Kotiomkin, anche le corazzate nel loro piccolo…

30 Ago
il logo di Kotiomkin

il logo di Kotiomkin

Alcuni mesi fa (dicembre gennaio 2013) avevo lanciato l’idea di creare uno Spinoza Professionale (leggi qui l’articolo) vale a dire un collettivo di satira in cui gli autori restassero proprietari delle loro battute e che godessero di qualsiasi eventuale  “monetizzazione”. Questo serviva ad andare verso una maggiore professionalità ed evitare quel fenomeni di “sfruttamento” in cui un gran numero di utenti invia battute  a fondo perduto, mentre un numero ristretto di “selezionatori” gode della cosa ed, eventualmente, monetizza (questo succede al famoso Spinoza.it da tre anni a questa parte miglior blog italiano).

Passano appena alcuni mesi (cioè 4) e viene creato Kotiomkin (vedi pagina Facebook), un collettivo di satira, tra l’altro promosso anche da persone che conoscevano bene la proposta di Ananas Blog, tanto che qualcuno di loro mi ha contattato senza nascondere un certo imbarazzo (dicendomi: “mi hanno chiesto di scrivere battute per Kotiomkin, sai…” “Fai pure, tranquillo”). Ai vertici di Kotiomkin autori Zelig, realtà specializzata nell’usare spesso gli sforzi creativi esterni “a fondo perduto” (vedi laboratori, infatti è ben rappresentata la solita “compagnia di giro” degli Zelig Lab).

In questi casi uno nota la coincidenza temporale e dice: “hanno copiato l’idea”. Poi ragiona a mente fredda e fa altre considerazioni (nota bene: questo passaggio significa: “ho cambiato idea rispetto a quella iniziale del plagio” casomai qualcuno fraintendesse), visto che il collettivo di satira si ispira comunque a Spinoza (ma alla fine è l’eterna riproduzione de “Le Formiche” di Gino e Michele). Diciamo che in Kotiomkin le battute sono belle (presenti anche su Tumblr, piattaforma di microblogging multimediale, su Istagram poiché vengono postate anche in cartolina e, infine, sul noto blog Macchianera anche se quest’ultima presenza non è “pubblicizzata” su Facebook, vedremo sotto il possibile motivo). Però il metodo è quello sbagliato: “sforzo creativo di tanti”, accoppiato a “selezionatori che stanno al vertice della piramide”. Una delle vie per strappare la comicità italiana al suo triste declino passerebbe da una “riqualificazione” (leggi post La grande guerra contro il diritto d’autore). Vediamo comunque le ambiguità dell’operazione Kotiomkin:

Ricordiamo che il caso più clamoroso di plagio comico televisivo (kazzenger – Linea di confine) probabilmente è dovuto alla confusione di aver mandato, senza dolo, le stesse battute a due comici diversi. L’artefice di questa gaffe è  addirittura quello che sarebbe l’amministratore di Kotiomkin. Può succedere, ma cosa succede quando accumuli – viene a contatto – assorbi un “patrimonio” di battute, di idee, di meccanismi comici? E’ possibile che, anche inconsciamente, tu non prenda spunto dal lavoro altrui? Soprattutto quando devi elaborare battute là dove ci sono i “soldi veri”? Gli autori/selezionatori di Kotiomkin riescono a creare un “file” con l’umorismo Kotiomkin e a dimenticarsene quando devono fare altro? La vedo durissima.

La grande massa di battute finisce “in mano” a persone che poi seguono i laboratori o fanno selezione e scrivono per trasmissioni televisive o per laboratori di satira (vedi Carla). Come si fa a gestire una simile schizofrenia? E se uno manda una battuta a Kotiomkin e poi, dopo qualche mese, qualcuno in tv dice una battuta uguale (o con un meccanismo simile)? E se uno deve scrivere qualcosa per un comico importante (Fiorello, Panariello, Max Giusti, eccetera, che inseriscono nei loro show televisivi monologhi sull’attualità) che cosa fa? Riesce a dimenticarsi di tutto il patrimonio di battute che sta selezionando e che ha selezionato e a partorire qualcosa di originale?

Le battute vengono appunto selezionate, sempre su Facebook, nella “Palestra Kotiomkin“, nome abbastanza infelice. Infatti aveva fatto qualcosa di simile Daniele Luttazzi sul suo blog ed era proprio definita “palestra”. Inoltre c’è il problema della contemporaneità: la qualificazione professionale ha bisogno di tempo e di una produzione. Meccanismi come Spinoza o Kotiomkin o simili finiscono nel mare magnum di Facebook, Twitter, eccetera, nella giungla della gratuità in cui il massimo premio è “che bello, hanno pubblicato una mia battuta, yuppieeee”.

Comunque le battute sono belle.

PS: una storia molto simpatica… Kotiomkin, come detto sopra, è presente sul noto blog Macchianera di cui è a capo il mitico Gianluca Neri e risulta finalista ai famosi Macchianera Italian Awards come miglior sito di satira. Non è il massimo, ma c’è di più: Kotiomkin è anche nella categoria “miglior battuta” con Carlo Gabardini (Comunque, se con 1000 pullman porti in piazza un migliaio di persone, non è una guerra civile: è una manifestazione di autisti). Ora Carlo Gabardini è addirittura nel management di Macchianera (vedi qui) e presente nello stesso format radiofonico “Economica” condotto assieme a… bravi, Gianluca Neri. Gabardini ha vinto anche il Macchianera Blog Award 2012 come tweeter più simpatico.

Insomma un caso italico di “ce la cantiamo e ce la suoniamo tutti assieme e ci premiamo tra di noi” 😉 … Forse è per questo  che la presenza di Kotiomkin su un blog prestigioso come Macchianera, viene pudicamente sottaciuta? In circostanze normali dovresti spararlo ai 4 venti. Sei sul Washington Post dei blog e non lo dici a nessuno?

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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15 Risposte to “Kotiomkin, anche le corazzate nel loro piccolo…”

  1. Gianluca settembre 3, 2013 a 9:00 am #

    Sergio, l’inevitabile approdo televisivo e di questi tempi più che mai necessità un livellamento verso il basso, sai benissimo le costrizioni alle quali devono sottostare le produzioni. Esperienza personale, primissimi anni 90, collaboravo marginalmente come ragazzo di bottega con un noto autore per la scrittura di una sit-com e non ti dico la quantità di battute e gag che venivano cassate già in fase di scrittura. A seguire credo che la realtà sia inevitabilmente peggiorata, proprio perché le grandi produzioni devono sottostare a dettami commerciali e persuasivi ancora più rigidi. Grazie Diego, la tua benedizione mi allieta, ti consiglio di non trascurare l’opportunità, vista la vicinanza e le entrature celesti, di porti alle pendici dell’autorevole figura papale come autore, sono convinto che lui può mettere una buona parola per te alla Siae. 😉

    • Diego Carli settembre 3, 2013 a 5:01 pm #

      Hahahaha. Grazie del consiglio allora! Un abbraccio. 😀

    • Attanasio settembre 3, 2013 a 6:22 pm #

      Comincia con “Alcuni mesi fa (dicembre 2013) avevo lanciato l’idea di…”
      O è un racconto ambientato nel futuro o c’è un errore nella data, o persino entrambi…
      Scusate

  2. Diego Carli settembre 2, 2013 a 11:38 pm #

    Hehehe caro Gianluca, fare del bene porta bene, pace e bene e hai la mia benedizione. Come dice sempre Papa Bergoglio: “…E buon pranzo!”

    • ananasblog settembre 3, 2013 a 5:08 am #

      Comunque, il problema della comicità italiana (di cui Kotiomkin è un’appendice marginale) è quello di uscire dall’accoppiata “burocrati selezionatori” + “produttori coatti di gag e battute”. Grazie a ciò abbiamo la comicità peggiore di tutti i tempi, ininfluente, brutta, ripetitiva, senza contenuti. C’è un passato glorioso che è andato avanti finché non si è imposta la logica del “caporalato”. Almeno questa robaccia servisse a incrementare il lavoro. Neanche quello. L’A

  3. Gianluca settembre 2, 2013 a 11:34 pm #

    Alla categoria dei “battutisti apolidi”, aggiungerei ora la categoria, “battutisti benefattori”….che vogliono (cito) “condividere un pensiero scritto in modo simpatico”. E’ bello vedere tanto cuore in un modo così difficile 😉

  4. Diego Carli settembre 2, 2013 a 4:41 pm #

    Io credo che scrivere una battuta su Facebook o su Kotiomkin non implichi nulla di degenerato. Funziona il sistema della battuta a tema e più d’attualità è meglio si sposa con lo spirito non solo di Kotiomkin ma dei social network in generale. Secondo me fosse datata, perderebbe di forza e d’interesse. Io pubblico decine di battute mie prima sul mio profilo, poi ho approfittato del Kotiomkin. Lo spirito per me è goliardico e magari qualche battuta, esercitandosi, mi riesce pure. A prescindere se me la mettono in “Neretto” o meno, non è quello lo scopo gratificante ma la condivisione di un pensiero scritto in modo simpatico. Sono poi consapevole come tutti ma è palese, che se il lascito al social viene in un futuro utilizzato da qualcuno per monetizzare (ma sulla stretta attualità poi l’operazione risulterebbe comunque difficile), buon per lui e non avrei da ridire sennò non le metterei al pubblico ludibrio, me le terrei ben strette. Baci e abbracci.

  5. Gianluca agosto 31, 2013 a 7:02 pm #

    Post coraggioso quello di Sergio, certamente i suoi sillogismi non sempre si aggrappano a ragioni fattuali, tuttavia mi sembra che il buon senso qua e là si distingua. Lo sappiamo…fare rete è assai importante, in qualunque ambito ci si misuri e le battute sono diventate oggi merce assai pregiata, nonostante la realtà spesso superi la portata della battuta stessa. Pertanto, trovare dei canali importanti nei quali veicolarle è d’obbligo. Intuisco ( ma in realtà poco comprendo) per quale motivo gli autori e i battutisti che non fanno rete, tutti o quasi, non scelgano di pubblicare le loro battute unicamente nelle loro pagine piuttosto che donarle alla grande distribuzione della satira, dove le sinapsi dell’autore vengono offuscate dalla battuta successiva. Ho il dubbio che questi battutisti “apolidi” siano le prime vittime delle loro battute.

  6. Teo Guadalupi agosto 30, 2013 a 2:09 pm #

    scusate, aggiungo solo che con Roberto ci conosciamo e ci stimiamo da tanti anni, quindi forse sarebbe stato più elegante (visto che si vanta di fare informazione) una bella telefonata in cui gli raccontavo questa cosa, invece di fare un post di congetture e illazioni che di vero hanno poco o nulla. o no?

    • ananasblog agosto 30, 2013 a 2:22 pm #

      ciao Teo, diciamo che avevo già stigmatizzato operazioni di questo tipo che sono legittime, però soffrono dei soliti difetti (mandare battute che poi vengono selezionate). E il bersaglio principale era proprio Spinoza. Visto che i presunti difetti sono già stati enunciati, li ho solo rimarcati, giusti o sbagliati che siano. Comunque le battute sono belle. Prendo atto dell’ineleganza. Trovo comunque che non sia il massimo che Kotiomkin, idea di Gianluca Neri artefice anche dei MBA, partecipi in varie forme ai MBA, è un po’ come se Montezemolo indicesse un concorso patrocinato dalla Ferrari a cui partecipasse un’idea del Montezemolo stesso. Comunque le battute sono belle. Rob

  7. Teo Guadalupi agosto 30, 2013 a 1:37 pm #

    aggiungo anche che però ti rispondo solo privatamente, perchè questo post mi puzza di tentativo di farti pubblicità a nostre spese 😉

  8. Teo Guadalupi agosto 30, 2013 a 1:34 pm #

    ciao Roberto, sono Teo. Kotiomkin è un gruppo aperto in cui chiunque può vedere cosa succede. L’idea è partita da Gianluca Neri che è un mio amico d’infanzia, mi ha coinvolto ed io ho coinvolto altri. Non abbiamo nessun secondo fine se non quello di divertirci e di scrivere cose che “altrove” non potremmo fare. Lo possono testimoniare circa 400 membri della palestra e 10mila utenti. Se poi hai domande specifiche chiamami pure. Un abbraccio

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