La lunga e tortuosa strada verso lo scalettone

16 Mag
La strada è in salita, tortuosa e, a volte, il "bestiame" guarda altrove (foto presa dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

La strada è in salita, tortuosa e, a volte, il “bestiame” guarda altrove (foto presa dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Mentre scema l’ondata Colorado – Made in Sud e Ananas Blog potrà a mano a mano dedicarsi a cose più interessanti come, per esempio, la trasmissione di Giorgio Montanini o Satiriasi stand up su Comedy Central, verranno pubblicati una serie di articoli di alleggerimento sul percorso di Zelig. L’ex impero ha perso molto terreno e, mentre gli altri sfornavano imitazioni di Zelig Circus a getto continuo, si è dedicato  a un’intensa attività di ricerca.

La strada è in salita, lunga, tortuosa. Il rischio è di rifare sé stessi con 10 anni in più sul groppone, senza più energia, senza più niente da dire, con una concorrenza agguerrita che non ha niente da dire pure lei, ma lo dice con più aggressività, quindi di riproporre il solito scalettone (battute offensive, il prossimo comico è, personaggini, sketch tutti uguali, eccetera). Forse l’obiettivo è fare uno scalettone, in tal caso ogni analisi sarebbe inutile. Ma molti segnali indicano un tentativo di rinnovamento.

PUNTO UNO: COS’E’ TELEVISIVO? La complessa struttura artistico autorale di viale Monza 140 sembra ragionare ancora in termini di “questo è televisivo, questo non è televisivo”. Già, ma verrebbe da dire che la struttura medesima viene da almeno 2 flop consecutivi: conduzione Mannino – Forest e Zelig Uno, forse la percezione di cos’è televisivo non è più così brillante. Certi stereotipi hanno funzionato bene, tra l’altro, in un periodo in cui funzionava tutto: chiunque uscisse annunciato da Claudio Bisio, il mattino dopo era popolarissimo.

Lo scollamento ha iniziato a sentirsi molto tempo fa. Sono anni che Zelig non raccoglie una recensione positiva e, ancora peggio, non suscita nemmeno un commento positivo sui social network. Tipo un “mimmo76” che abbia scritto “bella trasmissione, divertente”. Niente. Questo a parte i profili Facebook dei comici, ovviamente. Sono anni che tutto ciò che passa a Zelig non viene condiviso (come succede per esempio in modo virale a Maurizio Crozza), non produce polemica, non scatena interesse, tranne qualche eccezione (vedi lo sketch del deputato 5Stelle di Fausto Solidoro che qualche polemica l’ha provocata).

Certo, va ancora peggio a Colorado e Made in Sud che, profili Facebook dei comici a parte, sono ignorati nei loro contenuti. Passano via come acqua fresca. Già, ma che cos’è televisivo? 2.800.000 telespettatori l’hanno vista davvero la trasmissione? In che condizioni? Con l’appoggio per dormire come Fantozzi al cineforum aziendale? L’Auditel è un sistema obsoleto, non calcola i dati “in mobilità” (smartphone e tablet) e non calcola ancora la diffusione sui social network, al contrario del nuovo “smart panel” di Sky. L’indice di gradimento sembrerebbe un signore sconosciuto.

Inoltre il mondo comico non può non usare, come sistema di valutazione, l’impatto che la tv ha sul live (vero obiettivo della professione comica). Sono indicatori cui ai direttori di Rai 2, Italia 1, Canale 5 importa pochissimo. Dovrebbe importare di più a chi produce e ha anche l’agenzia che vende i comici.

Così la strada verso il futuro è piena di buche e di ostacoli, tra cui i preconcetti forse sorpassati di “cosa è televisivo e cosa non lo è”. Ma a tal proposito, un ospite d’eccezione: il Papa – papà della comicità italiana Gino Vignali, qui presente in forma di avatar. A lui l’onore di chiudere l’articolo:

Ciao a tutti e grassie dello spazio concessomi. Mi parli un po’ milanès perché dà l’idea della praticità, anche se ciavrei una diziun perfetta: allora, nella mia carriera mi sun attenuto sempre a una sana razionalità, a mettere il comico in un contesto socio pratico che significa: conta il risultato, nell’equilibrio tra ciò che vuole la comittensa e gli interessi dell’azienda. Credo che se voi foste stati al mio posto, avreste fatto al 90% quello che ho fatto io, inscì come l’ho fatto io e il restante 10% di vostra iniziativa avrebbe fatto crollare la baracca, che l’è minga bella, ma sta ancora in piedi. GV

Ananas Blog

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Una Risposta to “La lunga e tortuosa strada verso lo scalettone”

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  1. La lunga e tortuosa strada verso lo scalettone: il visual | - maggio 26, 2014

    […] Questo è il secondo di una serie di post di alleggerimento che accompagneranno la lunga marcia di Zelig verso la prossima edizione di prima serata (presumibilmente settembre 2014), che rischia fortemente di essere uno “scalettone” come se ne sono visti tanti (leggi qui il post precedente). […]

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