Filippo Giardina intervista su futuro e stand up comedy

8 Set

GiardinaEcco un’interessante intervista video che ho fatto a Filippo Giardina, fondatore di Satiriasi e sicuramente la persona che più ha contribuito a portare la stand up comedy in Italia. Lo spunto per l’intervista nasce anche dai temi trattati nel seguente post di Ananas: leggi qui, in cui si parlava della necessità di sdoganare un po’ tutti i generi che fanno da corollario alla stand up (serie tv, sitcom, show, cinema, eccetera). Filippo era in ottima forma, sprizzante ottimismo condito da quella sottile patina di antipatia che lui stesso si vanta di possedere. Qui sotto il video (visibile anche direttamente su Youtube).

Una breve sintesi: Giardina ipotizza che andremo verso una comicità essenzialmente stand up, così come avviene negli altri paesi, mentre a mano a mano le “parrucche e i travestimenti” si vedranno di meno. Anche se il comico cabarettista avrà sempre una sua filiera lavorativa in contesti come, per esempio, le piazze, le convention, gli eventi, cose che non verranno in conflitto con la stand up. C’è un invito all’autoproduzione: il comico deve mettersi a lavorare (scrivere, produrre, creare, proporre). In un periodo di crisi come l’attuale si aprono delle praterie, poiché è risaputo che “c’è penuria di contenuti”.

Come esempio di pessima comicità video viene indicata la parodia che è un modo di usare idee altrui. Differenza tra cabaret e stand up? Chi fa stand up mette i suoi monologhi su Facebook orgoglioso di metterli. L’epic fail della satira italiana è avvenuta con l’editto bulgaro berlusconiano che ha estremizzato le cose (comici che fanno informazione, giornalisti alla Travaglio che fanno i battutisti). La satira deve prendersi meno sul serio. Il fatto che il crollo di realtà come Zelig portino a milioni di euro in meno nell’ambiente? Occorre un cambiamento: ci vogliono prime serate rinnovate con meno comici. Se fai una trasmissione con 40 comici e 3 minuti a testa il comico non conta niente e viene maltrattato. Invece in tutto il mondo l’intrattenimento è trainato dai comici in fatto di scrittura, creatività, interpretazione. L’Italia è rimasta così indietro che si aprono molte opportunità.

Messaggio finale: lavorate, scrivete, provate, create.

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog

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62 Risposte to “Filippo Giardina intervista su futuro e stand up comedy”

  1. f@gmail.com settembre 17, 2015 a 3:13 pm #

    L’intervista di Giardina è da sottoscrivere in pieno. Una piccola precisazione: E’ indubbio che Filippo e gli altri di satiriasi abbiano portato e reso popolare lo stand up in Italia, facendolo “on stage” (con lavoro, fatica e meritato successo). Ma ci sono alcune persone che qualche anno fa hanno fatto conoscere in Italia, prima di tutti, i comici americani e stranieri e il loro stile.Sto parlando di Roberto Ragone (in primis, con il blog “Re Rosso”) Adrien Venditez e il resto dello staff di Comedysubs e Comedy Bay, che hanno iniziato in rete a subbare Carlin, Hicks, Rock e gli altri, accendendo una vera e propria “miccia culturale” nelle menti degli internauti italiani (e anche di molti addetti ai lavori).

    Piccola precisazione ed onore al merito.

  2. un comico che non disdegna le parrucche settembre 12, 2015 a 11:21 am #

    La crisi sta nei contenuti, non nei linguaggi. Un comico risoluto dovrebbe saper maneggiare i vari codici e questo lo dovrebbero conoscere tutti coloro che hanno studiato seriamente il linguaggio comico e la parodia ne fa parte a pieno titolo, come il gioco di parole, l’iperbole, il meccanismo fisico, il paradosso, il costume adeguato, il ribaltamento della realtà, il monologo, il dialogo comico spalla, ecc. e naturalmente anche la satira e la stand up.
    Per quando riguarda il mondo della stand up italiana è solo l’ultima moda alle nostre latitudini (con tutto rispetto per chi la fa e questo non lo dico per sminuire un’arte fatta soprattutto di carisma/talento del comico che la pratica) e per i comedians nostrani (ma questo vale per tutti i comedians in generale) la parte più difficile sarà riuscire a superare la stand up storica che ha fatto e detto tutto da almeno 20 anni. Bravi comunque i satiriasi ad aver imposto la loro battaglia, meno bene quando la battaglia declina in crociata a voler distruggere tutto il resto. Bravi anche ad aver determinato una nicchia di mercato che da noi mancava e non c’era più, ma il mercato più si allargherà più produrrà saturazione anche in questo ambito, senza tralasciare che più si oserà più il pubblico diventerà esigente. Quest’ultima cosa non sarà un male ma come diceva Bergson nel suo saggio sul comico “non c’è nulla di peggio di un pubblico che non ride” e a quel punto su di un palco provi di tutto anche il meteorismo.
    Un’altra cosa, all’estero hanno usato non solo le parrucche, ma anche i collant e i rossetti in modo sublime (vedi i soliti Monty Python e il Saturday night).
    Un consiglio ai satiriasi, per evitare una copia sbiadita della stand up anglosassone lavorino sul fatto di reinventare un genere che non ci appartiene in qualcosa di peculiare, come ha fatto il maestro Sergio Leone con lo “spaghetti western”.

    • ananasblog settembre 12, 2015 a 5:59 pm #

      “Mettici più battute… Questa cosa in tv non andrà mai… Fa cagarissimo…” aaaaaghhhh!!! Scusa, ho avuto un incubo autorale… 😉 L’A
      PS Bel commento

  3. Carlo settembre 12, 2015 a 9:14 am #

    La cosa ridicola dei tizi che attaccano satiriasi è che questo blog ha ripetutamente descritto le varie puntate dei Colorado,dei made in sud e dei zelig perfettamente come sono, dei calderoni pieni di comici con battute scarse scontate scenette dell’asilo o del più scadente villaggio turistico. E vi vantate di quella merda? Si adesso lo stand up sarà di nicchia è normale se per anni in tv passa solo quella merda. La stessa cosa sta accadendo sul web dove gli stessi autori o ex autori zelighiani spacciano battute per satira e gli utonti scrivono “Genio” agli autori di battute insulse. Poi se cerchi di fare satira o black humor quindi cosa di un livello leggermente più alto vieni segnalato e bannato. Ribadisco il concetto, la cosa che si dovrebbe fare è dare più spazio ad altro tipo di comicità possono coesistere entrambe. Sarà poi il pubblico a scegliere. Anche se a mio avviso dopo tutti questi anni andrebbe rieducato il gusto. Chiedetevi perchè nel tempo Zelig ha perso per strada gente come Balasso, Dix, Oreglio e altri.

  4. Vincenzo Comunale settembre 12, 2015 a 8:43 am #

    Ok, comunque il titolo dell’articolo probabilmente è sbagliato.
    Su quella “e” va messo un accento 😉

  5. l'uomochecredeche ananasblogsiamegliodellasettimanaenigmistica settembre 11, 2015 a 11:31 pm #

    Questa discussione mi fa pensare a una scaletta di zelig (o made in sud, o colorado, fate voi): un monologo, uno schiaffo, una gag . uno sporco, un monologo, uno schiaffo – una gag, un altro schiaffo, un monologo, e così via…
    Alla fine un gran trambusto, la gente è contenta ma va a letto con quel languorino che…
    W ananasblog, w la terza repubblica, w l’ozio e la penicillina.
    (questo intervento potrebbe essere assimilato a una telepromozione, sempre che l’ometto dal nick chilometrico prenda un sedativo)

  6. IR settembre 11, 2015 a 6:37 am #

    Da questa tenzone dialettica senza vincitore potrebbe essere tratta una commediuola da rappresentazione parrocchiale. La forza energetica che deriva dalle frustrazioni, dalla rabbia, dalla disillusione, quella stessa forza che crea comicità non andrebbe sprecata in questo modo. Montanini perchè a ridurti a questi svuotamenti. Se continui a dibattere in questo modo, rischi che non avrai più nulla da comunicare. Scappa finchè sei in tempo, e proteggi te stesso

    • Giorgio Montanini settembre 11, 2015 a 11:09 am #

      Hai ragione, erano mesi che non lo facevo.
      Certo è, che non saranno queste schermaglie su internet a svuotarmi, ci vuole davvero ben altro.
      Puro divertimento. (quando ho tempo s’intende)

      • IR settembre 11, 2015 a 12:27 pm #

        bravo Giorgio. Saluti. Un tuo estimatore

  7. Giorgio Montanini settembre 10, 2015 a 9:47 pm #

    Quando ci fu l’attentato in via Rasella a Roma, la propaganda nazista e fascista cosa fece?
    Fece passare per boia i partigiani e per vittime i tedeschi.
    La rappresaglia fu solo la conseguenza.
    La propaganda cambia le carte in tavola.
    Leggendo questi commenti sembrerebbe che siamo noi i dittatori della comicità, sembrerebbe che Satiriasi decida i palinsesti e con l’arroganza del potere sberleffi i poveri comici diversi da noi che reclamano solo di esistere.
    Ma vaffanculo.
    In Italia non c’è mai stato spazio per comici come noi, li hanno sempre osteggiati.
    La comicità è standardizzata e i comici si sono piegati.
    Non provate a farci passare per quelli che non sono democratici quando siamo noi quelli che pretendono una rappresentanza.
    L’arroganza è del potere quindi noi non siamo arroganti, siamo determinati e convinti.
    E’ cosa molto diversa.
    Siete tutti grandi conoscitori dei comici americani, li citate in continuazione ma nessuno quel tipo di comicità prima di adesso l’aveva fatta.
    Non ribaltate la realtà, noi siamo quelli che inseguono…voi siete quelli braccati, siccome sentite il fiato sul collo allora iniziate a fare le vittime.
    Per me potete mettere tutte le cazzo di parrucche che volete, ma in questo modo relegate la comicità ad intrattenimento da villaggio turistico.
    Ci sarà sempre una maggioranza di persone che sceglierà comicità del tutto disimpegnata, la nostra lotta è di soddisfare una grandissima fetta di persone che quella comicità la schifa.
    Vi assicuro che è una fetta di milioni di persone e come in tutti i paesi democratici la gente sceglierà.
    Noi stiamo semplicemente dando un’alternativa, non stiamo dettando le regole.

    • seiilmiomitomontaninipotessitugovernareilfuturodellacomicità settembre 10, 2015 a 11:01 pm #

      Adoro gli imbecilli. Credo che potrebbe bastare ma, poichè la tua modestia come essere umano è ridicola, tanto vale risponderti. Cercando di essere veloce, perchè lo sbadiglio che mi evoca la tua sicumera è pari al varicocele che affligge il tuo nucleus accumbens (dai, almeno hai qualcosa da cercare che non siano gag di show americani semi-sconosciuti). Credo sia inutile rifare un elenco dei comici che prima di te hanno fatto qualcosa, perchè tanto nella tua zucca c’è un A.M. e un D.M. e nell’A.M. c’è una sorta di vuoto cosmico, la parte della tua vita ingloriosa in cui mendicavi serate e facevi provini (non dico che ti è girato il cazzo che Sparacino s’è fatto a Colorado e a te no, ma il mondo è piccolo e i pettegoli tanti. D’altra parte, mi tocca di ammettere che proprio Sparacino è la miglior conferma della tua tesi sulla tv di regime). Sul fatto che Satiriasi non possa fare i palinsesti, credo sia una manna per l’umanità: in fondo ognuno di noi ha solo due coglioni, non possiamo farceli friggere da questi monumentali eroi della satira che punge. Certamente, mi auguro che la gente scelga, per intanto sceglie di ignorarvi. Magari in futuro, sarete i dittatori della comicità, per intanto avete l’aggio di riunirvi in birrerie bavaresi a sparar cazzate, spiegare il mondo e, nel vostro modo rancoroso di farvi pubblicità, insultare chi vi porta contatti su facebook. Cosa che, per inciso, vi riesce benissimo. Ciao Montanini, ti lascio a riempir teatri 🙂

      • ananasblog settembre 11, 2015 a 7:30 am #

        Prosa di stampo tardo turatiano (ci sono work shop per impararla?).
        Purtroppo noto che sta proseguendo la faida che nell’intervista a Filippo Giardina si stava cercando di superare e archiviare come obsoleta.
        Poi quando la crisi verrà a scovarci uno per uno lasciandoci tutti ininfluenti non lamentatevi (così per fare un po’ l’apocalittico). L’A

        • Sergio settembre 11, 2015 a 7:21 pm #

          Lo considero un complimento, ma gran bella acquetta, caro il mio amministratore

      • Valdo Stano settembre 11, 2015 a 7:36 am #

        Che gran bela supercazzola!

        • Valdo Stano settembre 11, 2015 a 7:43 am #

          quela di quelo col nick lungo voglio dire

      • Giorgio Montanini settembre 11, 2015 a 11:17 am #

        La differenza tra me e te, anche artisticamente (ormai non c’è dubbio che sei un autore oppure un comico) sta tutta qui.
        Tu impunemente insulti coprendoti dietro l’anonimato, non ci metti la faccia, sei aggressivo perché non rischi nulla.
        Sei vile.
        Vile come sei artisticamente, facendo lo yes man per quei quattro spicci che ti sarai guadagnato dicendo alle persone “lavoro in tv”.
        La tua invidia, l’invidia di non essere libero come me.
        Tu vorresti essere me, per questo mi detesti.

        Su Colorado ho sentito anche io questa leggenda, addirittura mi è arrivata proprio tramite Brignano.
        Si vocifera che io avrei fatto carte false per fare un personaggio ternano a Colorado…era un altro comici si chiama Bazzucone e faceva lo zeliglab.
        Io sono marchigiano non ternano.
        Un po’ le leggende come su William Wallace.
        Ho fatto un provino per Colorado e Zelig (tre anni di lab) solo perché non sapevo l’esistenza di altro.
        Appena è arrivata Satiriasi, ho mollato tutto e ho ricominciato dall’inizio.
        (Sparacino ha fatto Colorado che non lo conoscevo ancora)

        Un giorno forse, non so come perché gli autori li scelgo sempre io, forse ti capiterà di lavorare con me…e mi leccherai il culo, perché solo quello sai fare.
        E continuerai a scrivere qui.

        • Sergio settembre 11, 2015 a 7:31 pm #

          Leccarti il culo? Tipo quello che han fatto i tuoi soci con brignano, prima di mandarlo affanculo x farsi pubblicità?
          Invidia? Ma sei scemo? Non scambierei un centesimo della mia vita anonima x un 1,5 del tuo cervello arrogante. Dei 2 quello 2 che ha elemosinare provini, leccando il colore, sei tu. E se hai tempo di rispondere a un fallito come me è xe ti rode che qualcuno sappia come 6 fatto veramente. Non accetti proprio di non essere il genio senza macchia di cui continui a parlare. :d Ciao ciao G.

          • Sergio settembre 11, 2015 a 7:38 pm #

            Mi scuso a nome del correttore.
            “Dei 2 quello ha elemosinato provini, leccandonil culo, sei tu”. Ecco, a posto così.

            Questa sera ad Ancona, non mancate 🙂

            • Giorgio Montanini settembre 13, 2015 a 3:13 pm #

              William Wallace è alto tre metri e sputa fuoco dal culo

              Giorgio Montanini ha elemosinato provini leccando il culo.

              (ad Ancona c’era un oceano di persone)

            • Giorgio Montanini settembre 13, 2015 a 3:24 pm #

              Comunque sì, rosico.
              Rosico quando mi insultano e non mettono nome e cognome.
              Se hai così tanta dignità, dimmi chi sei con nome e cognome…Sergio non dice nulla.
              Sergio e poi?
              L’interlocutore è importante se perdo tempo a scrivere.
              Firmati leone da tastiera.

              • Sergio settembre 14, 2015 a 11:47 am #

                Chi sono? Sono uno che ti ha visto leccare il culo al teatro golden a roma, che ti ha visto leccare il culo a giardina, che ti ha visto leccare il culo a brignano, che ti ha visto leccare il culo a zelig. E, se solo tu ne avessi avuto la possibilità, ti avrebbe visto leccare il culo anche a Colorado. E tornerai a farlo appena ti servirà, perchè così sei fatto.

                Tu puoi raccontarla a chi non sa chi sei, non a chi ti conosce, leone degli oceani di gente. Il mondo è piccolo e i puri si sprecano. E tu, tutto sei meno che il puro che ti vanti di essere.

                Ciao

                ps non ti ho obbligato io a rosicare e non ti ho obbligato io a perdere tempo a scrivere.

                • ananasblog settembre 14, 2015 a 11:56 am #

                  a questo punto devi fare coming out

                • Giorgio Montanini settembre 14, 2015 a 2:56 pm #

                  Amico mio, sei falso come una banconota da 5 euro.
                  Tutto quello che ho fatto l’ho fatto perché mi hanno chiamato a farlo.
                  Brignano è venuto a vedermi e mi ha chiesto di scrivergli lo spettacolo, ho declinato l’offerta gentilmente.
                  Teatro Golden di Roma non so nemmeno cosa sia…per quanto riguarda Filippo, lo stimo immensamente e lo considero il migliore.
                  A Zelig ho fatto i provini a Milano portando pezzi che già all’inizio “questi in tv tanto non li farai mai”.
                  Sei orrendamente falso, livoroso, sbrachi nel patetico.
                  Ho tanti difetti, ma quello di leccare il culo proprio no.
                  Nemmeno Sgarbi sarebbe capace di dire cose del genere.
                  Tutto questo però, mi fa pensare che tu mi conosca davvero…e magari sei stato anche uno che con me ha scherzato e sorriso…così fanno i vili, covano dentro.
                  Nella vita, prendila una responsabilità: mettici la faccia.
                  Mettendoci la faccia, qualcosina è venuto fuori e molte ne verranno a breve…tu facendo sempre il vile che hai raccolto?
                  Probabilmente nulla.
                  Dillo, per una volta, dicci chi sei!
                  E’ una bella responsabilità comportarsi da uomini, però è anche una grande soddisfazione.
                  Fino ad ora sei stato un vigliaccuccio con offese da bar false e rancorose.
                  Inizio a volerti bene, perché sei simpatetico.

                  • Giorgio Montanini settembre 14, 2015 a 2:58 pm #

                    Volevo dire “falso come una banconota da 3 euro”

                  • Lettore settembre 14, 2015 a 3:50 pm #

                    Lo so bene io chi è: è il tipo che prima di dava quel nick lunghissimo, da come scrivono sembrano fratelli gemelli. D’accordo sulla prosa turatiana, lì non ci piove.

          • ananasblog settembre 12, 2015 a 7:26 am #

            Adesso chiudiamo qui con gli scontri personali. Abbiamo capito. L’A

    • Gioggio Montagnini settembre 17, 2015 a 12:44 am #

      Siete arroganti. Punto. La conferma è che dite cose anche giuste ma le dite con presunzione e non mi riferisco ai monologhi ma alle interviste ed ai commenti. Peccato perché lei e forse un altro paio siete veramente capaci di fare questo mestiere ( Giardina non è fra quelli). La cosa buffa è che, quando scimmiottate gli americani, diventate voi stessi una parodia, mentre qui siamo in Italia e siamo italiani. No dimentichi mai che quello che trasforma i suo arguti pensieri critici in qualcosa che fa ridere è la sua parlata marchigiana che la rende spontaneo e sincero creando col pubblico quella fiducia che si necessita per essere ascoltati. Tutti qui il segreto. Prima di voi ci sono stati un ligure, un toscano e almeno un paio di romani. Quindi fate i bravi, continuate per la vostra strada e rispettate chi incrociate sul cammino che sia esso un mimo, un clown o un povero animatore da villaggio.
      Dimenticavo…che siete bravi lasciate che ve lo dicano gli altri voi limitatevi a ringraziarli.

  8. Carlo settembre 10, 2015 a 5:09 pm #

    Il livore dei comici (?) contro Giardina e Montanini è patetico. Prapapappo – Impastato: “Bacco colbacco e venere” una svedese sempre arrabbiata: “Inga Volata”. Cioè dovrei ridere con ste cagate da quinta elementare?

    • Ah ah, aah. settembre 10, 2015 a 6:48 pm #

      D’accordo Carlo, ma forse ci sono anche altre sfumature tra Giardina e Montanini (al top secondo la tua difesa) e Impastato (historical low). O vogliamo imporre anche il decalogo di quello che fa ridere o meno? Se a te divertono questi due, benissimo. Non è un “livore dei comici versus…” è l’arroganza con la quale si vuole imporre una tesi, rispetto ad una libertà soggettiva degustibus. E’ ormai dimostrato che non incarnano nessuna novità e non vedo nemmeno un bisogno di avvocati difensori. Poi passerà anche questa bolla.

      • Carlo settembre 10, 2015 a 8:52 pm #

        Il problema è che non c’è nessuna libertà degustibus in tv passa da anni la stessa merda da Colorado a Zelig a Made in sud per anni il pubblico è stato abituato a questo, e adesso è difficile far passare altro, perchè la gente non è abituata.

  9. Gabriele Ponte settembre 10, 2015 a 4:36 pm #

    Ma questa cosa della stendappe me la dovete spiegà! Perché a me che so’ ‘n giovane che ‘sse vò fa llargo nel monno della comicità, qualcosa i’è dovete pù ddì! Pecchè io nun l’ho capita: Se questi della stendappe come giardino e montanino i’e piace e i’e da gusto de fa ‘na cosa che sanno fa bbene solo loro, e che i’e porta pure grattificazione, e pure nu sacco de sordi, pecchè ce tengono tanto a ddì cume che devono i’e devono fa’ li artri? Che pure i’e possono fa’ cuncurrenza? Pecchè se so così bbravi, che me vengono’n mente li testimoni de jeova che se so già sorpassato quel numero che po’ vive l’eternità ner regno der paradiso e pure vojono convince l’altri a diventà come loro che peròppoi nun c’è ppiù posto, dicevo pecchè devono da dì all’artri come che devono magnà? A me me parono come que quattro gatti che nell’anni 80 i’e piaccevano le moto da crosse e giù che i’e dicevano a tutti de fa il crosse, ma poi a loro i’e ‘nteressava solo pecchè il crosse lo andassero a’vvedè che lo facevano loro! E che ce pagavano pure le cinquemilalire, e più se parlava de crosse, anche ne li bar che c’avevano le moto stese come la Morini, e più la gente i’e diceva “mazza quanto è figo lu crosse!” Che tanto li sordi pe’ comprasse la Maico non ce l’aveva nisciuno, ma quelle cinqumilalire mortipricato pe’ quelli c’annavano ner barr, du sordi, a quelli del crosse, i’e li facevano fa! Così adesso Daje a dì che la stendappe i’e devi portà la morosa che così ce paghi du bijetti, e poi se quanno dicono “sborra, sborra” la morosa s’encazza che tanto è come dì quando non te partiva la Morini treemmezzo ormai c’erano le crosse! Che tanto le cinquemilalire nun te le tornavano ‘ndietro. Che poi sta storia parallela de la parolaccia è diventata radicallescic, de quelli che ‘na vorta erino cmmunisti, e ora c’hanno li sordi, che a quelli co li sordi i’e piace da sentì dì “sbovva sbovva” co l’erre moscia, e pure a sentisse offesi che se non te dice più nessuno che ‘ssei na testa de cazzo, allora sì che nun sei più nisciuno! E allora via a dije che questi della stendappe de montanino e giardino e compari so’ proprio quello che ‘cce voleva, e magari ce li pilotiamo pure che abbasta che i’e diamo de li sordi e li facciamo lavorà, loro sì che sanno come portà avanti la baracca che ‘cce stà bene pure a noi! Che c’abbiamo li sordi! E nun ce ne fotte se ce danno dell’infame che tanto ce porta più sordi ancora! A me fino a ieri me piaceva de pensà che a oniuno i’e piace da ride come i’e pare, e pure se uno fa ride colla parrucca, a me me può pure fa ride, e pure co nu gioco de parole, e pure a raccontà di come la moje i’e fa le corna, per cui, pe me, me ritorno a fa quello che facevo e sta storia de cercà de fa ride ve la lasso tutta sperando che così siate più accontenti, che i’avete dato nu bel seggnale a li ragazzi come me che volevano fa ride, e che tanto siete ‘bboni solo voi! Ve saluto che m’apparete tristi!

  10. Giorgio Montanini settembre 9, 2015 a 7:06 pm #

    Avete mai sentito un comico fare un ragionamento di senso compiuto come quello di Filippo? Soprattutto, quando mai ad un comico venivano fatte domande serie? Come se quella che faceva, cioè comicità, potesse in qualche modo essere considerata una forma espressiva…un’arte?
    Tranne rarissimi esempi, praticamente mai.
    Continuate a far finta che il problema sia stand up comedy sì, stand up comedy no…il vero problema è che ci sono comici che fanno veri e propri monologhi in cui mettono la faccia, ci buttano il sangue delle proprie esperienze.
    Pagano uno scotto, come direbbe Filippo “pagano un prezzo”.
    Abbiamo fatto talmente tante serate in piazza e sagre (Filippo tra noi più di tutti) da poter dire che la piazza e la sagra non è il posto adatto ad un comico.
    Un comico ha bisogno di attenzione.
    Se fa ridere ad una sagra non vuol dire che sia bravo (e io alle sagre facevo ridere) vuol dire che deve abbassare talmente tanto il livello da far ridere tutti e senza tanti ragionamenti.
    Una battuta dietro l’altra.
    L’arroganza della quale parlate è la stessa arroganza di chi sgomita e si fa largo.
    Rifiuto l’idea che ci si debba rispettare tutti: “non si insultano i colleghi”.
    E chi l’ha detto?
    I comici si odiano tutti ma nessuno parla male di nessuno in pubblico.
    Poi in privato, sotto falso nome, tirate fuori tutto il livore.
    Divertitevi.
    Noi ci stiamo divertendo da matti.

    • beatiipoveridispiritoperchèloroèilregnodeicieli settembre 10, 2015 a 6:30 am #

      No, caro Montanini, tu non ti diverti affatto. E lo sai. Tu hai dentro l’angoscia di non farcela. Ti rode dentro e si vede tutta, in televisione come in una chiacchiera da bar.

      I tuoi post su facebook sono teneramente ridicoli: un attacco a Brignano -perchè non ci si fa pubblicità parlando di Pippo Pippotti, ma se dici 4 stronzate su Brignano, qualcuno ci abbocca- e un “ma venite questa sera a vedermi all’Osteria della Birra Fresca” di Triturate (BG). Vi immagino, ilari, a commentare tra voi il premio della Satira ad un cialtrone come Brignano e ai suoi miserrimi autori inutili. Queste sono cose che fanno bene alla vostra salute.

      I tuoi monologhi fanno ridere? Come tutti, alcuni sì, altri no. Sono originali? Alcuni sì, altri no. Ma se vogliamo estendere il discorso ai tuoi compagni di viaggio, in rete si possono vedere tutti. O su Comedy Central, se preferisci, e certe risate stiracchiate su temi non solo già visti, ma visti ben meglio sviluppati, sono lì per la noia di tutti.

      Vuoi avere l’arroganza dei futuristi? E’ una bella cosa, è nobile aspirazione, la stessa che li portò ad essere il braccio intellettuale di un regime. A questo, solo a questo serve l’arroganza. E io, porta pazienza assai divertito Montanini, non amo l’arroganza. Specie quella in malafede e ignorante.

      • Ah ah, aah. settembre 10, 2015 a 11:16 am #

        Questa risposta è la pietra tombale della discussione. Ti amo, platonicamente, ma ti amo “beatiipo…”
        P.S. il fatto che uno non si firmi, non significa che quello che dice “vale meno”; in fondo che importanza ha? Ah ah, aah?

      • Giorgio Montanini settembre 10, 2015 a 2:16 pm #

        Che dire? Ho fatto anni di sagre e feste di paese e locali da completo sconosciuto e ho dovuto in corsa, durante lo spettacolo, ammorbidire qua tagliare lì solo per tirare fuori le gambe dalle serate.
        Adesso giro tutta Italia, molti teatri, molti locali e molti paesi sconosciuti…ma anche tutte le città capoluogo.
        La differenza tra prima e adesso è che faccio il tutto esaurito ogni volta con persone che vengono a vedere me.
        Non avevo paura prima (di non farcela) e tanto meno ora.
        Ce l’avevo già fatta dal principio perché mi pagavano per salire sul palco.
        Adesso mi pagano 5 volte tanto.
        L’angoscia che ho, immagino si veda perché non faccio nulla per nasconderla, è il propulsore per tutto quello che faccio.
        E’ grazie alla mia angoscia e senso di inadeguatezza che scrivo e salgo sul palco…sai quella cosa che hanno le persone che vogliono raccontare qualcosa.
        Non è angoscia di non farcela, è l’angoscia che tutti hanno nella vita.
        (tutti gli esseri senzienti, agli stupidi non viene)
        Le tue frecciatine rimbalzano non solo perché sono del tutto prive di fondamento (ti assicuro amico mio senza nome che la carriera mi sta andando alla grande e sempre meglio), rimbalzano soprattutto perché ho la corteccia che negli anni s’è ispessita.
        Per anni eravamo gli sfigati che non avrebbero fatto nulla, non ci restava che dire tra noi “un giorno andrà meglio”.
        Ne abbiamo abbozzate talmente tante prima che adesso mi fai il solletico.
        Anche tu sei il propulsore che corrobora il mio lavoro.
        Ho già vinto perché un pezzettino di storia della comicità italiana l’ho scritto e l’abbiamo scritto.
        Se poi i monologhi non ti piacciono o ti piacciono sono affari tuoi, fortunatamente a molti piacciono e a molti altri no.
        Comunque, a parte tutto, tu puoi vedere i miei monologhi…e sono un ventesimo di quelli che ho, che ho fatto in tutta italia e che continuerò a fare (oltre a quelli che scriverò in futuro)…i tuoi o quelli dei tuoi colleghi, dove stanno?
        Vedo un sacco de microfoni a filo, ma non vedo un comico.
        Se mai vi capitasse poi, per sbaglio (difficile eh, significherebbe che qualcuno di voi ha fatto strada), vi capitasse di salire sullo stesso palco con me…sperate di salire sempre prima, perché dopo il confronto sarebbe umiliante.
        Live faccio molto più ridere che in tv.
        Quindi criticate sempre da anonimi e on line, perché la realtà del palco ragazzi è tremenda.
        Quella non perdona.
        Quella te fa passa’ la voglia de torna’ a a casa, te fa veni’ vojo de suicidatte in albergo.
        Insultiamoci qui, avete qualche speranza grazie alla retorica.
        Sul palco statevene alla larga, non ce ne sta proprio per nessuno.
        Giorgio il futurista Montanini

  11. Alfio settembre 9, 2015 a 10:39 am #

    MI pare che le cose che dice Filippo stiano in piedi. L’equivoco spesso nasce dalla confusione, tutta italiana, tra la stand up e la satira. La prima c’è sempre stata in Italia, se pur resa invisibile in alcuni periodi dall’uso smodato delle scalette da contenitore tv. La seconda, tranne recenti tentativi di spinta romana… MAI!
    Usare la politica o la chiesa per far ridere non vuol dire far satira automaticamente. Spesso si è ottenuto l’effetto contrario. Non abbiamo mai avuto un comico che sappia attaccare alla giugulare o che ne abbia avuto il coraggio o semplicemente la possibilità. Nessuno criticherebbe anni di Tutine o Cirilli, se contemporaneamente avesse potuto vedere e ascoltare anche altro. E non sono stati Colorado, Zelig o Made in Sud ad ammazzare la satira, perché non c’è mai stato niente da ammazzare. O meglio forse la satira in Italia è morta dopo il famoso sketch di Tognazzi e Vinello su Gronchi, e da allora riposa in un’urna.

  12. Ah ah, aah. settembre 8, 2015 a 7:24 pm #

    Ve la raccontate e ve la ridete, chi è bravo sta zitto e lavora.

    • ananasblog settembre 8, 2015 a 10:26 pm #

      Oh veramente Filippo è uno che lavora… L’A

  13. ALF settembre 8, 2015 a 5:57 pm #

    MI fa molto sorridere questa cosa di alcuni comici italiani, o meglio romani (originali e non), che si ergono a giudicanti del sistema. Ma d’altronde, da quando si ha il foglio bianco di facebook o la webcam con la quale elargire perle di saggezza, tutti possono. Anche e soprattutto i radical chic, quelli che le mani in una serata di piazza, dove devi tirare fuori la vera bravura, si chiudono dietro il “se non mi capiscono sono cazzi loro, tanto io parlo di argomenti alti con una scrittura sublime”.
    Evviva Facebook. Di tanti, prima, non si aveva traccia se non in piccoli pub di quartiere.

  14. avetefinitodiusareunaparolaingleseperdiremonolgo? settembre 8, 2015 a 5:03 pm #

    Bene, siccome c’è un limite all’arroganza della gente, mi limiterò a fare un elenco a memoria di nomi di persone che con lo stand up ci hanno vissuto quando in Italia si chiamava MONOLOGO (non includendo per ragioni di sensatezza le generazioni prima di ‘Playboy di mezzanotte’ e ‘Non stop’) Per il resto, massa di ignoranti presuntuosi, prima di parlare di originalità, studiate i comici minori che dalla Francia, dall’Inghilterra, dagli Stati Uniti, dal Canada e da mille altre regioni del mondo, foraggiano di idee e battute i cialtroni nostrani che si riempiono la bocca di teoria. E mi scuso se ho dimenticato qualcuno che nella sua vita non è diventato famoso a colpi di sborra e provocazioni a cazzo.

    Paolo Rossi
    Natalino Balasso
    Alberto Patrucco
    Bebo Storti
    Claudio Bisio
    Daniele Luttazzi
    Sergio Sgrilli
    Paolo Migone
    Antonio Catania
    Diego Parassole
    Daniele Raco
    Giuseppe Giacobazzi
    Andrea Vasumi
    Flavio Oreglio
    Roberto Benigni
    Giovanni Cacioppo
    Antonio Cornacchione
    Dado
    Andrea Pucci
    Paolo Hendel
    Gianfranco D’Agelo
    Davide Colavini
    Giobbe Covatta
    Beppe Grillo
    Antonio Giuliani
    Teresa Mannino
    Geppi Cucciari
    Leonardo Manera
    Dario Vergassola
    Maurizio Crozza
    Enrico Brignano
    Leonardo Pieraccioni
    Giorgio Faletti
    Pino Campagna
    Silvio Orlando
    Franco Neri
    Alessandro Siani
    Dado
    Marco Mazzocca
    Luciana Littizzetto
    Andrea Perroni
    Dario Cassini
    Paolo Cevoli
    Giacomo Poretti
    Giorgio Melazzi
    Gabriele Cirilli
    Alessandro Fullin
    Maurizio Lastrico
    Gianni Palladino
    Antonio Ornano
    Stefano Lasagna
    Fabio De Luigi
    Stefano Chiodaroli
    Enzo Paci
    Debora Villa
    Rosalia Porcaro

    e tutti gli altri che mi sono dimenticato e me ne scuso. Non so se è chiaro il messaggio ai nuovi arrivati che tutto sanno. Ma che, soprattutto, si dimenticano che non solo loro sanno leggere bene i sottotitoli.

    • ananasblog settembre 8, 2015 a 10:31 pm #

      Grazie per il contributo, però appartiene a una polemica su cui si è dibattuto a lungo nell’ultimo anno e su cui concetti simili sono stati ribaditi più volte. In ogni caso qualcosa è andato storto, bisogna ammetterlo. Siamo rimasti al palo. L’A

      • unocheanchesoloasentirchiamaregiardinauncomicoglivienemaleallostomaco settembre 9, 2015 a 5:14 am #

        No, amministratore, non hai capito: non è un contributo, è che avete rotto le palle tu e tutti questi soloni dello stand-up. Vogliamo solo fare l’elenco delle polemiche ad minchiam che hanno sollevato solo per farsi pubblicità, da veri furbacchioni? Vogliamo vedere i contenuti dei loro monologhi e confrontarli con gli originali? Vogliamo vedere quanto fanno veramente ridere? Vogliamo davvero vederli live in posti meno addomesticati della Locanda Atlantide? Vogliamo davvero parlare di satira? O dobbiamo, persistentemente, ricevere lezioni di cultura e saggezza da gente rancorosa che con la cultura e la saggezza tende a pulircisi il c….? Quindi, no, non è un contributo, è un invito a piantarla

        • ananasblog settembre 9, 2015 a 6:49 am #

          Veramente mi piacerebbe creare un tavolo di confronto su serie tv, sitcom, sketchcom, eccetera, però bisogna superare i vecchi rancori ed evitare SOPRATTUTTO le guerre tra poveri. Poiché troppo spesso si tratta di questo. L’A

          • Guerre settembre 9, 2015 a 8:11 am #

            Guerre che tu sei il primo ad alimentare…

          • unocheanchesoloasentirchiamaregiardinauncomicoglivienemaleallostomaco settembre 9, 2015 a 9:12 am #

            Vuoi creare un tavolo di confronto? Allora piantala di esaltare gente che della polemica ha fatto un manifesto. E impara a distinguere la comicità dalla provocazione e la satira dalla sborra. Io di profeti dello stand up che sbavano sentenze faccio volentieri a meno. Per il resto, non vedo perchè uno debba invocare Ghandi quando dà spazio a uno che di originale non ha nemmeno il cervello con cui pensa.

            • ananasblog settembre 9, 2015 a 9:38 am #

              Caro il mio (segue nick lunghissimo) converrai che non si poteva andare avanti con la stessa comicità scalettata televisiva tormentonica. E’ andata avanti per 10 anni creando delle cose, distruggendone delle altre. A un certo punto è andata in declino. Ci può stare che qualcuno abbia sparato a zero su questo sistema, anzi, c’è da stupirsi che le bordate siano state poche. Non lamentiamoci se c’è stata polemica contro il mainstream. L’A

              • beatiipoveridispiritoperchèloroèilregnodeicieli settembre 9, 2015 a 10:58 am #

                Ma dai, amministratore? Ma perchè non ti guardi i monologhi del tipo “A me piace il cazzo” (che un filino Chris Rock ha fatto meglio) o “I veri etero sono gli omosessuali” (che per caso ricorda Bill Blurr e Louise C.K.) o “Ma è saliva o ti hanno appena sborrato in bocca?” (che forse faceva Gigi Rosa nel 1980)….E che cosa gli ha mai fatto Brignano -che per inciso ha vinto lui, non i fenomeni della Locanda, il premio della Satira e che, sempre per inciso, ne aveva assunti due come autori?

                Perchè, anzichè non rispondere a colpi di Made in Sud, Zelig ecc ecc. stai sul pezzo e spiegaci dove va il mondo, con chi ci va e perchè? Vuoi un tavolo? Li vendono ma perchè la gente ci si sieda intorno occorre avere delle idee.

                ps a chi cita Tognazzi e Vianello, rammento che nel periodo successivo abbiamo avuto Fo e Rame il sabato sera, Paolo Rossi la domenica notte e tanta tanta satira da Mai Dire a Pif. Ma si sa, un po’ di ignoranza aiuta a vivere meglio

                • Alfio settembre 9, 2015 a 11:05 am #

                  Occhio a dare patenti di ignoranza, io non offendevo nessuno. Ma di gente che fa satira nel tuo lunghissimo elenco non ne vedo, a mano che non si voglia inglobare il cabaret politico e altre amenità. Fo e Rame sono degli attori, volevo restare nel mondo della comicità. Aggiungo che secondo me l’unico a far satira in questo momento è Antonio Rezza. Puoi essere d’accordo o no, ma evita commenti offensivi. Perché dall’arroganza con cui commenti chi vive male mi sembra sia tu.

                  • Andrea Pilotto settembre 9, 2015 a 11:48 am #

                    A me di tutto sto sproloquio importa poco. Però una cosa sì mi interessa sapere: quanta paura c’è a mettere il proprio nome e cognome? Tanta, eh?

                    • Alfio settembre 9, 2015 a 11:55 am #

                      Ciao Andrea, non so gli altri ma nel mio caso non è paura, semplicemente lo ritengo inopportuno. Purché, come mi sembra di fare, io rimanga nell’ambito di un confronto educato e civile. Diversamente eviterei di intervenire o di replicare.

                    • Andrea Pilotto settembre 9, 2015 a 12:06 pm #

                      Alfio, infatti non ce l’avevo con te. 😉

                  • beatiipoveridispiritoperchèloroèilregnodeicieli settembre 9, 2015 a 7:20 pm #

                    Ah be’, Alfio, ma è di satira che stiamo parlando non di monologhi (dimenticavo che l’inglese è lingua a volte molto severa e come ho potuto dimenticarmi che standup si traduce satira, me coglione)…allora restringiamo il cerchio a quei pochi che mi vengono in mente che forse fanno satira….vediamoli insieme

                    patrucco fa satira? mah, non è che parlare di politica sia satira. quindi patrucco no
                    parassole fa satira? be’, non è che parlare di ecologia e consumismo sia satira, quindi parassole no.
                    oreglio fa satira? dai, parlare di religione e scienza sarà mica satira, quindi oreglio no
                    paolo rossi e bisio non li consideriamo nemmeno perchè non fanno satira per definizione.
                    braida l’avevo messo? siamo seri, braida satira…cornacchione, hendel, grillo, benigni, paci e debora villa non fanno nè satira, nè stand up…
                    quindi, sì, alfio hai ragione tu, a parte Rezza (che però non fa standup) w Satiriasi, w gli inventori del monologo italiano, w i creatori della satira tricolore…abbasso tutti gli altri che si sono mercificati. Sti stronzoni 😀

                    • Alfio settembre 10, 2015 a 12:54 am #

                      Conosco benissimo i comici (o gli stand up comedian) che citi, e li apprezzo moltissimo, ma resto del mio avviso. Temi forti si, e grande mestiere, ma piede sul freno, paura di provocare disagio, finali edificanti e altre cose che non mi fanno essere del tutto d’accordo con te. Ma, ripeto, punti di vista.

                • ananasblog settembre 9, 2015 a 11:33 am #

                  di primo acchito, mi viene in mente che la sborra è fin troppo frequentata. Sarebbe bello affrontare argomenti che neanche Louise CK ha mai affrontato poiché appartengono all’adesso. Per esempio: la progressiva scomparsa della classe media (causata dalla recessione) che si sta attuando in Europa soprattutto a partire dal 2009. Forse qualcosina è stata fatta, per esempio Lo Zio Gianni (su Rai 2) storia di un 50enne caduto in disgrazia che condivide l’appartamento con 3 studenti. Era un po’ troppo surreale e non funzionava granché, però. Insomma se ci affranchiamo da cazzo e squirting e suocere e pranzi pasquali allora iniziamo a uscirne un po’ dal tunnel. I milioni di siriani che la Germania userà per trainare l’economia, ecco un tema che è venuto fuori a sorpresa da meno di una settimana. Eccetera. L’A

                  • beatiipoveridispiritoperchèloroèilregnodeicieli settembre 10, 2015 a 6:37 am #

                    @alfio – ah, ecco cosa non avevo capito…non provocano abbastanza disagio…quindi, modifichiamo ulteriormente la definizione di stand-up: satira in forma di discorso con un microfono in mano che crea disagio senza l’obbligo di far ridere, come nella miglior tradizione americana. Tipo?, per fare dei nomi che i lettori possano utilizzare per loro erudizione (possibilmente non i soliti e possibilmente non bravissimi e possibilmente senza sottotitoli e possibilmente vivi….).

                    @amministratore – ma che bel tema fresco, immagino che tu abbia già pronto un monologo dissacrante in cui fai ridere parlando male del bambino morto in spiaggia (cose che so tipo: se non sai nuotare perchè ti metti in mare, coglione te e tuo padre che è scappato da Kobane senza nemmeno un salvagente)…a questo serve la satira, no?

                    • ananasblog settembre 10, 2015 a 7:59 am #

                      Prendiamo atto che la parodia di Montanini sta facendo proseliti (ce n’è una esilarante su Facebook) e il tuo commento delle 6.30 (con l’Osteria della Birra Fresca) è da ascrivere alla categoria. In quanto all’angoscia di non farcela ce l’abbiamo tutti ;).
                      Comunque, armato da ingenuo spirito missionario zelante, rilancio il discorso: non è tanto scrivere qualcosa sul bambino di Kobane. Qui Filippo Giardina ha ragione: il comico dev’essere il motore del cambiamento. Usciamo dal monologo dissacrante e basta. Qualcuno in questo campo è bravo. Vorrei vedere invece una serie tv o uno show live o un film scritto da un comico e dal suo entourage che spacchi il culo ai burocrati televisivi, li obblighi a prenderne atto e che si imponga a livello internazionale come esempio di creatività originale italica. Di questo c’è bisogno. L’A

                    • Alfio settembre 10, 2015 a 2:16 pm #

                      Non fai che forzare il ragionamento (ho esordito dicendo che stand up e satira sono sue affari differenti, la prima è una modalità, la seconda un genere, per semplificare, così come non mi sono mai appellato alla tradizione americane etc.). Inoltre vedo che la discussione, o altre vicende che ignoro, ti abbrutiscono non poco. Sul piano del livore mi trovi impreparato, quindi saluti.

  15. Sincero settembre 8, 2015 a 4:29 pm #

    Ha ragione Filippo Giardina! Basta vedere in TV le numerosissime parodie che “…sono idee di altri, prendi una cosa che ha funzionato e la scimmiotti…”! Il comico deve lavorare sul serio sul testo senza parrucche, parodie banali e tormentoni.
    E’ assurdo vedere un programma con 40 comici e 3 minuti a testa. Ci vogliono pochi comici ma buoni!
    In TV ci dev’essere un ritorno alla QUALITA’ e NON mandare più in onda la QUANTITA’ SCADENTE.

  16. giovanni perfetto settembre 8, 2015 a 10:45 am #

    il Giardino che conosco avrebbe risposto che il futuro dello stand up sono i vecchi

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