Non credo che i Panpers abbiano la responsabilità di far parte di una trasmissione su una rete a livello nazionale, al di la di quello che propongono (il plagio è un altro discorso); anzi: se facendo quello che fanno (scrivono?) hanno “venduto” un prodotto, fosse anche la pernacchia ventilata schiacciando il palmo della mano sotto l’ascella, hanno fatto bene. Capisco che non possano piacere, e non li giudico direttamente anche perchè non li ho visti a quella trasmissione, ma questa critica è un po’ forzata. Ci sono schiere di “comici/he” che venderebbero la sorella per cinque minuti su quella piattaforma e sappiamo tutti che la decisione su chi va in onda segue dinamiche e percorsi che sono preclusi a chi si propone, anche in onestà di lavoro originale, che tu hai sviluppato più volte. La televisione commerciale italiana da molti anni ha fatto la scelta di proporre ad un pubblico vasto, il più vasto possibile, quello che può accontentare la maggioranza dei gusti. E’ una risposta ad una domanda che, in conseguenza a questo ragionamento, abbassa ciclicamente la propria aspettativa, una cane che si mangia la coda. Se il mezzo “mass media” fosse, più in generale, promotore di cultura, proponesse cioè dei “programmi guida” intelligenti e innovativi, allora potrebbero formarsi le fondamenta di una rinascita culturale su uno spettro ampio che comprenderebbe anche un “gusto” sulla comicità, l’umorismo, la satira etc. Non sono paroloni, è solamente la differenza su che cosa è la Televisione: a) Un mezzo che segue (passivamente) i gusti, e le richieste, della gente: b) Un mezzo che propone, e innova (creativamente) i gusti della gente. Sulla lettera b) cercano di fare un buon lavoro alcuni canali nazionali della BBC nel Regno Unito, a dimostrazione che non è impossibile, mentre sulla lettera a), come ho già detto, c’è la televisione per come la conosciamo noi. Criticare personalmente i Panpers mi sembra un operazione sterile e se ci si limita a questo livello di critica si rischia un massacro incrociato che non può portare niente di buono.
    Un caro saluto ai lettori del blog, all’autore, ai Panpers.

    • ananasblog ottobre 6, 2012 a 7:58 am #

      >Criticare personalmente i Panpers mi sembra un operazione sterile e se ci si limita a questo livello di critica si rischia un massacro incrociato che non può portare niente di buono.

      Cerchiamo di evitare il massacro verso i Panpers, però sono rappresentativi di un certo fenomeno. Se nessuno gli ha mai fatto notare educatamente le loro lacune, il sistema non è che sia malato, è inutile. L’A

      • salvio ottobre 8, 2012 a 3:54 pm #

        Si criticano i comici e loro non lo sono. Chiudiamola qui. Fanno ridere i Pampers?…NO. risolto il problema.

  14. Anonimo al quadrato ottobre 5, 2012 a 6:13 pm #

    L’assonanza alla nota marca di pannolini è palese, servono, servono a contenere ….. il cosa decidetelo voi.

    • ananasblog ottobre 5, 2012 a 6:34 pm #

      Non cominciamo a offendere, ragioniamo

      • Anonimo al quadrato ottobre 5, 2012 a 7:03 pm #

        Offendere!
        Dovrebbero essere onorati che gli ho dedicato un pensiero.

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