12 Risposte to “X Love rimandata (il difficile rapporto tra monologo e tv)”

  1. Anonimo febbraio 27, 2014 a 10:26 am #

    ToBigC il monologo funziona ma è un prodotto nato Live. Dici che Crozza in tv funziona ma quello che non va sono gli autori che appiattiscono il prodotto? Ma non è stato proprio Crozza ad avvalersi di un autore che copiava battute di altri? Non è lui che prende pezzi dalla rete? Questo blog ne dà ampia testimonianza. E continua. A Sanremo era palese. La qualità la vivi con l’attore, in TV sei colto dalla frenesia del minutaggio. ammettiamolo dai.

  2. ettore febbraio 27, 2014 a 9:13 am #

    Se mi metto davanti un computer,scelgo io quello che vedere,fra una immensa tipologia di contenuti (buoni e brutti)che offre la rete,voi pensate che il giovane figlio della frenesia del tutto e subito,possa mettersi davanti un televisore e guardare un monologo distante da lui anni luce.Continuando nel tempo questo fenomeno fagociterà la tv come è successo alla radio.Avete guardato la gente in aereoporto o in qualsiasi altro luogo?intere comitive di persone che non comunicano ma stanno chini come ipnotizzati davanti ai loro smartphone.

  3. Anonimo febbraio 27, 2014 a 8:53 am #

    Il monologo è ancora valido ma deve essere bello e poi supportato da una giusta ripresa televisiva. Detto questo non sminuite i personaggi! Ci sono personaggi fantastici, Guzzanti ha fatto un marea di personaggi con vari tormentoni come “,mbuti” …. Non è il personaggio il problema e non sono i tormentoni, I personaggi di Albanese a Mai dire gol erano pieni di tormentoni. Ci sono cose di qualità : monologhi e personaggi. Poi ci sono cose scarse : monologhi e personaggi. Contanto i contenuti non la veste e un monologo non è garanzia di qualità. Idem i tormentoni: sono tristi quelli fini e se stessi. Quelli innestati pezzi buoni hanno altro valore.

  4. ToBigC febbraio 26, 2014 a 7:47 pm #

    Il mio pensiero è questo:
    I contenuti web (youtube ecc.) hanno una tempistica diversa, molto più immediati

    La tv permette ancora di avere un po’ di slow vision, ma è stata appiattita dagli autori che hanno preferito avere dei personaggi senza contenuto composti principalmente da (tormentone/2 min e fuori dalle palle). Ma non è vero che il monologo non funziona

    Faccio un esempio (senza tener conto dei gusti personali), un dato oggettivo c’è: Crozza.
    http://www.asca.it/news-Tv_ascolti__La7__Crozza_da_record__Nel_Paese_delle_Meraviglie_al_9_56_PERCENTO_-1342261.html

    Crozza ha fatto degli ascolti record facendo satira (principalmente monologhi e sketch).
    Lo stile è lento…ma la gente non cambia canale..riflettiamo insieme.

  5. Anonimo febbraio 25, 2014 a 6:21 pm #

    Aggiungo inoltre un esempio che per me funziona: una volta si comprava il vinile, si andava a casa, ci si sedeva sulla poltrona e per quarantacinque minuti si ascoltava il disco. Oggi chi lo fa più? Manco io, dopo una canzone mi stufo. La TV è uguale.

    • ananasblog febbraio 26, 2014 a 9:37 am #

      beh, se guardi al passato trovi tanti concept album che vanno ascoltati in sequenza, magari li scopri tramite youtube. A me è capitato coi concerti di Johnny Cash nelle prigioni di Folsom e San Quentin: capolavoro! che sono fissi quando vado in macchina. 17 euro ben spesi.
      Flesh and blood need flesh and blood
      And you’re the one I need

  6. Anonimo febbraio 25, 2014 a 6:17 pm #

    ToBigC hai ragione ma è la stessa diatriba con la musica e peggio il teatro in TV. Non si fa musica in TV perché secondo alcuni i concerti rompono, il teatro non ne parliamo, il monologo pure. Sono comunque forme di spettacolo nate per il live e si nutrono del pubblico presente. la TV ora come ora ha intrapreso una strada senza ritorno. Non credo che sia solo questione di autori ex cabarettisti falliti e pieni di livore. Dobbiamo metterci nell’ordine di idee che il web ha soppiantato il mezzo e se un programma fa un milione di presenze significa che la gente ha altri interessi.

  7. ToBigC febbraio 25, 2014 a 2:23 pm #

    il problema non è il monologo ma il programma. Aggratis e Xlove sono programmi dove al centro non c’è la comicità ma altri contenuti intervallati da comici, insomma un mappassone come direbbe Chef Barbieri, allora tutto stona. E’ come andare al parco giochi e vedere uno che fa un comizio, anche se quello che dice è giusto non avrà mai la giusta attenzione, perché sei entrato per le attrazioni (anche se sarebbe una bella attrazione). Se qualcuno avrà il coraggio di creare un programma di soli comedian con la giusta atmosfera e con i contenuti adeguati allora ne riparleremo.

    • Anonimo febbraio 25, 2014 a 5:24 pm #

      D’accordissimo…

  8. Anonimo febbraio 25, 2014 a 11:01 am #

    penso che l’insuccesso del monologo in TV sia da addebitare al sistema televisivo in atto che vuole immagini e cambi rapidi, frenetici, sempre con la paura di annoiare, il terrore che il fruitore cambi canale, è ancora TV berlusconiana legata alla vendita dello spazio pubblicitario ed è tutto ciò che conta. Il cabaret prima di sfondare in televisione è sempre stato di nicchia, il monologo in particolare necessita di tempi e modi diametralmente opposti al sistema televisivo italiano, ha bisogno di far entrare il pubblico nel mondo del comico non in maniera violenta, preparandolo e portandolo per mano nel racconto perchè è di racconto che si parla. Si avvicina al teatro in questo e come si nota, non c’è spazio per il teatro se non in canali tematici per appassionati, ma al grande pubblico difficilmente arriva. E’ comunque uno spettacolo statico e si sa che le immagini rallentano la percezione e risulta noioso il tutto. In altre TV europee ma anche americane è diverso il concetto ma sono realtà distanti da noi e comunque comincia a dare segni di cedimento. Per non parlare dei ragazzi che preferiscono vedere gli epic fail su youtube piuttosto che uno che parla per dieci minuti.

    • ananasblog febbraio 25, 2014 a 1:45 pm #

      Da quel che ho potuto osservare (oltre alle cose che dici che sono giuste) c’è una specie di paranoia verso il monologo da parte degli autori, soprattutto da parte degli autori ex comici che rasenta la fobia patologica. Insomma, bisognerebbe anche analizzare le cose senza turbe psicologiche. L’A

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