la liberatoria (tana libera tutti)

17 Lug
un vecchio articolo sulla Siae

un vecchio articolo sulla Siae

Forse negli ultimi 10 anni abbiamo giocato a nascondino senza saperlo. Forse le liberatorie sono state il nostro “tana libera tutti”. Le liberatorie sono quei documenti che abbiamo firmato e fatto firmare per “annullare il gioco” e dire che tutto quello che era successo fino a quel momento non era valido.

Tana libera tutti: firma qua e può succedere qualsiasi cosa contraria ai tuoi interessi.

La liberatoria è stato anche il mezzo con cui ci siamo allontanati dalla realtà.

Se hai portato uno sketch di tua proprietà, frutto del tuo lavoro a un laboratorio (assieme ad altri 15) e poi hai firmato (assieme ad altri 15) che la serata è stata frutto d’improvvisazione e che l’autore era l’unico che avesse aggiunto qualcosa di creativo, allora hai dichiarato il falso (assieme ad altri 15) e hai annullato tutto ciò che è successo per sostituirlo con un racconto di fantasia (tana libera tutti). Poi magari la Siae se la becca l’autore come “rimborso spese mascherato”, poi magari il tuo sketch lo fa uguale un altro in tv e tu non puoi farci più niente.

Oppure hai ceduto i diritti della tua esibizione televisiva e adesso può essere usata in tutti i modi, anche come trailer di un video gioco porno, senza che tu possa farci nulla. Non puoi neanche postarla su YouTube per farla vedere agli amici perché l’emittente non vuole. Però proprio per questa dolorosa cessione ti aspetterebbero tot soldi al minuto che non vedrai mai, ma che verranno incassati da chissà chi, per chissà quali giri strani.

Tana libera tutti, firma qua,  che la tua firma vale qualsiasi cosa ma non la verità. Tanto quello che dovrebbe controllare il gioco è ancora lì che conta appoggiato a un albero e non vede nulla.

Queste cose mi sono venute in mente leggendo l’editoriale del nuovo presidente Siae Gino Paoli, sulla rivista societaria Via Verdi:

“Nessuno di noi vuole colpevolizzare i ragazzini che scaricano ma si deve far pagare il giusto a quei siti che utilizzano la musica per fare soldi con la pubblicità, a quelle radio e televisioni che scansano il diritto d’autore, a quei locali che percepiscono la Siae come un odioso gabelliere e alterano i bollettini.”

Fa una certa impressione sentir parlare di “bollettini alterati” e di “radio e tv che scansano il diritto d’autore” quando da molti anni, nel settore comico, c’è stato il più grande “tana libera tutti” mai visto, avvenuto nella totale (a quanto sembra) assenza degli organi preposti al controllo.

Questi comportamenti sono stati investiti da un’onda anomala quando Ruben Marosha consegnò al web il video (girato con telecamera nascosta) in cui si mostrava come le liberatorie Zelig fossero molto poco aderenti alla realtà (per usare un eufemismo). La cosa è stata “cavalcata” da Ananas Blog, ha provocato tensioni fortissime con Bananas srl. Sembra passato un secolo. La storia nei dettagli è raccontata nel blog, per chi avesse voglia di andarsi a cercare i post relativi.

Per dare uno scossone al sistema ci voleva qualcuno (Marosha) che fosse fuori dal nostro ambiente che è  troppo condizionato dai compromessi. Egli è sempre stato convinto che il sistema laboratori / liberatorie fosse totalmente illegale. Comunque è stato bizzarro il comportamento di chi sarebbe dovuto intervenire subito e sistemare tutte le incongruenze che, evidentemente, esistevano anche se erano state segnalate da qualcuno a loro profondamente antipatico. La scelta invece è stata quella di continuare a raccontare “altre storie” (tipo scuola di recitazione, eccetera) usando altre forme di “tana libera tutti”. 

Ovviamente il tema della liberatoria farlocca (televisiva o di laboratorio o contributiva) è endemico, non è circoscritto a Zelig, Colorado e Made in Sud.

Un po’ di tempo fa c’è stata un’onda anomala. Il sistema ha ballato un po’, poi tutto è tornato come prima. Quello che mi sono chiesto pigramente (essendo ormai fuori dal campo di battaglia) parlandone con qualche amico è se ci saranno altre onde anomale, magari come “nemesi” alla  grande opera di disinformazione fatta di tante piccole irregolarità o bugie, tutte di entità minima, ma numerosissime e ininterrotte negli anni.

I pareri sono che succederà qualcosa, non perché qualcuno avvierà chissà quale campagna giustizialista, ma appunto come nemesi o come destino (una roba quasi mistica di flussi che ritornano). Io sono scettico.

Forse andremo avanti a usare impunemente le liberatorie come atto di negazione della realtà, aggirando le norme di questo Stato italiano che rimane un gigantesco colabrodo. Firmeremo e faremo firmare il falso e poi andremo tutti su Facebook a insultare la classe politica ladra e ipocrita.

Allora ripetiamo con devozione il seguente mantra: tana libera tutti…tana libera tutti…tana libera tutti…tana libera tutti…tana libera tutti…tana libera tutti…tana libera tutti…tana libera tutti…tana libera tutti…tana libera tutti…tana libera tutti…

R. Gavelli Amministratore di Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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5 Risposte to “la liberatoria (tana libera tutti)”

  1. Stefano Mirano luglio 18, 2013 a 8:18 am #

    Grazie mille! Dai l’opportunità anche a chi come me non è molto addentrato nei meandri della tv, di guardare la realtà con occhi diversi! 😉 Ma allora qual’è l’alternativa a questo sistema balordo per chi crede di creare cose originali?

    • ananasblog luglio 18, 2013 a 10:23 am #

      difficile dirlo, allo stato attuale servirebbe un’associazione di categoria per i comici e, parallelamente, la Siae dovrebbe svegliarsi dal letargo pesante in cui sembra essere precipitata. Certo che se dormi e nessuno ti viene a svegliare, non è neanche del tutto colpa tua. Poi in senso generale un comico – attore – autore che scarica i film o la musica gratis si taglia i maroni da solo. L’A

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