l’open mic contro al muro?

21 Set
Oltre al muro c'è di più?

Oltre al muro c’è di più?

La battuta viene spontanea: se la scenografia classica della stand up comedy è il muro di mattoni, gli americani sono già al cartongesso. Tutto ciò significa che dall’estero non dovremmo esportare solo gli aspetti più superficiali (il muro di mattoni, le serate open mic, in cui si alterna sul palco un certo numero di comici), ma anche quelli più produttivi e creativi. I primi sono facili da mettere in piedi, i secondi molto meno, su questi siamo ai limiti dell’impossibile. Il tema è stato trattato anche nel post Il futuro della stand up comedy italiana. C’è indubbiamente una fioritura relativa alla stand up comedy, come evidenziato anche dall’intervista a Filippo Giardina.

LA MALEDIZIONE COMICA ITALIANA consiste semplicemente nel “parassitismo”: mettere tanta gente a produrre idee, nel modo più ampio possibile. Poi scegliere il meglio, metterci il cappello sopra, cavalcare gli eventuali fenomeni che ne siano venuti fuori, spremerli fino all’ultima goccia. Il laboratorio (televisivo) di cabaret per come l’abbiamo conosciuto negli ultimi 10 anni era alla base di questo metodo. Da cui occorre uscire. Per esempio Zelig, esiliata da Mediaset, espropriata da Sky di Bisio (vedi qui) potrebbe uscirne producendo idee originali oppure tentare di uscirne mettendo in piedi il solito ciclo parassitario (porta idee, sketch, monologhi, non ti diciamo per cosa, ma tu intanto sbattiti).

L’Open Mic potrebbe diventare il “laboratorio del futuro”? Cioè quella fonte di non lavoro, di dilettantismo, di sovraffollamento comico da cui alcuni “selezionatori” creano un giro di contenuti live e televisivi a basso costo. Il rischio c’è. Potremmo avere il muro di mattoni, ma senza Bill Hicks. I fattori che favoriscono una situazione simile sono soprattutto legate alla mancanza di lavoro dovuta alla crisi, alla scomparsa dei locali (fagocitati già prima che iniziasse la crisi). Così com’era facile impiantare un laboratorio adesso è facile impiantare una serata open mic (tanti comici che si accontentano di una birra, ritmo, alternanza di contenuti). Poi dopo dove vai? Rimani lì come dopolavorista.

il cast di Onde Comiche

il cast di Onde Comiche

ONDE COMICHE – Il progetto stand up patrocinato da Ananas Blog, Onde Comiche (leggi qui) è, allo stato attuale, una puntata pilota di un’ora che viene e verrà fatta girare nelle sedi istituzionali (notare l’assenza del muro di mattoni). Una caratteristica peculiare è che è basata su un cast principalmente di comici professionisti, di gente che porta a casa la pagnotta lavorando a tempo pieno sul palco e sulla parola. Questo è un punto fondamentale che verrà tenuto fermo, nonostante il comico monologhista sia considerato da sempre qualcosa di obsoleto.

E’ vero che molti di loro hanno un repertorio abbastanza “easy” che pecca in originalità. Ma per costruire un repertorio migliore (si teme che) l’unica strada sia quella di affidarsi a chi (per esempio) porta a casa un 30 o un 40.000 euro (cifre inventate) l’anno basandosi sulle proprie capacità  e che abbia un giro di lavoro pagato. Da lì si può migliorare. Da lì si possono tirare su i giovani aspiranti stand up del futuro. Poi potrebbe arrivare la tv anche per loro. Certo, il comico professionista deve mettersi in gioco, capire che le accuse di essere “vecchio”, nel repertorio, nell’approccio alla comicità non sono sempre campate per aria.

Il rischio è sempre quello del “parassitismo”, del saltare alcuni passaggi. Per esempio: salgo sul palco da 6 mesi ma sono già in tv (potrebbe andare bene se poi c’è il passaggio a una trasmissione più professionale) oppure sostituire “Laboratorio” con la più cool “Serata Open Mic” senza che la sostanza cambi.

Ananas Blog

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6 Risposte to “l’open mic contro al muro?”

  1. Kubrik ottobre 15, 2015 a 11:04 am #

    “Onde comiche” era il titolo di un programma radiofonico di D.Luttazzi (Radio2, 1989). Bella citazione.

  2. Sincero settembre 23, 2015 a 5:37 pm #

    Ottimo quando si parla di veri professionisti che hanno deciso di mettersi in gioco, allontanandosi dalle solite parrucche e tormentoni che hanno caratterizzato i programmi televisivi degli anni scorsi.

  3. Mauri caffè settembre 22, 2015 a 10:26 pm #

    Oh ragazzi voglio venire a vederli anch’io ne’

  4. Clara settembre 21, 2015 a 11:26 am #

    Il rischio che il laboratorio cambi semplicemente il nome in “Open Mic” c’è, ed è alto. Ma per fortuna gli attuali open mic presenti qui a Milano sono gestiti da giovani che si distribuiscono i proventi, che non cercano di sfruttare i colleghi e che cercano (riuscendoci) di mettere insieme anche serate vere e proprie. L’anno scorso di open mic a Milano ce n’era uno solo, quest’anno ce ne sono tre, che per fortuna, al momento, hanno lo spirito giusto. Speriamo che tre restino così!

    • ananasblog settembre 21, 2015 a 11:30 am #

      Ciao Clara!
      Vigiliamo, continuiamo così, creiamo! 😉
      L’A

Trackbacks/Pingbacks

  1. Comicus Verona, la prima serata della seconda stagione | - ottobre 9, 2015

    […] potrebbero diventare i “nuovi laboratori”, di come andrebbero usate con parsimonia (leggi anche qui), insomma soprattutto i giovani devono trovare una strada possibile verso il […]

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