sterilità creativa: la versione di Totti

13 Lug
Maurizio Totti (da Dagospia)

Maurizio Totti (da Dagospia)

Non si fa in tempo a dire come la comicità italiana sia diventata un po’ sterile  in tutti i settori “nobili”, cinema compreso, causa “monocultura di produzione sketch televisivi” (leggi qui) che arriva una conferma indiretta da parte di Maurizio Totti, patron della Colorado Film e produttore di tutte le edizioni di Colorado. L’occasione è un’intervista rilasciata a Malcom Pagani per il Fatto Quotidiano, riportata da Dagospia (leggi qui). Totti è secondo solo a Gino Vignali in quanto a pragmatismo manageriale (la Colorado Film non ha debiti con le banche). Leggendolo, si imparano un sacco di cose. L’intervista è una difesa dei “remake” nei confronti delle “idee originali”:

Negli ultimi tempi ho prodotto tre remake e due film originali. Con i primi ho incassato 30 milioni di euro. Con i secondi 3. Se qualcuno mi spiega che delitto compio con il remake sono pronto a discuterne.” (dovrebbe riferirsi ai remake: La peggiore settimana della mia vita, Fuga di cervelli e Che bella sorpresa; mentre le idee originali fallite sarebbero: Soap Opera e Tutto molto bello NDR). Si potrebbe aggiungere, facendo una battuta, che anche Colorado è un remake di Zelig e ha funzionato

Esisterebbe, quindi, un Paolo Ruffini sensato che si affida al remake trionfando (Fuga di cervelli) e uno stesso Paolo Ruffini insensato che osa fare il film che “aveva in mente lui”, fallendo (Tutto molto bello). Sull’onda è annunciato Belli di Papà, con Diego Abatantuono, Francesco Facchinetti, Andrea Pisani (Panpers) regia di Guido Chiesa, remake del messicano Nosotros los nobles. La difesa tottiana del “rifacimento” è appassionata, mentre il regista che  partorisce idee originali che scrive e dirige da solo ha prodotto:

“Una serie di film che non hanno lasciato nessun segno né raggiunto nessuno degli obiettivi economici previsti. Nel cinema, la produzione è un mestiere che si propone di conseguire un risultato anche economico. Non c’è niente di male. Niente di cui scusarsi. Sono un produttore, non un filantropo. ”  

Ovvio, il produttore deve guadagnarci, anche se il dubbio è che magari siano state scelte le “idee originali” sbagliate o siano state sviluppate male. In fin dei conti, le due realtà che hanno macinato una valanga di idee (Zelig e Colorado) un’alluvione di sketch, uno tsunami di comici, per quel che riguarda il cinema sono rimaste ferme al palo (anche nelle serie tv, nelle web serie, nelle sitcom). Solo col calcolo delle probabilità avrebbero dovuto venir fuori, non diciamo 10 fenomeni mondiali alla Monty Pyhton, ma almeno 3 o 4. La più grande spremitura a freddo di comicità di tutti i tempi sembra finita quasi nel nulla.  

Ananas Blog

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9 Risposte to “sterilità creativa: la versione di Totti”

  1. il nomade luglio 14, 2015 a 7:49 am #

    inerente al tema “mancanza di idee” segnalo la video parodia (triste) dei panpers su andrea diprè. E’ interessante notare come due personaggi televisivi di un programma in prima serata si “abbassino” a parodiare un personaggio che fino a qualche anno fa era presente solo nel circuito delle reti private e che ora è il re del trash su youtube. Il sorpasso youtube>televisione si è realizzato? probabilmente sì, oltre a dio è morta pure la tv

    • ananasblog luglio 14, 2015 a 9:44 am #

      Non esageriamo. La parodia di Di Prè rischia comunque di essere più soft dell’originale, adesso la guardo. L’A
      PS visto, è una canzone invettiva. Non abbiamo bisogno di questo trash, ora mettiti im c**o la chitarra di Slash (una delle rime più estemporanee mai sentite)

      • il nomade luglio 14, 2015 a 10:56 am #

        no, ti sbagli, rasentiamo l’istigazione a reato, io non ci vedo diritto di satira… per cosa? per mendicare qualche iscritto in piu’ al canale? cmq fatti loro, non vorrei che a diprè capitasse davvero qualcosa, i ragazzini moderni fanno fatica a discernere tra finzione da videogames e realtà, forse anche i panpers

  2. Sincero luglio 13, 2015 a 10:57 am #

    Fantasia 0!
    Continueranno a Copiare con i remake e fare comicità terra terra finché incasseranno milioni di euro e tutto finirà quando le TV generaliste smetteranno di mandarli in onda, perché è solo la notorietà della TV che li fa incassare. Una volta che saranno rimpiazzati da altri programmi ed altre persone torneranno a fare quello hanno sempre fatto (niente), perché un vero artista/i basta farsi conoscere in TV anche solo per poche puntate in qualche trasmissione per cominciare la propria carriera lontano dalla TV, ma con film originali e spettacoli originali.
    Oggi non si fa altro che copiare, copiare e copiare!

  3. Rosa luglio 13, 2015 a 10:01 am #

    Possiamo affermare il fatto che difendere i risultati delle produzioni “remake” di film comici e’ sintomo che il Totti, di comicita non ne capisce un’emerita cippa?

Trackbacks/Pingbacks

  1. Se Checco Zalone poi avesse seguito i consigli di Michele e di Maurizio | - gennaio 18, 2016

    […] dato da un altro manager esperto dal nome familiare: non Michele ma Maurizio (Totti NDR). Egli (leggi qui) ha teorizzato l’uso nel cinema dei remake (rifacimenti) che sarebbero molto più redditizi […]

  2. Colorado seconda puntata 21 ottobre 2015 | - ottobre 22, 2015

    […] se adesso sembra un po’ usurato, tanto da puntare solo su remake e non su opere originali (leggi qui sulla sterilità creativa del progetto). Max Cavallari il Minions. Valeria Graci Federica […]

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