La lunga strada verso lo scalettone: gli infiniti ritorni

23 Giu
i ritorni stagionali fanno parte della natura (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

i ritorni stagionali fanno parte della natura (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Questo è uno dei post di alleggerimento che descrivono la lunga strada di Zelig verso le prossime 10 puntate di prima serata, in registrazione da ottobre 2014. Verrà riconfermata la solita formula? Oppure si tenteranno delle innovazioni? Per rinnovare occorre superare molti “stereotipi narrativi” che hanno dato grande successo, ma che adesso mostrano tutti i loro limiti. Uno di questi è quello dei RITORNI (significato: un comico o un conduttore torna dopo un periodo di assenza, la cosa viene trattata con grande enfasi, il pubblico dovrebbe fare “Ooooh”). I ritorni sono una forma di “autocelebrazione”.

UNA NARRAZONE DEBOLE? non si sa perché, ma i “ritorni comici” sono poco interessanti, così come lo è l’autocelebrazione in generale. Per esempio l’ultima edizione di Colorado era basata su questo e non ha funzionato. Forse ci vorrebbe una conferenza colta di Alessandro Baricco per sviscerarne il motivo. Si possono azzardare però alcune ipotesi:

Il ritorno è “insincero” è solo un pretesto per riempire la scaletta.

– Il crollo della popolarità dei comici fa sì che il ritorno di qualcuno di loro non scaldi il cuore più di tanto.

– Negli ultimi anni c’è stata sia un’inflazione di comici, che di ritorni che di autocelebrazioni.

NUMERI – La puntata numero 100 e la stagione numero 10 (siamo nel sistema decimale), la stagione numero 15 e la puntata numero 150 (qui è un po’ più difficile capire il perché, forse perché 15 corrisponde a metà mese ed un segno di “passaggio”? Boh), la stagione numero 18 (qui forse c’è un’assonanza coi 18 anni con cui si diventa adulti). Già, ma questa abbuffata di ricorrenze (che si aggiunge all’abbuffata di comici) un senso ce l’ha? Forse, ma il pubblico non si appassiona, pur vivendo in una società che vive di celebrazioni e di ricorrenze.

Anche nel 2004 Zelig Off era condotto da Giorgia Surina e in ogni puntata da un “Senatore” della vecchia guardia (che quindi ritornava) e da Bisio che, in ogni puntata, ritornava pure lui. Il gioco non funzionava già allora.

STRADA SEGNATA? – In un recente articolo su DavideMaggio.it (leggi qui) sono contenute alcune anticipazioni sulla prossima stagione di Zelig, quella del 18esimo anno (e qui scatta l’autocelebrazione): la conduzione sarà all’insegna della rotazione continua con tante guest e, ovviamente, molti “clamorosi ritorni”. La prima puntata sarà condotta da Rocco Papaleo e da Michelle Hunziker (grande ritorno, ma era già “gran ritornata” per la puntata 100), ci sarà il grande ritorno di Ale e Franz (ma sono tornati un sacco di volte) e di Ficarra e Picone (che vedi tutte le sere a Striscia la Notizia). 

Ovviamente anche tanti comici ritorneranno. E si tenterà la “grande narrazione” a partire dalla conferenza stampa di presentazione, giù, fino a ogni singolo lancio che verrà fatto in trasmissione (lui è… torna su questo palcoooooo… un applausooooooooo). A meno che non subentri, su tutti e due i lati della barricata, la stanchezza di raccontare e la stanchezza di ascoltare .

Ananas Blog (Long May You Run)

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4 Risposte to “La lunga strada verso lo scalettone: gli infiniti ritorni”

  1. Anonimo giugno 24, 2014 a 2:43 pm #

    zelig sbaglia ogni anno sempre di più. il primo problema è il format che andrebbe modificato o completamente cambiato. il secondo è che ci sono moltissimi talenti nei zelig off scorsi e nello zelig uno recente che non sono stati valorizzati. chiamare gente che già ha dato tanto è l’errore più grande.per guardare avanti bisogna valorizzare i nuovi e fare tante puntate per fare affezionare il pubblico. con questo sistema made in sud con comici nettamente inferiori ha fatto affezionare il pubblico. è comprensibile puntare su conduttori noti, ma richiamare all’ovile gli stessi a fare sketch costruiti a forza poichè hanno già dato il meglio significa rinforzare colorado e made in sud che pescheranno sul materiale che zelig boccia o non valorizza dandogli giusto qualche puntata in un off tanto per dire. l’agliotti , d’ambrosio e piccinelli ad esempio sono bravissimi. I noti sono diventati tali perchè la gente davanti alla tv era di più ed il web ancora non intratteneva i giovani come oggi. cosa si aspettano che con loro tornino gli ascolti? era il periodo che era diverso ed il format che era nuovo e le facce erano nuove. pur passando in prima serata in una fascia non protetta dicembre-gennaio in cui fare ascolti è impossibile utilizzando 40 comici alternandoli in sole 8 puntate chi vuoi che se li ricordi? i tragique che hanno fatto una puntata o due non ricordo se all’uno o all’off, se un domani diranno a qualcuno di aver fatto zelig gli risponderanno no, non è vero. ai comici giovani è consigliabile andare direttamente a colorado per non bruciarsi le gag.

  2. Alessandro Stamera giugno 23, 2014 a 9:29 pm #

    I ritorni non fanno funzionare il programma solo per un semplice motivo: spesso sono una piccola parte buona di un cast mediocre. Mi spiego: un mio amico, che ha smesso di vedere Colorado, adora Pino & Gli Anticorpi, e quest’anno ha scoperto che tornavano, ma non aveva voglia di vedersi tutto il programma con tutti gli altri comici che non gli piacevano, preferiva guardarsi i loro specifici video il giorno dopo. Con me e successa la stessa cosa con Zelig la scorsa edizione (guardavo solo Sconsolata, l’unica minimamente divertente). Insomma, per sperare un cambio nelle sorti di questi programmi bisognerebbe cambiare radicalmente il cast, togliere la maggior parte dei comici attuali (che hanno stancato), o i nuovi comici, e far tornare in massa quelli vecchi (come, in parte, successe nel 2012 a Colorado, quell’edizione infatti ottenne buoni ascolti, o, perlomeno, ascolti migliori delle tre stagioni successive).

  3. Anonimo giugno 23, 2014 a 3:16 pm #

    Secondo me non si tratta più di scalettoni, comici nuovi, vecchi, vecchie glorie, conduzione diversa. E’ la struttura a dimostrare tutti gli anni che ha. La gente ha perso interesse, va su internet o preferisce altri svaghi.

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