Colorado Film: i segreti, i retroscena, i bilanci (seconda parte)

9 Set
Gabriele Salvadores, ha molti motivi per essere sorridente

Gabriele Salvadores, ha molti motivi per essere sorridente

Prosegue l’inchiesta di Ananas Blog sul “dietro le quinte” della Colorado Film, casa di produzione cinematografica e televisiva, artefice anche del varietà comico Colorado, analisi basata essenzialmente sul Bilancio societario 2012. E’ importante saperne di più su uno dei “convitati di pietra” del cabaret italiano  (l’altro è Zelig), vista la loro l’invasività spesso negativa. Da molti anni, ogni volta che pensiamo a qualcosa di comico dobbiamo confrontarci coi loro standard ottusamente burocratici e di bassa qualità. Adesso quegli standard non servono più neanche a garantire un certo benessere, vista la crisi lavorativa che investe il settore “live”.

Uno degli elementi emersi nel precedente articolo era la sorprendente indifferenza verso le opere filmiche prodotte e la solidità dei pagamenti per i format televisivi. La Colorado Film, un po’ grazie a entrate tra cui il producer fee (compenso di produzione), un po’ grazie alla “conoscenza e applicazione” di tutte le norme del settore (l’Amministratore Delegato Alessandro Usai fu uno degli “estensori “della Legge Cinema) non risente dei flop al botteghino e si è permessa recentemente anche qualche flop in campo televisivo. Ciò, ovviamente, provoca poca attenzione alla qualità e alla competitività.

Leggi la prima parte dell’inchiesta.

Adesso sappiamo che, per esempio, il film Fuga di Cervelli, di Paolo Ruffini, con comici di Colorado e star di Youtube, che uscirà nelle sale come film natalizio a fine novembre 2013, già dal momento del primo ciak, aveva i “costi coperti”. Se risultasse una “ciofeca” non succederebbe niente. Ma così non c’è neanche quella “fame” che ti porta a dare il meglio.

Ai piani alti si parla soprattutto (anzi solo) di “bilanci felici”, compresi gli emolumenti per i 5 membri del Consiglio D’Amministrazione (565.000 euro l’anno se si conteggiano i possibili bonus e fringe benefit). Per mantenere l’onda, anche in questa seconda parte continueremo a parlare di soldi. Cominciamo dal bilancio:

il valore totale della produzione  (A) della Colorado Film nel 2012 è stato di 16.273.828 euro*. Mentre il totale dei costi di produzione (B) è stato di 14.592.286 euro (tra cui spiccano 8.053.898 euro per servizi). La differenza tra A e B è di 1.681.542 euro che, una volta pagate le “tasse”, porta a un utile d’esercizio di 1.138.985 euro.

* la cifra comprende anche gli “incrementi delle immobilizzazioni e delle variazioni dei lavori in corso” immobilizzazioni che comprendono “l’ammortamento dei diritti relativi alle opere filmiche”. Calcoli insomma un po’ complicati.

Per produzioni televisive e teatrali la Colorado film ha ricavato 6.353.150 euro. Visto che il teatro “latita” la cifra dovrebbe quasi interamente derivare da Colorado e Sto Classico (Italia 1) che sono state coprodotte anche dalla 3zero2.

Ricavi delle vendite e delle prestazioni, comprese quelle televisive (pag 27 del documento PDF)

Ricavi delle vendite e delle prestazioni, comprese quelle televisive (pag 27 del documento PDF)

Sempre per ritornare ai maledetti soldi, avendo già appurato che i membri del CDA uno stipendio robusto  lo prendono, poniamo il nostro sguardo pieno di empatia e compassione verso i soci (M. Totti è sia socio che membro del CDA). Alcuni di loro si sono imbarcati in un’impresa poco proficua e, così, sono costretti a “suggere” la Siae al minuto delle trasmissioni comiche? (Tra l’altro, così facendo, li sottrarrebbero a chi forse avrebbe più titolarità).

Tranquilli. Nessuno dei soci Coloradiani rischia di mangiare alla Caritas. La buona notizia la si può leggere tra le righe dell’interessante tabella relativa al  “patrimonio netto” (Patrimonio Netto: in parole povere la differenza tra attività e passività).

il Patrimonio Netto e quindi anche la Distribuzione Dividendi dal 2009 al 2012 (pag 22 del documento PDF)

il Patrimonio Netto e quindi anche la Distribuzione Dividendi dal 2009 al 2012 (pag 22 del documento PDF)

Possiamo notare come la distribuzione dei dividendi, negli ultimi anni, sia stata costante:

2009 = 800.000 euro;

2010 = 1.100.000 euro;

2011 = 1 milione di euro.

Insomma, Salvadores e anche Abatantuono, che sono due soci fondatori e che, presumibilmente godono dei suddetti dividendi, hanno ulteriori buoni motivi per sorridere. Nello schema, però, manca il 2012. Nessun problema. Infatti il CDA, quando si è riunito, qual è una delle primissime cose che ha deliberato? Di affrontare con urgenza la bassa qualità di certe produzioni che contribuiscono alla peggior tv e alla peggior comicità italiana di sempre? (chiederebbe qualche idealista). No, è stata di destinare l’utile di 1.138.985 euro alla voce “altre riserve” che, se non si sbaglia nell’ipotesi, andrebbero a sommarsi ai 568.456 euro di residuo patrimonio netto, che consentirebbero, a breve, di staccare un “assegnino” di almeno un milione di euro.

– Voglio fare pure io il produttore!
Sì, ma poi dovrai realizzare roba brutta, mediocre, dovrai fare una serie di compromessi verso il basso, obbligando tutti a fare compromessi verso il basso. Contribuirai al degrado cercando di ricavarne più soldi possibile. Dovrai buttare nel water qualsiasi cosa che contenga la parola “Arte”.
– Che si fotta l’arte, voglio solo produrre e incassare stando dalla parte giusta del vento! e fidanzarmi con una tipo Kasia Smutniak!
Vabbè. contento tu…

La Colorado Film fa parte di una piccola galassia multimediale al cui vertice c’è la Iven S.p.A.. Che cos’è? ah, saperlo! Sembrerebbe una sorta di raccoglitore di “parcelle” che confluiscono dalle società sottostanti. Qui sotto un sunto schematico del bilancio societario:

il sunto del bilancio della Iven S.p.A. la controllante della Colorado Film

il sunto del bilancio della Iven S.p.A. la controllante della Colorado Film

Si notano 2.977.202 di “patrimonio netto”, che aprirebbero le porte ad altri ipotetici dividendi… (voglio fare pure io il prodstai zitto!) 

Comunque, le altre controllate dalla Iven SpA sono la Moviement (vedi sito ufficiale) importante agenzia che rappresenta tra gli altri molti comici di Colorado e alcuni pezzi da 90 come Claudio Bisio e Diego Abatantuono; poi c’è la San Isidro che produce colonne sonore (soprattutto per i film di Gabriele Salvadores) nome che deriva dal film Viva San Isidro (il solito terzomondismo fighetto idealizzato che viene dimenticato appena si è a Milano e si diventa di colpo fedeli alla linea Mediaset, tipo il “defendemos alegria” di Zelig). Parte della galassia è anche la Mixel scarl (vedi sito ufficiale) società di produzioni multimediali, di cui Colorado Film possiede una quota del 27% (pari a 16.875 euro) Mixel che ha ottenuto un finanziamento ministeriale, sul quale la Colorado Film garantisce con una fidejussione pari a 874.800 euro rilasciata al Monte dei Paschi di Siena. 

Una domanda aleggia per l’aria: ma quanti “stipendi” prende Maurizio Totti? (compreso probabilmente l’argent de poche della Siae). La risposta ci regalerebbe una profonda lezione di management. Gino & Michele, per esempio, sono dei grandi maestri del “multi tasca”: soci di Bananas srl, ma con contratto personale con Mediaset + ricca fetta Siae + Smemoranda e tutto l’ambaradan (Gino Vignali dichiarò 1.313.665 euro nel 2005; Michele Mozzati 1.328.285 euro, vedi post di Franco Bechis).

PS – a proposito di ciò che rende sorridente Gabriele Salvadores (Leggi articolo su CineBlog), il regista già premio Oscar con Mediterraneo ha appena ricevuto da parte del Ministero dei Beni Culturali (Mibac),  il riconoscimento di film di Interesse Cuturale per il suo progetto “Il Ragazzo Invisibile” (prodotto dalla Indigo Film) che si era già garantito il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia (piove sempre sul “girato”… e già si immaginano lunghe panoramiche sui paesaggi locali). Così il film potrebbe ricevere anche un congruo finanziamento statale (da restituire solo tramite sfruttamento del film, che significa, semplificato al massimo, che se non incassa, addio restituzione). 

Senza fare troppo scandalismo, ma per evidenziare un dato di fatto, ricordiamo che le decisioni vengono prese dalle sottocommissioni per il cinema istituite dal Decreto Urbani presso il Mibac (vedi elenco sottocommissioni). I membri delle sottocommissioni sono tutti di nomina “politica”: per due terzi scelti dal Ministro dei Beni Culturali e per un terzo dalle “Regioni”. come recita il DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 28 (Decreto Urbani) articolo 8, comma 3:

“Le  sottocommissioni  sono  presiedute  dal  Direttore generale competente,  e  sono composte da un numero di membri da definirsi con il  decreto  ministeriale di cui al comma 4, scelti per due terzi dal Ministro  e  per  un terzo dalla Conferenza permanente per i rapporti tra  lo  Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano  tra  esperti  altamente  qualificati  nei vari settori delle attività  cinematografiche,  anche su indicazione delle associazioni di  categoria  maggiormente  rappresentative…”

Infatti fece scalpore la nomina di Gigi Marzullo e di Anselma dall’Olio, combattiva moglie di Giuliano Ferrara, anche ci fu l’accortezza di infilarli nelle sottocommissioni “minori”. E’ probabile che la “ciccia” stia in quella per i lungometraggi (le altre riguardano i cortometraggi e i film d’essai).

Ah, ma quanti stipendi prende Gigi Marzullo? e quanti ne prende Maurizio Totti (compreso lo ius primae siae?) ah, saperlo!

(Vai alla terza e conclusiva parte dell’inchiesta)

R. Gavelli Amministratore di Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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