Archivio | settembre, 2015

Zelig i piani di riscossa televisiva devono essere trasparenti

28 Set
riscossa?

riscossa?

Questo articolo potrebbe costituire un “dialogo tra sordi” visto che ha come tema la maggiore trasparenza che Zelig dovrebbe applicare verso i comici. Veniamo da anni di sfruttamento e di successo televisivo. Lo sfruttamento avveniva grazie alla poca trasparenza e consentiva di spremere all’ultima goccia le persone, soprattutto tenendole nel mistero (leggi qui) e tenendole legate ai laboratori tramite l’uso disinvolto delle liberatorie (leggi qui). Lo sfruttamento provocava “parassitismo” (tu sgobbi, io faccio il selezionatore) e produceva “sterilità creativa”. Ananas Blog ha trattato a lungo il problema sperando di indurre un’inversione di rotta (qui una serie di post a tema). L’obiettivo era di migliorare l’intera scena italiana che, com’era prevedibile, stava andando verso il declino.

Adesso i tempi sono cambiati. Zelig televisivamente è in crisi dopo i flop della gestione post Bisio. Poi si sono aggiunti altri fattori negativi: il mancato rinnovo con Mediaset (irreversibile) e la fuga di Claudio Bisio verso le produzioni Sky / Fremantle. Claudio era forse atteso come messia di una futura riscossa, ma è andata diversamente. Queste sono questioni tecniche, poiché un gruppo creativo può sempre continuare a trovare idee nuove e a lavorare ad altri progetti. A quanto pare i progetti di riscossa televisiva ci sono.  Il direttore artistico Giancarlo Bozzo è tra quelli in prima linea per far ripartire la macchina comica zelighiana.

Purtroppo il bubbone, la malattia che ha portato al declino continua a persistere. Si chiama ancora poca trasparenza, che genera mistero, che produce sfruttamento, che genera parassitismo, che produce “nessuna idea originale”. Zelig, come minimo, e anche in riparazione agli “errori del passato” dovrebbe fare un discorso chiaro ai comici: A) dire con chiarezza quale sia la situazione televisiva, B) esporre onestamente quali siano i progetti in corso, C) raccontare con precisione di cosa ci sia bisogno, D) coinvolgere solo chi può essere coinvolto nei suddetti progetti, solo con ciò che interessa davvero.

In questo modo il bubbone verrebbe reciso e ci sarebbe un futuro.

quando Zelig Off tornerà...

quando Zelig Off tornerà…

Purtroppo, almeno nella COMUNICAZIONE UFFICIALE le cose rimangono ancorate al passato. Per esempio, sul sito di Area Zelig, il 30 settembre è annunciata una serata di Zelig in Progress, che non ha nulla da invidiare alle “serate tritacarne” dei bei tempi, in cui ci si vanta della presenza di 40 e più comici:

“Insomma, ancora una volta allo Zelig Cabaret di viale Monza 140 se ne vedranno delle belle!In passerella “vecchie glorie”…e volti nuovi del cabaret, comici ancora da conoscere questo è vero, ma assicurano dalla sala regia, pur sempre i migliori cabarettisti provenienti da tutta Italia, isole comprese, che chiedono di poter avere anche loro una chance per mettersi in gioco col meglio della loro comicità proiettati verso la nuova stagione televisiva.
Anche se alla fine non tutti lasceranno il segno.”
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Colorado: tristeza de Luca e Paolo (i promo)

25 Set
Uno dei due promo di Colorado con Luca e Paolo, all'insegna dell'ironia malinconica

Uno dei due promo di Colorado con Luca e Paolo, all’insegna dell’ironia malinconica

Si sta avvicinando la stagione autunnale di Colorado, condotta da Luca e Paolo per 8 puntate. Le prime registrazioni il 12 e 13 ottobre presso i tradizionali Le Robinie Studios (qui su Ticket One). Sono usciti due promo, caricati anche su Facebook nei quali, intelligentemente, Luca e Paolo usano l’ironia di chi sembrerebbe essere finito lì controvoglia. Nel primo (vedi qui) Luca Bizzarri conduce attraverso lo “studio pop” di Colorado un Paolo Kessisoglu bendato, il quale si chiede quale grande show abbiano loro affidato, forse Grande Fratello? La verità scatena la delusione.

Luca fa quello che cerca di credersi, Paolo il totale disilluso

Luca fa quello che cerca di credersi, Paolo il totale disilluso

Nel secondo promo (vedi qui) Paolo, incassata la notizia, chiede almeno un’orchestra di 40 elementi (ma gliene danno 3) e il sipario di velluto (ma è in lamiera). Luca recita la parte di quello che cerca di crederci, ma neppure lui è convinto. Lo stile era l’unico possibile, infatti Luca e Paolo sembrerebbero più adatti a un loro show personale piuttosto che fare da spalla ad altri comici che spesso usano un repertorio un po’ ripetitivo. I complottisti sostengono che sia un metodo per sbarazzarsi di tutti e due (sia di Luca e Paolo che di Colorado).

Veramente potrebbe funzionare se facessero ******* (consiglio criptato, ma carico di buon senso che verrà sbloccato solo con bonifico di 4.999 euro, che farebbe risparmiare ingenti perdite finanziarie e impedirebbe rovesci futuri e carriere spezzate e forse finanche depressioni insorgenti). E ora, visto che siamo in tema di tristezza sentimento che è necessario a fare un “buon samba”, chiudiamo con un omaggio a Toquinho & Vinicius de Moraes (Tristeza):   

Tristeza
Por favor vai embora
A minha alma que chora
Está vendo o meu fim

Ananas Blog

Strega Forever, il romanzo, in e-book su Amazon

24 Set
La copertina del romanzo "Strega Forever (Blood of Geometra)"

La copertina del romanzo “Strega Forever (Blood of Geometra)”

“Strega Forever” sottotitolo: “Blood of Geometra” è un romanzo fantasy, con venature teen horror, pubblicato su Amazon da Roberto Gavelli, amministratore di questo blog. La forma è quella dell’e-book al costo di 1.99 euro (qui la pagina dedicata). E’ possibile, tra l’altro leggere un’ampia parte iniziale del romanzo, gratuitamente. Strega Forever è disponibile su Kindle, ma anche su PC.

Tutto nasce appena una decina di giorni fa alla Festa della Rete a Rimini, dall’aver assistito a un incontro sul self publishing, presenti  Alessandra Penna di Newton Compton, Giulia Migneco del Gruppo l’Espresso e Roberto Tucci della Scuola Holden. Amazon va tenuta d’occhio per la sua estrema dinamicità. Certo, i colossi del web rischiano sempre di fagocitare tutto, però Amazon si sta buttando anche sulla produzione di serie tv (Da Wikipedia: Amazon Studios è la divisione di Amazon.com che sviluppa fumetti, film e show televisivi avviato alla fine del 2010. Il contenuto è distribuito attraverso Amazon Instant Video, servizio streaming video digitale di Amazon, concorrente di servizi come Netflix e Hulu. La Warner Bros. è un partner per quanto riguarda i film.) cosa che riguarda il futuro di tutti noi “creativi”.

La sinossi del romanzo: streghe, vampiri, licantropi e zombie esistono, così come i cacciatori che li uccidono per conto del governo. La storia si svolge nella scuola media Baton Rouge (i cui sotterranei sono un rifugio per le creature paranormali) durante l’open day e nella notte successiva corrispondente al 1 febbraio, cosiddetta della Candelora. Elvira è una giovane strega dal grande talento, ma dallo spirito anticonformista. Lavora come bidella alla scuola Baton Rouge. Jean è un cacciatore spietato che si è insediato nella stessa scuola come preside, con l’obiettivo di annientare ciò che si annida nel sottosuolo. Raphael è un giovane geometra diventato da poco zombie

Insomma, Strega Forever è un fantasy che cerca di raccontare una realtà più quotidiana. I vampiri fighi che fermano i camion col palmo della mano oppure gli zombie che pur essendo già cadaveri corrono come Usain Bolt hanno un po’ stufato. Barare con la natura va bene, ma senza esagerare…

Roberto Gavelli amministratore di Ananas Blog

l’open mic contro al muro?

21 Set
Oltre al muro c'è di più?

Oltre al muro c’è di più?

La battuta viene spontanea: se la scenografia classica della stand up comedy è il muro di mattoni, gli americani sono già al cartongesso. Tutto ciò significa che dall’estero non dovremmo esportare solo gli aspetti più superficiali (il muro di mattoni, le serate open mic, in cui si alterna sul palco un certo numero di comici), ma anche quelli più produttivi e creativi. I primi sono facili da mettere in piedi, i secondi molto meno, su questi siamo ai limiti dell’impossibile. Il tema è stato trattato anche nel post Il futuro della stand up comedy italiana. C’è indubbiamente una fioritura relativa alla stand up comedy, come evidenziato anche dall’intervista a Filippo Giardina.

LA MALEDIZIONE COMICA ITALIANA consiste semplicemente nel “parassitismo”: mettere tanta gente a produrre idee, nel modo più ampio possibile. Poi scegliere il meglio, metterci il cappello sopra, cavalcare gli eventuali fenomeni che ne siano venuti fuori, spremerli fino all’ultima goccia. Il laboratorio (televisivo) di cabaret per come l’abbiamo conosciuto negli ultimi 10 anni era alla base di questo metodo. Da cui occorre uscire. Per esempio Zelig, esiliata da Mediaset, espropriata da Sky di Bisio (vedi qui) potrebbe uscirne producendo idee originali oppure tentare di uscirne mettendo in piedi il solito ciclo parassitario (porta idee, sketch, monologhi, non ti diciamo per cosa, ma tu intanto sbattiti). Continua a leggere

Claudio Bisio cerca nuovi comici

16 Set
Claudio Bisio fa un gesto come dire

Claudio Bisio fa un gesto come dire “Venite, venite comici!” (da TvBlog)

La notizia è interessante, forse è un’anticipazione di come sarà il varietà comico in futuro. Segnali ce ne sono già. In abbondanza. Claudio Bisio, impegnato come giurato nella nuova edizione di Italia’s Got Talent su Sky Uno, sta lavorando a una trasmissione che vada alla ricerca di talenti comici in tutta Italia. L’occasione è stata la presentazione dei palinsesti (sky upfront)  al Teatro Arcimboldi di Milano (luogo evocativo). Qui il post e l’intervista video a Bisio. Si tratterebbe di una sfida tra giovani comici. La ricerca non sarebbe ristretta solo ai palchi, ma anche al web, anche alle future web star. Bisio sembra aver fatto una crasi delle sue esperienze presenti e passate (la tecnologia Sky, la nostalgia del palco, le radici cabarettistiche, l’adrenalina dei talent):

“Dopo un anno a Sky ho ammirato il livello tecnologico, la sapienza. Il linguaggio televisivo mi sembra molto moderno. Io, però, ho la mia età e sono legato al cabaret, ai comici. Per quanto mi riguarda è una sfida nei confronti della televisione. Ci proviamo. A me è piaciuto, da spettatore, vedere X Factor o fare il giudice a Got Talent. Mi è piaciuta questa adrenalina della gara. Però mi piace anche lo show, gli ospiti. Io con questo progetto mi immagino sul palco, non seduto con le spalle al pubblico”. Continua a leggere

250 motivi per capire che…

14 Set

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Questo post parla dei cachet a puntata di Colorado (e non solo), però usando la formula del sentito dire. Il tema è così privato che nessuno ha voglia di andare in giro a chiedere ai comici “quanto prendevi, eh? Quanto prendeva il tuo collega, eeeh?”. Evitiamo lo scoop di serie zeta e andiamo più sul pezzo di costume. Nonostante ciò, il sentito dire determina una certa tendenza. L’unica volta in cui il tema fu trattato pubblicamente fu quando il giornalista Roberto Alessi annunciò in tv che il cachet a puntata di Belen Rodriguez era passato da 18.000 euro a 6.000 (leggi qui). Si sa anche che il cachet medio coloradiano (diciamo la fascia tra i 1.000 e i 500 euro (indicativamente la media dei 650 lordi) è bloccato da 4 o 5 anni (curioso proprio come gli stipendi della pubblica amministrazione nello stesso periodo).

La voce secondo cui agli esordienti della nuova edizione di Colorado sia stato proposto un cachet di 250 euro (ascoltata pigramente qua e là) è un po’ il motore di questo post. Se fosse vero, sarebbe una cifra scandalosamente bassa, da canale del digitale terrestre o satellitare (sai ci sono pochi soldi, 250 euro lordi di rimborso spese, però se il format avrà successo…). A dire il vero qualsiasi cifra al di sotto dei 1.000 euro lordi è assolutamente bassa. Con poche centinaia di euro netti non ammortizzi neanche l’impegno profuso, il tempo, le trasferte, i provini, lo sbattimento soprattutto se… Nel mondo cabarettistico televisivo, infatti, c’è stata l’usanza di tenere un po’ di comici impegnati per un anno, opzionati per un certo numero di puntate, tenuti in attesa delle convocazioni, poi chiamati solo per 2 o 3 puntate (magari sfasate tipo: la terza, la quarta e poi l’undicesima), arrivati a fine stagione stanchi, amareggiati e sostanzialmente “bruciati”. Questo è stato fatto un sacco di volte con variazioni minime. Continua a leggere

Filippo Giardina intervista su futuro e stand up comedy

8 Set

GiardinaEcco un’interessante intervista video che ho fatto a Filippo Giardina, fondatore di Satiriasi e sicuramente la persona che più ha contribuito a portare la stand up comedy in Italia. Lo spunto per l’intervista nasce anche dai temi trattati nel seguente post di Ananas: leggi qui, in cui si parlava della necessità di sdoganare un po’ tutti i generi che fanno da corollario alla stand up (serie tv, sitcom, show, cinema, eccetera). Filippo era in ottima forma, sprizzante ottimismo condito da quella sottile patina di antipatia che lui stesso si vanta di possedere. Qui sotto il video (visibile anche direttamente su Youtube).

Una breve sintesi: Giardina ipotizza che andremo verso una comicità essenzialmente stand up, così come avviene negli altri paesi, mentre a mano a mano le “parrucche e i travestimenti” si vedranno di meno. Anche se il comico cabarettista avrà sempre una sua filiera lavorativa in contesti come, per esempio, le piazze, le convention, gli eventi, cose che non verranno in conflitto con la stand up. C’è un invito all’autoproduzione: il comico deve mettersi a lavorare (scrivere, produrre, creare, proporre). In un periodo di crisi come l’attuale si aprono delle praterie, poiché è risaputo che “c’è penuria di contenuti”.

Come esempio di pessima comicità video viene indicata la parodia che è un modo di usare idee altrui. Differenza tra cabaret e stand up? Chi fa stand up mette i suoi monologhi su Facebook orgoglioso di metterli. L’epic fail della satira italiana è avvenuta con l’editto bulgaro berlusconiano che ha estremizzato le cose (comici che fanno informazione, giornalisti alla Travaglio che fanno i battutisti). La satira deve prendersi meno sul serio. Il fatto che il crollo di realtà come Zelig portino a milioni di euro in meno nell’ambiente? Occorre un cambiamento: ci vogliono prime serate rinnovate con meno comici. Se fai una trasmissione con 40 comici e 3 minuti a testa il comico non conta niente e viene maltrattato. Invece in tutto il mondo l’intrattenimento è trainato dai comici in fatto di scrittura, creatività, interpretazione. L’Italia è rimasta così indietro che si aprono molte opportunità.

Messaggio finale: lavorate, scrivete, provate, create.

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog

Sorci Verdi: J-Ax farà lo stand up comedian?

7 Set
J-Ax (da leonardo.it)

J-Ax (da leonardo.it)

E’ annunciato il format Sorci Verdi, un late show condotto dal rapper J-Ax che, da lunedì 5 ottobre su Rai 2, dovrebbe alternare interviste a monologhi (si presume) di comicità di stampo anglosassone (come fa notare un articolo su tvzap). La cosa si inserisce forse in un quadro più ampio, come trattato nel post Il futuro della stand up comedy italiana. Questa forma di comicità è stata sdoganata, si sta diffondendo, spesso viene usata un po’ fuori contesto come se si dovesse obbedire a una parola d’ordine. Vedi i monologhi di Fabio Fazio a Che tempo che fa e quelli di Paolo Ruffini nell’ultima edizione di Colorado.

Allo stesso modo il monologo tradizionale, cabarettistico e barzellettaro, in paragone sta risultando obsoleto (cosa resa evidente coi comici ospiti all’ultimo Sanremo). Detto questo, nella trasmissione Sorci Verdi (come scritto in un articolo di Grazia Sambruna su TvBlog) si evince che in studio sarà presente Paolo Jannacci a guidare una band dal vivo più dei muppet denominati appunto Sorci Verdi, che tra gli ospiti ci saranno Cochi e Renato e che è atteso un monologo di apertura di J-Ax.

Molta carne sul fuoco e molte tematiche coinvolte: la stand up comedy, l’eterno confronto coi late show anglosassoni, la seconda serata comica di Rai 2 che stenta sempre a decollare.

Ananas Blog

Macchianera Italian Awards i consigli di Ananas

3 Set
i MIA premiazione del 2014

i MIA premiazione del 2014

Sono giunte alla fase finale le votazioni dei prestigiosi Macchianera Italian Awards 2015, i premi più ambiti per quel che riguarda la rete Internet. E’ possibile votare fino a giovedì 10 settembre, in previsione della premiazione del 12 settembre a Rimini nell’ambito della Festa della Rete. Ananas suggerirà alcune preferenze sulle categorie di interesse relative al blog. Ricordiamo che il voto è valido se si selezionano almeno 10 categorie, si lascia la propria mail e il nome (o nick) e si fa click su “Ho capito”. Vediamo i suggerimenti (di seguito potete vedere il form su cui votare direttamente):

MIGLIOR PERSONAGGIO (categoria 2) – Francesco Facchinetti. Personaggio passato da figlio di un Pooh a top manager per quel che riguarda i talenti web e creatore del primo smartphone italiano (Stonex One). Potrebbe essere uno di quei pazzi capaci di portare quell’innovazione di cui si sente tanto il bisogno anche nel nostro settore (leggi qui).

MIGLIOR RIVELAZIONE – (Categoria 3) – Le più belle frasi di Osho. Un semplice lavoro di fuori contesto: foto del mistico Osho sovrapposte a frasi di banale saggezza romanesca. Si ride molto.

MIGLIOR PRESENZA SOCIAL (Categoria 6) – Francesco Facchinetti. Per i motivi detti sopra.

MIGLIOR CANALE TV (Categoria 7) – Comedy Central. Un canale totalmente dedicato alla comicità che rimane ancora quello con maggiore credibilità produttiva, nel panorama italiano. L’unico che si può permettere di far uscire qualcosa di innovativo.

MIGLIOR PERSONAGGIO VIDEO ONLINE (categoria 9) – Dellimellow. Il miglior vlogger giovane italiano. Attento alla realtà di Youtube, polemico in modo intelligente, fautore di diverse battaglie per una maggiore trasparenza del web. Ananas non può non gradire ;). Continua a leggere

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