Campus Comedian la serata finale

23 Mag
una foto d'insieme del Campus Comedian

una foto d’insieme del Campus Comedian

Venerdì 22 maggio si è svolta la fase finale di Campus Comedian, il progetto “comico universitario” ideato da Cristian Calabrese in associazione con l’ESU Verona (di cui avevamo parlato qui). Location: la loggia del palazzo Gran Guardia, in piazza Bra, proprio di fronte all’Arena di Verona. Al primo piano c’era in contemporanea una festa universitaria e si è creato quel clima e quell’energia che solo i giovani riescono a produrre (beati loro). I comedian esordienti, che si sono esibiti sul palco dopo un lavoro di selezione, regia scrittura testi, sono: Eskender Roggero, Sofia Dal Molin, Giovanni Andolfatto, Roberta di Franco, Michele Farinati.   

Presente alla serata, posso dire di essere rimasto colpito favorevolmente dall’energia che i ragazzi hanno mostrato sul palco. Nessuno si è impappinato nonostante fosse la prima volta per ognuno di loro. Hanno mostrato una bella dose di incoscienza spensierata. Sicuramente si sono anche divertiti nonostante l’inevitabile tensione.  

Eskender Roggero

Eskender Roggero

Campus Comedian aveva suscitato molte perplessità e alcune polemiche feroci. Sul genere: un “cabarettaro” che nulla ha a che fare con la stand up comedy mette le sue “zampe” sui giovani rovinandoli. Diciamo che non è così. Anche se il monito va sempre ascoltato. Come critica si può dire che i giovani saliti sul palco hanno parlato dei loro problemi (questo va bene) anche se con un po’ troppe battute easy, troppo facili (e questo è da migliorare, come ho detto allo stesso Calabrese dopo lo show e anche agli altri collaboratori: Andrea Zappacosta, Giuseppe Forte, Davide Stefanato e Cesare di Trocchio).

Giovanni Andolfatto

Giovanni Andolfatto

 Quello che penso è che dovremmo evitare la “guerra civile”. Molte polemiche sono eccessive. C’è un’evidente ostilità (spesso nascosta) verso la stand up comedy da parte di tutto il mondo cabarettistico che ha ruotato attorno a Colorado, Zelig, Made in Sud. Allo stesso modo non va messo il marchio negativo a chi non è considerato “duro e puro”. Detto questo, Campus Comedian come progetto lo trovo interessante, poiché ha l’obiettivo di andare oltre queste questioni e di diventare un format televisivo sul mondo universitario.

Roberta di Franco

Roberta di Franco

Dietro le quinte ho espresso le mie opinioni a riguardo a Cristian Calabrese. Abbiamo parlato anche di un mio possibile coinvolgimento come direttore artistico del futuro progetto televisivo.

Sofia Dal Molin

Sofia Dal Molin

Penso che la cosa possa funzionare a patto che resti in ambito universitario e che si rivolga a quel mondo senza troppe contaminazioni esterne.

Michele Farinati

Michele Farinati

Comunque nei prossimi giorni elaborerò le mie “idee a riguardo” in modo che ci si possa ragionare sopra. Un mio coinvolgimento (quindi di riflesso anche di Ananas Blog) farebbe da “garante” per la “eticità” del progetto. Ci metterei la faccia, la firma, la credibilità.

Però adesso diamo merito a Cristian Calabrese di aver realizzato un’idea interessante, rivolta ai giovani che, nella sua fase di esordio è di sicuro riuscita. E l’invasione degli ultra cabarettisti non c’è stata… 😉

Roberto Gavelli amministratore di Ananas Blog

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35 Risposte to “Campus Comedian la serata finale”

  1. Andrea Zappacosta maggio 28, 2015 a 9:42 am #

    Solo una cosa Andrea Pilotto, quell’Andrea che ha commentato non sono io; poi il fatto che tu mi stia sul cazzo è conclamato ma questo è un fatto personale che non merita una parola in più in questo spazio.
    Andrea Zappacosta

    • Andrea Pilotto maggio 28, 2015 a 10:34 am #

      Magari non sei tu, ma è chiaramente uno di voi, istruito ad arte dalle vostre maestranza. Il che rende la cosa ancora più squallida.

      • Andrea Zappacosta maggio 28, 2015 a 11:05 am #

        tu sei malato

        • Andrea Pilotto maggio 28, 2015 a 11:18 am #

          Sarà un caso che ripeta a menadito cose che voi avete già detto sul mio conto alle spalle, da ormai chissà quanto tempo.
          Sarà un caso.
          E sarà un caso anche che tu, l’unica cosa che riesci a fare, è rispondere con gli insulti.
          Mi sembra che tutto si tenga sul filo della logica.

    • Il Grezza maggio 28, 2015 a 2:32 pm #

      Confesso che anche io ne ero quasi certo, dato il tono e i riferimenti.
      Onestamente non so quale Andrea potesse rivolgere quel tipo di accuse, o di allusioni.
      Confesso anche che un po’ ci ero rimasto male.

      Se non sei tu sarà qualche povero vigliacco addentro alla questione (ma che allora evidentemente ne non capisce molto), che vuole seminar zizzania dove davvero non ce n’è bisogno.

  2. Andrea maggio 27, 2015 a 1:36 pm #

    Ogni persona ha ciò che non vuole, e ciò che vorrebbe l’hanno gli altri.

  3. Andrea maggio 27, 2015 a 1:31 pm #

    Prima volta sul palco, questi ragazzi universitari (che presumo diano fastidio) hanno dimostrato una capacità non indifferente. Pilotto loro non hanno fatto il gelo! Sei tu che dovresti fare dell’altro.

    • Andrea Pilotto maggio 27, 2015 a 3:37 pm #

      Attacco ridicolo, becero e qualunquista.
      Grazie a questo commento, si capisce perfettamente chi è che a Verona pratica la guerra civile e chi no.
      Invito tutto l’ambiente comico (Gavelli in prima persona) a prendere le distanze da individui simili, che usano il dileggio pubblico e l’insulto perché privi di qualsiasi argomentazione.
      Con personaggi del genere, non è possibile costruire non dico un piano di collaborazione, ma nemmeno le minime basi per una silenziosa e indifferente convivenza sul territorio.
      Ma nonostante questo, caro Zappacosta (almeno firmati completo, ne hai il coraggio?), ti rispondo puntualmente, com’è sempre mia abitudine.

      I ragazzi universitari non mi danno fastidio affatto.
      Potrei chiamare a raccolta delle testimonianze che potrebbero confermare che sono sempre il primo ad incoraggiare chi comincia, quindi ben vengano gli studenti universitari, parauniveristari, non universitari e pure non studenti.
      Credo però siano nel posto sbagliato. E questa convinzione non me la toglie nessuno.
      Se hanno capacità, ancora una volta: ben vengano. Non sono loro ad essere sbagliati, ma il modo in cui è costruito il progetto.
      Parafrasando Montanini: gente che non ha mai fatto Stand Up pretende di fare da chioccia per giovani che vorrebbero fare Stand Up. Lo trovo ridicolo.
      Potrò dirlo? O dobbiamo sempre finire col “pax et bonum”?

      Sul fatto di fare il gelo, beh… Ammetto che in passato mi è capitato. E penso sia capitato un po’ a tutti.
      Ma mi dispiace per te, caro Zappacosta, il “comico fallito” o il “presuntuoso che dovrebbe altro” (le vostre frecciatine di merda sono arrivate anche al mio orecchio, sappilo) non lo vedi sul palco da più di due anni, e t’assicuro che nel frattempo ha fatto un percorso di crescita non indifferente.
      Ora potrei attaccarti anch’io sul piano della tua qualità comica, ma non lo faccio e ti dico anzi che ho sempre trovato la tua comicità molto interessante e qualitativa. Perché io non sono solito affossare gli altri per farmi bello e cercare un posto al sole. Forse sarebbe il caso che cominciate a farlo anche voi, smetterla con questo assurdo boicottaggio e cominciare a pensare che Verona non è di Calabrese e di riflesso solo vostra (ecco cosa vi da fastidio veramente) ma che esistono anche altre realtà comiche, che si stanno muovendo senza voler prevalere su nessuno e semplicemente per il gusto e la voglia e la necessità di farlo.

      Appena troverò un locale adatto, farò il mio spettacolo completo di un’ora abbondante.
      Non male per un comico fallito o per un comico che dovrebbe fare altro, no?
      Ovviamente, sarete tutti invitati.
      Ovviamente (come fate da anni: mai una volta che siate andati a vedere un altro comico), nessuno di voi verrà.

      Tanti auguri, Zappacosta. E smettila col veleno, che ci sono buone possibilità che invece di sputarlo ti rimanga in bocca e sia tu quello che rimane avvelenato.

      Un bacio dal “Residence Rosiconi”, che riapre quando cazzo gli pare.

      • ananasblog maggio 27, 2015 a 3:51 pm #

        Manco sappiamo se sia Zappacosta… L’A

        • Andrea Pilotto maggio 27, 2015 a 4:08 pm #

          “Sei tu che dovresti fare altro.”
          Lo ripete da tempo alle mie spalle. Apprezzo che si sia esposto per dirlo pubblicamente.
          Apprezzerò di più ancora quanto ammetterà senz’ombra di dubbio di essere lui.

  4. Andrea maggio 27, 2015 a 1:24 pm #

    Eccola qua la riunione condominiale del “Residence Rosiconi”.

  5. Diego Carli maggio 26, 2015 a 2:10 pm #

    Ciao Roberto, tengo a precisare il tuo commento che mi chiama in causa: la risposta “sì, va beh, vediamo” probabilmente è l’interpretazione che hai dato a qualcosa che non ricordo di aver detto ma è colpa mia e della mia memoria. Se l’ho pronunciata o scritta, credimi, non è per snobismo, ma sicuramente riferito al fatto che io personalmente, non organizzo eventi dove possa esserci un qualche coinvolgimento televisivo. Non ne ho le capacità né la struttura fisica e mentale per farlo. Non ricerco sponsor o quant’altro per cui mi troverei impossibilitato al farlo. Poi c’è un certo pragmatismo da parte mia è vero. Ma dettato dall’esperienza avuta. Molti lo sanno, pure Zelig lo sa, che io sono uno che entra ed esce dal mondo del cabaret, questo è un mio punto a sfavore, non lo nego, lo si può intendere come discontinuità, infatti faccio molte cose e diversificate evitando di buttarmi a pesce su una sola tipologia di spettacolo per non farmi coinvolgere in polemiche ma puntualmente mi ci trovo dentro. Sarà il Karma. Non a caso credo nella reincarnazione e dunque rinascerò aragosta in una vasca di un ristorante giapponese. Ho partecipato a diversi progetti, puntate zero, laboratori e quant’altro, con spese più o meno a carico mio; molto tempo fa creai un format teatrale dal titolo Catastrophe, un talk show demenziale che ebbe molto successo di pubblico e di critica, con interventi filmati, video comici e finti ospiti in un momento storico quando i video ancora non spopolavano sulla rete. Una cosa secondo me nuova che mi assorbì un’invernata e che ebbi in cambio? Zero. Economicamente parlando. Ecco perché penso che, vivendo io di questo, devo oramai centellinare tutte le scelte e cercare di monetizzare. Invece rimaneva aperta la porta e ancora rimane, di scambi tra noi di Comicus e la Stand Up di Forlì, questo credo di poterlo affermare, non comporta nessuna risposta tipo “sì, va beh, vediamo”. Parlando di Comicus, noi siamo piccoli e volonterosi, Ci piace farlo per il gusto di farlo, non abbiamo secondi fini, non aspiriamo alla televisione, a primeggiare sugli altri, a proclamare paternità varie, a trasformarlo in un format, ce ne sono tanti, perché un altro? Siamo un gruppo coeso ma i componenti sono autonomi sia per scelte che per indirizzo politico e artistico, non siamo duri e puri, siamo ciò che siamo, l’unico intento è quello di aumentare il live di questo genere. Certo non siamo ai livelli di Satiriasi, per qualità, esperienza maturata e tematiche ma ci divertiamo e questo è l’unico scopo, mantenendo saldo il più possibile lo stile. Comicus ripartirà quest’inverno, con grosse novità, con nuove energie, ripartiremo proprio dal pubblico che ci siamo coltivati e che sa benissimo che abbiamo margini di crescita e vuole vedere i progressi. Il nostro pubblico ci piace perché dopo ogni spettacolo, quasi tutto viene a dirci “stasera siete stati fantastici” oppure “avete fatto proprio cagare”. E ritornano. Penso che questo sia uno degli obbiettivi raggiunti nella passata stagione. Ripartiamo da quello. Tutto qui. Forse come dice Montanini anche noi facciamo parte della schiera dei perdenti, bene così. Per gli addetti ai lavori diciamo solo: “sapete dove trovarci” se vi interessa qui siamo. Questo è il nostro stile. Noi le porte non le chiudiamo a nessuno. Pace e bene a tutti.

    • ananasblog maggio 26, 2015 a 2:39 pm #

      Diego ciao, domani pubblico un post su come vedo la situazione attuale. Ci sarà anche un invito ad agire. Siamo in una fase di passaggio e occorre favorire la transizione.
      Detto questo trovo leggermente contraddittorio il discorso: non abbiamo ambizioni accoppiato alla lamentela del perché non abbia parlato di voi. Se non avete aspirazioni… (Ma io credo le abbiate). L’A

      • Il Grezza maggio 26, 2015 a 5:58 pm #

        Roberto, confondi “avere ambizioni” con “far notare a titolo puramente di cronaca un certo sbilanciamento nel presentare, commentare e dare visibilità (anche se solo ad addetti/interessati del settore)”.

        Se leggo Ananas è perché sono curioso di sapere se ci sono nuove iniziative, gruppi, cose interessanti nel mondo della comicità e mi aspetto che progetti simili vengano trattati allo stesso modo e con cognizione di causa.
        Se nel caso specifico è stata data una certa visibilità ad un progetto e meno ad un altro della stessa zona e in un ambito simile, almeno nei titoli, mi chiedo il perché.
        Da profano si insinuerebbe il dubbio che uno sia meno valido dell’altro, ma da interno alla cosa ho un altro punto di vista.
        E allora mi nasce il sospetto che anche in altre occasioni il blog non sia stato equilibrato nel presentare le cose, che possa aver nascosto, taciuto dei particolari, o delle situazioni, manipolato dei fatti, o semplicemente aver cercato poco della documentazione su quello che trattava.

        Le aspirazioni le abbiamo, ognuno le sue, e non credo di queste si debba rendere conto a nessuno se non a sé stessi.

        Il progetto Comicus nasce per fare qualcosa di diverso e l’obiettivo è stato raggiunto, riuscendo anche a riunire persone, idee e qualità.
        Da questo punto di vista un successone.
        Siamo all’inizio, ma se cresciamo così sono molto ottimista.

        Sulla “faida” veronese non ho nulla da dire: ho già espresso a suo tempo a chi di dovere quello che dovevo.

        • ananasblog maggio 26, 2015 a 7:01 pm #

          ciao, qua si parla di ciò che si può e sfuggono tante cose. Ovvio.
          Cos’hai espresso a chi di dovere a suo tempo? Si può sapere?
          L’A

          • Il Grezza maggio 26, 2015 a 7:44 pm #

            Certamente possono sfuggire molte cose, per carità.
            Infatti si fanno notare, anche in privato, e si spera si prendano le misure del caso 😉

            Ho espresso quello che dovevo e a chi dovevo.
            Ho risposto ad accuse, ho cercato di chiarire e di ragionare con chi era disposto a farlo. Anche pubblicamente.
            Tutto qui.
            Per essere uno che auspica la chiusura delle faide, mi sembri un po’ troppo curioso 😛

            • ananasblog maggio 26, 2015 a 8:48 pm #

              La faida sta rompendo le scatole pure a me. Pensa se ce ne fosse una in ogni città… L’A

      • Diego Carli maggio 26, 2015 a 9:00 pm #

        No Roberto, prendila così, ognuno di noi esprime liberamente le sue opinioni, non sono legate da una direttiva generale, tu ci hai fatto un articolo e ne siamo grati, diciamo che l’aspirazione c’è: prediligere le serate live e incrementarle, pagate, anche poco ma non a rimborso per intenderci, piuttosto che la TV, che non la schifiamo s’intende, non la si va a cercare ecco tutto. Non in questo momento. Manca il Live, il ritorno alla stand up, monologo, cabaret a dir si voglia, quello che pagava. Il locale. A me manca sinceramente, ma sono della “vecchia” generazione”.

        • ananasblog maggio 27, 2015 a 7:43 am #

          Veramente gli articoli su Comicus sono stati 2 e ho pure parlato di Catastrophe (2 volte). L’A

          • Diego Carli maggio 27, 2015 a 5:07 pm #

            Ma infatti anzi. Ringraziare è il minimo. Ho molto apprezzato. Sembra una risposta alla Gianni Morandi ma è sincera. 😉

  6. Giorgio Montanini maggio 26, 2015 a 1:26 pm #

    Di tutto quello che leggo, la cosa più sconcertante è sempre che Calabrese, uno che non ha un monologo su internet ed è irrintracciabile un suo monologo in un tutto il globo terracqueo, stia portando avanti un progetto per nuovi monologhisti.
    Sconcertante.
    Mostri che creano altri mostri.

    • Il Grezza maggio 26, 2015 a 6:01 pm #

      Questo mi fa notare che pure io, che spesso pontifico, ho on-line solo un mini monologo abbastanza semplice preso da una vecchia trasmissione hard 😛

      Vero anche che non ho molte riprese decenti delle tante serate… vedremo di porre rimedio.

      • Diego Carli maggio 26, 2015 a 9:00 pm #

        Il Rimedio c’è. la mia pigrizia nel montarli e pubblicarli on-line: mannaggia a me.

  7. Andrea Pilotto maggio 25, 2015 a 9:37 pm #

    “Ci sono comici che dicono: ‘Io vado ad Edimburgo perché qui in Italia la Stand Up Comedy non viene capita, allora io vado ad Edimburgo perché lì mi capiscono. Io ad Edimburgo ci sono andato, ma a puttane.”

    Questa dichiarazione è stata rilasciata proprio da Cristian Calabrese non più di un mese fa, durante una trasmissione radiofonica (Radio Studio Più, di e con Andrea Catavolo). Può uno che fa una tale dichiarazione prendere le redini di un progetto che basa le sue radici sulla Stand Up Comedy?
    La mia risposta è un categorico no.

    “Sta cosa dello Stand Up mi sta facendo molto ridere… quindi direi che funziona! Daniele per me sei un grande comico a prescindere da ste cazzo di etichette che in questo cazzo di paese dobbiamo sempre dare a ogni cazzo di cosa che si muove cazzo… figa… cazzo. Comici (Stand up, Sister Act, Sit-com, Pop-Up, Don Chuck, Check UP) è l’ora della verità cazzo! Ma quali comici da sti cazzo di Colorado e Zelig … Tutti a fare lo Stand Up … daiii cazzo figa… mettiamo parolacce a cazzo/figa nel monologo di Giacobazzi daiiiiii cazzo/figa. Se mi capiterà di far cagare ad una serata, potro sempre dire: “Ma che cazzo volete… questo è StandUp”. Uno che preferisce rimanere seduto! Vado a magnà un piatto de merda! Ciaoooo se fa pe’ ride cazzo figa… anche un po’ (the) sperma.. se no la merda come la butti giù.”

    Questa dichiarazione è stata rilasciata da Cristian Calabrese sotto forma di commento proprio su questo blog, il 7 dicembre scorso.
    Può uno che fa una tale dichiarazione eccetera eccetera?
    Altro categorico no.

    Stiamo confondendo gli ambiti ed è una cosa che chi fa Stand Up Comedy da anni (io dal 2010, nel mio piccolo) aveva ampiamente previsto. Il problema è che, finché lo fai costruendoti un tuo spettacolo e portandolo in giro, tutto bene, perché sei comunque tu che ti spendi e ci metti la faccia, accettandone le conseguenze.
    Nel progetto “Campus Comedian”, si portano sul palco giovani totalmente digiuni di palco, di comicità in generale e di Stand Up Comedy in particolare. Nella trasmissione sopra citata, viene chiesto ad uno di questi ragazzi di fare qualche battuta e lui risponde che non le farà perché (testuali parole) “me le stanno ancora scrivendo”.
    Mi dispiace, ma da che mondo e mondo, lo Stand Up Comedian è (fondamentale requisito) autore di se stesso e non necessita di autorato alle spalle. Altrimenti siamo ad una sorta di “Zelig sotto nuova forma” – che era poi la mia critica iniziale e che rimane sostanzialmente intatta.
    Aggiungo solo di striscio che gli aspiranti comedians, prima di salire sul palco, sono stati denigrati pubblicamente con video alla stregua di “Provini del Grande Fratello” sulla stessa pagina Facebook del progetto – potete controllare.
    Che credibilità può avere un comedian che è stato precedentemente dileggiato dagli stessi promotori del progetto?

    Ora, noto che “Campus Comedian” diverrà un programma televisivo. Cioè, capiamoci: dei comedian alle primissime armi, che hanno saggiato una sola volta il palcoscenico, vengono gettati in televisione completamente digiuni del mezzo e con un repertorio scarno se non già inesistente.
    Per certi versi, torniamo allo “Zelig sotto nuova forma” – forse più giusto dire Zelig Off.

    Per quanto riguarda le battute “easy”, da quel che mi risulta (nemmeno io ero presente, ma ho sentito più di una fonte al riguardo), sembra che l’abbiano fatta da padrone, e che quindi ciò che è stato proposto è semplice cabaret (con scivolate televisivissime, come doppi sensi e giochi di parole) e non ha nemmeno di striscio le fattezze della Stand Up Comedy.
    La Stand Up Comedy a Verona la fa solo il Comicus.
    Progetto che su questo sito non ha ottenuto le attenzioni di cui invece gode Campus Comedian.
    E non lo dico per invidia (non me ne frega nulla), ma come constatazione di un fatto. Un fatto triste, a mio parere, se poi l’amministratore del blog stesso finisce per dichiararsi futura parte in causa di Campus Comedian.

    Chiudo con una nota personalissima: alla prima dichiarazione riportata là sopra, avevo risposto sulla pagina di Campus Comedian, senza insulti o toni esageratamente polemici, ma semplicemente per elencare punto per punto i luoghi dove la Stand Up Comedy viene fatta in Italia e viene capita eccome.
    Risultato?
    Tempo nemmeno un’ora e il post è stato cancellato e io sono stato bannato dalla pagina (posso solo leggere e non posso più commentare).
    Parliamo di non alimentare guerre civili e poi gli atteggiamenti sono questi.

    In conclusione, aggiungo che spero che la voglia di questi giovani ragazzi di salire sul palco non venga frustrata e rovinata.
    Non ce l’ho con loro. Anzi, mi piacerebbe vederli crescere nel campo comico.

    • ananasblog maggio 25, 2015 a 10:21 pm #

      Andrea ciao,
      vado ripetendo in privato (adesso lo scrivo qui pubblicamente) che ho informato più volte Diego Carli del mio progetto stand up che, se avessero voluto, quelli di Comicus li avrei coinvolti, ricavandone dei “sì, va beh, vediamo”. Ora capirai che con dei “sì, va beh, vediamo” io ho le mani legate. L’attenzione ve l’ho data, ma ho trovato una certa parsimonia nel mettersi in gioco. Per esempio: alla domanda di visionare dei pezzi, scena muta. Non so. Non c’è nulla da mostrare. Metteteci uno scudo crociato democristiano nel vostro simbolo poiché “sì, va beh, vediamo” è fanfaniano, andreottiano, forlaniano, non è un atteggiamento di chi vuole sfidare il mondo a viso aperto. Non faccio polemiche però non accetto neanche lamentele fuori luogo, visto che l’attenzione vi è stata data e vi verrà data ancora in futuro. L’A

      PS auspico anche che la faida veronese giunga a termine perché ha rotto il cazzo. Tutto il mondo che non è Verona ha diritto all’oblio. Il nemico è altrove.

      • Andrea Pilotto maggio 26, 2015 a 12:06 am #

        Sfugge un particolare: noi non ABBIAMO un progetto Stand Up, noi FACCIAMO Stand Up, e il progetto Comicus è quelle cornice che ci sta unendo, professionalmente e umanamente, per continuare a farla.
        Questa è una risposta secondo me sterile e priva di contenuto.
        I pezzi miei ci sono: uno sul mio profilo Facebook, un altro paio su Youtube.
        Le cose le stiamo facendo. Siamo stati a Milano (altra realtà Stand Up di cui non parli mai), Vicenza (città e provincia), Brescia, Mantova, abbiamo collaborato con l’organizzazione del Verona Pride, mettendo in piedi una serata di Stand Up Comedy molto apprezzata.
        Nel progetto Comicus confluiscono Comedians esperti e navigati di grande qualità (lo stesso Diego Carli, Paolo Rozzi, Antonio “Lo Gnollo” Mignolli), altri emergenti (Io, il Grezza, Jack Giacopuzzi, Andrea Saleri), altre esordienti (Arianna Errico, Carla Pol) nonché la più giovane Stand Up Comedienne d’Italia (Sofia Gottardi, appena maggiorenne.
        Non ho visto un solo accenno a tutti questo, quindi non si tratta di eventuali coinvolgimenti in altri progetti, si tratta di dare la stessa luce che hai dato a Campus Comedian anche al nostro, di progetto.
        Non è stato fatto. Ripeto: pazienza, la mia non è invidia, ma va comunque sottolineato.
        L’esperienza Comicus si muove senza sponsorizzazioni, le spese del teatro ce le siamo pagate fino all’ultimo centesimo, abbiamo portato le esperienze al di fuori del territorio veronese.
        Perché non parlarne?
        Sorge il sospetto che non se ne parli perché il progetto Comicus non risulta funzionale a qualcosa che possa coinvolgere direttamente. E questo dispiace, perché le cose fatte in autonomia, in questo ambiente, continuano ad essere ignorate.
        Ci sono altre realtà di cui su questo blog non si parla con lo stesso entusiasmo e la stessa copertura di Campus Comedian. Un progetto, quello di Calabrese, che al momento non è nulla, mentre (solo parlando del Comicus), con esso si sono prodotte:

        1. cinque serate al Teatro Scientifico a Verona;
        2. due serate nell’ambito del Verona Pride;
        3. due serate in quel di Milano grazie alla collaborazione con i Melamarcia e il locale Panino ‘900;
        4. una serata al CSO Leoncavallo di Milano;
        5. due serate al Circolo Arci Paz di Milano;
        6. una serata al Circolo Arci La Mesa di Montecchio Maggiore (Vicenza);
        7. tre serate al Circolo Arci Caffè Letterario di Brescia, grazie alla collaborazione con i ragazzi dell’Ateosauro.

        Un totale di sedici serate – ed è probabile me ne sia sfuggita una o due per strada, nell’elencare. Comicus è una realtà, piccola ed in itinere, ma che si sta muovendo (e che molte altre situazioni ha in cantiere).
        Però si parla di Campus Comedian, che ha prodotto solo una serie di provini ed una sola serata. E già si parla di programma televisivo – ed è qui, probabilmente, il nocciolo della questione.
        Ma va bene, non importa, noi andiamo avanti. Satriasi ha dimostrato che il lavoro paga. E noi seguiremo quel modus operandi, cercando nel frattempo di migliorarci e crescere artisticamente.

        Per quanto riguarda la faida veronese, è solo successo che io (parlo personalmente, poi altri interverranno se lo vorranno fare) mi sono rotto il cazzo (come dici tu) di prendere schiaffi senza aver fatto nulla e, nel contesto, porgere l’altra guancia. Non sono cattivo ma so diventarlo.

        • Andrea Pilotto maggio 26, 2015 a 12:21 am #

          Tra i comici emergenti, ho tralasciato un fine umorista come Roberto Serafini.

        • ananasblog maggio 26, 2015 a 7:56 am #

          però vai agli Zelig Lab

          • Andrea Pilotto maggio 26, 2015 a 11:41 am #

            Ho fatto quattro serate dello Zelig Lab di Mogliano, dopodiché ho smesso per non metterci più piede – cosa che vale anche per il futuro.
            A fronte, ho fatto un 20-25 serate di Stand Up Comedy. I numeri parlano chiaro in quanto ad intenzione artistica.
            E comunque, a fronte di mezza pagina di commento, con tanto di dati e riferimenti precisi, m’aspettavo un commento più continente e articolato.
            Ho capito: fin da subito lavoravi al progetto di Calabrese sotto traccia, ne sei parte in causa completamente e della altre realtà di Stand Up (che, chi più chi meno, t’hanno rimbalzato) non ti frega niente.
            Ottimo.
            Ma diciamo esplicitamente almeno.

            • ananasblog maggio 26, 2015 a 12:13 pm #

              Andrea, non ho interessi nei progetti di Calabrese. Se qualcuno vuole coinvolgermi in qualcosa valuto serenamente e alla luce del sole. Su Campus Comedian ho la mia idea indipendente così come ce l’ho su tante altre cose.
              I riferimenti su cosa ha scritto lo stesso Calabrese hanno un valore relativo. Dopo un po’ scatta la prescrizione. Io stesso sono in rapporti di amicizia con gente che ha scritto e detto cose tremende su di me e su Ananas Blog. Bisogna andare oltre.
              L’A

  8. Sincero maggio 24, 2015 a 9:26 am #

    Finalmente un progetto nuovo che da spazio ai giovani. Era ora!

  9. Curioso maggio 23, 2015 a 12:07 pm #

    Ma tu c’eri caro amministratore? Da come scrivi non pare proprio.

    • ananasblog maggio 23, 2015 a 1:57 pm #

      e tu dov’eri? 😉

      • Curioso maggio 24, 2015 a 11:12 am #

        Hai già dato la tua risposta.

        • ananasblog maggio 24, 2015 a 11:33 am #

          Allora adesso esprimi un tuo parere. Come ho scritto, l’idea può prendere una strada positiva o, come tutte le cose, può anche peggiorare. Dipende da chi ci mette mano. L’A

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