La lunga e tortuosa strada verso lo scalettone: la chitarrina

30 Mag
una chitarrina mette sempre allegria (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

una chitarrina mette sempre allegria (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Questo è il terzo di una serie di post di alleggerimento che accompagneranno la lunga marcia di Zelig verso la prossima edizione di prima serata (presumibilmente settembre 2014), che rischia fortemente di essere uno “scalettone” come se ne sono visti tanti (leggi qui il post precedente). Rinnovarsi o lasciare tutto così? Il desiderio di cambiare c’è, ma gli ostacoli sono quasi impossibili da superare. Lo scalettone è un osso duro.

L’ex impero comico è impegnato in un’attività intensa. Tra maggio e giugno si esaurirà il “provino finale” dei laboratori. Il 3, 4, 5 giugno comincia “Zelig in Progress” (una sorta di laboratorio tv); il locale di viale Monza 140 testa format a tutto spiano, propone sconti e promozioni sulla programmazione comica. E’ probabile che la struttura sia comunque in perdita a meno che nell’ultimo periodo non sia stata attivata una spending review feroce.

LA CHITARRINA – il termine non vuole essere offensivo. La “chitarrina” è pensata così nella mente di chi elabora gli scalettoni, si tratta di: 3 o 4 minuti in cui un comico con la chitarra si produce in centoni (canzoni famose con parole cambiate), imitazioni, battute in metrica, tormentoni. Meglio se tutte queste cose sono accoppiate tra loro.

Così come il “visual” il comico con la chitarra è considerato il portatore di 3 minuti di allegria a sfondo musicale, che fanno da stacco e danno l’idea del varietà. Appena qualcuno porta un pezzo con la chitarra, ci si chiede subito: è serializzabile? quante puntate uguali o con variazioni minime si riescono a realizzare?

E’ logico che così a lungo andare il gioco diventi prevedibile, ripetitivo, possa addirittura annoiare. Può capitare di vedere lo stesso sketch sia a Zelig che a Colorado (i vari cantanti italiani come canterebbero una canzone famosa) e ci si chiede perché. Non c’è un perché, la scaletta va riempita e la “chitarra” da l’idea del varietà, così come il balletto mimato.

Come se ne esce? Non è facile. Manca il progetto artistico e la scaletta ha preso il potere. Anche un comico musicista come Gabriele Savasta (Zelig Uno) con spunti di originalità viene subito serializzato (come te, proprio come teeeee) e sai già che farà quella battuta lì per offendere il conduttore (in quel caso Davide Paniate). Non se ne esce, non se esceeeeeeee, zum, zum!

La strada è in salita, tortuosa e, a volte, il "bestiame" guarda altrove (foto presa dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

La strada è in salita, tortuosa e, a volte, il “bestiame” guarda altrove (foto presa dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

Ma a tal proposito, un ospite d’eccezione, guest di questa serie di articoli: il Papa – papà della comicità italiana Gino Vignali, qui presente in forma di avatar. A lui l’onore di chiudere l’articolo:

Alùra, la canzoncina a me piace, purché sia garbata e divertente e spensierata e la gente batta le mani. Comico e chitarra ricordano poi il Giorgio Gaber, il Cochi Ponzoni, tutta quella comicità che non c’è più anche per colpa mia. Però Milano è sempre Milano. Scusate la divagazione, io una chitarrina a puntata o anche due ce la metto comunque, non posso farne a meno, ostrega. GV.

Ananas Blog

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10 Risposte to “La lunga e tortuosa strada verso lo scalettone: la chitarrina”

  1. Ward giugno 1, 2014 a 6:41 pm #

    e se qualcuno, con molta delicatezza e con modi pacati osasse dire quello che tutti sanno: cioe’ che le chitarrine comiche hanno rotto?

  2. Anonimo maggio 31, 2014 a 11:42 pm #

    Distratto dallo scalettone ti sei “presumibilmente” perso l’apertura della prevendita al tendone…a questo punto è ufficiale?

  3. rael maggio 31, 2014 a 5:25 pm #

    Nosei è il Maestro…gli altri (da Sgrilli in poi) son cloni poco riusciti o falliti miseramente…
    PS Non scordiamo che il bravissimo Kessisoglu è anche chitarrista dotato e cantante ben preparato.

  4. Anonimo maggio 31, 2014 a 3:32 pm #

    lo stesso sketch di zelig e colorado a cui ti riferisci è quello di casalino e di marco. però dobbiamo precisare che casalino lo faceva molto prima di di marco a colorado. è una cosa incredibile che a zelig abbiano permesso di fare una cosa simile. forse è la prima volta che è successo in maniera così evidente. a zelig uno di marco ha utilizzato una chiave identica a quella di casalino. è stata una bella dormita da parte di tutti. magari l’anno prossimo casalino farà i bignami a colorado così sono pari.

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