Archivio | gennaio, 2015

il 2015 sarà l’anno del coraggio?

30 Gen
ehi, tu, di quale animale sarà il tuo anno? (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

ehi, tu, di quale animale sarà il tuo anno? (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

A cura di Alex

Probabilmente veniamo da tanti anni che non sappiamo se definire come “anni del coniglio” o “anni della pecora” (più intesa come posizione sessuale). L’oroscopo cinese c’entra poco, è più una questione di mentalità e di atteggiamento, uno Stato dell’Anima. Di casi di coraggio se ne sono contati pochi, a parte quello di far parte del sistema (lì ce ne voleva di coraggio). Forse adesso, per i comici e anche per gli autori e agenti e produttori, non si è arrivati ancora al “liberi tutti”. Però si possono aprire le condizioni per avere un po’ di coraggio in più.

Viviamo ancora condizionati da un “mercato” che sta boccheggiando. La gente vuole sempre di meno il tormentone televisivo, il pezzettino da 3 minuti, il comico che va in teatro a fare il repertorio tv, eccetera, anche se ci sono “sacche” che vivono ancora in una bolla del passato (tipo Made in Sud, bloccato in un drive-in terrone anni ’80). Il “liberi tutti” non c’è ancora, forse sarebbe traumatico, come uno sempre cresciuto in città che appena vede una mucca vera ci va a sbattere contro invece di mungerla. Continua a leggere

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un applauso a Gianluca Impastato, uomo di “fair play”

27 Gen
Gianluca Impastato

Gianluca Impastato

A volte giungono delle buone notizie che evitano tensioni quasi insopportabili. La storia è semplice ed è stata raccontata nel post “La morte a Colorado?”: durante i provini di Colorado presso la Salumeria della Musica a Milano, Gianluca Impastato ha provato il personaggio della Morte, senza sapere che lo stesso è un cavallo di battaglia di Enrico Zambianchi, cosa conosciuta da molti addetti ai lavori e da una community comunque nutrita di fan.

Il tema era impostato più su una questione di “correttezza” e di “fair play” tra colleghi, piuttosto che sul “copiare”. Portare in televisione la morte (al di là delle corrispondenze o meno) significava infatti “bruciare” l’ottimo lavoro fatto da Zambianchi, “marchiarlo” come quello che fa gli sketch di Colorado. Avrebbe anche costituito un ennesimo episodio di piccola prepotenza televisiva come ce ne sono stati tanti in un ambiente che, invece, ha la disperata necessità di rinnovarsi e di guardare oltre.

La buona notizia è che Gianluca Impastato, in accordo col gruppo autorale, ha deciso di accantonare il personaggio della morte. Molto bene, questo è un motivo in più per guardare alla prossima edizione di Colorado con maggiore serenità e distacco. Onore agli autori ma, soprattutto, massimo onore a Gianluca Impastato, che si è rivelato persona corretta e uomo che conosce il fair play tra colleghi.

Se introducessimo, spontaneamente, il concetto di correttezza, ci sarebbe più comunicazione, si allenterebbero molte tensioni che esistono nell’ambiente comico, soprattutto quelle legate al tema delle “copie” reali o presunte che, di solito, è anche il più devastante, quello che produce più rancore.

Ananas Blog (Long May You Run)

XLove, alcune considerazioni finali (e Pintus a Sanremo e al Karaoke)

24 Gen
il cast "iniziale" di XLove

il cast “iniziale” di XLove

Giovedì 22 gennaio è andata in onda l’ultima puntata di XLove (spin off de Le Iene con comici stand up, eccetera, eccetera). Si è trattato di un “meglio di…” (leggi qui il live su TvBlog). Mentre si attende l’inizio della prossima stagione di Colorado, in onda da venerdì 20 febbraio, alcune considerazioni sullo show:

si è ripresentato il fenomeno del grande Alberto Patrucco mandato in onda dopo mezzanotte e mezzo, con un pezzo registrato più di anno fa, quindi poco attualizzato (qui la puntata su Mediaset Video).  Si è ripresentato il fenomeno Diana Del Bufalo, qui riproposta con facezie tipo “Ti spacco il ****) che farà parte del cast di Colorado, tra la perplessità di molti (vediamo come va). Poi come al solito un Pietro Sparacino in ottima forma e un Pucci sempre in forma, ma con l’aria di chi timbra il cartellino.

Angelo Pintus al Forum

Angelo Pintus al Forum

PINTUS BOOM – Angelo Pintus, reduce dal successo del Forum, sarà ospite del prossimo Festival di Sanremo nel cast comico assieme ad Alessandro Siani e Luca e Paolo (pare ci sia anche un film con lui protagonista in arrivo).

Ma, notiziona, Pintus approderà nel preserale di Italia 1 col Karaoke che lanciò la carriera di Fiorello, trasmissione di culto degli anni ’90. Ne dà notizia la tenace Grazia Sambruna su Tv Blog (leggi qui). Potrebbe addirittura funzionare a meno che non sia tutto invecchiato e obsoleto (il karaoke, non Pintus, cos’avete capito?!). Una sfida comunque interessante…

Ananas Blog (Long May You Run)

lo show “Pintus @ Forum” una recensione

21 Gen
Angelo Pintus al Forum

Angelo Pintus al Forum

Il 14 gennaio su Italia 1 è andato in onda “Pintus @ Forum”, il live di Angelo Pintus al Forum di Assago, condotto da vero mattatore che racconta, canta e balla, davanti a una folla da rock star di 8.000 persone a cui si aggiungono 2.369.000 telespettatori televisivi e uno share del 9.77% (vedi qui lo show su Mediaset Video). Si tratta certamente di un punto d’arrivo importante per la carriera di un comico (un po’ come quando una band riempie San Siro). Pintus viene da una fortunata tournee teatrale cui il Forum è stato il coronamento ideale.

Il suo è un successo sicuramente meritato poiché arriva dal basso, dall’aver messo d’accordo gli spettatori di tutte le età, partendo dai bambini. Una cosa simile è successa negli anni recenti a Marco Bazzoni con “Baz” anche se in quel caso si trattava di un personaggio, qui di un monologhista, di un comico che racconta storie. Il messaggio che arriva è: siamo tutti bambini/ragazzi, io sono uno di voi e ve lo racconto come nessun altro saprebbe fare. Continua a leggere

Riforma tariffe Siae, ai nastri di partenza il “Lodo Ananas”

19 Gen
si fa sempre il primo gradino (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

si fa sempre il primo gradino (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Capita che un giorno decidi di partire e vai, poiché è “il momento giusto”. Così ho appena avviato presso le sedi competenti la bozza di quello che, circa un anno fa, avevo definito su questo blog il “Lodo Ananas” (leggi qui).

DI COSA SI TRATTA? Di un progetto di mini riforma delle tariffe Siae, per agevolare il cabaret dal vivo e anche per sanare la “piaga” delle false liberatorie (esempio: la serata è frutto d’improvvisazione, quando non è vero). Seguirò personalmente l’iter della proposta presso le sedi istituzionali (stop, modifiche, intoppi burocratici compresi) grazie alla linea di comunicazione aperta coi vertici della DOR.

LE BASI DELLA RIFORMA – il soprannominato Lodo Ananas si applica ai: pubblici esercizi del settore “ristorazione e intrattenimento” (bar, pub, ristoranti, pizzerie) che siano al di sotto di una certa capienza (non più di 200 posti), i quali decidano di programmare per la prima volta la comicità dal vivo. Oppure che non programmino da un certo numero di anni (per esempio: 3). Quindi si parte dal basso, dai piccoli luoghi che da sempre costituiscono l’humus della comicità (in Italia ormai falcidiati). Continua a leggere

Considerazioni su XLove del 15 gennaio 2015 (e Pintus e Bonolis e Rosy)

16 Gen
Alberto Patrucco a XLove

Alberto Patrucco a XLove

La seconda puntata di XLove (finita quasi all’una) ha  totalizzato 1.533.000 spettatori e uno share del 7,47%. Si tratta di un derivato da Le Iene, con servizi su sesso e amore e monologhi stand up, forse non del tutto riuscito. Riuscito invece l’innesto de Le Iene con Scherzi a Parte, a conduzione Paolo Bonolis (lunedì 12 gennaio Canale 5) che ha fatto un botto di ascolti. Bonolis si anche è esibito in monologhi stand up. Può essere che Mediaset, in questa versione di Scherzi a Parte, abbia trovato un sostituto dell’ormai decrepito Zelig prima serata? Bah…

A proposito, lo show di Angelo Pintus al Forum di Assago trasmesso da Italia 1 il 14 gennaio ha ottenuto un risultato lusinghiero: 2.369.000 telespettatori, share del 9.77%. Uno spettacolo energico  fruibile da tutte le fasce di età. Pintus è stato giudicato miglior monologhista di cabaret del 2014 da Ananas Blog (leggi qui). Continua a leggere

Breve storia della censura televisiva comica in Italia seconda parte

14 Gen

 

la forbice della censura tv taglia in modo soft (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

la forbice della censura tv taglia in modo soft (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Nel post precedente (leggi qui) si è raccontato di alcune realtà satiriche che hanno rischiato in prima persona, senza paura, pagando le conseguenze della loro libertà di espressione (il caso tragico di Charlie Hebdo, quello “vintage” di Hustler e, in piccolo, in Italia Ananas Blog e Ruben Marosha). I casi italiani sono più soft poiché per almeno 10 anni la censura comico televisiva ha “anestetizzato” tutto o quasi, rendendo la comicità qualcosa di separato dai contenuti, creando anche una vasta “comunità” di persone coinvolte nel sistema di potere.

LA PRIMA LINEA DI CENSURA – La struttura organizzativa delle trasmissioni comiche bloccava (e blocca ancora) sul nascere ogni forma di “pensiero non conforme”. La tecnica è semplice, basta dire: “questa cosa non andrà mai in tv”. Naturalmente esiste l’elenco di argomenti sgraditi: politica, sesso, religione, mestruazioni, nazismo, mafia, eccetera. Nel corso degli anni i comici hanno imparato a “pensare televisivamente” a produrre già in fase creativa sketch e monologhi e battute “tv compatibili”.

Gli autori sono stati e sono in prima linea in questa forma di selezione, indirizzata a bloccare ogni contenuto potenzialmente fastidioso. Alcuni di loro sono attivissimi nella satira online, magari poi continuano ad applicare la censura soft tv, senza rendersi conto della contraddizione. Oppure se ne rendono conto benissimo, ma l’Italia è comunque il paese delle “terre di mezzo”, dei “compromessi su tutto”.

Il fatto che la community comica sia così ampia aiuta la censura soft dei contenuti: i cast contano anche 40/50 comici, c’è una rotazione continua, c’è gente che spera di entrare, c’è gente che spera di ritornare. Le persone coinvolte ammontano a molte centinaia, ognuna con un passato (come minimo) di accettazione verso la censura televisiva. Difficile, se non impossibile, aderire alle regole di un ambiente e poi, di colpo, scoprirsi fustigatori del sistema.

Fabrizio Casalino vs Camperisti

Fabrizio Casalino vs Camperisti

IL CASO CASALINO – Zelig è riuscita nell’intento di azzerare ogni “fastidio”, tanto che il Presidente di Mediaset S.p.A., Fedele Confalonieri non ha mai dovuto una sola volta “alzare la cornetta” per esporre anche una sola lamentela.  Un lavoro che, da un lato, si potrebbe definire altamente professionale. Invece Colorado ha registrato il caso clamoroso di Fabrizio Casalino, passato al monologo stand up, che il 16 settembre 2013 se la prese con la categoria dei camperisti, ricevendo una serie di insulti e minacce. La storia è raccontata nel post: Camperisti in rivolta contro Fabrizio CasalinoCasalino era stato in precedenza oggetto di insulti per aver preso di mira i gay (nella figura di quelli che costituivano lo staff di Belen Rodriguez).

Sicuramente l’ottimo Fabrizio si è visto, a mano a mano, ridurre gli spazi come monologhista in favore di sketch meno “pericolosi”. Può essere che la censura tv colpisca nel tempo, emarginando i contenuti più sgraditi, senza mostrare una eccessiva fretta (che sarebbe sospetta). Casalino però non la pensa così, ritiene si sia trattato di semplici scelte editoriali e di turn over dei personaggi.

LA SECONDA LINEA – Pensando male, però, si può immaginare che le “scelte editoriali” costituiscano una seconda linea di censura. Non si creano martiri, ma solo persone di cui pian pianino ci si “scorda il numero di telefono”. Un caso sospetto è quello del comico calabrese Francesco Arno che ha fatto solo poche puntate a Made in Sud, parlando esplicitamente di ndrangheta, per esempio nella puntata del 18 novembre 2013 (guarda qui il video su Rai.TV).

Bisogna darne atto a Francesco Arno: il pezzo è forte, soprattutto quando il tema ndrangheta entra nel vivo del monologo e si intuisce dietro le battute l’indignazione di chi le pronuncia. Si percepisce quasi la tensione, l’idea di un “corpo estraneo” in una trasmissione che resta composta principalmente di personaggi e tormentoni. Voci semiufficiali riportano che Francesco Arno sia stato escluso perché non aveva abbastanza repertorio. Casualmente, però, uno parla di ndrangheta e poi, puf, scompare.

In ogni caso la censura comica italiana raramente è aggressiva (tipo quando ricorre agli “editti bulgari”) in generale è soft, ma molto efficace. 

Ananas Blog (Long May You Run)

Breve storia della censura televisiva comica in Italia

13 Gen

Il grave attentato terroristico che ha colpito il settimanale satirico francese Charlie Hebdo, costringe tutti noi a fare i conti coi temi della libertà di satira, della democrazia, del coraggio e delle conseguenze che si possano pagare. Per prenderla alla lontana, viene in mente che C. H. ha avuto un predecessore nientemeno che nella rivista pornografica Hustler che, oltre a mostrare ogni genere di “patonza”, aveva una forte componente satirica. Vedi per esempio qui sotto:

la copertina di Charlie Hebdo del 13 marzo 2013 e quella di Hustler dell'aprile 1978

la copertina di Charlie Hebdo del 13 marzo 2013 e quella di Hustler dell’aprile 1978

In Charlie Hedbo Gesù chiede di essere schiodato per partecipare all’elezione vaticana altrimenti truccata (vedi qui), in Hustler (aprile 1978) fu raffigurato un coniglietto crocifisso per protestare contro la commercializzazione della pasqua (vedi qui, dal sito Venus Observation).

la famosa copertina con la donna nel tritacarne

la famosa copertina con la donna nel tritacarne

Hustler aveva anche un’anima situazionista e provocatoria. Per esempio una volta pubblicò un annuncio col numero di telefono di un noto politico razzista e la richiesta: “Mi piacciono lunghi e neri”. Il fondatore di Hustler, Larry Flynt (vedi qui Wikipedia) sopravvisse a un attentato da parte di un fanatico della supremazia bianca, aizzato, pare, dall’aver visto una copertina di Hustler con una coppia interraziale. Flynt ebbe anche una serie infinita di guai giudiziari, quasi sempre per l’accusa di oscenità (compresa una condanna a 25 anni annullata grazie a un cavillo legale) e andò spesso in carcere. Continua a leggere

alcune considerazioni su X Love

11 Gen

 

il cast "iniziale" di XLove

il cast “iniziale” di XLove

Mercoledì 8 gennaio, su Italia 1, è andata in onda una puntata di XLove (presentata come “seconda stagione”) realizzando 1.648.000 telespettatori e uno share del 6,98%. Si tratta di uno spin off de Le Iene, con servizi su amore e sesso, alternati a monologhi stand up, con la conduzione di Nina Palmieri. (Qui il live e la recensione su TvBlog). XLove l’avevano trasmessa il 17 febbraio 2014, poi la programmazione era stata sospesa. Le puntate, comunque, erano già state registrate in anticipo.

Gli stand up comedian originariamente erano Pietro Sparacino, Andrea Pucci, Alberto Patrucco, Antonio Ornano, Debora Villa, Annalisa Arione, Maurizio Lastrico, Alessandro Fullin e la guest Frank Matano. A questi si è aggiunta adesso (tenendo presente che le puntate erano già registrate) Diana Del Bufalo, lanciata da Amici, web star e nota per le sue canzoni demenziali con chiuse spesso oscene (vedi qui il famoso “Delfina”) che farà parte del nuovo cast di Colorado. Continua a leggere

attacco alla libertà di satira e di parola, cosa si rischia in Italia?

8 Gen

 

Charb (Stephane Charbonnier) direttore di Charlie Hebdo, uno dei martiri dell'attacco terroristico

Charb (Stephane Charbonnier) direttore di Charlie Hebdo, uno dei martiri dell’attacco terroristico

Un commento di Roberto Pozzi, che inserisco anche qui, pone delle interessanti riflessioni su un tema che, abbiamo scoperto tragicamente, riguarda la libertà di ognuno di noi, il diritto di satira e, finanche, il futuro dell’Europa stessa:

“Ciao amministratore, propongo un dibattito sui limiti della satira, un ricordo per i vignettisti, giornalisti, poliziotti, guardie del corpo, ecc.. morti. Un qualcosa, dai… C’è stata una strage per alcune battute e noi siamo i giullari che davanti al Re sono disposti a farsi tagliare la testa per una risata, tagliente appunto. La situazione è veramente complessa. Ci sono diritti acquisiti da anni di illuminismo e sensibilità diverse, la libertà d’opinione contro la rabbia. Onoriamo i morti in maniera degna. Con una risata sopratutto. C’è tanto senso del ridicolo in tutto quello che è successo ieri. Dall’indizzo sbagliato, al cane che i terroristi hanno fatto scendere dalla macchina, ai documenti lasciati, all’aver freddato un poliziotto dal nome arabo… neanche tutta la redazione di Charlie Hebdò avrebbe immaginato una cosa così assurda. E se penso al fatto che ai martiri gli aspettano 72 vergini quando morranno rido immaginadomi quante di più se ne è scopate da vivo Wolinsky. Con rispetto per tutte le donne, per carità. Perchè sono loro che ci salveranno, visto che “Dio”, in qualsiasi forma viene immaginato, è sempre maschio. Viva la satira.” Continua a leggere

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