aggiornamento sulla correttezza tra colleghi…

14 Mar

Alessandro Bianchi (Lesc) ha appena postato un commento che riporto in seguito. A quanto pare Maurizio Lastrico ha rinunciato a portare alla prossima puntata di Zelig lo sketch dei riassuntini (leggi post Genova per due), che aveva innescato anche un sondaggio sulle “similitudini” (vedi sondaggio). Se fosse vero sarebbe un gesto davvero nobile, da persona integra. Si tratta anche di un evento unico. Di fronte alle segnalazioni di similitudine, il comico continua comunque per la sua strada. Ecco il commento:

“Ciao sono Lesc
mi ha chiamato Maurizio scusandosi e dicendomi che il pezzo non lo farà più.
Io sono per la libertà e vorrei che questo caso muovesse a qualcosa di più costruttivo di: non lo faccio più.
Vorrei che Maurizio uomo di enorme talento non si sentisse limitato ma anche che la mia futura utilizzazione di tale materiale non fosse limitata.
Mica li ho inventati io i riassuntini. Che fare?  Secondo me servono dei principi, un codice deontologico come giustamente accenna il bel Gavelli
Tempo fa scambiai messaggi con Mauri e la cosa si concluse con la comune approvazione del principio che lo “LO STILE E’ INIMITABILE” .
Può bastare a sentirci liberi di giocare con le idee anche se utilizzano format simili? Secondo me si, succede con le imitazioni, succede con i dialetti, succede con le battute.
Inoltre credo che il pubblico colto che sa fare distinzioni ed eventualmente riconoscere somiglianze è limitato e in grado di confrontarsi e capire.
wikipedia alla voce plagio dice: “Con il termine plagio, nel diritto d’autore, ci si riferisce all’appropriazione, tramite copia totale o parziale, della paternità di un’opera dell’ingegno altrui”. Non mi pare che Maurizio usi il mio stesso materiale. I riassuntini sono un format. come i tg, solo meno usato. o no. Io non lo so, dite voi che avete la giusta distanza per capire e valutare.
Non chiudiamoci le prospettive, siamo tanti, ma parliamone e proponiamo un decalogo in cui finalmente c’è un orizzonte di riferimento. Fate delle proposte, vi prego, la chiusura no.
ciao
Lesc
p.s. e state calmi”

Il richiamo a un codice di comportamento tra gentleman è una buona idea, bisognerebbe tentare di scriverne uno. In generale (lo dicono un po’ tutti) si sente il bisogno di un’associazione di categoria che inizi a tutelare – qualificare il lavoro del comico che, per inciso, investe molto del suo tempo e delle sue aspettative sulla produzione di sketch televisivi, senza garanzie o, meglio, partecipando a un gioco privo di regole e di arbitri.

Prima o poi ci sarà il coraggioso che si prenderà la briga di dare avvio al tutto. Un’associazione di categoria dovrebbe trovare il modo di “scrivere delle regole condivise”, ma anche pensare a delle proposte per arginare la gravissima crisi lavorativa che investe il settore. Se Beppe Grillo è riuscito a terremotare il quadro politico, perché non deve esserci un comico che sia capace (per dire) di far arrivare la Siae a chi di diritto?

R. Gavelli, Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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8 Risposte to “aggiornamento sulla correttezza tra colleghi…”

  1. Enrico Zambianchi marzo 15, 2013 a 10:19 am #

    Penso che Dedio abbia centrato il punto. Può capitare che alcune idee nell’aria portino ad un percorso simile, ma una onestà di fondo è prerogativa dei bravi artisti. Credo fermamente che l’originalità e la qualità debbano essere alla base di questo lavoro e il pubblico di oggi, con i mezzi a disposizione, è in grado di valutare correttamente la “bontà” delle proposte.
    Di più: un comico che plagia o copia è destinato a deludere le persone che lo stimano artisticamente.
    Personalmente, nella mia modesta esperienza, mi è capitato, nel 2010, di togliere un personaggio dal mio spettacolo perchè in maniera ai limiti dell’incredibile, sembrava pari pari un personaggio fatto da un altro comico di cui non conoscevo l’esistenza, compresi i meccanismi delle battute! Mi sono addirittura “fatto il viaggio” se per caso non lo avessi visto e inconsciamente rimosso! Non fosse stato per una verifica sui tempi, a suo favore, avrei potuto giurare che era lui ad aver “rubato” da me! Pur essendo in buona fede mi sono vergognato al pensiero che qualcuno avesse potuto pensare fossi colpevole di un plagio, ma questo non è successo, ed ho immediatamente accantonato settimane, se non mesi, di lavoro su quel personaggio.
    Altro episodio. Facendo serate con altri, capita si incontrino cabarettisti più di frequente rispetto ad altri. E’ successo con più di un collega di aver riso alle battute fatte da altri comici, magari le “guest star” delle serate e poi di risentire le stesse battute in altre occasioni fatte da questi colleghi, senza nemmeno il pudore di ammettere o citare la fonte originale. Sicuramente hanno strappato risate, ma confesso che la delusione per me che conoscevo la verità, mi ha mostrato i loro limiti e fatto prendere le distanze.
    Per concludere: ognuno sicuramente può avere uno stile proprio e un modo di calcare le scene originale, ma ci sono tre regole fondamentali che ognuno dovrebbe avere la coscienza di applicare:
    Primo: Non si copia.
    Secondo: Non si copia
    Terzo: Non si copia.

  2. Anonimo marzo 15, 2013 a 10:01 am #

    Le idee sono libere, le forme di espressione delle idee sono invece protette. Le idee devono circolare, attecchire, crescere, non essere monopolio del primo che le ha partorite. Esempio: lo spunto narrativo di Promontorio 7 è l’uomo che precipita e riconsidera la sua vita. A me ricorda Gene Wilder e Woman in Red, ma sarebbe aberrante pretendere che l’idea non sia replicabile attraverso diversi sviluppi e forme narrative.

  3. Dedio marzo 14, 2013 a 3:24 pm #

    1° esempio personale: Io ho avuto un’idea straordinaria e particolarmente originale e me la sono trovata su youtube fatta da un altro… Un’idea che avevo però nel cassetto e che non ho mai detto a nessuno! Se l’avessi fatta da qualche parte avrei azzardato che mi è stata copiata! Invece così non è stato ma è stato un semplice caso che un’altra persone avesse un’idea simile alla mia!
    2° esempio personale: Per un pò di anni ho fatto un pezzo nei miei spettacoli live e l’ho visto di recente fatto da un mio collega amico. Gli ho chiesto spiegazioni e lui mi ha detto che era un pezzo che anche lui faceva da tempo e che è stato un caso. Chiaramente gli credo (è un amico e un’idea simile può capitare -vedi 1° esempio personale sopra-)
    3° esempio personale: in un laboratorio che sono solito frequentare un comico del mio gruppo fa una battuta che io faccio da un sacco di tempo specialmente in quel laboratorio, qualcuno mi si avvicina e mi dice: “ma quella è la tua battuta!”. Io gli rispondo che le battute sono un pò di dominio pubblico, più o meno (specialmente quelle con i giochi di parole non particolarmente originalissime) sono già state fatte più e meno da tutti. Sicuramente avendola già sentita più volte da me poteva evitare di farla ma personalmente non l’ho ritenuto un caso di quelli gravi.
    4° esempio personale: durante il mio spettacolo dico che sono un gigolò e che ho scritto delle canzoni d’amore a tutte le mie donne ma non ho mai pensato che Rocco il gigolò potesse avermi rubato l’idea!

    Opinione personale: Non condivido assolutamente quelli che fanno il personaggio del vigile (dico il primo mestiere che mi viene in mente) e vedendo qualcuno che porta in tv il personaggio del vigile gridano allo scandalo!
    Oppure la battuta rubata, oppure lo sketch trito e ritrito che a loro volta magari hanno rubato a qualcun altro, oppure il taglio di capelli!!!
    La verità (secondo il mio modesto parere) e che in questi “urlare al plagio” ci sono un sacco di stronzate…
    Detto questo ci sono invece delle volte in cui il plagio è voluto, premeditato e calcolato. E’ lì non ci sono cazzi. Quella persona va sputtanata, perseguita e condannata.
    Ci sono molti esempi eclatanti di questo genere di pratica, ci sono artisti che addirittura si vantano di copiare a destra e a manca! Monologhi interi rubati nella loro interezza.
    Ecco! Questo a mio avviso è molto triste.
    Un vero ARTISTA dovrebbe lavorare con i mostri della sua mente per creare qualcosa di unico e originale da regalare alla società altrimenti diventa un mestierante scorretto o un animatore di villaggio triste.
    Artisti veri in quest’epoca ce ne sono veramente pochi ed è forse per questo che il cabaret sta degenerando vistosamente

  4. Arrant knaves marzo 14, 2013 a 12:01 pm #

    Secondo me siamo sulla strada sbagliata. Post come questo hanno solo l’effetto di mettere in imbarazzo entrambe le parti, che siano in buona o in malafede. Ogni caso ha le sue sfumature, tra le quali soprattutto la nobiltà delle parti. L’unico codice deontologico che si può fare è sperare sempre in un confronto delle parti. Ma davvero chiudiamola qui, perché stiamo sciacallando su due grandi artisti e su due grandi persone.

    • ananasblog marzo 14, 2013 a 2:26 pm #

      quindi silenzio per sempre? L’A

      • Arrant knaves marzo 15, 2013 a 10:37 am #

        Ammetterai che tra il silenzio e la speculazione c’è fortunatamente una via di mezzo

        • ananasblog marzo 15, 2013 a 11:25 am #

          Se non ne parlasse Ananas non ne parlerebbe nessuno. Il tema è ineludibile perché è troppo scottante. Per non trattarlo bisognerebbe attuare una specie di censura. Fingere che non esista. L’A

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