una testimonianza che arriva dalle linee

25 Ott
Ale & Franz e Ambra Angiolini (da Facebook)

Ale & Franz e Ambra Angiolini (da Facebook)

Pubblico qui come articolo il commento di un lettore che merita di essere messo in primo piano. Si definisce addirittura una “quarta linea” e interviene sul tema “Zelig, perché non chiamare le seconde linee” (leggi post) cioè quei comici che hanno sputato sangue e che potrebbero migliorare la disastrosa stagione zelighiana basata sulla rotazione dei vip e delle vecchie glorie.
Si tratta di un piccolo capolavoro, scritto con ironia e cattiveria e costituisce uno spaccato veritiero del dietro le quinte di Zelig. Ci sono invenzioni linguistiche come le “Sacre Mummie” e i due “Vecchietti Boriosi” (ma chi saranno?) che siedono in fondo alla sala e gli “autori con la A minuscola”, radiografia di un umore acido che è quello prevalente da sempre, ma che non è mai stato raccontato davvero. Voilà:

Il fatto è che di idee su come “risanare” la trasmissione (questa o un suo nuovo clone tipo Araba Fenice in grado di rinascere dalle ceneri di una formula che definire decotta e obsoleta è quasi un complimento) ce ne sono molte. MA: Finché le decisioni saranno prese da due vecchietti boriosi che siedono in fondo alla sala di Viale Monza a NON guardare i provini di gente che ha sputato sangue (e speso soldi per arrivare a Milano magari 10 volte e più nella stagione) per la speranza di una piccola chance… Finché tali decisioni saranno avallate da una manica (sempre più ristretta peraltro) di autori con la “A” minuscola che sanno far bene una cosa sola, cioè far credere a chi ha sputato sangue bla bla bla che sono Loro a detenere il Potere Assoluto mentre in realtà sono solo succubi di medio livello dei due vecchietti boriosi…; Finché non si vorrà fare un ragionamento cost/efficient della serie: “Meglio pagare una Sacra Mummia che scende dall’Empireo a fare uno dei suoi Famosi Pezzi Sentiti Mille Volte, ormai bolso e demotivato tanto le serate gli piovono dal cielo, OPPURE meglio PROVARE a investire due lire in una dozzina di ‘seconde linee’ e – perché no – in alcuni ragazzi dei vari lab, che magari hanno spaccato durante i loro pezzi all’Artistico, che non hanno mai avuto un’occasione in prima o seconda serata, hanno l’Occhio della Tigre e se salgono sul palco il pubblico se lo mangiano?” Finché i due VB non proveranno a dirsi (perché solo gli stolti non cambiano idea) “Senti un po’, tanto qui l’audience scende tipo ottovolante, cosa rischiamo a fare una puntata o due di beneficenza tipo ‘Zelig per chi non ce l’ha mai fatta’? Se va male sarà un ‘ragazzi ve lo avevamo detto per sentenza inappellabile infusa nei vostri Autori, fate cagare e non siete televisivi, ciao’…Ma se per caso andasse bene? Hai visto mai che inventiamo una nuova formula che ci fa andare avanti per altri vent’anni? Ci proviamo? Vuoi una birretta?” …Ma sono cose che – forse – può capire solo chi ha fatto uno o più (più…) provini di fronte a gente che non alza neanche la testa dal cellulare per guardarti, che è rimasto fuori dal locale ad attendere ORE che la riunione con gli autori finisse, chi si è sentito dire “Niente, ma lo sapevi un po’, no?” “NO.” “Niente, cioè, sei bravo ma: A. Non vogliamo personaggi con parrucca B. Non vogliamo personaggi colorati con musica C. Non vogliamo monologhisti D. Come te ne abbiamo già di più bravi E. Hai spaccato ma questo è un locale in televisione non buchi F. Probabilmente buchi in televisione ma il pezzo è andato male G. Bello il pezzo ma l’hai fatto di merda H. L’hai fatto bene ma il pezzo non fa ridere perché: i. Troppo lungo ii. Poche battute iii. Troppe battute iv. Troppe parolacce v. E metticela, cazzo, qualche parolaccia I. Troppo aggressivo J. Troppo mollo K. Troppo fermo sul palco L. Ti muovi troppo sul palco M. Più voce, cazzo N. Urlavi O. Questa cosa qui la fa già [XXX – tipo famoso] (e non potevi dirmelo visto che sei il mio autore e che mi fai fare QUESTA COSA QUI da tre anni tutti i mercoledì sera?) P. Non hai messo le modifiche che ti ho detto Q. Ti scrivi i pezzi da solo quindi non mi procuri SIAE quindi vaffanculo [magari questa proprio così chiara non te la dicono] R. [aggiungete qui il vostro caso se non è ricompreso nei precedenti]… Buona serata.

PS – nel dibattito sul blog emerge anche il fenomeno della marchetta selvaggia, che ha sostituito la direzione artistica. Per esempio settimana prossima conduce Geppi Cucciari che ha da promuovere un musical. Non sarà la sola. Tanti piccoli favori da elargire a più soggetti possibile, cosa che non ti farà uscire dall’agonia creativa, ma ti farà galleggiare.

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog

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7 Risposte to “una testimonianza che arriva dalle linee”

  1. Alberto ottobre 26, 2014 a 11:28 am #

    C’è da fare una considerazione a quest’articolo molto poco romantica e più semplice: Le trasmissioni comiche sono suddivise per agenzie: Bananas per Zelig e Ridens per Colorado. Questi hanno le prime linee e le seconde. Le terze e le quarte sono quelle che frequentano regolarmente i laboratori e gli autori dentro e fuori per cui chi abita a Milano spende 3.00 di metropolitana o 10 euro di benza se il Lab è fuori, ha un secondo lavoro e per diletto fa il cabaret. Molto semplice, se entrano nel giro che conta meglio, sennò non li cambia la vita più di tanto, al massimo è uno sfogo per le vere frustrazioni della vita o di un lavoro insoddisfacente. Magari non potrebbero nemmeno fare 10 puntate di fila perché i datori di lavoro non li darebbero i permessi per stare via due giorni tra prove e registrazione, se non sono di Milano, altrimenti uno le sue otto ore se le fa comodamente e poi via in trasmissione. Quelli che sperano di fare la trasmissione per lavorare di più perché pretendono di mantenersi col cabaret sono dei poveri illusi. Meglio cercarsi un lavoro altrove o altri giri come molti del resto hanno fatto. In ogni caso, fai il professionista, frequenti 2 Lab a settimana, tutti i mercoledi all’artistico magari per quattro anni, entri in trasmissione con la paga misera, fai massimo 4 passaggi. Hai guadagnato? No. Al massimo ti sei ripreso la metà delle spese. Ne vale la pena?

    • ananasblog ottobre 26, 2014 a 12:13 pm #

      Se ci fosse un po’ più di decisionismo, si abbatterebbero gli eccessivi costi economici per il comico. Quando la barca dello share affonda un po’ di decisionismo… L’A

      • Alberto ottobre 26, 2014 a 1:11 pm #

        Quando la barca affonda si fa protezionismo.

  2. Un utente anonimo che se lo chiami Francesco si gira ottobre 26, 2014 a 9:37 am #

    Qualcuno mi spiega meglio la faccenda dell’Artistico?

  3. Groove ottobre 25, 2014 a 5:34 pm #

    Caro Amministratore, ma ti sembra che, oltre a ZELIG, a COLORADO ed a MADE IN SUD sono entrati nuovi comici? Sono sempre gli stessi da anni!
    Purtroppo questi programmi, che potevano sembrare, almeno all’inizio, un’opportunità per TUTTI I GIOVANI COMICI oppure ALTRI BRAVI COMICI di tutta ITALIA, per farsi conoscere agli Spettatori delle TV generaliste, ormai sono a “numero chiuso”. Sono anni che si vedono sempre le stesse persone! Eppure mandando in onda nuovi comici si alzerebbero gli ascolti!
    Gli Autori se ne fregano se si presentano, ai pochissimi provini, nuovi comici che “hanno sputato sangue” per arrivarci, infatti, hanno sempre qualcosa di ridire, visto che già prima sanno chi devono prendere…..
    Questo genere di programma Comico è diventato un BUSINESS, ed al 18° anniversario di Zelig si evince ancora più chiaramente che è tutto un “DARE” ed “AVERE”.
    La cosa allucinante è che tutto accade alla luce del sole e nessuno si preoccupa, tanto si sentono al sicuro e sperano di continuare in questo modo in eterno, ma NIENTE E’ ETERNO!
    Prima o poi questo format sarà cancellato in TV per fare spazio anche a NUOVI COMICI, sicuramente più bravi di quelli che vanno in onda da anni e che da anni dicono sempre le stesse battute ormai imparate a memoria.

    • andrea novembre 1, 2014 a 1:43 pm #

      Amministratore, tutto ok, ma la foto che usi su Facebook dov’è, a parte la tua pagina facebook che riprende questo post?

      • ananasblog novembre 1, 2014 a 4:52 pm #

        Dalla pagina FB di Omar Pirovano (avrebbe dovuto esserci il link, ma s’è perso). L’A

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