La necrofilia del comico Beppe Grillo

27 Apr

 

lo Stand Up Comedian e "Biofilo" Bill Hicks

lo Stand Up Comedia e “Biofilo” Bill Hicks

Lo psicanalista tedesco Erich Fromm, nel suo saggio “Anatomia della distruttività umana” sostiene che l’uomo sia conbattuto da due pulsioni: biofilia (spinta verso la vita) e necrofilia (spinta verso la morte). Un punto di riferimento del termine necrofilia è il motto dei falangisti spagnoli Viva la Muerte!. Non si tratta quindi solo di odiare gli avversari, ma la vita stessa e compiacersi di un linguaggio fatto di immagini di distruzione e di morte.

Il comico Beppe Grillo, la cui biografia è segnata da un incidente d’auto in cui perirono 3 persone, è ossessionato dal linguaggio necrofilo: tutto è morto, in putrefazione, seppellito, oppure sta per morire o sta per essere distrutto (che siano i partiti, le persone, le istituzioni, il nostro paese, la sua economia, l’Europa stessa…). Una volta si usciva dai suoi spettacoli con l’effetto rinfrancante delle risate e con qualche proposta magari strampalata, ma costruttiva. Adesso c’è poco da ridere. I suoi seguaci sono sempre più cupi, ingrugniti, seppelliscono d’insulti chiunque non risponda alle parole d’ordine pseudo necrofile. Adorano la morte… Per esempio:

Lo stand up comedian Bill Hicks (vedi biografia su Wikipedia) è il prototipo del comico infinitamente superiore a Beppe Grillo, non solo perché ha sempre combattuto il potere rischiando in prima persona, senza cercare di diventare lui stesso “potere”, ma perché pur in una esistenza segnata dagli stravizi e dagli eccessi, ha  mantenuto un tono di assoluta vitalità. Qui in uno strepitoso monologo su sesso e religione:

Mentre Grillo cerca il consenso a tutti i costi, prosciugando ogni parola d’ordine che attragga consenso (No Tav in Val Susa, no agli immigrati coi leghisti, no a Marchionne con la Fiom, abbasso la casta se si rivolge ai cittadini arrabbiati, eccetera, se parlasse con Gambadilegno direbbe “abbasso Topolino”) e usa il palco per galleggiare su folle adoranti, per Bill Hicks il palco era un luogo di sfida in cui dissacrando per esempio la religione poteva buscarle da qualche fondamentalista cristiano presente in sala.

Riposto qui l’intervista a Filippo Giardina, fondatore di Satiriasi (in tv dal 30 aprile su Rai 2 nella trasmissione #aggratis) che si richiama alla tradizione stand up. Al minuto 2’00” ci ricorda che la satira non dev’essere mai popolare, non deve mettere d’accordo le persone, se le mette d’accordo c’è qualcosa di sbagliato.

Per concludere, un esempio lampante di biofilia: Carletto Bianchessi (il cui canale YouTube si chiama appunto “Inno alla Vita“). Bianchessi calca i palchi del cabaret da più di 30 anni, potrebbe avere dei motivi di risentimento per essere rimasto fuori dal circuito televisivo, per aver fatto nel 2012 solo 2 puntate di Colorado contro le 5 o 6 promesse, invece in lui, alternate alle normali tristezze della quotidianità, comunica un’insopprimibile spinta energico positiva:

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

13 Risposte a “La necrofilia del comico Beppe Grillo”

  1. rael aprile 27, 2013 a 5:01 PM #

    finalmente un articolo serio e ben costruito…tranne la parte finale col comico che non fa ridere.

  2. Anonimo aprile 27, 2013 a 12:59 PM #

    La cosa fondamentale che volutamente manca, nel citare la visione di Fromm sulla necrofilia, è la parte relativa agli effetti dell’orientamento necrofilo. Dire ‘morte’, ‘oscurità’ etc significa solo enunciare parole che possono essere forzosamente messe in relazione con le parole d’ordine del M5S.
    Come si può arguire leggendo un qualsiasi saggio o anche solo wikipedia e simili, l’orientamento ‘necrofilo’ spinge ad amare le dimostrazioni di forza, la legge tout court, l’ordine costituito per arrivare ad un conservatorismo cieco e machista che -alla fine- spinge a considerare solo il passato come ‘buono’ e ‘giusto’.
    Una visione decisamente lontana dal M5S, che del taglio col passato sta facendo una sua bandiera.
    Gli unici punti di contatto sono il considerare la vecchia politica, i vecchi politicanti e i vecchi partiti come ‘morti’ (cosa decreatata dalla Storia e non da Beppe Grillo).
    Ma di questa condizione di ‘morte’, Grillo ne fa il punto di partenza per fornire -unico nel panorama italiano- una alternativa.
    Si può discutere della validità o meno di questa alternativa ma che sia al momento l’unica appare chiaro dalle recenti farse definite ‘elezione del presidente della repubblica’ o ‘formazione di un governo bersani’.
    Il povero Hicks (tirato in ballo per chissà quale motivo) si è limitato a criticare il potere senza cercare di farne parte per il semplice motivo, amici miei, che è morto nel 1994. Sarebbe stato interessante vedere cosa avrebbe fatto nel 2012 e come si sarebbe comportato rispetto a Occupy Wall Street. Forse non avrebbe fondato un suo movimento (la realtà USA direi che è un pelino diversa da quella europea e italiana) ma forse avrebbe appoggiato OWS con performances o altro. Circa il ‘buscarle’ da qualche fondamentalista cristiano, direi che Grillo corre pericoli superiori.
    Oh, poi all’improvviso si passa da Grillo e Hicks a Giardina.
    Premetto… assolutamente nulla contro il bravo Giardina.
    Ma perchè non citare un parente di Cantù? O uno scritto di un prearaffellita?
    “La satira non deve mai mettere d’accordo”: affermazione giusta o sbagliata o sulla quale si può discutere.
    Ma, appunto, si può discutere.
    Ed è lontanissima dall’essere dogma o da avere autorità tale da esser portata ad esempio.
    Anche perchè, quando la satira mette d’accordo le persone (ed è vero, non dovrebbe accadere) probabilmente non è la satira ad essere sbagliata ma il Paese al quale quella satira è riferita.
    Quindi, l’estrapolare una singola frase o concetto da un’intervista e piegarla al proprio giro di pensiero (operazione fatta con Grillo e Giardina), sa molto di strategie di comunicazione care ad assolutismi vari del XX secolo (vedi la citazione sui falangisti impiegata per spiegare l’orientamento necrofilo ma anche, visto che ci siamo, per conferire un tocco di cupo fascismo alle idee apparentemente osteggiate in questo articolo): sistemi vecchissimi che si ritrovano -più amplificati- nelle varie ‘macchine del fango’ e nei moderni metodi di attacco alla reputazione praticati da Fox in giù.
    E, last but not least, Carletto Bianchessi.
    Che tutti amiamo e rispettiamo.
    Che è davvero una scia di vita luminosa nell’acqua sepolcrale di questo inizio millennio.
    Ma che c’entra???
    Bianchessi è biofilia e Grillo necrofilia?
    Va bene, ammettiamolo.
    E questo che ci dice?
    Che hai aperto un canale YT e dobbiamo andare a vedercelo?
    E, più in generale, qual’è il senso dell’articolo?
    Qual’è la tesi sottesa?
    E, se c’è una tesi, perchè non esporla direttamente?
    E, soprattutto, cosa c’entrano i tuoi gusti politici in un blog sulla comicità?

    • ananasblog aprile 27, 2013 a 2:48 PM #

      Ciao, grazie per il lungo e dettaglato commento.
      La deriva “mortuaria” di Grillo (e pure di Travaglio) è una cosa stigmatizzata da molti, tanto che recentemente Nicki Vendola l’ha definito “Becchino Planetario” (in seguito alla sua lunga prolusione sul 25 aprile “morto”), personalmente mi aggrappo a qualcosa di metallico ogni volta che parla.
      Anche l’autoritarismo di Grillo è oggetto di critica, come lo sono il settarismo, l’intolleranza verso la libertà di parola, il machismo (vedi la Montalcini definita Vecchia P.), la ricerca continua della prova di forza, della “spallata”, del bagno di forza, gli aspetti orwelliani del M5S, eccetera. Poi c’è chi non è d’accordo su questa visione delle cose, com’è giusto che sia, ma il fronte antagonista al grillismo si sta ampiando.
      Giardina e il gruppo Satiriasi sono gli unici che portano avanti in modo organico la tradizione stand up in Italia, quindi il passaggio logico con Bill Hicks in qualche modo c’è. Tirato per i capelli? Mica giochiamo a Ruzzle, che le lettere devono coincidere esattamente. Non sappiamo cosa avrebbe fatto Hicks con Occupy Wall Street, ma ricordiamo anche che OWS e gli Indignados non si sono fatti partito.
      Poi c’è Bianchessi che tutti stimiamo, che ha aperto un canale youtube intitolato Inno alla Vita (primo gradino del più ampio Video Blog Project). In realtà doveva chiamarsi Carletto Bianchessi Rules, ma l’Inno alla vita era ciò che scaturiva. Dopo tutto anche Bianchessi è un comico anni ’80 come Grillo, solo che uno sta bene, l’altro no, non chiedermi perché il primo è sempre su di giri, l’altro è sempre più deformato da smorfie grottesche, sudato, lugubre.
      Ho detto più volte che il comico deve riappropriarsi del potere della parola, annichilita dalla “personaggite cronica”, che Beppe Grillo è stato l’unico ad averlo capito, che in qualche modo quella strada lì vada percorsa, ma recuperare quel tipo di potere per usare la parola “morte” non è positivo.
      R. Gavelli Amnistratore di Ananas Blog

      • Anonimo aprile 27, 2013 a 4:03 PM #

        La parola ‘morte’ ritengo sia impiegata solo perchè più immediata e nazpop rispetto a “dissoluzione dell’etica morale ed economica fondante le società capitalistiche post-guerra fredda”.
        Ripeto: partendo dal termine “morte”, Grillo propone una via per ripartire (quindi tornare alla vita).
        Ovviamente, questa via può essere o meno condivisa. E questa è la base, della democrazia.
        Forse usare la parola “morte” non è positivo ma nemmeno leggere la nuova formazione parlamentare lo è.
        Possiamo definire vivo un governo che non prende minimamente in considerazione 8 milioni di voti? Possiamo definirlo democratico?

        • ananasblog aprile 27, 2013 a 5:09 PM #

          è vero che esiste un ciclo di morte – rinascita che parte dalla natura, passando per le stagioni per approdare alle cose umane, ma uno che ha ammazzato 3 persone in un incidente non dovrebbe usare quel tipo di linguaggio, io mi vergognerei come un cane anche solo pensando ai parenti delle povere vittime. E’ come se Schettino usasse la metafora del naufragio, sarebbe orribile. E’ come se il pilota che provocò la strage del Cermis entrasse in politica usando lo slogan: “prendiano la funivia per il futuro”.
          Poi: dai che il Governo non è malaccio, molti volti nuovi, la Idem, Del Rio, Giovannini, Zanonato, Carrozza, Orlando, Kyenge, le Pidielline moderate Lorenzin e De Girolamo, poi ci sono l’Anci, l’Istat, enti che sanno come affrontare i problemi.
          8 milioni di voti hanno certificato un nonstatuto che diceva: l’M5S non farà alleanze con nessuno, quindi non dovrebbero lamentarsi, è statuto. L’A

          • Anonimo aprile 28, 2013 a 10:44 am #

            L’incidente del quale parli è accaduto 30 anni fa circa e c’è una differenza sostanziale rispetto a Schettino: una lastra di ghiaccio. Cosa che (speriamo di no!) può accadere a chiunque. Abbandonare la nave, tradendo le più elementari leggi dell’umanità (ancor prima di quelle del mare) non è paragonabile.
            Inoltre, se permettete, quella di Grillo è una tragedia personale mentre Schettino si è reso complice se non addirittura fautore di morti che potevano forse essere evitate. Il fattore tempo gioca inoltre un ruolo decisivo (la lastra di ghiaccio ti lascia qualeche istante, una nave che affonda qualcosa in più). E potrei andare avanti.
            30 anni sono un lasso di tempo sufficiente per poter pronunciare di nuovo la parola ‘morte’ (sennò con questo concetto, Berlusconi non potrebbe più pronunciare in pubblico la parola ‘donna’).
            Circa il governo non possiamo ancora dire se è malaccio o no.
            Dico solo che (a distanza di decenni) ci troviamo di fronte a una cosa che puzza quasi di pentapartito.
            E ciò che è peggio, proposta da un appartenente ad un partito che -dell’opposizione a Berlusconi- aveva fatto un suo punto di forza. Direi quasi l’unico, vista la pochezza delle proposte politiche.
            Che ci siano 7 o più donne, non tange nessuno: il punto non è donne o uomini ma gente in gamba o no. Dire ‘abbiamo 7 donne e una nera’ sa di riserva indiana (e il sottotesto è: “…ora che avete le donne, non rompete le palle”).
            L’Istat si occupa di statistiche non di new deal: colui che presiede quest’organo non è quindi garanzia di know-how sull’intervento in vita reale. Idem per la Cultura (Bray è ottima persona, estremamente colta ma sa dove e come gestire fondi per la rinascita di un sistema distrutto come quello della cultura?). Sull’aver messo gli esponenti di altri partiti in ruoli chiave (Infrastutture, Giustizia, Sanità etc ), taccio.
            Quindi, no, il Governo non è malaccio.
            E bunga bunga significa “cena elegante”.

            • ananasblog aprile 28, 2013 a 12:02 PM #

              Hanno appena sparato a Roma, c’è da augurarsi che ciò spinga tutti a una maggiore responsabilità. Comunque di fronte a una situazione così grave le istituzioni saranno più compatte, anche i mal di pancia della sinistra rientreranno. Chi scrive ha già vissuto l’epoca del terrorismo e in questi giorni ha respirato un’aria troppo simile a quella che si respirava negli anni ’70.
              Un uomo entra in un caffè, splash (tanto per giustificare questo commento in un blog che parla di comicità)
              L’A

              • Arrant knaves aprile 28, 2013 a 12:47 PM #

                Mah. Apri un blog che si fonda sul rancore e sulla rissa verbale e poi fai il buonista. Ci noto della contraddizione. Ci sono un italiano un inglese e un tedesco…

              • Anonimo aprile 28, 2013 a 3:34 PM #

                Anche chi scrive questa risposta ha vissuto gli anni di piombo non solo come ‘contemporaneità’ ma anche come ‘presenza sui luoghi’.
                E l’atmosfera era ben più pesante e quotidianamente percepibile (anche perchè magistralmente organizzata da professionisti).
                No, non credo che l’episodio spingerà nessuno a essere più responsabile. A nessuno importerà. Nè al Governo nè ai cittadini.
                Come non sono importati i suicidi di questo ultimo anno e mezzo o la vendita del patrimonio imprenditoriale del Paese.
                Semplicemente un’altra notizia al tg, prima dei commenti politici.
                Sono il Fantasma Formaggino.
                E io ti spalmo sul panino.

                • ananasblog aprile 28, 2013 a 4:52 PM #

                  spalmiamo ottimismo, su, la vita è un bicchiere pieno a metà, guardiamo dalla parte del liquido…

                  Per rispondere anche ad Arrant Knaves, mi sembra che la rissa verbale sia poco presente. Da tempo stronco qualsiasi battibecco, anche su richiesta delle persone prese di mira (le solite risse tra colleghi).
                  In passato c’è stata la bizzarra accusa di “Violenza verbale” da parte di Michele Mozzati (https://ananasblog.wordpress.com/2012/05/05/ananas-blog-sul-prestigioso-quotidiano-online-lettera-43/), il quale ogni tanto si produce in qualche invettiva simile, comunque da quel dì ho “limato” anche il linguaggio, basta con “Colorado e Zelig sono morte creativamente”, sostituite da “non hanno più niente da dire”, eccetera
                  Monica Lewinski entra nella sala ovale…
                  R. Gavelli
                  PS la Lorenzin parla un buon italiano, cosa che apprezzo

            • rael aprile 28, 2013 a 1:27 PM #

              notevole la Lorenzin che ha succhiato linfa (è una metafora,,) a Silvio fino a ieri e ora gestisce la sanità…non ha neanche la laurea in medicina, ma ha fatto il classico e poi un paio di esami a giurisprudenza….e il partito numero 1 in Italia non ha lo spazio di un ministro…

  3. Mannes Chiarini aprile 27, 2013 a 12:54 PM #

    Bellissimo articolo.

    • Anonimo aprile 27, 2013 a 12:59 PM #

      In quale punto, esattamente?

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