Ma perché non ve ne andate a fan…? (godere dello sfascio)

7 Mar

bandiera-italia_bigVedo tanti colleghi, tanta gente che lavora nel mondo del cabaret che, soprattutto su Facebook, dà segno di squilibrio,  che si eccita di qualsiasi cosa che sia distruzione, recessione, sconfitta, umiliazione del prossimo, violenza, morte, insulto, odio sociale, eccetera eccetera. Aspettarsi quasi con libidine che il Monte dei Paschi di Siena fallisca (cosa che avrebbe ripercussioni devastanti sulla nostra economia), urlare contro qualsiasi personaggio o partito o istituzione appena cade in disgrazia o va in crisi (come se le macerie dele istituzioni non fossero un segno del disastro imminente). Il terremoto sarà eccitante, ma se crolla la casa comune, probabilmente, anzi, certamente non ci sarà ricostruzione.

Il comico è diventato un cantautore passivo della distruzione… Ma non vi rendete conto, giganteschi babbei, che l’istabilità governativa, la recessione, l’insofferenza verso ogni istituzione democratica significa semplicemente anche la caduta del prodotto interno lordo cabarettistico? Che quindi significa meno investimenti, meno sponsor, meno trasmissioni televisive, meno teatro, meno serate, meno convention, in parole povere, miseria per tutti? Gigantesche quaglie che non siete altro! (quaglioni).

L’unica cosa che servirebbe adesso è un governo minimamente stabile, che attui quelle misure che portino l’economia a tornare a crescere. Serve una politica per l’industria, le imprese, il lavoro, serve che torniamo a essere competitivi, che usciamo dalla condizione di popolo pecoreccio e ignorante. E’ l’unica cosa di cui il paese – e anche i comici – hanno bisogno. Il resto sono urla contro noi stessi. Oh grossi pirla che non siete altro!

Invettiva di Alex.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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21 Risposte to “Ma perché non ve ne andate a fan…? (godere dello sfascio)”

  1. Anonimo marzo 8, 2013 a 5:17 pm #

    il vecchio deve finire e levarsi dal c***o,zelig i partiti e tutti quelli che si abbuffano in monopolio.Il m5s e’ il segnale che la gente non e’ morta e non si arrende, che pippone Alex: appena la sinistra governa diventa clericale nei modi e nel linguaggio…e pure nella sostanza.

  2. AndreaM marzo 8, 2013 a 11:19 am #

    Alex, prima di dare del pirla agli altri, pensa che magari il pirla sei tu. Magari no, magari si…

  3. Claudio Masiero marzo 8, 2013 a 6:17 am #

    M5S sta cercando di mettere a posto le cose denunciando il sistema POLITICO, se la prendono con PD e PDL in quanto hanno avuto atteggiamenti poco educati con il il popolo che frequenta … (Ora sostituisci le parole in maiuscolo, nell’ordine che ho scritto con le seguenti..ANANASBLOG, TELEVISIVO, ZELIG e COLORADO..e dopo i puntini aggiungi..anzi lo faccio io) ITALIA repubblica basata sul laboratorio!

    • Arrant knaves marzo 8, 2013 a 12:14 pm #

      E infatti mi sembra di capire che questo post si scagli contro i movimenti demagogisti tipo M5S, quindi anche secondo me puzza di contraddizione.

    • ananasblog marzo 8, 2013 a 1:08 pm #

      Comunque il cabaret italiano deve risolvere i seguenti problemi:
      a) calo dell’appeal televisivo
      b) calo del live e del lavoro in generale
      c) scomparsa dei locali
      d) qualità bassa
      c) nessun peso politico

      • Claudio Masiero marzo 8, 2013 a 6:02 pm #

        Che potenza ha Grillo? Soggetti pronti a scornarsi per il mondo del cabaret, ma che vanno d’accordo sulla politica … potremmo dire che Grillo risolve alcune incomprensioni caratteriali? 😉

        • ananasblog marzo 8, 2013 a 7:35 pm #

          Io credo che molti comici dovrebbero riflettere sul fatto che per anni hanno firmato liberatorie che sembrerebbero quasi o del tutto illegali, cosa che li rende poco credibili quando invocano l’altrui trasparenza. E tutte le volte che hanno firmato che la serata era frutto d’improvvisazione e non era vero? Che non erano iscritti alla Siae? che il materiale che portavano non era loro? E la Siae e l’Enpals che sono diventate degli ectoplasmi? E quando c’era chi briffava dicendo: “raccontate che è una scuola di recitazione”?. A casa tutti i comici allora? Il settore meno attento ai diritti in Italia cosa urla a fare? Facciano un mea culpa almeno! E che caz… L’A

          • Claudio Masiero marzo 9, 2013 a 10:56 am #

            E la sinistra che in quegli 8 mesi di governo, che per far passare una legge visto la maggioranza risicata, doveva cercare i voti ai propri antipRodi?
            Che a gran voce si vantava di aver abassato le aliquote delle tasse? Ma che avendo allargato la base di calcolo in realtà le aveva aumentate, mettendo in crisi le aziende con molti dipendenti. Molte di queste hanno chiuso o hanno decentrato e si sono spostate all’estero.
            Pari uguale!

          • Anonimo marzo 9, 2013 a 2:26 pm #

            Onestamente, mi devo ricredere.
            Pensavo ci fosse un naturale limite alla collezione di cazzate su questo blog ma -dopo il parallelismo politica/comicità- mi rendo conto che sbagliavo clamorosamente.
            Nell’universo della minchiata, equivale alla scoperta del bosone di Higgs.
            Di fronte a voi, mi inginocchio.
            (…e prendo la mira)

            • Top Gum marzo 9, 2013 a 2:48 pm #

              o gli fai una pomp@!

              • Anonimo marzo 9, 2013 a 3:25 pm #

                Direi di no, Top Gum.
                Se intendi ‘pompa’ in segno di omaggio ad un pensiero nuovo e meritevole, direi che non hai letto quanto ho scritto sopra.
                E se era solo per fare la battutina, direi che hai un livello talmente basico che vorrei risponderti (c***o, davvero, vorrei!!!!) ma adesso ho robe più interessanti da fare.

                • Top Gum marzo 9, 2013 a 3:37 pm #

                  Falle!

                • Top Gum marzo 9, 2013 a 3:40 pm #

                  ma neanche tu capire che esiste un parallelismo tra comicità e politica. ma anche io ho cose da fare, ma non sono importanti come le tue, ma le farò lo stesso.
                  La risposta è sui libri di storia.

            • ananasblog marzo 9, 2013 a 4:05 pm #

              scusa, ma abbiamo un comico che è il politico più in evidenza (che succede a un barzallettiere) e non bisogna fare il parallelismo? L’A

              • Anonimo marzo 9, 2013 a 11:49 pm #

                Va bene, vi rispondo.
                Questo mi son detto lì per lì.
                Poi ho pensato che un post lungo e dettagliato come quel che ho scritto avrebbe scatenato una sequenza di risposte interminabile. E questo sarebbe andato a giovamento di chi dice ‘ah, vedi quanto è frequentato ‘sto blog?’.
                E questo non ve lo meritate.
                Quindi ho cancellato la mia risposta.
                Solo due dubbi mi restano: che avrà voluto dire Top Gum con ‘la risposta è sui libri di storia’.
                (ma morirò sereno col dubbio)
                E cosa voleva dire l’Amministratore con ‘che succede a un barzellettiere’.
                Stai dicendo che Grillo è un barzellettiere?
                Se è così, mi risulta che Grillo abbia collaborato, tra l’altro, con Ricci e Benni.
                Tutti barzellettieri tranne qualche oscuro comico di provincia tuo amico?

                • ananasblog marzo 10, 2013 a 6:04 am #

                  Succede, nel senso di subentra, a un noto barzallettiere di Arcore.

                  • Vs marzo 10, 2013 a 1:33 pm #

                    i comici cambiano la storia dei paesi, vedi commedia dell’arte, erano artefici dell’informazione visto che frequentavano castelli e piazze di ogni città, come era duopo ospitare i pellegrini, appunto perché con il loro pellegrinare erano più informati di coloro che stantivano nelle loro case e vivevano di solo lavoro. I parallelismi non sono amati ma si ripetono costantemente nella storia, usando mezzi di comunicazione differenti.
                    i barzellettieri assoggettano al riso con scritti preconfezionati, e se sei un fine dicitore proprietario di mezzi di comunicazione potresti spuntarla per un po.
                    L’anima del comico è altrove, non è vincolata da nessun che, cosa che dovrebbe essere nello spirito dei giornalisti, ma in quest’epoca i veri giornalisti sono i comici, i giornalisti i giannizzeri del potere.
                    I giornalisti spesso sono scrittori e quindi autori, gli autori scrivono per i fini dicitori e quindi sono anche loro dei giannizzeri al servizio di una casta.
                    il comico evince su tutti e da scacco … matto!

                    • Anonimo marzo 12, 2013 a 5:42 pm #

                      Vs, rispetto naturalmente la tua lettura storica e non mi permetto di criticarla. Ti suggerirei, in aggiunta, di ampliare la tua speculazione anche in altri campi. Certamente la comicità, lo sberleffo (in senso altissimo) ha cambiato la mentalità, la morale e infine la Storia.
                      Ma anche cose come il ferro, la Gatling e l’energia atomica. Per tacere di romanzieri e letterati che giannizzeri non erano.
                      Quindi certamente W la comicità ma anche la realtà.

                      PS; se mi risponderai mai, ti prego, non citarmi grandi o oscuri cabarettisti che hanno lottato contro il Potere. Sennò, mi verrà subito da domandarmi dove erano tutti questi cabarettisti durante l’era di Berlusconi. Ti saluto e spero di dialogare ancora con te

                    • Vs marzo 12, 2013 a 9:03 pm #

                      I cabarettisti? … al suo soldo, ovviamente!

                      Stranamente evolviamo ma ripetiamo gli stessi errore, con mezzi differenti. Bye

  4. luppolo marzo 7, 2013 a 8:56 pm #

    mi sembra un atteggiamento contradditorio da parte tua. Vuoi la morte di Zelig, ma il salvataggio di Monte Paschi? qual è la differenza?

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