sì, ma “Beppe Tosco che dice?”

22 Apr
Beppe Tosco (dal sito http://www.beppetosco.it/)

Beppe Tosco (dal sito http://www.beppetosco.it/)

Ananas Blog lancia lo slogan, l’hashtag, la domanda, l’urlo nel deserto “Beppe Tosco che dice?”. Cosa significa? Cerchiamo di spiegarlo meglio. Beppe Tosco è uno degli autori di punta della comicità italiana (oltre a essere attore, scrittore, capoprogetto e conduttore radiofonico). Per molti anni è stato autore e spalla di Luciana Littizzetto. Da 2 anni è autore a Colorado. Poco prima rilasciava un’interessante intervista a TvBlog (leggi qui l’intervista). 

Correva il 2 luglio 2012. Beppe Tosco annunciava la sua uscita dall’agenzia di Beppe Caschetto per approdare a quella di Colorado (la Moviement) e la probabile separazione artistica dalla Littizzetto. Nell’intervista (dal titolo significativo di “Ogni tanto bisogna cambiare, ma i comici fanno fatica a capirlo“) criticava anche quel genere di varietà comici stile Zelig e Colorado, con analisi tutte molto condivisibili, per esempio:

“Non mi fa impazzire, soprattutto se poi non ci sono testi all’altezza. Ormai non ci sono più monologhisti che fanno ragionamenti, è tutto un susseguirsi di calembour e giochi di parole. Appena aprono bocca sai già cosa diranno”.

Curiosamente Beppe Tosco, subito dopo, è finito a collaborare a una trasmissione che fa proprio quelle cose lì. Nella prima stagione, a dire il vero (la prima con capoprogetto Dario Viola), c’è stato un  sussulto, con qualche inserto interessante, ma poi, inevitabilmente la qualità è crollata per arrivare al trionfo del “appena aprono bocca sai già cosa diranno” (la storia dell’azzeramento dei contenuti di Colorado è raccontata qui).

In questo post non si vuole “puntare il ditino”, fare i moralisti e dire “non sei coerente!”. Sappiamo tutti che il lavoro è lavoro, che progetti di qualità sono pochi, che progetti di qualità pagati bene sono ancora più rari. Inoltre Colorado e format simili spersonalizzano l’autore che diventa secondario. Infatti nello staff autorale c’è anche Carlo Pistarino, un altro che ha fatto la storia della comicità italiana. Ma non si nota.

Togliendo Pistarino e Tosco e mettendo (per esempio) Del Conte e Boin oppure Turati e Uzzi (no esempio sbagliato, in questo caso peggiorerebbe visibilmente) avremmo lo stesso identico risultato. Sì, ma allora, Beppe Tosco che dice? Perché comunque è uno che se l’è cavata bene per anni e anni: autore Littizzetto, capoprogetto o autore senior di tante trasmissioni importanti, se non ha viaggiato sulla media annua di “un bel po’ di euro”, poco ci manca.

Insomma, è proprio necessario per un top autore dedicarsi a un format di giochi di parole, calembour, personaggini, in cui quando uno apre bocca sai già cosa dirà? Oppure c’è, almeno per lui, l’alternativa del passo indietro?

Sì, tutto giusto, ma Beppe Tosco che dice? Mistero…

Se un top autore rimane attaccato a Colorado, figuriamoci l’autore pagato a punti Siae: per lui essere lì diventerà questione di vita o di morte. Si tufferà con disperazione nella produzione di giochi di parole prevedibili come le creme solari a Rimini d’agosto.

Probabilmente la rinascita della comicità italiana, in questo periodo nel suo momento più basso di sempre, dipenderà da tanti piccoli “passi indietro”, di alcuni “no” che verranno detti. Un po’ di passi indietro, un po’ di renitenza, un po’ di selezione di ciò che si fa e forse, piano piano ci saranno le basi per risalire.

Ho capito, va bene, ma Beppe Tosco che dice?

Ananas Blog

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2 Risposte to “sì, ma “Beppe Tosco che dice?””

  1. cucciolo aprile 23, 2014 a 9:07 am #

    Aspettando Godot, qualcuno sa chi sarà il conduttore…pardon, l’ospite di Colorado venerdì prossimo? Dovrebbero registrare oggi, le prove ieri, credo

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