attacco alla libertà di satira e di parola, cosa si rischia in Italia?

8 Gen

 

Charb (Stephane Charbonnier) direttore di Charlie Hebdo, uno dei martiri dell'attacco terroristico

Charb (Stephane Charbonnier) direttore di Charlie Hebdo, uno dei martiri dell’attacco terroristico

Un commento di Roberto Pozzi, che inserisco anche qui, pone delle interessanti riflessioni su un tema che, abbiamo scoperto tragicamente, riguarda la libertà di ognuno di noi, il diritto di satira e, finanche, il futuro dell’Europa stessa:

“Ciao amministratore, propongo un dibattito sui limiti della satira, un ricordo per i vignettisti, giornalisti, poliziotti, guardie del corpo, ecc.. morti. Un qualcosa, dai… C’è stata una strage per alcune battute e noi siamo i giullari che davanti al Re sono disposti a farsi tagliare la testa per una risata, tagliente appunto. La situazione è veramente complessa. Ci sono diritti acquisiti da anni di illuminismo e sensibilità diverse, la libertà d’opinione contro la rabbia. Onoriamo i morti in maniera degna. Con una risata sopratutto. C’è tanto senso del ridicolo in tutto quello che è successo ieri. Dall’indizzo sbagliato, al cane che i terroristi hanno fatto scendere dalla macchina, ai documenti lasciati, all’aver freddato un poliziotto dal nome arabo… neanche tutta la redazione di Charlie Hebdò avrebbe immaginato una cosa così assurda. E se penso al fatto che ai martiri gli aspettano 72 vergini quando morranno rido immaginadomi quante di più se ne è scopate da vivo Wolinsky. Con rispetto per tutte le donne, per carità. Perchè sono loro che ci salveranno, visto che “Dio”, in qualsiasi forma viene immaginato, è sempre maschio. Viva la satira.”

La strage di Parigi sorprende e cambia per sempre un dibattito che, qui in Italia, si trascinava stancamente su: “Esistono solo comici che fanno ridere e comici che non fanno ridere”, oppure (mi si perdoni il termine) “sborra sì o sborra no” (se il linguaggio scurrile sia satira o meno). Certo, ci sono i preti pedofili, qualcuno ci ha fatto battute sopra, ma adesso dobbiamo anche renderci conto che il Vaticano e il cattolicesimo sono l’ultimo dei nostri problemi. I guai iniziano altrove. In altre aree meno tolleranti. Saperlo e fermarsi un metro o un chilometro prima diventa un discorso di “opportunità” che può scivolare addirittura nella “paraculaggine”.

Che cosa si rischia in Italia? Quali sono i limiti? Proviamo a fare un breve vademecum? Cominciamo dall’Islam: usare toni dissacranti verso Maometto e la religione islamica e i suoi fanatismi (come hanno fatto gli eroi di Charlie Hebdo) ti pone immediatamente in pericolo di vita. Mafia, camorra ndrangheta. Abbiamo avuto l’esempio eclatante di Peppino Impastato, è stato il nostro martire. Dalle frequenze di Radio Aut denominava il boss mafioso Gaetano Badalamenti “Tano Seduto”. Le sentenze di morte del crimine organizzato italiano, non sono appellabili e non vanno in prescrizione. Certo, non bisogna limitarsi a fare qualche battuta estemporanea, bisogna dare fastidio davvero, esporsi.

Associazioni a delinquere, se in Italia si denuncia qualche malaffare, tramite anche l’arma dell’ironia e della satira, ma andando comunque nel cuore degli avvenimenti, si è immediatamente in pericolo e sono cavoli amarissimi, poiché da noi la mentalità paramafiosa è dominante. Neofascisti e fanatismi vari. Proviamo a trattare i razzisti di casa nostra come idioti tipo nazisti dell’Illinois e, magari, nel tavolino di lato al locale c’è qualcuno di loro. Poi vaglielo a spiegare… Lo scandalo di Roma Capitale ha mostrato come ex terroristi ed ex della banda della Magliana fossero tanto vicino alle istituzioni.

Ecco, questo è ciò che si rischia a livello di incolumità fisica. Ma forse ne esistono altri di soggetti rischiosi.

Roberto Gavelli Amministratore Ananas Blog (Long May You Run)

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8 Risposte to “attacco alla libertà di satira e di parola, cosa si rischia in Italia?”

  1. Ward gennaio 9, 2015 a 11:08 am #

    Di cosa stiamo parlando? Ci siamo (chiedo scusa per il termine) cagati in mano per la paura di non andare in TIVVù!!! Qua è mancato persino il coraggio di sfidare Peppino X, l’autore che non contava niente eppure ci diceva cosa era televisivo e cosa non lo era e ci minacciava di farCi esplodere la carriera. Il califfato da questo fronte non ha niente da temere!!!

  2. STI_CAZZI_UNITI gennaio 8, 2015 a 2:21 pm #

    La libertà ce la siamo tolta noi concedendone parte agli “Altri”. Il fatto accaduto in Francia non è molto diverso da quello che accade in zone di guerra tutti i giorni a bambini e adulti che non professano il culto islamico o a chi invece lo professa in maniera sana. Da una parte o dall’altra ci sono innocenti che muoiono, dato di fatto! I colpevoli restano e resteranno impuniti, finché il popolo rimarrà inchiodato, come me, a scrivere su sto cazzo di tastiera. Certo che di cose schifose in passato ne abbiamo fatte tutti in nome dell’uomo invisibile al quale ognuno da il nome che vuole! Ce la siamo anche un po’ cercata, se pensavate di essere al di fuori di una guerra solo perché a latitudini diverse dal conflitto, vi sbagliavate di grosso! Non esiste libertà di parola ed espressione non c’è mai stata, adesso facciamo quelli che si indignano? Uccidere dei vignettisti, pace all’anima loro, è solo uno dei tanti pretesti per innescare la miccia per una guerra globale dalle regole diverse da quelle canoniche! Poi voi fate tutti i ragionamenti che non servono a nulla: “sborra si sborra no” ma che cazzo c’entra! Fare satira contro Isis, mafia, politici corrotti non serve a un cazzo ma secondo voi basta na vignetta? Dai non facciamo ridere per una volta! Questi non li ferma nessuno, anzi vengono anche finanziati dagli stessi che oggi vi dicono: “siete tutti in pericolo”. Quindi uniamoci alle famiglie dei caduti di tutto il mondo, e speriamo che un asteroide ci colpisca veramente, perché sapere che la Terra è, magari, l’unico pianeta abitabile, su sta cazzo di galassia, abitato da una razza come la nostra mi fa girare il cazzo! Grazie

    • ananasblog gennaio 8, 2015 a 2:26 pm #

      Non basta una vignetta? Dipende, se ti sparano vuol dire che bastava una vignetta, così come bastò una radio libera locale per decretare la morte di Impastato. Poi hai anche ragione sulla guerra globale, se il giornale satirico fosse stato protetto meglio, sarebbero andati ad ammazzare qualcun altro. L’A

      • STI_CAZZI_UNITI gennaio 8, 2015 a 2:43 pm #

        Sì, è bastata per morire! Quando dico “non basta una vignetta” intendo: non basta per fermarli! Una vignetta non spaventa sta gente, una vignetta è una vignetta. Quelli che ammazzano, sono talmente infervorati, da chi del Corano e Maometto non frega un cazzo, che sono disposti ad ammazzare gente così a cazzo solo perché insultano la religione d’appartenenza che ricordo essere azioni di Marketing ben congeniate. Sono solo pretesti! Un po’ come gli Ultras: la partita e la squadra, pretesti per sfogare la rabbia repressa. Prima, te l’ho detto ironizzando sull’asteroide… ma l’unica soluzione è un estinzione di massa!

        • ananasblog gennaio 8, 2015 a 3:16 pm #

          A parte che l’asteroide, se vedi le trasmissioni di Focus (ch 56 del digitale terrestre) sai di cosa parlo, provocherebbe indicibili sofferenze prima di estinguere l’umanità (pioggia di ceneri incandescenti, terremoti, tsunami, abbassamento della temperatura per la spessa velatura del cielo, ere glaciali, carestie, eccetera). Però è possibile che un’azione simile così bestiale finisca per ritorcersi contro il terrorismo islamico, finirà per isolarlo, non lo renderà certo più popolare. Speriamo. L’A

  3. Sincero gennaio 8, 2015 a 1:39 pm #

    Davvero Triste per tutti quei morti…
    Stephane Charbonnier aveva solo 47 anni ed aveva detto di essere”… pronto a morire in piedi piuttosto che rinunziare alla libertà di espressione, tanto non sono sposato, non ho figli, non ho debiti…”.
    Oggi sia i comici che i vignettisti satirici, sui quotidiani ed in TV, non possono parlare liberamente di certi argomenti (Politica, Camorra, Mafia ect) che subito ti fanno fuori (specie in RAI dove comandano i Partiti) e si pensa a mandare in onda solo la comicità scadente per i bimbominkia che non può dare “fastidio” a certe persone…
    Viviamo in una società democratica ma che tanto democratica in realtà non lo è affatto!
    Lo stesso Benigni viene tenuto fuori dalla TV (tranne per parlare della Divina Commedia o dei 10 comandamenti con Ascolti Record) per paura che possa parlare troppo…
    Ci sarebbe molto da dire, ma resta sempre la speranza che le cose possano cambiare o, almeno, migliorare con il tempo grazie a persone come Stephane Charbonnier e tanti altri che sono morti per la LIBERTA’ di espressione.

    • Giancarlo de Biasi gennaio 8, 2015 a 2:00 pm #

      Andiamoci piano. Leggete la storia, prima di parlare e guardate cosa hanno fatto gli occidentali nei loro paesi. Leggete robert fisk cronache mediorientali e poi potete parlare. Queste uccisioni sono pretesti. C è dietro ben altro.

      • Anonimo gennaio 8, 2015 a 2:13 pm #

        Giancarlo de Biasi

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