Cronache (blog) di ZemanLandia

8 Gen
l'e-book Cronache di Zemanlandia

l’e-book Cronache di Zemanlandia

Ananas Blog è profondamente zemaniano, sia per l’anticonformismo verso il sistema che per il gioco d’attacco, col rischio costante di prendere qualche gol in contropiede. E’ stata una bella sorpresa scoprire che l’autore comico/satirico di Foggia Adelmo Monachese condivide questa passione per l’allenatore boemo. Egli ha dedicato un e-book all’anno trascorso da Zeman a Foggia a crescere un gruppo di giovani, in condizioni difficilissime “Cronache di Zemanlandia” (fai click qui per info sul libro).

Intanto Zemanlandia si è trasferita a Pescara con un’entusiasmante promozione in A e poi in una Roma che ha recuperato un gioco, ma che spesso fa saltare le coronarie ai suoi tifosi. Adelmo Monachese ha scritto un articolo su questa seconda vita di Zeman, aggiornata (purtroppo) alla batosta napoletana:

Una ventata di freschezza nel calcio italiano. Ecco come era stato salutato il ritorno di Sdengo (Zeman NDR) nella massima serie. Nessuno però ha previsto che uragano di freschezza avrebbe portato l’uomo venuto dal freddo, specialmente da quando per fumare bisogna uscire fuori dai locali. Lui è fatto così, porta scompiglio non solo nelle squadre che allena, ma anche a tutto quello che c’è intorno. Arrivato Zeman, gli altri iniziano ad aggiornarsi, a rinnovarsi…

L’unica squadra più instabile della Roma è l’Inter. Alla ripresa della partite dell’epifania i nerazzurri si sono presi una batosta dall’Udinese di Guidolin…

Una nota felice è arrivata da Delio Rossi, l’ex allievo di Zeman tornato con la Sampdoria a vincere, un felice ritorno per lui che vanta ben 328 panchine in Serie A con un borsino di 126 sconfitte, 82 pareggi e 120 vittorie, di cui 100 per ko.

E’ sempre Zeman però a portare la croce più grande, anzi ormai possiamo dire cross, visto che in società si parla americano ma anche perché se un cross lo aspettiamo da Piris possiamo aspettare la fine dei lavori delle prossime tre linee di metro nella capitale. Gli americani Zeman non se li è trovati solo negli uffici societari, ma anche in campo, c’è Bradley che gira per Trigoria dicendo a tutti “Gimme five! Gimme five!” con i tifosi che scongiurano che a dargliene cinque non sia mai l’avversario di turno. Il Napoli con la Roma si è fermato solo a quattro, ma ne avrebbe potuti segnare anche il doppio se solo Paolo Cannavaro fosse stato d’accordo.

Gli americani nel calcio, a Roma, hanno la stessa padronanza della situazione di Rosi Mauro quando presiede le sedute del Senato. Si stanno impegnando, è vero, e siccome U.S.A. significa product placement ecco un’altra grande novità: Zdenek Zeman testimonial per un’auto Volkswagen, chi l’avrebbe mai detto! Lo sponsor ha anche omaggiato l’allenatore di un modello dell’auto ma quando Zeman l’ha provata facendole fare i gradoni e le serie ripetute che fa fare ai suoi calciatori l’auto ha chiesto di essere ceduta in prestito alla Fiat.

Le particolarità non finiscono qui perché sono proprio i giocatori a disposizione dell’ex seduttore di Pescara e Foggia a rappresentare le stranezze maggiori, procediamo con ordine menzionando quelli che si sono fin qui particolarmente distinti.  

Stekelenburg ha passato la prima parte della stagione a cercare di percuotere Burdisso ad ogni occasione buona, non curandosi mai del pallone che, la maggior parte delle volte, è finito in rete. Burdisso invece dopo una prima stagione in cui ha avuto la condotta, lo zelo, l’impegno e l’attitudine ad essere sfruttato di un praticante in uno studio legale ora si comporta come lo stesso praticante che una volta diventato avvocato non vuole alzare più un dito.

Il primo risultato e che si sono accomodati tutti e due in panchina, dove Stekelenburg continua a tentare di percuotere l’avvocato difensore centrale Burdisso. Tra i pali è arrivato Goicoechea, il portiere uruguaiano il cui cognome nel dialetto di Montevideo è la riproduzione onomatopeica del pallone che rotola in porta, nella propria porta. Il povero diciottenne brasiliano Marquinhos si è ritrovato così a fare il perno centrale su cui poggia tutto il tendone del circo zemaniano che, come ogni circo, è spettacolare ma anche pieno di cacate.

Veniamo a uno degli uomini che più ha fatto discutere i barbieri in nel girone d’andata: Daniele De Rossi. Dopo un anno di pratica aveva finalmente imparato a pronunciare correttamente il cognome di Stekelenburg  e poi se lo è visto mettere in panchina per far posto a Goicoechea e questo lo ha molto contrariato, dopo un periodo di forti dubbi capitan futuro ha deciso di restare alla Roma ad un patto: “Il prossimo cognome così complicato che dovrò imparare dovrà essere di una persona che almeno mi dovrò scopare”, ed eccolo infatti fidanzarsi con la bellissima  Sarah Felberbaum che Daniele nell’intimità chiama ancora Stekelenburg perché comunque gli viene meglio e le aggiunge: “Percuotimi come se fossi un Burdisso qualunque”.

A centrocampo i malumori non si sono fatti mai mancare grazie a Miralem Pianic che prima protestava con Zeman perché lo teneva fuori e poi dopo essersi guadagnato il posto da titolare si è fatto espellere dall’arbitro al grido di: “Decido io quando farmi fuori, non l’allenatore!”. Meno male che ci sono quelli della vecchia guardia come Perrotta che solo a Settembre sembrava uno di quelli che dopo la pensione continuano ad andare in ufficio a rompere i coglioni ai colleghi che lavorano, poi si è rivelato utile, c’è sempre bisogno di qualcuno che faccia le fotocopie nel centrocampo a tre.

Le sorprese più piacevoli della stagione sono arrivate da due giovani: Lamela che è finalmente esploso quando Zeman è riuscito a fargli capire cosa voleva da lui in un confronto duro e diretto:

“Lamela, il tuo compito è fare i goal”

“Perché mister, perché io?”

“Perché sei bello quando sorridi”

Record personale di goal. A volte occorre essere dei fini psicologi con gli atleti. L’altra giovane sorpresa è Florenzi, uno che corre, segna, corre, imposta, corre, aiuta Totti a coprire Roma Ovest e poi corre ancora. Tanto impegno e mai una parola fuori posto, anche perché tra una partita e l’altra non riesce mai a farsi passare il fiatone.

Ma cosa dire della seconda giovinezza del capitano? Un esempio di serietà, impegno e fiducia totale nell’allenatore che lo portò da una bella promessa ad essere una vittima di “Scherzi a Parte”, quando erano ancora in molti a non essere convinti che potesse reggere il peso della prima serata di Canale 5. Affidandosi alle cure dell’allenatore boemo Totti è tornato come nuovo, lucido per tutti i novanta minuti e spietato sotto porta. Gli ingredienti per questa rinascita sono stato molteplici, ma su tutti c’è stata la cura della parte atletica e una nuova dieta ferrea che comporta molti sacrifici tranne un solo momento di concessione settimanale al gusto, quando al lunedì gli viene concesso in sacrificio un giovane dal settore giovanile di cui può berne il sangue, ma senza associarlo con i carboidrati. Lontani i tempi in cui bastava mangiare pane e pallone.

Adelmo Monachese

 Di Adelmo Monachese segnaliamo anche “Un anno di cose che non fanno ridere 2012
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