Mr Forest e Mannino: esordio lunedì 22 ottobre

19 Ott

quadro nuovo od opera già vista?

Sembra arrivato il momento dell’esordio per Mr Forest e Teresa Mannino, come prossimi conduttori di Zelig, Infatti i due guideranno le serate di Zelig Off live, il 22 e 23 ottobre presso il locale/tempio di viale Monza 140, Milano. La formula  sembrerebbe abbastanza strana (ma non per chi conosce la mentalità dei capoccioni di Bananas srl).

Teresa e Forest, infatti, presenteranno il meglio di Zelig Off che sta andando in onda su Italia 1. Il cast delle 2 serate è il seguente: 

Lunedì 22 Ottobre: Corinna Grandi – Federica Ferrero – Gnomiz – Famiglia Sticozzi – Maria Pia Timo – Nadia Puma – Fabio Di Dario – Le Perfide – Bondino & Ferrari  – Antonaelo Taurino – Paci & Bottesini – Andrea Perroni

Martedì 23 Ottobre: Corinna Grandi – Federica Ferrero – Gnomiz – Nadia Puma – Mario Barletta & Gaetano Massaro – Fabio Di Dario – Carnevale e Garofalo – Marco Guarena – Giovanno D’Angella – Francesco D’Antonio – Antonello Taurino – I Beoni – Short Girls.

E’ l’occasione per iniziare a sperimentare la coppia, le finte espressioni basite copiate da Bisio, le battute offensive, gli “il prossimo comico è…”, “Lui era… un applauso!”, eccetera.

Ma è notevole la maleducazione istituzionale tipica di quell’ambiente: Davide Paniate e Katia Follesa stanno facendo i capocomici del cast di Zelig Off e, a trasmissione ancora in corso, la conduzione viene loro “scippata”. E’ una forma di lieve umiliazione che, comunque, se sei lì da tanti anni non senti neanche, prendi in saccoccia e tiri dritto.

In tutto ciò, c’è molto della mentalità anafettiva e commerciale del Gino Vignali, personaggio cui si è ispirato Flavio Briatore nella trasmissione The Apprendice. Per fare un altro esempio, ogni comico impegnato in queste 2 serate, penserà: “Urca, se mi fanno fare lo spettacolo accanto ai conduttori di Zelig, allora vuol dire che puntano su di me…” e rimarranno tutti attaccati a quella sana angoscia mista a speranza, che ti mantiene incollato a viale Monza. 

Ritornando alla conduzione, il bravo Davide Paniate (vedi foto su Facebook) in un’intervista si autodefinisce “lo Stramaccioni del cabaret”, dimenticando che la dirigenza Zelig, più che a Massimo Moratti, assomiglia a Maurizio Zamparini (lui mangia allenatori, loro mangia cabarettisti).  

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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8 Risposte to “Mr Forest e Mannino: esordio lunedì 22 ottobre”

  1. marcoso ottobre 25, 2012 a 10:48 am #

    “Per fare un altro esempio, ogni comico impegnato in queste 2 serate, penserà: “Urca, se mi fanno fare lo spettacolo accanto ai conduttori di Zelig, allora vuol dire che puntano su di me…” e rimarranno tutti attaccati a quella sana angoscia mista a speranza, che ti mantiene incollato a viale Monza”.

    Ti assicuro che i comici non sono tutti così ingenui e inesperti come sempre sembri dipingerli. C’è chi arriva da una carriera di attore professionista per cui il settore con le sue fregature lo conosce benissimo, senza bisogno che tu li illumini. Quello che dici può valere per i più giovani e inesperti, che non sono la maggioranza. Molti arrivano a Zelig dopo aver macinato anni di palco, dopo aver subito concenti delusioni avendo a che fare con teatri stabili, agenti cinici, assessori ignoranti, proprietari di locali pidocchiosi, giornalisti snob e via discorrendo. In sintesi tutto ciò che questo mestiere si porta appresso. Quel che trovano a Zelig non è che l’ennesima fossa di piccoli squali, né meglio né peggio che in altri contesti. Loro lo sanno e prendono l’esperienza per quello che è: un tritacarne da affrontare con accortezza e cautela, senza illusioni né aspettative.
    La pratica dello sfruttamento – vergognosa – è conseguenza diretta delle condizioni in cui versa il mercato del lavoro in generale, e il settore dello spettacolo in particolare.
    I lavoratori hanno dimenticato di far rispettare i loro diritti, meno che mai in un settore come quello dello spettacolo dove da sempre vale il mors tua, vita mea.
    Chiedi agli attori di prosa quante ne devono mandare giù: paghe al minimo sindacale senza diaria, scritture senza riposi, prove non pagate: il settore in Italia è una carneficina. E ti dirò di più, è una carneficina anche a causa dei tanti, troppi che vogliono fare questo lavoro senza averne la vocazione, la competenza e la motivazione. E così facendo livellano il mercato verso il basso. E anche a causa di un pubblico dai gusti davvero basici del pubblico televisivo, che premia le proposte più grossolane e punisce quelle più interessanti. Io la puntata di ieri l’ho vista, e ci sono delle cose interessanti, ma dubito che faranno presa sul largo pubblico, perché il largo pubblico è quello che va in discoteca e paga per vedere Corona o quelli del Grande Fratello. Di che parliamo allora? Di spessore artistico, idee, talenti? No, parliamo di personaggi che fanno vendere non importa come, questo chiede la tv oggi. Nei reality show, nel cabaret, nelle news.

    • ananasblog ottobre 25, 2012 a 11:35 am #

      >Ti assicuro che i comici non sono tutti così ingenui e inesperti come sempre sembri dipingerli. C’è chi arriva da una carriera di attore professionista per cui il settore con le sue fregature lo conosce benissimo, senza bisogno che tu li illumini.

      Okay, anche se sembra che in questa edizione di Zelig Off ci sia una presenza schiacciante di “non professionisti”, soprattutto per quel che riguarda la comicità, i tempi comici. C’è qualcuno che ha mestiere come Maria Pia Timo, Andrea Perroni, Paci e Bottesini(per esempio), ma il resto sembra acerbo, e portato troppo in fretta su pezzi televisivi il cui stile è già stato usato in modo molto più brillante da altri (e che erano già bolliti a loro volta). Poi l’attesa delle convocazioni è uno strumento di tortura che funziona sempre, è il coltello dalla parte del manico. L’A

      • marcoso ottobre 25, 2012 a 2:33 pm #

        aspetta un attimo: distingui tra professionisti del teatro e della tv.
        se uno è televisivamente acerbo non significa che non è un professionista tout-court, significa semplicemente che non ha mai fatto tv. le ragazze di ancona sono anni che fanno spettacoli live, una delle due regge tranquillamente il palco per due ore, l’ho vista a uno spettacolo ed è bravissima. sono acerbe televisivamente e ciò che fanno va adattato, questo è un altro discorso.e parlo di loro perché le ho viste live. altri hanno delle idee non male, poi bisogna vedere come rendono in tv, e nei pezzi in interazione come i conduttori provano. Per quanto riguarda le convocazioni a zelig onestamente non so come funziona, perché non mai bazzicato nello specifico, ma ti assicuro che l’attore vive col telefono attaccato aspettando la telefonata. sai quante volte ti danno per scritturato e poi non se ne fa nulla..? quante volte ti dicono “fai questa parte” e poi nessuno si fa più sentire?
        e poi: tempi comici, comicità…: passare dal teatro alla tv necessita di un rodaggio. ho visto attori di prosa bravissimi non essere in grado di tenere il palco di zelig. sono due linguaggi diversi. ma non è che se uno non rende in tv vuol dire che non ha i tempi comici…

        • ananasblog ottobre 25, 2012 a 3:49 pm #

          >se uno è televisivamente acerbo non significa che non è un professionista tout-court, significa semplicemente che non ha mai fatto tv.

          In realtà distinguerei tra quelli che sono professionisti al di là della resa televisiva. Non so: Giovanni Vernia ha avuto un’elevata resa televisiva, ma scarso spessore comico, al contrario di Giacobazzi o di altri che i tempi comici se li sono costruiti attraverso una lunga gavetta (e si vede, anche se ovvio, giudichi a occhio). Poi ci sono quelli di sana e robusta costituzione teatrale completi anche come comici, tipo Albanese, Gioele Dix, ecc.
          Le ragazze di Ancona mi fanno ridere, però alla fine se guardi Zelig Off non saprai mai chi sono e cosa fanno. L’Amministratore

          • marcoso ottobre 25, 2012 a 11:45 pm #

            vabene chiaro qui sono d’accordo. se mi citi gente come albanese siamo a tutto un altro livello.. albanese è un attore completo, talentuoso, preparato. come tanti che non trovano lavoro nella prosa – che se possibile piange miseria ancora più del cabaret – ha giocato la carta della comicità televisiva per arrivare poi a fare ciò che sognava (cinema e teatro). Quel che intendo dire è che guardando questi programmi emerge non tanto e non sempre la pochezza dei comici, ma soprattutto la pochezza del progetto in sé. ti ho fatto l’esempio delle perfide proprio perché, avendole viste dal vivo e avendone vista in particolare una, debbo constatare come un programma del genere sia fortemente penalizzante proprio per chi ha qualcosa da dire, in termini di idee e talento. e si vede in questi “format” schiacciato nei tempi e nei ritmi di un programma che deve “macinare” comici e risate, senza tempi e modi di coltivare talenti e magari accompagnarli con un serio e sereno lavoro al passaggio in tv. paradossalmente, a farne le spese sono le proposte che definirei più raffinate, o comunque meno banali e dozzinali.
            Poi c’è anche da dire che un certo tipo di comicità più teatrale (e cioè di situazione e non di battuta; con una minima costruzione del personaggio con studio del linguaggio, postura, vocalità etc) fatica ad emergere in tempi brevissimi, ma poi, se arriva al pubblico, si afferma a lungo termine, si pensi ad ale e franz.
            una ultima cosa sui tempi comici: qui devo dire che putroppo o per fortuna, non c’è professionismo che tenga.. coi tempi comici, così come con il senso dell’umorismo, uno ci nasce.
            poi lo studio, la preparazione, l’esperienza possono darti la coscienza di come usarli, ma non esiste scuola che possa insegnare il tempo comico, perché il tempo comico è un talento. punto. la mannino è ovviamente una professionista – se con questo intendiamo chi ci campa, e lei ci campa alla stragrande – ma cosa siano i tempi comici non ne ha idea.
            quindi, per concludere questa riflessione comunque interessante, direi che è anche necessario distinguere tra il piano artistico e quello professionale. uno può essere dotato di talento e spessore artistico (idee, tempi comici, originalità, carisma etc.) ed essere acerbo come professionista. allo stesso modo, uno può essere indubbiamente un professionista (cioè uno che campa di questo lavoro) ed avere anche lì più o meno esperienza o più o meno talento.
            Negli anni ottanta c’erano decine di cabarettisti e imitatori che vivevano con le serate e qualche passaggio in tv, gente che era in grado di tenere il palco e la piazza per due ore di fila..onore al mestiere, ma uno che imita celentano e dalla artisticamente cosa vale, cosa mi dice? questo per dire che le variabili sono tante per valutare se uno ha la stoffa o no. così come sono diversi i contesti adatti ai vari comici. di dario ad esempio, dieci minuti in tv è divertente, ma una serata intera con di dario non so se è digeribile. è in grado di mettere su uno spettacolo che abbia una struttura drammaturgica, un climax, uno spessore? vorrà dire che di dario avrà probabilmente la ribalta televisiva, le ragazze avranno una occasione per girare con il loro spettacolo live.
            a me sinceramente lasciano perplesso quelli che non hanno né la verve da monologhisti (es. di dario) né lo spessore teatrale e/o la bontà della proposta (es. le perfide): senza offesa per nessuno perché rispetto il lavoro di tutti.. ma i due tipi del “si narra” o gli altri due di “aiutamo salvatore”….: che faranno quando avranno finito le battutine a effetto? la pochezza di ciò che propongono è davvero evidente. saranno efficaci a breve termine, ma non vedo un futuro di gloria. bah..

          • marcoso ottobre 27, 2012 a 2:17 pm #

            “Le ragazze di Ancona mi fanno ridere, però alla fine se guardi Zelig Off non saprai mai chi sono e cosa fanno. L’Amministratore”
            eh beh questo mi sembra ovvio per quasi tutti. a meno che tu non le vada a vedere a teatro in tv hanno a disposizione cinque minuti, per cui giudichi da quello che fanno. si ritorna al mio punto di partenza: la tv è solo una piccola vetrina per gli emergenti, per trovare ingaggi e visibilità. e farsi esperienza. nulla di più.

  2. salvio ottobre 23, 2012 a 1:19 am #

    Teresa Mannino non è sicuramente in grado…Foresta è sicuramente uno di quelli bravi. Zelig è triste e non si ride più. Mi dispiace come Gino e Michele credano ancora nel progetto. I comici sono poco simpatici e non sono poi cosi bravi. Tutto è soporifero.

  3. rael ottobre 19, 2012 a 10:29 am #

    the Apprentice.

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