La notte in cui Enrico Bertolino affondò la satira

7 Feb
La notte in cui Bertolino uccise la satira

La notte in cui Bertolino uccise la satira

Enrico Bertolino è un bravissimo monologhista, conduttore, performer, ma l’accoppiata con Zelig sembra averlo peggiorato. Non è l’unico caso, vedi Gabriele Cirilli obbligato a fare Krusca, cosa che stava assopendo il suo talento (poi risvegliatosi col successo di Tale e quale show). Lunedì 4 febbraio 2013 è andata in scena la morte della satira, grazie anche a una serie di coincidenze sfavorevoli.

In primo luogo, Bertolino ha detto una battuta che la sera prima era stata già detta da Luciana Littizzetto (vedi video di Che tempo che fa, dal minuto 08’00”) il cui senso è: Milano capitale dei click su YouPorn, daltronde c’è la canzone “si sta mai coi man in man” (vedi pezzo di Bertolino al minuto 0’50”). Registrata prima da Enrico, ma la satira se non la fai in tempo reale rischia di arrivare fuori tempo massimo.

Un altro fattore del disastro è stato di inserire l’attualità politica in un monologo sul carnevale già sentito varie volte (com’ero sfigato da piccolo, come mi vestiva male mia mamma, differenze tra i costumi dei figli dei ricchi e di quelli dei poveri) che non c’entrava niente, due cose incompatibili tra loro. Ci sono gli esempi notevoli di Paolo Migone (vedi video di Paolo Migone) e di Alberto Farina (a Colorado, video probabilmente oscurato su MediaVideo per la parola “frocio” ripetuta spesso). Infatti Farina e Migone parlano solo di carnevale e basta, non inseriscono un pippone sull’attualità.

Così Bertolino si incunea disastrosamente sul tema Monte dei Paschi di Siena, attribuendo alla banca un buco da 4.000 miliardi  di euro (minuto 06’08”). Alla fine Teresa Mannino lo corregge dicendo che i miliardi sono 4. Bertolino fa un gesto come dire: “Ma sì, va bene lo stesso”. Ora, se devi parlare – pur in tono satirico – di un tema grave in cui è in ballo il futuro di tanti lavoratori e risparmiatori, almeno dovresti documentarti, cazzo, e soprattutto se qualcuno se ne accorge dovrebbe correggere nel modo giusto (ricazzo!). Infatti il buco del Monte Paschi Siena (sui derivati) ammonterebbe a 730 milioni di euro. I 4 miliardi costituiscono il totale del prestito pubblico tramite i Monti Bond (leggi articolo sull’Huffington Post). Qualcuno lo considera un buco, ma c’è chi sostiene che lo Stato non perderà nulla. Se fai delle gaffe simili vuol dire che non ti sei letto niente sull’argomento.

Il nostro eroe fa in tempo nel finale a infilare una battuta omofoba contro Nicki Vendola (Monti si tiene lontano da lui per paura di essere sodomizzato, azione compulsiva di tutti i gay, si sa) e un Bersani stupido e farfugliante che si fa fregare dal furbo Berlusconi. Ma il disastro totale era iniziato con una battuta ricicciata dall’anno scorso (i leghisti sono simpatici? celti sì e celti no). Anche se manca il video, era il tempo degli scandali sulla Lega, Belsito, il Trota e la domanda era più o meno se i leghisti fossero ladri (celti sì e celti no), sulla quale questa volta Bertolino ha il coraggio di chiamare l’applauso.

Nessuno si stupirà se in tanti anni Zelig non abbia mai creato un solo problema al berlusconismo e di come viale Monza 140 abbia fatto di tutto per rendere innocua la satira in Italia (sommersa dal “pezzettino televisivo”).

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

PS video correlato: come c’è stata la notte in cui misero in ginocchio la satira, ci fu una notte in cui misero in ginocchio il vecchio sud:

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12 Risposte a “La notte in cui Enrico Bertolino affondò la satira”

  1. Anonimo febbraio 7, 2013 a 3:20 PM #

    Scusate.
    Il 30 gennaio, giusto per aver le idee chiare, avevo chiesto se era possibile avere un video comparativo tra Covatta e Cremona.
    Nessuna risposta.
    Qualche giorno fa, ho risposto all’Amministratore e i miei post appaiono cancellati.
    Fatemi capire: il giochetto è di fare titoli sensazionalistici e poi aspettare che piovano post (così possiamo dire che il blog è frequentato)?
    O c’è la volontà di discutere?

    • ananasblog febbraio 7, 2013 a 4:49 PM #

      Amico, hai rotto le palle. Nei post e nei commenti, nel video di Covatta ci sono già le risposte alla domanda che con piglio da Troll e con estrema MALEDUCAZIONE continui a ripetere. Vedi di andare a vaff… L’A

      • ananasblog febbraio 7, 2013 a 5:55 PM #

        >Amico mio, se volessi fare il troll o essere maleducato, credimi, non ne usciresti (metaforicamente) vivo

        lo stalking è ancora un reato? e la minaccia di stalking? sei un caso da polizia postale, amico. Gira al largo per favore. L’A

        • Anonimo febbraio 7, 2013 a 11:58 PM #

          Caro Amministratore… stalking?
          Polizia postale?
          Certo: se elimini i miei commenti ed estrapoli solo quel che ti serve, logico che appare così.
          Ma tutto è partito solo da una richiesta di un video di comparazione a sostegno di una ipotesi di plagio (altro reato).
          E, a oggi, nessun video è stato postato.
          Quindi la risposta me la dò da solo.
          Questo blog vale zero.
          E adesso giro al largo, sicuro del fatto che anche questo commento verrà eliminato.

          • ananasblog febbraio 8, 2013 a 9:49 am #

            leggiti tutti gli articoli sull’argomento, guarda i 2 video di Covatta, leggi tutti i commenti. Si parla di opportunità o meno di far fare certe cose nei laboratori Zelig, il tema è quello. Ora piantala però. L’A

            • Anonimo febbraio 8, 2013 a 10:47 am #

              Ho letto i post, ho visto i video.
              E se domandavo, illudendomi di parlar liberamente, una più ampia documentazione era solo per capire se plagio c’era stato o meno.
              Dimenticandomi che non è questo l’importante.
              Conta solo che qualcuno lasci post e alimenti questo spazio.
              Motivo per il quale, non lo farò più.

              E non perchè tu dici ‘piantala’, gentile Amministratore.
              Sotto il profilo della dialettica
              (nota bene: solo ed esclusivamente sotto questo aspetto, escludendo qualsiasi altra possibilità di molestia, coercizione e altro che possa offendere, turbare o recar danno psicologico a te o agli utenti di questo blog e quindi rifiutando, aborrendo e condannando qualsiasi tecnica riconducibile a stalking, molestie o semplice offesa)
              sono in grado di batterti in un qualsiasi giorno della settimana. Lo so io e lo sai tu. Ma ti lascio credere che il tuo ‘adesso piantala’ mi abbia davvero scosso e abbandono la tenzone, perchè c’è il sole e mi sento davvero magnanimo.

              Adesso cancella pure anche questo commento

  2. marcomengoli febbraio 7, 2013 a 1:03 PM #

    Rimane comunque er meno peggio

  3. Arrant knaves febbraio 7, 2013 a 12:02 PM #

    Ma valeva veramente la pena di fare un post sull’argomento?

    • ananasblog febbraio 7, 2013 a 12:06 PM #

      è stata un’onda anomala, in cui tutte le cose sbagliate si sono unite tra loro… Per rispondere a Rael, Bertolino comunque (credo) tenga meglio il palco di tanti altri monologhisti (altrimenti non lo chiamerebbero)… per tornare a bomba: la vicenda Montepaschi è tema rovente di una campagna elettorale che decide il futuro del nostro governo, ha a che vedere col rischio di bancarotta del nostro sistema creditizio, non puoi dire cose così superficiali di fronte a milioni di spettatori (che speriamo stessero dormendo in quel momento). L’A

  4. rael febbraio 7, 2013 a 11:48 am #

    a parte che non fa ridere mai..ma come ho già commentato nell’altro post, se vuoi fare VERA satira devi dare delle cifre e dei dati giusti..oppure segnalare i virgolettati (Luttazzi e la Guzzanti sono maestri in questo)….questa non è satira…è qualcosa di liscio che non offende nessuno, men che meno il Padrone che gli versa lo stipendio seppur indirettamente.
    Da vedere anche un video presente su youtube con Bertolino che congeda in maniera un po’ cafona Villaggio nel programma Wikitaly.

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  1. monologhisti: l’unica via possibile è il monologo | - luglio 1, 2013

    […] per annullare la parte “seria”. Enrico Bertolino è stato un maestro di questa tecnica (leggi articolo) anche se il capolavoro appartiene a Claudio Bisio che, ospite a Sanremo, iniziò con una lunga […]

  2. le regole della satira secondo Zelig « - febbraio 18, 2013

    […] ci sono le regole di base (NB: anche il monologo di Claudio Bisio a Sanremo  e quello recente di Enrico Bertolino a Zelig costituiscono degli esempi […]

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