Breve storia della censura televisiva comica in Italia

13 Gen

Il grave attentato terroristico che ha colpito il settimanale satirico francese Charlie Hebdo, costringe tutti noi a fare i conti coi temi della libertà di satira, della democrazia, del coraggio e delle conseguenze che si possano pagare. Per prenderla alla lontana, viene in mente che C. H. ha avuto un predecessore nientemeno che nella rivista pornografica Hustler che, oltre a mostrare ogni genere di “patonza”, aveva una forte componente satirica. Vedi per esempio qui sotto:

la copertina di Charlie Hebdo del 13 marzo 2013 e quella di Hustler dell'aprile 1978

la copertina di Charlie Hebdo del 13 marzo 2013 e quella di Hustler dell’aprile 1978

In Charlie Hedbo Gesù chiede di essere schiodato per partecipare all’elezione vaticana altrimenti truccata (vedi qui), in Hustler (aprile 1978) fu raffigurato un coniglietto crocifisso per protestare contro la commercializzazione della pasqua (vedi qui, dal sito Venus Observation).

la famosa copertina con la donna nel tritacarne

la famosa copertina con la donna nel tritacarne

Hustler aveva anche un’anima situazionista e provocatoria. Per esempio una volta pubblicò un annuncio col numero di telefono di un noto politico razzista e la richiesta: “Mi piacciono lunghi e neri”. Il fondatore di Hustler, Larry Flynt (vedi qui Wikipedia) sopravvisse a un attentato da parte di un fanatico della supremazia bianca, aizzato, pare, dall’aver visto una copertina di Hustler con una coppia interraziale. Flynt ebbe anche una serie infinita di guai giudiziari, quasi sempre per l’accusa di oscenità (compresa una condanna a 25 anni annullata grazie a un cavillo legale) e andò spesso in carcere.

ZOOM ALL’INDIETRO – Dopo aver parlato di personaggi e situazioni eclatanti, facciamo uno zoom all’indietro nel mondo più modesto della comicità televisiva. Togliamo i casi più noti, come quelli di Daniele Luttazzi, che riguardarono un caso singolo e non l’intera community: qual è stato, in piccolo, il Charlie Hebdo o l’Hustler di noialtri? La risposta è semplice: Ananas Blog. Oltre ciò si registra un primato singolare: negli ultimi 10 anni, non si è quasi sentita una battuta satirica, una presa di posizione, una critica verso l’establishment tv. In questo vuoto Ananas si è mossa in totale libertà, come per esempio (tra i tanti) quando ha paragonato Gino Vignali al Papa (leggi post Gino I° un papato destinato a durare?)

l'irriverenza di Ananas

l’irriverenza di Ananas

Non è che la gente fosse felice del dominio di Zelig (poi con l’aggiunta di Colorado e poi anche di Made in Sud), anzi le lamentele erano continue e circostanziate. Poi tutto finiva lì. La cosa paradossale è che il silenzio continua anche adesso. Per esempio, se in una discussione satirica su Facebook si inserisce una battuta su Zelig o anche Colorado si crea quasi il gelo, spesso è sufficiente ciò a provocare la fine del post. Si fanno battute su tutto, morte di Pino Daniele e Mango compresi, ma non su ciò che ha costituito il potere comico in Italia: un establishment che ha deciso cosa poteva essere detto o no dai cabarettisti: “di religione e politica e sesso non si parla perché non sono argomenti televisivi” (su come ha funzionato questa censura soft si parlerà in un post a parte NDR).  

Purtroppo molti “satirici” del mondo comico hanno alle spalle i 10 anni di silenzio sopra descritti (questa è una contraddizione non da poco) e sono tuttora con contatti più o meno intensi con le “major comiche” o coltivano la speranza di collaborarci. Ecco perché è così difficile fare anche una sola “battuta contro”. Il motivo è semplice e facilmente spiegabile.

Ruben Marosha infiltrato

Ruben Marosha infiltrato

UN EROE DEL SITUAZIONISMO – un uomo in Italia, nel settore cabaret, si è reso protagonista di un gesto di satira e di provocazione degno della miglior tradizione di Hustler e di altre realtà simili: si tratta di Ruben Marosha che si infiltrò in vari laboratori Zelig sotto mentite spoglie. Ne ricavò un reportage che metteva in luce tutti i “mali” dei suddetti laboratori, comprese le bizzarre liberatorie Siae ed Enpals. La storia è raccontata in una serie di post visibili a questo link.

L’azione spericolata di Marosha fu così efficace e penetrante che causò una forte tensione legale tra Ananas Blog e Bananas, l’agenzia di Zelig, poi rientrata (l’Amministratore di questo blog non ha la vocazione alla Larry Flynt). In quel periodo si sarebbero create le condizioni per mettere in regola e sicurezza etica l’intero ambiente, cosa che non è successa, che costituisce a oggi “La Grande Occasione mancata”.

Purtroppo lo stesso Marosha è stato oggetto di alcuni attacchi volti a denigrarlo, come se sminuire la sua persona sminuisse anche il valore di ciò che ha fatto (pretesa assurda). Gli attacchi non arrivano dall’establishment, ma dai comici stessi, cioè quelli che avrebbero dovuto essere i primi a beneficiare di un ambiente più libero ed etico.  

Anche se stiamo parlando di eventi tragici paragonati a situazioni molto meno gravi, è stato proprio ciò che è successo a Charlie Hebdo a rivalutare l’opera di questa persona e a mettere in luce la poca lungimiranza di chi lo ha attaccato. Si possono capire le motivazioni di certi atteggiamenti, ma erano sbagliati.

Viva comunque la libertà!

Ananas Blog (Long May You Run)

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9 Risposte to “Breve storia della censura televisiva comica in Italia”

  1. stelioeffrena luglio 8, 2017 a 1:41 pm #

    Salve. E’ curioso che uno sfruttatore di donne e uomini per fini pornografici faccia la morale per i coniglietti di Pasqua 🙂

  2. Voci gennaio 14, 2015 a 2:48 pm #

    Alcune voci vicine all’ambiente danno Zelig per morto ovvero: non si farà più. Avete notizie certe della cosa? Se fosse vero il cabaret risorgerebbe dalla tomba dove è stato ficcato fin’ora.

    • ananasblog gennaio 14, 2015 a 3:56 pm #

      nessuna voce arrivata qua, la logica vorrebbe che si facesse ancora come alternativa alla disoccupazione di un po’ di persone. L’A

  3. Telespettatore gennaio 14, 2015 a 11:23 am #

    Ruben Marosha s’infiltrò in vari laboratori Zelig ma succede la stessa cosa oggi nel laboratorio di Colorado e nel laboratorio di Made in Sud. A Made in Sud, addirittura, vi sono sempre gli stessi pochi “comici” del Tam Tunnel da anni ed anni, dei quali se ne salvano pochissimi come Nello Iorio e Alessandro Siani, e la gente ha la sensazione sbagliata che in tutto il SUD Italia non esistono altri comici.
    Nelle TV generaliste ormai mandano in onda questi programmi che fanno soldi, soprattutto in tempo di crisi, e solo se fai parte di questi laboratori puoi andare in TV per diventare “noto” alla gente e fare le serate.
    Infatti, se sei veramente bravo da solo non vai da nessuna parte!
    Per questo bisognerebbe togliere dalla TV generalista questi programmi, per non dare più la possibilità ai laboratori di mandare in TV solo chi vogliono loro, visto che con il tempo sono diventati programmi misti tra comici (che ormai intervengono ciascuno solo pochi minuti, soprattutto se dicono sempre le stesse cose) cantanti, ballerini e tanti tanti Ospiti famosi per portare ascolti.
    Che si ritorni, allora, con un programma di Spettacolo come lo era una volta FANTASTICO con bravi conduttori, cantanti, corpo di ballo, Ospiti e pochi comici talentuosi.

  4. Anonimo gennaio 13, 2015 a 2:31 pm #

    Je suis ruben…stampiamo le maglie?!

  5. Satyro gennaio 13, 2015 a 1:15 pm #

    Ma se uno dei più seguiti siti di satira, o perlomeno così amano definirsi, è scritto, organizzato, pubblicato dagli stessi autori Zelig? Siamo alle solite dai.

    • ananasblog gennaio 13, 2015 a 1:21 pm #

      lo so, è una contraddizione di termini. L’A

Trackbacks/Pingbacks

  1. Breve storia della censura televisiva comica in Italia seconda parte | - gennaio 14, 2015

    […] post precedente (leggi qui) si è raccontato di alcune realtà satiriche che hanno rischiato in prima persona, senza paura, […]

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