il giovane comedian Aid Thompsin su: internet, furto di battute e opportunità

3 Mar
il giovane comedian Aid Thompsin

il giovane comedian Aid Thompsin

Pubblichiamo la traduzione di un articolo scritto dal giovane comedian della scena londinese, Aid Thompsin (recente vincitore del premio “I’M Funny Awards”), dal titolo significativo: Internet ruberà sempre le vostre battute. Usatelo a vostro vantaggio. Adattarsi o morire.” Pubblicato su chortle.co.uk – the UK comedy guide: un sito che inserisce tutte le info sui comici, comprese le date live (leggi post qui). Aid risponde all’articolo in cui un altro comedian, Dave Bussel, se la prendeva contro i furti di battute e le sanguisughe di Internet. Il tutto ha provocato un acceso dibattito sui social network.

Aid Thompsin, comunque, dà dei suggerimenti interessanti, soprattutto finalizzati a ciò che un comico dovrebbe fare in ultima sede: vendere spettacoli. Lo spostarsi dalla battuta secca al “raccontare storie” e alle “osservazioni della realtà”  (dove è più arduo essere derubati) e anche la “cappuccino – cd” proposta. Come alcuni sanno, la scena inglese stand up è finalizzata alla vendita di spettacoli poiché in quel paese esiste più cultura del divertimento, la gente la sera esce più che da noi. Inoltre non c’è l’ossessione televisiva, da noi diventata malattia cronica negli ultimi 10 anni.

Allo stesso modo non sembra esistere il fenomeno dei collettivi di battutisti (scrivete, scrivete, che io seleziono) che sembrerebbe essere un caso tipicamente paraculo – italico. Ecco comunque cosa dice Aid Thompson:

Ho letto recentemente un pezzo di Dave Bussell circa il ‘vampirismo’ di battute: “La gente ruba il tuo lavoro e lo ri-pubblica senza nessun compenso per i diritti all’autore originale” (leggi qui NDR). Mi ha fatto pensare. Mentre posso capire la sua frustrazione come perdita di opportunità per fare un sacco di soldi, il messaggio potrebbe apparire sviante, o peggio, confuso.

“E’ una cosa infernale svegliarsi una mattina e scoprire che qualcosa che tu hai creato è diventato un successo in internet”  dice. Posso immaginare. Sono uno dei tanti comici che si sforza nella pausa pranzo per scrivere, twittare, condividere, nella speranza che anche solo uno dei miei “auto-divertimenti”, lamentele a 140 caratteri, finisca per essere ri-twittato a sufficienza per incrementare il mio seguito e convertire tutto in vendita di biglietti.

Ce ne sono migliaia come me. Ogni hashtag è una speranza che altri 10.000 lo vedano e lo rilancino. Immagino che nel caso di Dave Brussell il numero di suoi libri venduti, equivalga alla vendita di biglietti. Ma ultimamente è la stessa cosa: butta qualcosa on-line, cerca di essere pagato. 

Ho registrato serate, le ho messe su YouTube, ho condiviso locandine, battute, nella speranza che qualcuno, da qualche parte, le vedesse, condividesse e sarei potuto essere l’ultimo passeggero felice a bordo di questo autentico ‘New Media Express’. Mi sembra non passi settimana senza che io legga di come qualche brillante idea abbia sfruttato internet per raggiungere il successo.

Perché attraverso i social network possiamo aprire le porte ad artisti dandogli la possibilità di condividere il loro lavoro alle masse. Non più limitati da ciò che produttori/adattatori vogliono vedere distribuito. E infatti  queste porte si sono veramente aperte anche per me, spettacoli come ‘Dapper Laughs’ ne sono la prova; internet, se usato correttamente,  può catapultare scrittori/performers alle stelle esattamente così. 

La perplessità è nel fatto che vorresti scartare un mezzo o un rapporto con tutto questo, ma ciò renderebbe il successo più facilmente raggiungibile? La rete ha certamente liberato l’arte. Le band possono far sentire la loro musica in ogni angolo del globo. Non necessitano di passare tre mesi in tour in Australia per crearsi un seguito. Adesso la loro musica può essere sentita a Sidney in pochi secondi. 

Allo stesso modo i comici possono caricare i loro contenuti ed essere visti, possono sfruttare le opportunità di che ciò può offrire. E mentre è vero che avere le tue battute ri-twittate può sgonfiare il tuo pezzo dal vivo,  se incrementerai i tuoi seguaci di 1.000 o 5.000, una percentuale di questi comprerà (biglietti) nel tuo nome. Così si arriva ad un mix di perseveranza, non è forse sempre così, e attenzione su dove far girare il tuo lavoro. 

Per me è sempre interessante come la gente adori la libertà di internet quando questo per loro significa trovare immagini velocemente, condividere e connettersi con vecchi amici, ricercare fatti e personaggi da Wikipedia che sono senza dubbio presi da articoli pubblicati e libri di precedenti decadi. Tuttavia siamo sempre svelti a saccheggiare Internet dall’ufficio del capo prima che l’idea di ‘progresso’ ci costi soldi personalmente, o chieda qualcosa in cambio in qualsiasi modo.

Un buon esempio per evitare questo approccio e rispondere al cambiamento è quello di una libreria di Richmond nella quale sono stato per Natale. Mi ci sono perso dentro, ho bighellonato, ho preso un caffè nel bar interno, ho chiacchierato a proposito del cantautore che veniva trasmesso nelle casse del locale; ho lasciato il posto avendo speso 3 sterline per un cappuccino con panna, 9 per un CD e 12,99 per un libro che su Amazon avrei trovato per 4,79. E sono stato contento di farlo. Si sono evoluti sfidando la Via-principale, e hanno costruito una nuova realtà. Meritano soldi extra. 

Alla fine metti roba su internet a tuo rischio. Internet è conosciuto per i suoi contenuti illegali e condivisione di file allo stesso modo che per la sua mancanza di regole. La tecnologia non fermerà il progresso. Il tuo prossimo tormentone, se buono, sarà ri-twitato, esaurito e finito. Quando lo ripeterai a qualcuno, dopo tutto ciò, ti accuseranno di rubare battute da internet, e questo sarà frustrante. Non è facile, ma sono sicuro che possiamo fare ancora molto.

Vale la pena considerare l’esempio della libreria. Sono in fiera competizione con Amazon, così hanno creato un’esperienza nuova e si sono adattati al cambiamento. Quando fui derubato di battute “one-line” due anni fa, decisi di spostarmi sul genere story-telling (trad. racconti comici)  e sul genere observational (trad. comica interpretazione di fatti reali o cose) immaginando fosse più difficile copiare un intero pezzo strutturato a questo modo.

Ora faccio uno spettacolo serale (“The Panda Riot”) che non mi renderà ricco perché come ho iniziato a crescere il biglietto per un buon prezzo, ci sono almeno altri 12 spettacoli a Londra che costano un po’ meno, così ho adattato il format. Ho fatto mia la “Cappuccino-CD”-Proposta.

Nell’industria musicale i cantanti si adattano alla perdita delle vendite di dischi su altre forme per rivitalizzarsi: linee di vestiti, film concerto. 

Vorrei sinceramente avvisare chiunque cerchi di fare soldi, o farsi un nome,  considerando in quale modo possono usare internet o altri canali aperti, di creare il proprio marchio. Perché sfortunatamente il mondo nel quale viviamo prospera sui computer e questo non cambierà comunque presto. Infatti sarà peggio.

Nei prossimi due anni arriverà una tecnologia indossabile per la quale sarà sufficiente gesticolare “spizzicottando” qualcosa e tutto sarà visualizzato sulla tua retina, ne sono sicuro. Dispiace dirlo, ma dati e informazioni non saranno in grado di essere gestite da conservatori di mezza età, allo stesso modo di come possa entrare nei tuoi dati un diciottenne dell’Ohio senza introiti e con un sacco di tempo libero. 

Sostenendo il suddetto ragionamento, vorrei suggerire  ad ogni scrittore, comico, cantante o chiunque, di rispondere al cambiamento positivamente, sfruttando le nuove piattaforme, proteggendo le proprie immagini con un marchio e continuando a scrivere nuove battute. Perché sebbene ci sia un tempo e un luogo per agitare i pugni e sputtanare internet, probabilmente è ad un concerto dei Metallica… nel 2002.*

* Traduzione a cura di Enrico Zambianchi, comedian romagnolo

Ananas Blog

 

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6 Risposte to “il giovane comedian Aid Thompsin su: internet, furto di battute e opportunità”

  1. Anonimo marzo 3, 2014 a 9:24 pm #

    Concordo con Ward, in america uno pubblica un corto fatto in casa e se ha idee gli Studios lo chiamano a girare un film, sono così, senza sovrastrutture e vale per i cantanti, i musicisti, gli attori comici. In Italia? Puoi mettere su youtube tu che ti trasformi in una gallina parlante senza nessun trucco e nessuno ti si fila. Non ti illudere amministratore, non fomentare speranze, questo è il paese delle sabbie immobili.

    • ananasblog marzo 3, 2014 a 9:58 pm #

      Non esageriamo, adesso abbiamo un 40enne al Governo 😉

      • Anonimo marzo 4, 2014 a 3:14 am #

        Si abbiamo un 4oenne al Governo, ma ci è andato senza essere eletto da democratiche elezioni (Sebbene non si voti il premier, ma il partito e il presidente della repubblica bla bla bla). E’ solo per dire che concordo sulle sabbie immobili 😀

        • ananasblog marzo 4, 2014 a 1:26 pm #

          beh, abbiamo più sabbie mobili rispetto ad altri, questo non significa che non abbiamo terre emerse o che non affiorino isolotti calpestabili. L’A

  2. Ward marzo 3, 2014 a 4:50 pm #

    Bell’articolo, però qua in Italia il discorso è diverso, siamo specializzati nel furto, nella furbata, in quelli che fanno affari usando la roba d’altri…. Là a Londra stanno bene!!!

    • ananasblog marzo 3, 2014 a 5:02 pm #

      Auguriamoci non sia sempre così. L’italianità è scaduta parecchio in tutti i settori ;). L’A

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