La Piramide Comica (i gradini medi e la base)

29 Nov
Alta è la piramide... Tu a che livello sei?

Alta è la piramide… Tu a che livello sei?

La Piramide Comica è quella struttura sociale con un vertice molto ristretto e una base che, scendendo gradino dopo gradino, ospita sempre più persone. A mano a mano che si aggrava la crisi lavorativa, i gradini bassi diventano più affollati (parallelamente sempre meno gente resta in alto).

Nel primo post (leggi qui) è descritto il vertice: un gruppo ristretto di manager (Gino e Michele, Maurizio Totti) e più sotto alcuni comici al top (Checco Zalone e pochi altri). Nel secondo post (leggi qui) sono descritti i gradini alti: le Top Agenzie (come Ridens e ADR), poi i comici famosi ma non ai vertici assoluti (come Pintus, Panariello, Ficarra e Picone), poi alcuni capiprogetto di peso (Bozzo, Andrea Zalone) ed altri meno di peso (Beppe Tosco).

E tu, in che gradino sei?

GRADINO PROFESSIONISTI – qui stanno i comici professionisti lontani dal circuito tv, ma che lavorano tanto e da tanti anni (per esempio Duilio Pizzocchi, Antonello Costa) definiti anche, in modo improprio “mestieranti”. Comunque è gente che fa ridere, che sta bene ed è anche benestante. 

Duilio Pizzocchi guida la pattuglia dei professionisti

Duilio Pizzocchi guida la pattuglia dei professionisti

GRADINO COMICI TV – più sotto i mestieranti, troviamo i comici televisivi che monetizzano abbastanza ma per periodi che sembrano durare non troppo a lungo (un esempio: i Mancho e Stigma del periodo EMO). Allo stesso piano troviamo qualche autore che monetizza abbastanza, magari firmando più Siae possibile di più comici possibile (vedi Turati) e alcuni impresari – organizzatori – che vendono o distribuiscono anche e non solo i comici.

Da qui in avanti la discesa sta finendo, poiché si arriva piano, piano alla base. C’è affollamento, quindi gli esempi e i nomi non vengono più citati:  

GRADINO MESTIERE – in questo gradino ci sono tutti quelli che portano a casa uno stipendio con cui si riesce a vivere (o si arrotonda bene il primo lavoro). Possiamo trovare il comico tv che in qualche modo la “svanga”; il mestierante non televisivo (che risente della crisi); l’autore Zelig o Colorado (o di altre realtà) che non ha messo le mani sulle “monetizzazioni più importanti”; l’artista che lavora magari differenziando varie attività:  (teatro di strada, cene con delitto, finti camerieri, cabaret, organizzazione festival); l’organizzatore che sopravvive rimanendo in attivo e vivendo della sua attività.

LA GRANDE  BASE DELLA PIRAMIDE –  Ecco giunti alla base della Grande Piramide Comica. Per essere considerati parte di questo “gradone” ci sono due requisiti: A) l’attività comica è in pareggio o quasi. B) l’attività comica è in perdita.

ATTENZIONE: Qui non esiste il dualismo tra chi ha un secondo lavoro e chi è nel mondo dello spettacolo a tempo pieno. Sei nella “base” se la tua attività comica è in pareggio o in perdita al NETTO di cos’altro fai, eventualmente, per vivere.

Chi sta alla base può, magari, fare teatro di strada (che gli consente di vivere) e poi tentare l’opportunità televisiva, fare qualche trasmissione, qualche spettacolo di cabaret, eccetera, ma il bilancio di queste attività rimane “deludente”. Lo stesso discorso vale per chi ha un lavoro. Il totale dell’attività comica (per esempio: viaggi e spese per laboratori + provini + tempo investito si “mangiano” il cachet di qualche puntata tv, delle serate, eccetera).

Chi va in pari o ci perde può anche avere un patrimonio cui attingere o vivere “tiratissimo” per alcuni periodi di tempo.

LA BASE SI CONGIUNGE COL VERTICE – Così la base della piramide, essendo molto affollata, produce un’attività ampia e vitale che è utile, anzi, indispensabile ai massimi vertici.

il lavoro di costruzione dal basso porta alla "messa in opera" della "cima"

il lavoro di costruzione dal basso porta alla “messa in opera” della “cima”

Sappiamo che i Faraoni che stanno in alto sono semidei che dipendono da divinità superiori (Anubi Mediaset, Osiride Rai, Ra Medusa, eccetera). Questi Dei  richiedono continuamente sacrifici di palinsesto: 15 puntate di Zelig! 3 ore a puntata! (le facciamo!); 12 puntate di Colorado di 4 ore l’una! (le facciamo!); 30 puntate di Made in Sud (contateci!).

La grande produzione della base consente di avere manodopera in eccesso. I Faraoni si sono fatti la fama di avere una riserva infinita di contenuti, che possono essere attivati a comando.

Sappiamo che un Pintus o un Pucci o un Migone faranno sketch di 5 minuti a puntata, sempre efficaci, ma per riempire 155 minuti e oltre a puntata, per tantissime puntate, hai bisogno di una base enorme (quelli che fanno 3 o 4 puntate ogni tanto sono fondamentali). E il tuo ruolo di Faraone – Semidio che deve ingraziarsi gli Dei, sarà salvo.

Ananas Blog

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5 Risposte to “La Piramide Comica (i gradini medi e la base)”

  1. giurin giurello dicembre 3, 2013 a 2:37 pm #

    E’ colpa degli improvvisatori teatrali.
    Giuro.
    Decine di corsi in tutte le provincie d’Italia, seguitissimi, dove insegnano 4 esercizi da ripetere all’infinito.
    Poi sono tutti amatori che finiscono a fare cabaret, a fare cene con delitto, a fare camerieri pazzi, sotto-sotto-costo.

    • ananasblog dicembre 3, 2013 a 3:52 pm #

      tanto è l’unica categoria dove non si lamenta nessuno 😉

      • giurin giurello dicembre 3, 2013 a 4:55 pm #

        è la fortuna di chi vive d’altro e fa l’artista libero dai morsi della fame 🙂

  2. Giovanni dicembre 1, 2013 a 5:17 pm #

    i comici odierni sono figli dell’era berlusconi, del grande fratello e dell’idea non originale ma lanciata con forza da mediaset, che tutti, proprio tutti possono avere un minuto di notorietà, anche la casalinga della porta accanto. Come mai da cinque, sei anni a questa parte i comici sono aumentati in maniera esponenziale quando fino a dieci anni fa si contavano sulla punta di una mano? Ma da dove sbucano, che facevano prima?

    • ananasblog dicembre 1, 2013 a 5:24 pm #

      il sottobosco c’era anche prima, ma più rado. L’A

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