La puntata 6 di Zelig Circus 2013

5 Mar
Teresa redarguisce Forest

Teresa redarguisce Forest

La sesta puntata di Zelig Circus, giunta dopo la pausa per le elezioni, ha ottenuto 3.668.000 telespettatori con uno share del 13,56% (anche complice l’omaggio a Lucio Dalla su Rai 1). Vediamo cosa è successo: Demasiado Corazon, eccetera, Teresa Mannino in un bell’abito Navy Blue Elettrico (?) che la slancia magnificamente; Kalabrugovic – Pino dei Palazzi (reduce da una serata a Carla, il lab satirico di Zelig) che poi interagisce coi Beoni, imitando Mara Maionchi (risultato del nuovo corso di satira?); Raul Cremona abbandona Yuri Papacenko per ritornare a Omen, gli fa da spalla Angela Finocchiaro (tutti e due in promozione cinematografica: “Ci vuole un gran fisico” andate a vederlo, andate al cinema!”).

Giovanni Vernia torna a Corona, dopo averlo abbandonato, ma con la novità del collegamento esterno dal carcere, in cui se la vede addirittura col Papa dimissionario. Curiosamente: Corona è scomparso dalle cronache, smentendo le previsioni di chi lo voleva al centro dell’attenzione per sempre, adesso è caccia al grillino neoeletto; Maurizio Lastrico fa il pezzo della sua vita zippata in 5 minuti (forse quella di raccontare i classici era un po’ affollata a Genova, essendo un pezzo di repertorio da anni di Alessandro Bianchi…); poi i Senso d’Oppio con la consueta abilità.

Nadia Puma – Mediaset Vintage (calembour a raffica just like Colorado); Kikko Paglionico l’impiegato Ikea (che sta piacendo); poi Bear Teddy – Andrea Carlini. Teresa apre le palme e fa una posa tipica da Signorina Cetty (suo ex  personaggio, chissà se conserva ancora l’abitino vintage); Sconsolata – Annamaria Barbera con la posta del cuore, calembour a raffica (just like Colorado) rispolvera addirittura il “torna a casa lesso” già sentita nel Dottor Dolittle; I Pali e Dispari con gli operai sbarellati (stavo pensando… infatti ti usciva il sangue da un orecchio).

Forest fa una battuta su Oscar Giannino che ormai è invecchiata precocemente (adesso si parla della millantata laurea di Crosetto, la direttaaaaaaaaa!); il professor Antonio Ornano energico che prende la standing ovation; torna Lella Costa che fa un monologo sulle prostitute partendo dalla citazione di Tutti morimmo a stento di De Andrè (noi che invochiam pietà fummo traviate…); c’è la bella sorpresa di Nina Zilli, gran cantante e gran donna (la Mannino se ne appropria emarginando Forest).

Divertente interazione tra Beoni, Pali e Dispari e i conduttori, lo sforzo di scrittura ha esaurito diversi autori che poi sono stati medicati con impacchi freddi. Leonardo Manera il comico esodato, che forse sarebbe più credibile se facesse davvero questo pezzo lontano da Zelig; Gianni Cinelli con Mr Shine; ritorno di Max Pisu con un monologo sui bambini; I Boiler inscenano un Harlem Shake, la mania video che ha soppiantato il Gangnam Style; chiude il mimo Simone Barbato.

Pezzo migliore della serata:  Lella Costa (e grazie per aver ricordato questo capolavoro di poesia e pietà umana)

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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7 Risposte to “La puntata 6 di Zelig Circus 2013”

  1. Arrant knaves marzo 7, 2013 a 10:40 am #

    Scusate la “scorrettezza”, ma ci tengo troppo per non farlo. Brava romina. Ho sentito tutta la tua intervista (iniziata in modo un po’ spocchioso ad essere sinceri) e devo dire che stai facendo una gran cosa. Quoto tutto quello che hai detto nell’intervista. In particolare il fatto che i comici siciliani devono uscire dal provincialismo e conquistare l’Italia. Ho visto tantissimo talento in Sicilia non sempre sfruttato a dovere. E soprattutto ho sempre sentito tanta remissività. Continuate così. Credeteci e divertitevi.

    • Franco Franchi e Ciccio Ingrassia marzo 7, 2013 a 1:55 pm #

      infatti Baglio,Mannino,Frassica,Ficarra e Picone,Friscia,Cacioppo,Costa Antonello, Sparacino,Bandiera, (forse dimentichero qualcuno) tutta gente rimasta nel provincialismo siciliano?Cortesemente commentate con cognizione di causa per evitare di mostrare la vostra incompetenza in merito.Grazie.

      • Anonimo marzo 8, 2013 a 12:17 pm #

        Mi pare elementare che lei non si riferisca a quelli già noti… basta essere più elastici mentalmente e ci si arriva!

  2. Arrant knaves marzo 5, 2013 a 11:19 am #

    Mi sa che ieri abbiamo visto tutti il concertone.

  3. dado tedeschi marzo 5, 2013 a 10:38 am #

    il pezzo di Lella Costa è un pezzo di bravura tecnica, un po’ furbino, ma niente di più. I contenuti sono stati sostituiti da una sventagliata di nomi sempre più veloci, ma non basta mettere “non andate a puttane” per togliere quella sensazione da pulcino pio… Il migliore per me è stato Max Pisu, problematica reale, recitata bene, fregandosene dell’ammicco. Con qualche pezzo in più così forse zelig sarebbe ancora zelig.

    • arvidas sabonis marzo 5, 2013 a 11:08 am #

      io ho visto il concertone, ma leggendo questo post mi è sembrato di capire che la puntata di zelig non fosse malaccio, almeno per i nomi presenti

      • ananasblog marzo 5, 2013 a 12:16 pm #

        Mannino e Forest più tonici (ma sempre con la scelta suicida di mettere la Mannino in primo piano), forse il livello medio più alto, ma non è servito

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