un anno o per sempre senza Zelig

9 Lug
"you just turned your back on the crowd"

“you just turned your back on the crowd”

La notizia della “fine di Zelig” è rimbalzata sui social network facendo venire a galla ciò che alcuni addetti ai lavori sanno già da tempo: esiste un sentimento anti zelighiano che è profondo, diffuso, viscerale. Veramente sappiamo che Zelig non è contemplata nei palinsesti Mediaset per il 2015, il che significherebbe come minimo un anno stop. Oppure la fine. Oppure un nuovo inizio altrove o sotto altre forme. A dare “fuoco alle polveri” è stato un articolo satirico di Stefano Disegni su Il Fatto Quotidiano (qui riportato da Dagospia).

“… Termina la feroce dittatura che per diciotto lunghi anni ha imposto nel nostro paese la plumbea comicità monocratica a base di tormentoni e una-battuta-ogni-sei-parole, guai ai sovversivi che pretendevano di elaborare stili non graditi al Regime o tentare un cazzo di monologo che durasse più di tre minuti compresi gli applausi…”

Il primo dell’ambiente a prendere posizione ufficiale è stato Cesare Gallarini con un post dai toni molto duri su Facebook che, nei commenti, ha aperto la stura a tutti i sentimenti anti zelighiani. Si segnalano poi i post di Pietro Sparacino, vedi sua pagina FB (Riusciranno i comici dei laboratori Zelig, che hanno sempre lavorato gratis, a sopravvivere senza quello che non hanno mai guadagnato?) e  di Giorgio Montanini, vedi sua pagina FB (Non è una notizia bella in sé, il fatto che chiuda lascia quasi uno strascico malinconico. La notizia bella è che la comicità nazional popolare, se fatta male e in modo banale e reazionario, non incontra più il gusto del grande pubblico.)

Detto questo calcoliamo a grandi linee le conseguenze economiche della chiusura di Zelig/trasmissione. Un anno senza produzioni televisive significa fare a meno di un fatturato di un 5 milioni di euro. Aggiungiamoci un altro milione di indotto (spot, telepromozioni, convention) e arriviamo a 6. Per un settore già in crisi 6 milioni di euro in meno non sono una bellissima notizia. Certo, distribuiti male, con creste enormi per pochi e briciole per quasi tutti altri, ma si tratta pur sempre di soldi e lavoro in meno per tutti.

Bisogna anche considerare la perdita di posti di lavoro, vedi per esempio i dipendenti di Bananas SRL e dei disagi economici di chi, comico o autore, “paga il mutuo” coi cachet televisivi che, spesso sono vergognosamente bassi, ma fanno comunque comodo. Per non parlare di tutte le figure di contorno (costumiste, truccatrici, cameraman) che, seppur spesso un po’ troppo “a progetto”, comunque trovano nella trasmissione  una fonte di lavoro. Insomma, dal lato economico non sarebbe una bella cosa. Se qualcuno avesse creato qualcosa di equivalente, ma di maggior qualità, ci sarebbe stata una rottamazione perfetta. Non è andata così.

Detto questo, ripartiamo dai sentimenti anti zelighiani: chi fa parte ancora della famiglia Zelig, a partire da Gino e Michele, dovrebbe tenerne conto. Una volta il marchio era potentissimo e si poteva “governare” fregandosene dei “sondaggi sfavorevoli” e della profonda impopolarità (era molto forte anche allora).

Può essere che il calcolo sia quello dell’ennesimo ritorno al passato: se torna Claudio Bisio (IGT non è andata benissimo) e se nel frattempo escono fuori alcuni fenomeni (il mito dei talent scout infallibili), torneremo quasi forti come prima. Con questo miraggio, si imporrebbe un lunghissimo periodo di lavoro gratuito e di stand by e di laboratori finalizzati a cosa? Non si sa.

In questi lunghi anni di recessione della comicità non c’è mai stato un piano b. Gino e Michele hanno sempre avuto il controllo creativo, lasciando le “briciole” ai sottoposti, scelti per le loro caratteristiche di carisma opaco e tendenza alla vita da mediani. La dirigenza non è mai stata “sfidata” da qualcuno che potesse prendere il controllo creativo i Zelig, rinnovandolo.

“Rinnovamento” potrebbe essere la parola magica. Non si sa come, però, visto che il tormentone e la battuta ogni 10 secondi sembrano aver incartapecorito la creatività, soprattutto reso impossibile qualsiasi sbocco importante nelle serie tv, a teatro, al cinema (Ho letto la sceneggiatura di Jurassic World, mettici più battute!).

Un anno di stop potrebbe rendere tutti noi più obsoleti. A ottobre in Italia sbarca Netflix, intanto gli utenti si sposteranno sempre di più verso altre piattaforme rispetto a quelle televisive di prima serata e Demasiado Corazon potrebbe suonare nel vuoto dell’indifferenza.

Ananas Blog

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19 Risposte to “un anno o per sempre senza Zelig”

  1. Sincero luglio 9, 2015 a 1:58 pm #

    E’ solo questione di tempo e questo Format di Zelig, copiato da Colorado e Made in Sud, sarà cancellato dai palinsesti televisivi di tutte le reti tv generaliste.
    Ci vuole un nuovo programma con un nuovo Format di QUALITA’ per dare lavoro a tanti e nuovi artisti (la TV dev’essere una vetrina per far vedere le proprie qualità e mettersi sul mercato, come hanno fatto in passato i grandi Artisti come Sordi, Troisi, Benigni, Verdone ect., e non è un “posto Fisso” facendo sempre le stesse cose da anni ed anni) ed offrire ai Telespettatori un programma comico che faccia ridere, sorridere ed anche riflettere…
    Devono dare nuovamente spazio alla Satira ed eliminare le battute terra terra, le volgarità, i tormentoni ed il parlare sgrammaticato che danno solo un brutto esempio ai giovani di oggi!
    L’Italia è famosa in tutto il Mondo come il paese della Cultura in tutte le arti (Es:con De Sica, Totò, Troisi, Benigni, De Filippo ect), e non è un caso che un comico/artista come Benigni ha voluto parlare in tv di Dante Alighieri, come famose sono le canzoni napoletane (lingua napoletana) ect, mentre da anni questi programmi rappresentano il contrario di quello che hanno offerto al pubblico italiano ed internazionale i bravi e veri artisti Italiani del passato.
    Q U A L I T A’!

    • Kid luglio 9, 2015 a 2:15 pm #

      … ma Totò della sgrammaticatura e dei tormentoni ne ha fatto un marchio di fabbrica ( A prescindere, oibò, badi come parla) Indubbiamente comico meraviglioso ma rivalutato post moretem. I suoi contemporanei lo consideravano un comico di serie B. Per quanto riguarda Troisi ( a me piaceva) ma anche qui, molti ne contestavano l’incomprensibilità del linguaggio. E Benigni è stato più volte tacciato di volgarità gratuita, come nel 2009 in occasione della sua partecipazione a San Remo in cui attaccò la canzone di Iva Zanicchi precedendone addirittura l’esibizione e danneggiandola non poco nella competizione o come nel celebre numero dello sventrapapere. A Zelig mi pare che siano sempre stati molto attenti al linguaggio, fatte eccezione forse per quanto riguarda Checco Zalone.

      • Kid luglio 9, 2015 a 2:24 pm #

        Amarcord

      • Sincero luglio 9, 2015 a 3:16 pm #

        Non puoi paragonare Totò ed i suoi film con quello scempio che stanno facendo in questi programmi e/o i loro film!
        Troisi parlava la LINGUA NAPOLETANA e piaceva comunque a tutti e faceva ridere anche solo con l’espressione del viso (ES: Fratello ricordati che devi morire! Ehh ….adesso me lo segno..).
        Benigni all’inizio ha rappresentato la pungente comicità/SATIRA toscana, usando termini diciamo “volgari” ma che fanno parte della lingua Italiana (vedi dizionario), parlando di POLITICA, RELIGIONE, SESSO, MAFIA, DONNA, UOMO ect. Ed oggi che fanno con parrucche, tormentoni di 2/3 parole senza significato, sketch di 3 minuti alla velocità della luce…..
        Per Sanremo ritengo che abbia fatto più danni SIANI prendendo in giro in Eurovisione un Bambino obeso favorendo il BULLISMO.
        Tutti loro (Totò, Troisi, Benigni) sono stati e/o sono dei grandi ARTISTI e rimarranno nella storia per sempre, e con il tempo sono cambiati ed hanno offerto al pubblico sempre cose nuove, mentre in questi programmi da anni fanno sempre le stesse cose….
        NON C’E’ PARAGONE!!!!

  2. Kid luglio 9, 2015 a 12:54 pm #

    Secondo me in tutta questa storia di Zelig ce la si piglia con le persone sbagliate. Quelli di Zelig non sono causa di nessun tipo di decadimento culturale del comico. L’azienda Zelig o Bananas ha tutto il diritto di scegliere chi fare lavorare in casa propria, assecondando il proprio gusto e intuito con l’intento finale di ottenere un prodotto finale soddisfacente. Ottenuto il loro prodotto lo vendono! La Causa di un decadimento culturale di qual si voglia natura non è determinato da chi vende ma da chi compra e distribuisce! Sono gli editori che scelgono di mettere in onda questa o quella proposta. Per quanto riguarda i 18 anni di tirannia e strapotere è innegabile che altre proposte forti non ci siano state su altri canali e non parlo delle reti Mediaset che per motivi di equilibri aziendali possano aver privilegiato Zelig in quanto in onda sulla rete ammiraglia, ma della Rai, di la 7, e via dicendo (Mi riferisco ai canali in chiaro) Concludo segnalando una cosa agli imperversanti Stand Up Comedians: Stand Up Comedians Non vuol dire essere arroganti ne antipatici e parlare male dei colleghi è proprio brutto costume, sempre. Pensate a fare ridere senza rinforzi sonori, miglioratevi tecnicamente che il ritmo voi non sapete neanche dove sta di casa, siete lenti e poco sincopati , questo tecnicamente.

    • Kid luglio 9, 2015 a 1:00 pm #

      P.S. Gli editori non vengono mai accusati mi chiedo il perché? Troppo rischioso?

      • ananasblog luglio 9, 2015 a 1:04 pm #

        Gli editori hanno le loro colpe, ma credo che manco sappiano cosa succeda nel campo della comicità. Pensano che gli sketch televisivi siano inesauribili (vedi cosa è successo con Made in Sud, replica di se stessa all’infinito). L’A

        • Kid luglio 9, 2015 a 1:22 pm #

          Secondo me sono gli unici ad averne. L’artista cerca di lavorare sempre al meglio nessuno si cimenta in qualche cosa con l’intento di fare una porcheria.

          • Kid luglio 9, 2015 a 1:25 pm #

            Quelli di Zelig pure credo. Fanno le loro scelte ma cercando di ottenere il meglio. Se poi non piace hanno mancato il bersaglio, ma l’intento era di fare centro.

            • ananasblog luglio 9, 2015 a 2:18 pm #

              Dipende. Chi ha lavorato in tv sa quanto velocemente si cedano i propri obiettivi iniziali. L’A

  3. Alessandro Stamera luglio 9, 2015 a 10:17 am #

    Be quelli che ci rimettono sono i comici: cameraman, truccatori e così possono trovare lavoro in altre trasmissioni Mediaset (a primavera dovrebbe tornare Ciao Darwin…) Oppure anche quelli sono pagati da Bananas?

  4. hanno fatto luglio 9, 2015 a 9:55 am #

    gino e michele hanno fatto abbastanza denaro. A loro non gliene può fregar di meno dei tecnici, truccatori, comici ecc… Hanno fatto la rapina e adesso scappano col bottino e poi sono vecchi, il loro tempo è passato. Non possono più fare soldi con le battute di altri o a fare scalette e il web per loro è come l’accendino per un selvaggio. Verranno ricordati come la più grossa bufale di questi tempi.Due bufale piene di soldi

    • ananasblog luglio 9, 2015 a 10:10 am #

      La questione economica è scivolosa: è vero che chi guida la macchina non subisce alcun danno se la macchina fonde il motore e non riparte. L’A

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  1. Zelig tanto tempo fa… e l’anima divisa in due | - agosto 27, 2015

    […] hanno manifestato soddisfazione alla notizia della scomparsa di Zelig dai palinsesti Mediaset (leggi qua). Questa pagina serve a riequilibrare un po’ le […]

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