Colorado Film: i segreti, i retroscena, i bilanci

2 Set
la piccola galassia aziendale di Colorado

la piccola galassia aziendale di Colorado

Ananas Blog dedicherà una serie di articoli di approfondimento alla Colorado Film Production S.r.l., la società artefice anche del popolare varietà comico Colorado, analizzandone il bilancio 2012 (regolarmente scaricato attraverso i servizi online della Camera di Commercio). I motivi dell’operazione sono semplici:

1) Colorado, assieme a Zelig, ha determinato il tipo di comicità che doveva essere prodotta, pensata, creata in Italia e, purtroppo, ne ha abbassato la qualità sia dei contenuti che dei metodi. Per ognuno di noi Zelig e Colorado sono dei coinquilini ingombranti con cui convivere. Allora è importante saperne il più possibile su chi influenza in modo così invasivo le nostre vite comiche e, spesso, ci tiene addirittura per le palle con la minaccia dell’esclusione e la lusinga del successo, obbligandoci a produrre brutto cabaret commerciale Mediaset – compatibile.

2) La comicità italiana è finita in un buco nero fatto di poca trasparenza. Al centro del buco nero c’è la liberatoria (leggi articolo). E’ molto probabile che Colorado non “corrisponda” la Siae a chi cede i diritti delle proprie esibizioni video (i comici e relativi autori). Posto che siamo dentro al buco nero dove tutto è fumoso, ma Ananas Blog ritiene che quei soldi ricadrebbero nel cosiddetto “equo compenso” (ex art. 46 bis, legge 633/41). I comici interpellati non ne hanno vista mai neanche in cartolina. (Leggi articolo quanto vale la Siae di Colorado.)

In generale, talvolta la Siae viene “stornata” quando ci sono “pochi soldi” e allora (per esempio) gli autori vengono pagati a punti Siae oppure (per fare un esempio minore), in  una rassegna di cabaret dove i conti sono ridotti all’osso, l’organizzatore si ritaglia un rimborso spese tramite il “bollettino Siae”. Allora veniamo a bomba con una domanda curiosa: Colorado Film è un caso simile? Cioè è una società che lotta per sopravvivere, coi conti risicati, in cui i vari Totti e Abatantuono sono costretti a prendersi qualche decina di migliaia di euro per non andare in perdita? Sono come quegli organizzatori arruffoni che fanno pasticci coi bollettini e faticano a far quadrare i conti?

Nulla di tutto questo, la Colorado Film Srl è un’azienda solida, produttiva, ben organizzata, in grado di usare al meglio le leggi che regolano i finanziamenti e le agevolazioni fiscali come il TCE (Tax Credit Esterno – una norma per attirare finanziamenti privati sui film) o il Product Placement (pubblicità indiretta); capace di mettere in produzione progetti cinematografici quasi a rischio zero, poiché già in fase contrattuale riesce ad acquisire i ricavi minimi che li rendono a prova di insuccesso; che lavora in campo televisivo con Mediaset e Rai, due aziende che raramente bucano un pagamento.

Colorado Film non risente degli insuccessi commerciali dei film prodotti e lavora con aziende che pagano bene (pag 40 del doc PDF T 136110481 del 1 agosto 2013)

Colorado Film non risente degli insuccessi commerciali dei film prodotti e lavora con aziende che pagano bene (pag 40 del doc PDF T 136110481 del 1 agosto 2013)

Certo, non è bellissimo “bullarsi” in questo modo, in un documento ufficiale, del fatto che i film “anche se non incassano tanto va bene uguale” visto che alcuni sono in parte realizzati con un aiuto pubblico (il Tax Credit per il cinema, da 3 anni a questa parte, è finanziato da un aumento delle imposte sulla benzina che, a quanto pare, continuiamo a pagare ogni volta che ci rechiamo da un distributore). 90 milioni di euro l’anno dei contribuenti servono a produrre solo “bilanci felici” ma con poca attenzione a qualità e competitività? Già, perché alla Colorado Film (come verrà trattato in seguito) il “controllo qualità” sembra in crisi profonda.

Comunque tessiamone le lodi: Colorado è una realtà ben organizzata e altamente professionale (forse tranne quando entra nel buco nero della comicità) che è in grado di ritagliare un emolumento da ripartire tra i 5 membri del Consiglio d’Amministrazione pari a 465.000 euro lordi l’anno (sia per il 2014 che per il 2015) con la possibilità di un bonus fino a 70.000 euro e fringe benefit (beni in natura) che possono arrivare a 30.000 euro. Il che sommerebbe potenzialmente 565.000 euro, diviso cinque: 113.000 euro a testa l’anno (ammesso che ci sia una ripartizione egualitaria).

I 5 membri sono il Presidente del CDA Maurizio Totti (storico manager e fondatore di Colorado), Henry Mark Levi, Alessandro Rombelli, Alessandro Squarciotta e Alessandro Usai, quest’ultimo Amministratore Delegato, già Direttore Generale di Cinecittà Holding e poi Amministratore Delegato di Mikado Film S.p.A., nome pesante in campo cinematografico.

Usai ebbe un ruolo nell’elaborazione della legge sul cinema del 2004 (il cosiddetto Decreto Urbani, volto a regolarizzare e limitare gli aiuti pubblici), come “Consulente“. Sembra  sia stato addirittura il braccio destro del Ministro Urbani (come è scritto su Cinecittà News): “attivo nell’affiancare il ministro Urbani nella stesura del progetto di riforma per il settore cinema”. Cinecittà Holding (ora divenuta Luce Cinecittà) aveva un posto di rilievo nella Consulta Territoriale per le Attività Cinematografiche (Articolo 4, comma 2 della Legge Cinema) istituita presso il sopraccitato Ministero. Si sa, le Regioni hanno un ruolo chiave nel cinema italiano.

Insomma, un’ottima mossa, nel passare da manager pubblico aiuto legislatore a manager privato che usa le stesse leggi anche da lui in parte elaborate, a fine di business (istituendo produzioni che non rischiano di andare in perdita).

Invece Alessandro Squarciotta è in rappresentanza di Comitalia Compagnia Fiduciaria S.p.A. che detiene il 10% della quota societaria di Colorado Film (il restante 90% appartiene alla Iven S.p.A.). “Lo scopo principale dell’attività di Comitalia – Compagnia Fiduciaria S.p.A. consiste nell’offrire la massima garanzia di riservatezza a chi vuole effettuare delle operazioni o detenere un bene o una attività patrimoniale senza “apparire” di fronte ai terzi, pur rimanendo a tutti gli effetti proprietario del bene o dell’asset patrimoniale…” (dal sito ufficiale di Comitalia). Quando l’ho letto ho riso di gusto: la comicità italiana, il cui scopo è la massima visibilità pubblica, è parzialmente prodotta da una società a cui ci si rivolge quando non si vuole apparire (paradossale, quasi poetico).

Colorado Film ottiene finanziamenti sia attraverso il Ministero per i beni culturali, sia attraverso l’apporto TCE (da Banche come la Popolare di Vicenza – 1 milione di euro*, della quale è anche correntista; o da privati come la Morato Pane – 650.000 euro). Questo rientra nell’ambito del “pacchetto fiscale” avviato nel 2009 e da poco rifinanziato dal Governo Letta per 90 milioni di euro l’anno, fino al 2015.

*1 milione di euro sarebbe il tetto massimo consentito a un singolo “soggetto” che dà diritto a un credito d’imposta del 40%, quindi 400.000 euro (vedi Legge 24 dicembre 2007, n. 285, art. 1 comma 325).

Colorado Film riesce anche a prendere anticipi dalla Rai pari a 300.000 euro (per una serie noir); vanta un credito di 141.014 con la Regione Lazio; ottiene finanziamenti ministeriali per la società consortile Mixel S.c.a.r.l. (produzioni per i new media, tra cui le app di Bazzoni) garantiti da una fideiussione del Monte dei Paschi di Siena pari a 874.800 euro; vanta depositi bancari e postali per 3.843.866 euro, eccetera, eccetera.

Depositi bancari Colorado Film, della serie: non ci possiamo lamentare (pag 21 del documento PDF)

Depositi bancari Colorado Film, della serie: non ci possiamo lamentare (pag 21 del documento PDF)

Per il film Happy Family (di Gabriele Salvadores – 2010) nel 2012 la Colorado Film ha ottenuto un contributo ministeriale di euro 559.127 (su un totale di 4.685.000 entrati al box office), come percentuale sugli incassi (Art. 10 della legge cinema), ma poteva anche contare sul Product Placement della birra Peroni.

Ci sarebbero, tra parentesi, in questa efficienza produttiva e contabile, anche i mezzi per pagare uno stipendio a capoprogetto e autori della trasmissione tv, senza la stucchevole eventuale “partita di giro” dei punti Siae.

Ti stimo fratello, nonostante gli incassi deludenti, "salvato" dai risparmi in produzione

Ti stimo fratello, nonostante gli incassi deludenti, “salvato” dai risparmi in produzione (pagina 36 del doc PDF)

Notare come “Ti stimo fratello” il film d’esordio di Giovanni Vernia, non sia stato quel “bagno di sangue” di cui molti addetti ai lavori favoleggiavano  nel gossip dietro le quinte.

Resta “inspiegabile” l’odiosa pratica di tenere alcuni comici (almeno un caso clamoroso anche nella passata stagione) in uno stato di “precarietà contrattuale”, esposti al capriccio della burocrazia e dell’incompetenza interna, magari tenuti sotto pressione per una stagione intera per fare meno puntate del previsto o quasi nessuna. Questa  pratica, lanciata in grande stile da Zelig, è uno dei mali che affliggono la declinante comicità italiana. Colorado ne potrebbe fare benissimo a meno, rinunciarvi porterebbe solo un minimo rischio per le sue casse (che il comico faccia qualche puntata sottotono). Invece tutto il rischio viene scaricato sul povero cabarettista, che è lì magari perché si sta giocando le speranze di carriera. Queste tecniche di uso del personale, non sono certo da insegnare alla Bocconi, sono solo vergognose e basta.

Ma Colorado Film è comunque un’azienda sana e produttiva… Tutto giusto, tutto regolare, denota la conoscenza e il rispetto delle regole e il loro uso in modo competente, a fini commerciali. Poi si arriva nel buco nero e i comportamenti si fanno, come per magia, più “distratti”.

(Continua: vai alla seconda parte)

ARTICOLI CORRELATI:

il bilancio di Bananas srl, la società che detiene il marchio Zelig,

Ufficio Facce, esempio di sciatteria verso i comici da parte di Colorado,

Il casting online di Fuga di Cervelli, davvero poco trasparente,

un racconto (di Pietro Sparacino) sul poco rispetto e trasparenza verso i comici,

quanto vale la Siae di Colorado?,

quanto vale la Siae di made in Sud?

questo libro dà l’idea di come sia vitale la comicità anglosassone paragonata alla nostra

R. Gavelli Amministratore di Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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11 Risposte to “Colorado Film: i segreti, i retroscena, i bilanci”

  1. Anonimo ottobre 27, 2014 a 1:05 pm #

    da dove posso scaricare PDF T 136110481 ??

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