ecco come viene infangata la memoria di Massimo Troisi

16 Gen
Massimo Troisi

Massimo Troisi

Nella trasmissione Le Iene (12 maggio 2013) era andato in onda un servizio di Matteo Viviani in cui venivano raccontate alcune truffe che viaggiano su Facebook: aprire una “pagina non ufficiale” di un personaggio famoso deceduto, attirare molti “Mi Piace” e su quelli guadagnare inserendo link pubblicitari e/o vendendo la pagina. Il servizio, purtroppo, non è più visibile su Mediaset Video.

Sembra che l’allarme non sia servito a molto a giudicare dalla pagina dedicata a Massimo Troisi (guarda qui) che vanta addirittura oltre 1 milione di “Mi piace” e che è invasa vergognosamente da link commerciali riferiti a lolzepic.com (guarda qui) un sito di materiale funny – divertente, pieno di banner pubblicitari, con anche immagini ai limiti del porno come:

questa roba nel nome di Troisi

questa roba nel nome di Troisi

Oppure con l’inserimento di titoli e immagini di notizie nel loro insieme “fuorvianti”, che spingano a fare “click” su Notizie Shock, un sito orrendamente riempito di banner e pop up commerciali:

Notare l'ambiguità della "messa in scena": sembra che a Ranieri sia successa una grave disgrazia

Notare l’ambiguità della “messa in scena”: sembra che a Ranieri sia successa una grave disgrazia

Come si può vedere nell’immagine sopra, molti utenti potrebbero “cascarci” e andare a vedere la “news dell’ultima ora”  su Massimo Ranieri, preoccupati, angosciati per la sua sorte (in realtà la notizia riguarda una roba per nulla grave, cioè un “accertamento fiscale”).

Inoltre la pagina di Massimo Troisi è piena di battute, aforismi, facezie varie a volte citando la fonte a volte no (in quest’ultimo caso il discorso si ricollega a quei profili che usano ampiamente anche la battuta altrui, raccontata in questo post).

Fino a qualche tempo fa l’account pubblicava correttamente contenuti dedicati al grande comico napoletano, poi c’è stata la vergognosa svolta commerciale. Da cosa può essere stata determinata? E’ probabile l’ipotesi che il gestore o i gestori abbiano venduto la pagina col suo bel “pacchetto di like” (anche se non ci sono conferme ufficiali).

CONTRO I GESTORI DELLA PAGINA DI MASSIMO TROISI: questo è il nome della pagina Facebook (guarda qui) nata (il 29 giugno 2013) per contrastare la sciagurata operazione che si sta facendo sul nome e sulla memoria di un attore comico amatissimo e rispettato.

Leggendo “Contro i gestori…” si trovano delle indicazioni su come contrastare questo brutto fenomeno. Viene segnalata una petizione dal titolo: Petizione La vergogna della pagina Facebook dedicata a Massimo Troisi (qui il link) oltre alle segnalazioni che possono essere fatte selezionando la “ruotina” che si trova in alto a destra sulle pagine Facebook.

Una brutta storia, comunque che speriamo venga archiviata al più presto.

Ananas Blog

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2 Risposte to “ecco come viene infangata la memoria di Massimo Troisi”

  1. rael gennaio 19, 2014 a 8:53 pm #

    “al limite del porno”…spero sia una battuta…

Trackbacks/Pingbacks

  1. Satira sul web: il dramma della monetizzazione | - gennaio 22, 2014

    […] Su questo incombe quello che sembra il vero problema: la battuta sul web è facile preda di chi, senza il minimo scrupolo, se ne impossessa per monetizzare in modo spregiudicato. Nel post precedente avevamo approfondito i casi di Tua Madre è Leggenda e Gosp. Ma la battuta presa ad altri entra anche in situazioni vergognose come quella della pagina FB dedicata a Massimo Troisi. […]

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