il Fondo dello Spettacolo, di Davide Colavini: per capire o per riscoprire

16 Feb
Il Fondo dello Spettacolo (copertina)

Il Fondo dello Spettacolo (copertina)

Il Fondo dello Spettacolo è il primo romanzo del comico, attore, autore, regista e amico Davide Colavini. Si tratta di un romanzo di formazione il cui protagonista è Renato Cavazza, “un cabarettista malato di protagonismo timido. Non ha nemmeno tanto talento, ma è determinato alla causa”, preceduto da una bella e sentita prefazione di Enrico Bertolino (Questo Renato Cavazza è il ritratto della mia generazione di comici innamorati del palco…). Già perché Bertolino viene da quel tipo di gavetta, tanto che, tra molte cose giuste, ci rammenta che “Il locale è ciò che ha permesso alla mia generazione di creare quegli anticorpi da renderci capaci di gestire un palco a un matrimonio o di far da scaldapubblico in una festa di paese in piazza”.

Il romanzo non parla solo agli addetti ai lavori, è il resoconto di tante vocazioni lavorative su cui, alla fine, prevarrà quella di far ridere; che si dipana tra amori, lavori improbabili, tecniche di sopravvivenza, rapporti familiari, crisi esistenziali e momenti di esaltazione; passaggi epocali come quello a cavallo tra l’illusione degli anni ’80 e la disillusione degli anni ’90, per poi giungere all’imprevedibile finale.

PERCHE’ LEGGERLO? Il Fondo dello Spettacolo va letto da chi fa parte di questa generazione, a conferma che si è trattato di un periodo glorioso e, per certi versi, irripetibile, ma va letto soprattutto da chi quella generazione se l’è persa, da chi ha saltato dei passaggi, da chi vive nella “modernità comica” in cui è preponderante il “pezzettino tv” e il laboratorio; in cui c’è sempre la sensazione che si salti qualche gradino. All’interno del racconto, troviamo tutta la formazione del comico a partire dalle aperture (nel blog se ne è parlato proprio qui) che sono state la palestra della risata per eccellenza (fare 10 minuti prima del comico più esperto).

Possiamo leggere tutta l’epopea dei locali spesso improbabili, trovati da manager ancora più improbabili (guarda dove ti ho portato…), in cui l’esperienza si fa attraverso situazioni ambientali tremende, flop clamorosi, mancati pagamenti, comitive minacciose affrontate sperando che nessuno ti pesti, locali di lap dance senza audio e senza luce, doppi spettacoli di San Silvestro, pub vuoti  proprio nella sera in cui dovevi provare per la prima volta un’ora di spettacolo (che farai lo stesso davanti a 3 pensionati girati di spalle e un cane) e, all’opposto, il richiamo irresistibile del palco, l’adrenalina delle prime serate riuscite, dei cachet in cui in una botta si prende quanto si guadagnerebbe in un mese e i complimenti di quelli che fin a quel momento avevi visto come idoli.

Il Fondo dello Spettacolo racconta molti passaggi epocali, non solo comici, poiché a Renato Cavazza capita, per esempio, di lavorare nel settore medicale proprio nel periodo della bufera di tangentopoli in cui, complice Poggiolini, nessuno ha più coraggio di acquistare apparecchiature sanitarie oppure di trovare rifugio artistico, ma anche esistenziale, in una radio libera prima che venga assorbita, si sa, da un network più grande. Leggendo si può rivivere la Milano post Derby che era piena zeppi di locali (Bellingereta, Ca’ Bianca, Taverna dei 7 peccati e tanti altri), l’Italia vissuta in viaggio senza navigatore; la tv prima vista come un’opportunità  a portata di “puntata zero” e millantata da producer assurdi, poi supportata dalla prima comicità televisiva, poi travolta dall’ondata lunga del grande successo e della grande popolarità. 

Una delle battute più belle: “Ci sono soldi?”, “Neanche un po’”, “Perfetto, ci sto.” 

Il Fondo dello Spettacolo – di Davide Colavini – Arcipelago Edizioni ISBN 978-88-7695-508-2 (ordinabile in libreria e sul web)

Ananas Blog (Long May You Run)

PS sia nella prefazione di Enrico Bertolino che nel romanzo, la fine di un’epoca si fa coincidere con l’avvento dei laboratori, tema trattato a più riprese in questo blog. Bene, adesso ci sono almeno “tre voci ufficiali” a sostenere la cosa 😉

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3 Risposte to “il Fondo dello Spettacolo, di Davide Colavini: per capire o per riscoprire”

  1. Davide Colavini febbraio 18, 2015 a 6:43 pm #

    Ringrazio Ananasblog per la bella recensione e Dado per i complimenti espressi. Grazie.

  2. dado tedeschi febbraio 16, 2015 a 12:37 pm #

    non l’ho ancora finito, ma ne ho letto abbastanza per capire che è il documento più bello e sincero su quel mondo di cui ho fatto parte e nelle cui briciole cerco di sopravvivere… Certo che con questo libro Davide si farà un bel po’ di amici…

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