il monologo spacca

26 Gen
Sasà Spasiano in ottima forma

Sasà Spasiano in ottima forma

Capita di assistere a una serata “stand up” con tre comici monologhisti che, attualmente, non fanno parte del giro televisivo, in uno spazio che apre per la prima volta alla comicità. Capita che la serata sia un successo, con una punta di 130-140 spettatori e due ore di risate ininterrotte o meglio: risate, applauso, risate, applauso, applausi che partivano spontaneamente senza essere “lanciati” con gente che alla fine dirà che non si divertiva così da una vita.

E’ successo da Nadiani a Fratta Terme, in piena Romagna, col “padrone di casa” Enrico Zambianchi, che ha voluto un’impostazione molto “anglosassone” (Zambianchi ha provato qualche “palco” a Londra, New York e Rio De Janeiro) a partire dalla locandina. Gli altri due monologhisti erano il giovane Davide Giovannetti molto apprezzato e il mattatore Sasà Spasiano, che sta attraversando un buon periodo di forma professionale e personale e ha mostrato che il mestiere non si improvvisa.

La formula “lunga”, in cui si è lasciato che i comici si esibissero senza interruzioni, senza interazioni e altre cose che finiscono in “ioni” ha reso il pubblico più attento a ciò che gli veniva raccontato (in una saletta che ricorda quelle che si vedono nei locali comedy d’oltreoceano).

Fratta Terme NadianiLa riuscita della serata (contro molti pronostici) è merito anche di chi ci ha creduto nella cosa e ci ha investito. Ci vuole sempre la giusta energia. Purtroppo la Siae chiede il suo “tributo” spesso pesante e sarebbe bello se si potesse attivare un regime di agevolazioni, almeno per chi apre al cabaret (vedi sondaggio di Ananas Blog sul tema).

Ovviamente, per le leggi del passaparola, nel prossimo appuntamento previsto per febbraio dovrebbe registrarsi un pienone più grande.

TEMA CALDO: IL FUTURO DEL MONOLOGO

Appena prima c’era stato un evento molto significativo. Filippo Giardina fondatore di Satiriasi è sceso a Napoli (nella tana di Made in Sud) ottenendo un grande successo  nel locale Teatro Cabaret Port’alba, di fronte a 200 spettatori.

La cosa, che promette di essere replicata, nasce da un gruppo di giovani combattivi appartenenti alla “controcultura” partenopea che ruota attorno all’etichetta indipendente Fallo Dischi.

Questo succede mentre infuria il dibattito sul futuro del monologhista (o stand up comedian). Molti lo considerano una categoria in via d’estinzione, fagocitata dagli sketch televisivi, oramai privata del terreno su cui crescere (vale a dire il locale).

Altri invece lo considerano l’unica “professione futura”, mentre il comico televisivo da 3 minuti è destinato al declino, all’oblio, all’emarginazione, all’inconsistenza. Secondo questi fiduciosi stanno venendo su ondate di giovani il cui punto di riferimento è Internet e quindi l’umorismo di stampo anglosassone, giovani che non sanno neanche cos’è Colorado e schifano sia Zelig che Made in Sud.

Ananas Blog

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36 Risposte to “il monologo spacca”

  1. anonimo vero gennaio 28, 2014 a 2:58 pm #

    Vai Zambo! Lo dico io al polemico che anche quando faceva i provini a Milano, Zambo alle 6 di mattina del giorno dopo era in fabbrica a lavorare! massima stima, altro che zelig!

    • resurrezione gennaio 28, 2014 a 4:06 pm #

      un’ottima scelta, direi

      • enrico zambianchi gennaio 28, 2014 a 6:02 pm #

        @resurrezione : Non sempre si può scegliere; ne sanno qualcosa gli operai rimasti a casa dopo il fallimento della ditta. Ma da mezzo uomo quale sei, non riesci a capire quando sarebbe meglio tacere.

        • resurrezione gennaio 29, 2014 a 1:35 pm #

          @nonpermalosozambianchi

          ah, è fallita la ditta: ecco perchè fai cabaret

          ps non è che dando del mezzo uomo a me, diventi cabarettista intero tu. Anzi, un consiglio: dovresti almeno imparare a raccontare le barzellette, perchè se come monologhista non sei un fenomeno, su quelle appari debolino debolino.

          pps ti saluta Buster Keaton

          • enrico zambianchi gennaio 29, 2014 a 2:15 pm #

            ti consiglio di rivolgerti all’associazione “alcolisti anonimi” più vicina a casa tua, solo loro ti possono aiutare.

    • ananasblog gennaio 29, 2014 a 2:39 pm #

      quel provino cui partecipò Zambianchi era pieno di gente che non si faceva gli affari suoi, autori compresi, tutti a guardare Zambianchi che sudava. Notare che c’era gente che di provini ne ha fatti decine e decine e ha pure da eccepire. L’A

      • enrico zambianchi gennaio 29, 2014 a 3:40 pm #

        Grazie Roberto, ma non ho bisogno di essere difeso. Io il provino lo sbagliai, ma il bello è che mi arrivano dei messaggi in posta privata, che mi sostengono, di comici che sono in Tv e che, evidentemente, non possono esporsi. Non ha importanza, ribadisco la libertà di poter criticare, sudare e assumermi le responsabilità di quello che dico: Uno che mi attacca firmandosi prima “lamorte”, poi “resurrezione”, sceglie pseudonimi al femminile perchè non ha le palle. Se va, come suggerito, dagli “alcolisti anonimi” potrà presentarsi per disintossicarsi dicendo così:
        “Salve… Sono La resurrezione…”
        e in coro gli diranno
        “Ciao Resurrezione…”
        e lui/lei
        “E sono un autore…”
        Sarà un buon inizio per liberarsi dai propri fantasmi.
        Detto questo non ho la minima voglia di continuare un dibattito che non interessa nessuno. Non risponderò più a qualsiasi tipo di provocazione. Se il mezzo uomo vorrà riscattarsi nel mondo reale, sarò sempre pronto a incontrarlo di persona e dimostrargli che ha torto. Il naso.
        Per il resto, buon lavoro a tutti.

  2. giovanni gennaio 27, 2014 a 4:13 pm #

    Bello il video, non l’avevo visto! Capisco che “lamorte” polemizzi per puro spirito di provocazione, ma non ha argomenti validi. E quando si parla di qualità, la vedo dura difendere il sistema televisivo. Pace a tutti, io me ne esco fuori.

  3. Michele Davalli gennaio 26, 2014 a 8:55 pm #

    Insieme agli amici Massimo Morselli e Loris Talluto stiamo portando avanti proprio questo.
    Stand up comedy, monologhi soli con un microfono, il pubblico si diverte e capisce che la comicità non è quella televisiva, che si può ridere pensando e pensare ridendo. Ci vorrà tempo, ma questa è la strada. Non faremo TV, ma facciamo serate e la gente si diverte e ci segue.

  4. giovanni gennaio 26, 2014 a 6:44 pm #

    Ho visto Zambianchi a Rimini quando c’era lo Zelig lab e faceva la morte e non ho mai capito come sia riuscito a Non finire in televisione. Da quello che leggo su questo articolo, mi viene da pensare che forse è meglio così…

    • ananasblog gennaio 26, 2014 a 7:12 pm #

      Mistero, anche se forse gliela avrebbero rovinata. Tra l’altro anche Sasà con gli Zelig Lab era uscito dal suo stile. L’A

    • enrico zambianchi gennaio 26, 2014 a 7:26 pm #

      …basta trovare gli autori giusti e in televisione non ci vai neanche se sei la reincarnazione di Buster Keaton! 🙂

      • lamorte gennaio 27, 2014 a 10:07 am #

        Enrico Zambianchi, il polemico Enrico Zambianchi, dovrebbe sapere che per fare la maledetta televisione basta fare un buon pezzo, non sudare come un’anguria durante le serate in cui si valutano i comici, far ridere, non soffrire di complessi di persecuzione, dire delle battute decenti (questo vale anche sui palchetti americani, dove molti raccontano barzellette, Zambianchi per primo). Chissà perchè lontano dai riflettori sono tutti fenomeni e quando hanno un minimo di chance di fare qualcosa che DESIDERANO fare (se no perchè andare a fare un provino con una cosa oggettivamente inguardabile) diventano dei perdenti. Con tutto il rispetto per l’esperienza di Zambianchi all’estero che è assolutamente lodevole.

        • ananasblog gennaio 27, 2014 a 10:23 am #

          >per fare la maledetta televisione basta fare un buon pezzo
          DOVE? SONO ANNI CHE SI VEDE ROBACCIA
          >Chissà perchè lontano dai riflettori sono tutti fenomeni
          MI DICI QUALI SONO I FENOMENI SOTTO I RIFLETTORI? HAI UN ELENCO DI FENOMENI?
          FORSE PER TE SARA’ UN MONDO DORATO, MA FA CAGARE, SCUSA EH. E IN QUESTO MOMENTO I TELEVISIVI NON STANNO LAVORANDO.
          L’A

          • lamorte gennaio 27, 2014 a 10:42 am #

            Brillantone, stai sul pezzo: elogi Zambianchi, Zambianchi tira in ballo la televisione dicendo che la colpa è di qualcun altro -lo fa sempre-? Zambianchi ha fatto tutti i suoi provini televisivi fallendo. Perchè? Perchè per quanto la televisione faccia cagare, forse Zambianchi -e molti altri- non sono nemmeno all’altezza di questa televisione. Il resto è l’uva che la volpe non raggiunge. Non è un mondo dorato, fa cagare, i televisivi non stanno lavorando, c’è robaccia, ma non se vuoi parlare con me, parli di Zambianchi e dei vari:

            “…basta trovare gli autori giusti e in televisione non ci vai neanche se sei la reincarnazione di Buster Keaton! :)”

            perchè francamente di queste “povere vittime”, se ne ha un po’ pieni i coglioni

            • enrico zambianchi gennaio 27, 2014 a 11:12 am #

              Cara “lamorte”, non credo di essere stato polemico, era una battuta e adesso te la spiego: Quando ho fatto i provini per le trasmissioni televisive venivo da un percorso (istituzionale) che ho rispettato secondo dei canoni che erano imbarazzanti e ho seguito paro, paro i “consigli” degli autori anche contro la più banale delle mie idee. Hai ragione, quando dici che ho sudato nei provini, come sudo quando faccio le mie serate in teatro (spesso durano oltre l’ora e mezza). A parte tutto, non sono di base polemico e credo di essere passato come vittima solo alle tue povere percezioni. Dimmi quando altrimenti lo sono stato. Non ho mai raccontato barzellette, se vuoi entrare nell’argomento specifico, prima di tutto firmi col tuo nome, visto che mi conosci così bene, poi mi contesti le battute specifiche e apriamo un dibattito dove ti sfido a citare ciò che, nella tua fantasia, ritieni plagiato. Barzellette comprese. Prove alla mano. Io ho le registrazioni di tutti i miei spettacoli. Casomai posso dirti se mi hanno copiato qualcosa. Hai ragione nel dire che non sono all’altezza di questa televisione, ma “tutti i provini televisivi” che ho fatto sono tre, e tutti e tre per Zelig, in viale Monza. L’ultimo nel 2011? Ti ricordi te? Ti lascio l’uva, mi accontento di guardarla da lontano.

              • enrico zambianchi gennaio 27, 2014 a 11:16 am #

                Rileggendo sopra, forse a “lamorte” scoccia di più quello che ha scritto giovanni ?? (al quale era indirizzato il mio commento di risposta) . Boh!…

              • lamorte gennaio 27, 2014 a 11:28 am #

                Contale tu e sappi che non c’è nessuna polemica, anzi ammirazione per la tua esperienza internazionale. La polemica è sul ‘tanto non è colpa mia’ e sul ‘non sono polemico’. A volte si può anche ammettere di non avere dato buona prova di sè, per emozione, per non essere la persona giusta nel posto giusto, semplicemente perchè non si era all’altezza. La fallibilità fa parte della natura umana. In questo posto, fatto su misura per provocare, ce n’è la dimostrazione tangibile, nella persona di chi non si limita mai a dire: “Zambianchi -o chi per lui- è bravo”, ma deve scrivere “…a dimostrazione di quanto coglioni sono quelli che….”. Errare è umano, essere Gavelli è triste.


                • enrico zambianchi gennaio 27, 2014 a 11:52 am #

                  Le ho contate: zero. Il testo è mio, Dimostrami il contrario. “La fallibilità fa parte della natura umana”, condivido. Io ti ho risposto perchè mi hai attaccato personalmente, e ci metto la faccia. Non ho mai rivendicato l’essere stato escluso dai provini come fosse un ingiustizia: li ho sempre sbagliati. Anni fa ho scritto su un post per criticare i laboratori, e confermo la mia idea. Non faccio arzigogoli, ma non girare la frittata, non ho fatto la povera vittima.

                  • lamorte gennaio 27, 2014 a 12:37 pm #

                    Allora girano molte barzellette copiate dalle tue battute, ma tipo anche all’estero 😀

                    ps no tu hai detto: “…basta trovare gli autori giusti e in televisione non ci vai neanche se sei la reincarnazione di Buster Keaton! :)”.

                    Il giorno che scriverai: “E’ andata come andata, forse non ero all’altezza” avrai il mio rispetto.

                    pps e non mi metto a commentare nemmeno di Sasà Spasiano che questo blog attaccò sostenendo che aveva rubato a Enzo Fischetti. Ma naturalmente, non era colpa sua, era stato snaturato. Si può essere più in mala fede?

                    • ananasblog gennaio 27, 2014 a 12:49 pm #

                      Aspetta, ferma la mula (come si dice in gergo): se noti il post su Spasiano/Fischetti è stato CANCELLATO, e lo fu tempo fa, subito dopo chiarimenti sulla faccenda, anzi è l’unico caso di post cancellato nella storia di Ananas Blog.
                      Scusami poi, ma continuo a non vedere tutta questa meritocrazia televisiva. Federico Basso va in tv e Maurizio Milani no. C’è qualcosa che non va.
                      E poi la guerra santa alla barzelletta l’hanno fatta quelli che in tv anno portato il Ballo della Ciuffa. L’A

                    • enrico zambianchi gennaio 27, 2014 a 1:34 pm #

                      Ma me la racconti sta barzelletta, o sei solo capace di dire della cazzate a vanvera? Immagino tu sia un autore, con la coda di paglia, il giorno che scriverai il tuo nome avrai il rispetto di molti.

                • ananasblog gennaio 27, 2014 a 12:52 pm #

                  Amico, ti comunico che stai trollando. L’A

                  • lamorte gennaio 27, 2014 a 2:02 pm #

                    @zambianchi – coda di paglia? 😀
                    @L’A @ – trollando? 😀 😀

                    • ananasblog gennaio 27, 2014 a 2:04 pm #

                      e che sei, regredito all’infanzia? E uno specchio riflesso quando lo metti?

                    • enrico zambianchi gennaio 27, 2014 a 2:05 pm #

                      Facile fare l’anonimo. Ridi, ridi…

                    • lamorte gennaio 27, 2014 a 2:19 pm #

                      @ zambianchi – la sai l’ultima? 😀 😀 😀
                      @ L’A – specchio riflesso 😀 😀 😀 😀

            • ananasblog gennaio 27, 2014 a 12:56 pm #

              Sei tu che vai fuori tema. Il post parla di una serata riuscita cosa che palesemente ti dà un fastidio tremendo. E’ evidente che stai rosicando. L’A

              • lamorte gennaio 27, 2014 a 1:36 pm #

                “Altri invece lo considerano l’unica “professione futura”, mentre il comico televisivo da 3 minuti è destinato al declino, all’oblio, all’emarginazione, all’inconsistenza. Secondo questi fiduciosi stanno venendo su ondate di giovani il cui punto di riferimento è Internet e quindi l’umorismo di stampo anglosassone, giovani che non sanno neanche cos’è Colorado e schifano sia Zelig che Made in Sud.”

                “Mistero, anche se forse gliela avrebbero rovinata. Tra l’altro anche Sasà con gli Zelig Lab era uscito dal suo stile. L’A”

                “…basta trovare gli autori giusti e in televisione non ci vai neanche se sei la reincarnazione di Buster Keaton! :)”

                • enrico zambianchi gennaio 27, 2014 a 1:55 pm #

                  Aspetto ancora le originali barzellette dalle quali avrei preso battute.

                • ananasblog gennaio 27, 2014 a 1:58 pm #

                  ho capito, ma hai un tuo pensiero sul tema: il monologo vs lo sketch tv da 3 minuti?
                  Per amore di precisione, Paolo Uzzi l’autore che ha imperversato negli Zelig Lab romagnoli aveva un solo criterio di valutazione: “fa riderissimo” oppure “fa cagarissimo” non ha caso poi ha affondato la carriera cinematografica di Giovanni Vernia e adesso è ancora in giro laddove si produce brutta comicità. L’A

  5. Emerito Stronzo gennaio 26, 2014 a 2:23 pm #

    in questa ondata “di giovani il cui punto di riferimento è Internet e quindi l’umorismo di stampo anglosassone, giovani che non sanno neanche cos’è Colorado e schifano sia Zelig che Made in Sud” ci sono anche io. Bella iniziativa, finalmente!

  6. Sergio Silvestri. gennaio 26, 2014 a 10:46 am #

    Una battuta è una magia, spesso riempita di cose semplici,ma se la intessi d’ironia tragica, può essere un manifesto d’intenzioni. È deprimente vedere l’arte musicale,comica,teatrale,filmica,spogliarsi di contenuti per vestirsi di innocuità.

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