è arrivata la sconfitta, è arrivata la sconfitta

25 Set
un post Ananas guizzo frizzo

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Rita Pelusio è una delle più versatili attrici comiche italiane (ma non è battutista) e a Colorado interpreta “è arrivata la Giovanna”, personaggio tipicamente slapstick (comicità con uso del corpo) che ha finito per dire battute. Come si è arrivati a questo?

Premesso che: lo scopo dell’autore comico televisivo, in Italia nel 2013, è quello di ritagliarsi uno spazio senza dare fastidio a nessuno, mostrandosi affidabile (abbandonando ogni pretesa creativa) e che Colorado è una trasmissione “protetta” (leggi qui) che viene prodotta al di là di qualsiasi bruttura umana o artistica, a cui i soldi arrivano comunque.

Resta lo sgomento per quello che è una delle tante cose al ribasso di Colorado (si prepara, forse, alla peggior edizione di sempre). Di fronte a un pezzo slapstick ci si aspetterebbero dei suggerimenti di grande competenza e mirati a migliorare lo sketch. Invece, se si aggiungono battute, significa ammettere che il pezzo è debole (ma tu dov’eri quando si è indebolito?) e si cerca di “salvarlo” inserendo battute che non c’entrano un tubo.

Le battute, poi, risultano deboli perché fuori contesto, dette da chi non è battutista e, soprattutto, perché davvero scontate e perlomeno vecchiotte (qui è uno dei pochi punti in cui l’autore potrebbe tentare lo scatto d’orgoglio, ma non ci riesce). Nella puntata di lunedì Rita ha detto la battuta: “è morto l’inventore del Dolby si sentiva benissimo”. Peccato che sia arrivata con 10 giorni di ritardo (Ray Dolby ci ha lasciati il 13 settembre) e fosse già stata scritta sui social network in lungo e in largo (con varianti minime).

Oppure è stato tirato fuori un gioco di parole strausato su i malati non si lamentano perché sono pazienti (vedi sketch su Mediaset Video)

Se gli autori sono ininfluenti e la produzione guadagna comunque, il comico che fa? Generalmente abbozza, vista la facilità con cui vengono le “epurazioni”: oggi ci sei, domani ti segano via con noncuranza. Ci sono decine e decine di comici che sono disposti a dire battute a testa in giù o saltellando sui trampoli o strisciando, pronti a sostituirti. Tra te dici: “non è il massimo ma mi dà visibilità e mi porta qualche soldino, così poi potrò fare quel progetto off cui tengo tanto”.

Allora non c’è speranza? Bravo, l’hai detto, il cerchio è chiuso, è arrivata la sconfitta. Siamo perduti per sempre? No, a un certo punto l’oscurità finisce (in sottofondo “Neverending Story” cantata da Limahl)

Rita Pelusio, però, personcina adorabile e intelligente, ha trovato il modo di differenziarsi, di dare un sommesso segnale di “diversità”. Sulla sua pagina Facebook (vedi qui) non c’è alcun accenno a “è arrivata la Giovanna” e a “Colorado”, che sono relegati alla pagina fan del personaggio (di solito si condividono i link sia sulla pagina fan che sul profilo privato) ma in cui non vengono postati i video di Colorado.

Un guizzo frizzo comprensibile…

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

5 Risposte a “è arrivata la sconfitta, è arrivata la sconfitta”

  1. ... settembre 27, 2013 a 11:11 am #

    Problema annoso.
    Da organizzatore, ingaggiai Rita, perché conoscevo il suo spettacolo “al di fuori della tv”, e sapevo che la serata sarebbe venuta bene. Mai e poi mai avrei ingaggiato la Wings! Ma per riempire la sala, nei comunicati stampa, il nome Colorado doveva saltare fuori…
    Sarebbero venuti lo stesso per una sconosciuta?
    In certi locali, si, il pubblico si fidelizza e si fida. Ma, in generale, no.

    Ecco, il problema a volte è il pubblico

    • ananasblog settembre 27, 2013 a 12:22 PM #

      Però ci sono discorsi che erano molto più validi negli anni d’oro del cabaret in cui l’icona televisiva garantiva serate a cifre interessanti. Adesso…

  2. Alberto settembre 25, 2013 a 9:58 am #

    Credo che un comico, in un periodo storico come questo, abbia anche il dovere oltre che il diritto a dire di no. No a queste trasmissioni. In un’Italia dove non c’è il lavoro, soprattutto per i comici, fare questi programmi non influiscono assolutamente sull’indotto per cui, perché farlo? Forse un motivo economico valido c’è, forse Colorado paga bene ma uscire “male” davanti ad una platea comunque vasta, in una trasmissione comunque specchietto per le allodole per coloro (pochi) che comprano i cabarettisti solo se sul manifesto possono mettere “direttamente da…” risulta controproducente: “tu sei quello delle battute scontate” e ti fai una nomea non proprio positiva, soprattutto se poi vuoi perseguire la tua strada parallela e off come dice l’amministratore.

    • ananasblog settembre 25, 2013 a 10:32 am #

      L’ambiente è molto vischioso. Difficile uscirne. Devi calcolare le conseguenze future. Dico no a Colorado? in che tono? Faccio lo scazzato durante le prove? e se poi mi faccio la fama di “soggetto difficile”? e se poi mi brucio anche il cinema? e se mi mettono nella lista nera di Mediaset? e se l’autore di Colorado che ho mandato a quel paese poi me lo trovo a Zelig? L’insicurezza è un collante poderoso. Poi magari un giorno “decidi”, di colpo sai cosa fare, i contorni della strada diventano più nitidi, sei diventato più sicuro di te. Puoi andare dove vuoi, comunque ti andrà bene. L’A

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  1. Colorado, la puntata del 30 settembre 2013 | - ottobre 1, 2013

    […] Francesco il “Pupone” de Roma). Sigla. È arrivata la Giovanna – Rita Pelusio (leggi post è arrivata la sconfitta); Tornano i Turbolenti coi Turbotubbies. La cosa è abbastanza curiosa, visto che i Turbolenti si […]

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