Colorado e Made in Sud nella bad company televisiva (34!)

14 Mar

 

18, 18, 18, 34...

18, 18, 18, 34…

Ha destato un certo scalpore, nella puntata di Colorado del 13 marzo, vedere riciclata una vecchia barzelletta gloriosamente interpretata, tanti anni fa, da Gigi Proietti (vedi qui) dove lo sforzo autorale è stato quello di cambiare il numero (da 18 a 34). E pensare che l’autore comico televisivo milanese ha sempre disprezzato le barzellette. Altrettanto scalpore ha suscitato la battuta di Paolo Ruffini sull’unico mestiere che potrebbe fare Puffetta, battuta nel repertorio classico del comico Andrea Vasumi (come sanno tutti gli addetti ai lavori). Sono segnali. Cosa sta succedendo?…

… La novità delle trasmissioni comiche italiane di prima serata sembra essere la seguente: mentre Zelig si sta leccando le ferite e pare in una crisi d’identità da cui non uscirà forse più, le altre due entità minori, cioè Colorado e Made in Sud, stanno scivolando verso quella che proviamo a definire come la “Bad Company Televisiva”, cioè quella tv costruita con criteri solo commerciali, sostanzialmente poco bella o trash e schifata senza speranze dalla critica. Nel calderone possiamo mettere l’Isola dei Famosi, Maria De Filippi, Barbara D’Urso e via discorrendo, ultime arrivate, appunto, Colorado e Made in Sud. 

I criteri commerciali (il ritmo elevatissimo, le gag ripetute all’ossesso, le scalette fatte per acchiappare i target di pubblico più appetibili, la comicità scema e senza contenuti) garantiscono quella riuscita in termini di share che assicura la continuità, fine a se stessa, di un livello che è impossibile da risollevare. È la vittoria totale dei “manager affaristi” sulla “direzione artistica”, l’annientamento di tutte quelle aspirazioni alla qualità che sono insite nel mestiere del comico.  

I veri responsabili del passaggio (epocale) all’affarismo comico senza rimorsi, vale a dire Gino e Michele, hanno conservato, almeno, una pretesa di qualità, una reminescenza degli anni d’oro milanesi, un fantasma di Enzo Iannacci che di notte li andasse a visitare, tirando loro i piedi. Colorado e Made in Sud si sono liberati di queste inibizioni, sono andati oltre, laddove il comico è un genere di consumo, che deve mettersi un buffo costume e sfornare gag a getto continuo. Il pezzo di qualità, con le citazioni colte, con Dante o Ignazio Buttitta o Tonino Guerra non esiste più.

L’affarismo ha spezzato la volontà dei creativi. Ha vinto il più forte, il più determinato (e anche il più anziano), quello che porta a casa i “budget importanti” e che usa gli artisti come semplice forza lavoro. Il cabarettista che non si adegua, che questiona, che mostra qualche forma di velleità, sa molto bene che può essere lasciato a casa da un momento all’altro. La stessa sorte è concessa anche ai più servili, perché il cast dev’essere comunque intercambiabile.

L’autostima, il senso d’indipendenza, la personalità di chi pensa (o si illude) di avere qualcosa da dire è stata indebolita già da tempo dallo tsunami zelighiano. Abbiamo scritto, interpretato, ci siamo mossi come marionette con dentro la mano di Gino Vignali, secondo i voleri e gli input che arrivavano da viale Monza 140, Milano. Colorado e Made in Sud si sono accaniti sui rimasugli di ciò che era ancora in piedi. La neo classe autorale è stata la prima a cedere, alzando la bandiera bianca dei tormentoni e dei giochi di parole, tenendo il David Letterman e i comedian americani nel cuore, raccontandosi la favola che “in Italia va così” per mascherare l’incapacità anche minima di resistenza.

Contro questo andazzo vale la pena di combattere. La gara al ribasso che porta la comicità italiana sempre di più nei bassifondi televisivi non può andare avanti all’infinito. Il mondo esterno manda dei segnali potenti, com’è successo nella “epic fail comica” del festival di San Remo. Porca puttana no!,  verrebbe da obiettare. Il primo gradino per risalire è, ovviamente, rendersi conto del disastro, di come nel giro di pochi anni la tv comica sia diventata parte integrante di una bad company. 

Ananas Blog (Bisognerebbe imparare come si sta al mondo, ma è molto meglio combatterlo)


 

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20 Risposte to “Colorado e Made in Sud nella bad company televisiva (34!)”

  1. indietrotutto marzo 18, 2015 a 10:50 am #

    A proposito di Colorado film..vorrei sottolineare che già nel lontano ’97 ci fu un festival a Merano di numeri zero.. il vincitore riceveva un finanziamento per girarlo . Indovinate a chi andò il premio? Alla Colorado Film..che già allora era ricca e non necessitava certo del premio per finanziare progetti. Ricordo bene che la cosa non fu ben accolta da tutti i partecipanti . Il format si chiamava “giovani,carini e disoccupati” (titolo mutuato dal cinema..un po’ come Zelig..viva l’originalità!) ..ed era il meno originale di tutti. D’altronde..il signor Maurizio Totti ,più che lavorare ad idee e progetti, in quel periodo era molto occupato a frequentare salotti romani gestiti dalla sua “inciuciata” concubina..

    • ananasblog marzo 18, 2015 a 2:57 pm #

      >1997 GIOVANI,CARINI E DISOCCUPATI. Colorado Film – un’ironica inchiesta televisiva su giovani e lavoro: Il programma vince il primo premio al Merano TV festival e viene acquistato e poi trasmesso da RAI 3 ( 4 puntate).

      Pure in Rai glielo hanno preso. Ragazzi, imparate a fare affari! Però adesso vogliamo sapere la storia della presunta Inciuciata concubina… L’A

      AH, un amico capitò dalle parti della Colorado Film, tantissimi anni fa, a presentare un progetto. C’era un ragazzo che veniva usato come tuttofare e, in quel momento, puliva i pavimenti: era Valerio Staffelli

  2. OT: "Ma che bella sorpresa" marzo 16, 2015 a 8:01 pm #

    Maurizio Totti presenta-ma che bella sorpresa-una produzione colorado film-in collaborazione con Medusa film-mediaset premium-in associazione con CR carispezia credit agricole-film riconosciuto di interesse culturale dal Ministero dei beni e delle Attività culturali e del turismo Direzione generale per il cinema (faccione di Bisio e inizia il film acculturato)

    • ananasblog marzo 17, 2015 a 8:47 am #

      Tipica paraculata da Colorado Film. Medusa (coproduttore), banche varie (tax credit e articoli del codice civile sulle associazioni in partecipazione, 2551 e giù di lì), product placement a manetta, uso competente della legge sul cinema (Alessandro Usai, AD Colorado, ne fu uno degli estensori) e per l’interesse culturale basta che ci sia una preponderanza di maestranze, attori, staff, attori italiani (anche un film porno girato a Velletri con gente del posto potrebbe, in teoria…). + tutti i fan di Benvenuti al Sud + tutti i fan di Bisio + tutti i ggiovani fan di Frank Matano e seguaci di youtube + promozione continua su Colorado e su Italia’s got talent, immagini già 20 milioni di euro come minimo (intanto ieri è già scivolato al terzo posto negli incassi e le recensioni sono scadenti). Però se il film va male, sei comunque in pari. Poi inanelli 2 flop tremendi di seguito come Tutto molto belle e Soap opera e ti rendi conto che la paraculaggine non sempre paga. L’A

      • Enrico&Francesco Toti marzo 17, 2015 a 11:02 am #

        Nei titoli di coda compare anche il contributo della regione Lazio, ma il film è ambientato a Napoli. Forse hanno scambiato Toti con Totti, ma sarebbe comunque un errore in quanto è romanista. Faccio notare che Matano compare nel manifesto con Bisio, ma non è protagonista nè comprimario come le attrici, relegate a quadretto. Why? Meriti youtubiani? Inoltre alla prima scena in cui compare si esibisce in battute tipo “che bel culo che tiene quella di scienze”, per continuare con amenità tipo “questo cane è nato da una gang bang”…il Ministero dei beni e delle attività culturali è al corrente di cotanta cultura?

        • ananasblog marzo 17, 2015 a 12:21 pm #

          “Colorado Film riesce anche a prendere anticipi dalla Rai pari a 300.000 euro (per una serie noir); vanta un credito di 141.014 con la Regione Lazio”

          (post: https://ananasblog.wordpress.com/2013/09/02/colorado-film-i-segreti-i-retroscena-i-bilanci/) quindi sono abituati a mungere dalla suddetta regione. Poi capisci come si facciano film senza rischiare troppo.

          Non spariamo a zero su Matano, che riesce, in una sola battuta, a parlare delle problematiche degli animali e quelle relative alla promiscuità sessuale (i cani che fanno gang bang sono sicuramente aizzati da organizzatori privi di scrupoli che traviano la loro natura canina) oppure a coniugare argomenti seriosi (le scienze) con la leggerezza (il culo della prof). L’A

          • Enrico Totti capitano della Lazio marzo 17, 2015 a 1:39 pm #

            segnalo anche lo sketch in cui Matano e Bisio aspettano la fidanzata di Bisio. Matano ha un cane, che ad un certo momento gli sfugge di mano. Bisio lo esorta a riprenderlo ma Matano risponde che “è un cane inutile” e se ne vanno. Per una sciocchezza simile Mazzoli di 105 fu costretto a fare una puntata riparatrice con tanto di associazioni animaliste in studio. Al Ministero invece basta realizzare qualche spot da mandare in estate contro l’abbandono dei cani…sempre a spese nostre! Ricordo che Mattano ha un target giovanile, la scena è altamente diseducativa…ma questa è l’Italia che comici come Pintus sanno stigmatizzare bene nei loro monologhi.

            • ananasblog marzo 17, 2015 a 1:56 pm #

              La gag del cane era una metafora della Libia post Gheddafi, lasciata andare alla deriva dei fondamentalismi e dei signori della guerra. L’A

              • Enrico&Claudio Totti in Renzi+Bisio marzo 17, 2015 a 3:18 pm #

                ac…non ci avevo pensato! Però Gheddafi era amico di Silvio! Stai a vedere che tutto il film è la metafora di Bisio che s’innamora di Silvia/o!!! Si spiegherebbe anche l’annoso problema di quello con il cuore a sinistra e il portafoglio bello gonfio a destra! Adesso mi sento felicemente renziano, grazie Bisio per avermi aperto gli occhi!

                • ananasblog marzo 17, 2015 a 4:30 pm #

                  l’hai capito? Bravo! La gnocca invisibile del film è tipica dell’immaginario berlusconiano: appariscente e inespressiva. L’azione si svolge nella città di Apicella. Bisio limona per interposto bunga bunga (forse il cane figlio di una gang bang è Lele Mora, forse Emilio Fede). L’A

  3. Maury Matt marzo 16, 2015 a 12:26 pm #

    Leggendo continuamente l’involuzione della comicità italiana, non riesco a togliermi la nausea che storce il naso.
    Ad un lab, portando un personaggio con testo inedito da me scritto, ho fatto una battuta che per associazione di pensiero potrebbe fare chiunque, visto che rispecchia la realtà vissuta da molti e a fine serata, dall’autore li presente, mi sono sentito chiedere se l’avevo copiata da internet! (nda. cosa riferita da uno spettatore e riportata all’autore che poi mi ha apostrofato, significa che manco lui sapeva di ciò)
    Inevitabile la mia sorpresa e mi sono autocondannato a non aver preventivamente verificato nel web se c’era qualcosa di simile, di certo l’avrei cambiata, mea culpa dunque, forse era troppo scontata, ma nel contesto personaggio e premessa, funzionava e ha fatto ridere e partire l’applauso.
    Ora leggo che in televisione si plagia spudoratamente comicità storica, come la barzelletta di Proietti inserita anche nel film da lui interpretato e che solo certe generazioni di giovani non potrebbero conoscere, perchè forse non erano ancora nati.
    Mi chiedo, ma gli autori, più che essere alla frutta, sono ridotti alle briciole della tovaglia?

  4. michele davalli marzo 16, 2015 a 10:06 am #

    Comincio a sospettare che molti comici rimangano “televisivi” perchè non hanno un repertorio sufficiente per fare uno spettacolo da soli. Non parlo di 2 ore – 2 ore e mezza con personaggi, imitazioni, canzoncine, balletti e musica, ma dei classici 70 minuti di un normale spettacolo di cabaret.
    La TV, forse, ti dà visibilità, ma rischia di farti identificare in quelle gag da tre minuti.

  5. giorgio marzo 16, 2015 a 7:47 am #

    Fubelli,Impastato,D’ambrosio,Apetta,Graci,ecc ecc. quale comicità?chi andrebbe a vedere un loro spettacolo?Poi c’è Pintus che piace ai bambini, che si portano la zia,che si porta la nonna,che si porta la bisnonna,è stato il primo comico che ha sfruttato la catena di Sant’Antonio per riempire i palazzetti.Un messaggio agli autori;una barzelletta sui carabinieri?dai vi prego!!!!!!!!!!!!

  6. Luca Klobas. marzo 15, 2015 a 7:34 am #

    Sono Totalmente d’accordo con voi.

  7. Sincero marzo 14, 2015 a 6:17 pm #

    COLORADO e MADE IN SUD sono state create solo per fare BUSINESS.
    Oggi basta andare in TV che diventi “noto” e ti cambia la vita in quanto nelle serate si guadagnano cifre molto alte, ti fanno partecipare ai Film, ad inaugurazioni, ect, avendo un’agenda fitta d’impegni serali solo per ripetere sempre le stesse cose già dette in TV ed imparate a memoria, mentre di mattina si va a lavorare, in quanto moltissimi hanno il posto fisso (ci guadagnano tutti dall’Agente alle Agenzie alla società che produce il programma e, naturalmente, i “comici”).
    C’è gente che ha fatto di tutto per andare in TV al Grande Fratello, a Uomini e donne, ed ora si fa di tutto per rimanere a Colorado ed a Made in Sud.
    La gente è disposta a tutto, anche a fare una comicità terra terra, volgare, con vecchie barzellette, con tormentoni, ripetendo sempre le stesse cose, copiando le battute di altri comici/autori, IMITANDO facendosi truccare TALE E QUALE a personaggi che sono i protagonisti di altri programmi televisivi (anche se TALE E QUALE è un altro programma!) con batture sempre molto semplici e che non fanno ridere, ed infatti la gente (bimbominkia) nei social network dicono: sei tale e quale!
    I comici in genere sono sempre gli stessi perchè hanno magari lo stesso agente e agenzia che deve fare business.
    Gli ultimi FILM sono per Colorado “MA CHE BELLA SORPRESA” (con contributo dello STATO), mentre per Made in Sud a breve uscirà il Film “CI DEVO PENSARE” di Francesco Albanese ed alcuni “comici” di made in sud in collaborazione con RAI CINEMA (con contributo dello STATO).
    L’obiettivo è rimanere in TV il più possibile finché gli ascolti sono intorno al 10% per cui si pensa agli OSPITI FAMOSI fino a fare il maggior numero di sketch possibili (anche 40 in una serata) e, sapendo che presto tutto potrebbe finire da un momento all’altro, già si pensa ad altro….
    Si è parlato in questo blog di un REALITY pensato dalla Tunnel distribuzioni sempre con gli stessi “Comici” di Made in Sud e Siani che faranno i tutor ed i giudici come se fossero i migliori comici di tutta Italia!??
    Credo che le TV GENERALISTE dovrebbero SMETTERE di mandare in onda questi programmi commerciali/business per dare spazio a programmi con VERI ARTISTI PROFESSIONISTI!

  8. Alberto marzo 14, 2015 a 6:14 pm #

    Dire che Gino e Michele siano gli artefici della distruzione del sistema televisivo mi pare riduttivo. le TV di Berlusconi sono sempre state così: un’accozzaglia di vuoto assoluto per riempire con qualcosa di inutile il tempo che trascorre tra uno spot e l’altro. I comici si son sempre prestati a questo gioco. Fin dai tempi di telelombardia quando presentavano giochini con adolescenti con magliette trasparenti in fintoprogrammi che erano un carosello continuo. Queste TV hanno rovinato il gusto degli italiani. I due grandi vecchi non hanno fatto altro che guadagnarci sopra. In questo sono stati intelligenti bisogna riconoscerlo.

    • ananasblog marzo 14, 2015 a 6:37 pm #

      sì certo, è vero: noi abbiamo avuto il Berlu 😦

  9. Alessandro Stamera marzo 14, 2015 a 4:45 pm #

    e che dire di impastato che in un solo sketch (quello del fotomodello) ha messo una battuta della cortellesi (rivolta a bisio!) e una di oreglio? sono alla frutta

    • ananasblog marzo 14, 2015 a 4:57 pm #

      Citazione e link please

      • D. P. marzo 15, 2015 a 7:03 pm #

        Nel circuito comico Impastato lo chiamano Copy’ncoll

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