il Boss dei Comici, la prima puntata

19 Ott

Il Boss dei Comici

Domenica 18.10.2015, su La7, la prima puntata de Il Boss dei Comici, prodotto dalla squadra di Made in Sud. I coach: Paolo Caiazzo, Antonio Giuliani, Sergio Sgrilli, Paolo Migone,  Daniele Raco e Omar Fantini (nelle puntate successive ci sarà qualche turn over). Fa piacere vedere in tv gente valida come Raco e Fantini o che trabocca di saggezza comica come Sgrilli e Migone. Alla conduzione Maria Bolignano ed Alessia Reato. Il Boss della puntata: Tullio Solenghi. Davide Marotta il “pizzino” del boss, Antonio Furia Il Vallotto. Il format è stato annunciato non come un  talent, ma come una parodia dei talent. Non c’è riscontro Auditel causa blocco dati. (Qui il live completo su TvBlog) Ananas Blog recensirà solo la prima parte, dell’interminabile prima serata:

Sigla con Napoli di notte. Maria Bolignano in ottima forma fisica. Presentazione dei coach. il Pizzino. Alessia Reato. Flash sui provini, ma buttato un po’ lì. Il Vallotto vestito di giallo balla coi pupazzi Minions. Il poeta e la sua badante. A schiaffo una fan degli One Direction. Viene presentato Tullio Solenghi, che imita Il Padrino. Finisce l’anteprima senza sapere in cosa consista la trasmissione. Primi comici in gara il Trio D’Italia, i motori di ricerca Google, Yahoo, Ash. Il meccanismo è quello tradizionale Made in Sud (Ditelo Voi, Malincomici, eccetera): il primo dice una cosa seria, il secondo una semiseria, il terzo una cazzata. Si avvalora il sospetto che la trasmissione sia un gigantesco laboratorio per la prossima edizione di Made in Sud, su Rai 2 (così come suggerito da amici complottisti).

Secondo concorrente: Miss Illudo, una miss sovrappeso interpretata da Rosaria Miele. I concorrenti omaggeranno un classico della comicità. Il Trio d’Italia col coach Fantini fanno lo sketch dell’autobus di Aldo Giovanni e Giacomo; Rosaria Miele sotto la guida di Daniele Raco, ripesca la signorina snob di Franca Valeri. Pubblicità. Viene eliminato Daniele Raco che si esibisce con sicurezza nel monologo sull’immigrazione dalla Calabria (non viene eliminato il concorrente ma il coach che, come punizione, si esibisce, una delle cose più bizzarre c’aggia mai visto 😉 . Le fatine Rosa e Rossella, con lo schema tradizionale di Made in Sud: una dice le cose serie, l’altra chiude col fuori contesto napoletano (cosa che avvalora il sospetto che la trasmissione sia un gigantesco laboratorio per la prossima edizione di Made in Sud, su Rai 2). Entrata a schiaffo di Fabrizio Brignolo che crede di essere a Tale e quale show (come Alessandro Bolide, il che avvalora il sospetto, eccetera, eccetera).

Yubric (?) il giocoliere polacco. Enzo Boffelli, il battitore d’asta: portafoglio di Aurelio De Laurentis col lucchetto (pezzo ovviamente registrato prima della vittoria del Napoli sulla Fiorentina). Collegamento coi coach. Parodia di Adam Kadmon: gli Illuminati sono una setta segreta dell’Eden? Il Vallotto. Dalle fatine in poi, i comici si sono esibiti “in scaletta” senza che partecipassero alla gara (cosa che avvalora il sospetto che la trasmissione sia un gigantesco laboratorio per la prossima edizione di Made in Sud, su Rai 2). Inediti: il duo Zerottantuno con notte prima degli esami, con tanto di letto verticale. Tommy Terrafino fa un monologo sul marito convinto dalla moglie a una vita bio vegan.

La fan degli One Direction a schiaffo. Mimo che fa: la bocca della verità, la tartaruga, l’alieno. Antonio Giuliani farà fare agli Zerottantuno Gin e Fizz di Ale e Franz, Paolo Caiazzo a Tommy Terrafino il visual della macchina da scrivere di Jerry Lewis. Ma prima viene intervistata la fidanzata di tutti e tre, che è la stessa ragazza. Solenghi decide di eliminare Giuliani che così si esibirà. Solenghi ricorda Carlo Romano, formidabile doppiatore di Jerry Lewis e di tanti altri e di tante formidabili caratterizzazioni (tra cui Nick Carter). La cronaca di Ananas finisce qui.

Recensione: il format non c’è. Nell’impossibilità di fare un talent comico (ormai i comici sono stati scoperti e riscoperti ossessivamente, ce ne sono troppi e tutto è stato sfruttato) si sarebbe deciso di fare una parodia del talent che non c’è (la parodia). Difficile raccapezzarsi laddove lo spettatore (si immagina) non capisce cosa stia guardando, dove le cose non vengono spiegate poiché forse sono inspiegabili. Esempio: se un coach dà un compito da svolgere, di solito vedi uno spezzone dell’originale per capire in cosa consista (non è che piazzi lì il nome di Franca Valeria senza dire chi sia), poi vedi una clip delle prove, invece qui c’è l’assegnazione del compito e poi subito l’esibizione. E’ spiazzante, manca la sequenza giusta, si saltano a canguro interi passaggi. Poi viene eliminato il coach che però si esibisce, poi escono comici che non sono in gara, ma senza che venga spiegato il motivo.

Anche la regia è in grave sofferenza. Il ritorno al Teatro Tam riporta l’immagine alle prime edizioni di Made in Sud, quelle su Comedy Central. Mormone sei ricco, accattati uno studio tv decente. Le zoomate dall’alto in avanti o indietro (mica siamo agli Arcimboldi) sono claustrofobiche perché ti fanno vedere quanto è angusto lo spazio e spezzano da ciò che succede sul palco. .

Occorrerebbe intervenire subito sul prodotto (tipo pompieri che scendono dal palo e salgono di corsa sul camion e si precipitano a sirene spiegate sul luogo dell’incendio), ma è possibile che le 9 puntate previste scivolino via così. L’inamovibilità degli scalettoni di prima serata è uno dei segreti meglio custoditi della comicità italiana. Oppure l’operazione, come sostengono gli amici complottisti, è un “pacco” tirato all’ingenua (nel senso della conoscenza cabarettistica) dirigenza di La7 che, attratta dai numeri di Made in Sud, si è trovata il suo laboratorio. Ci sarebbe così una good company (Made in Sud) lasciata a Rai 2 e una bad company lasciata all’ ingenua (in senso cabarettistico) La7.

Ananas Blog

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9 Risposte to “il Boss dei Comici, la prima puntata”

  1. IR ottobre 21, 2015 a 7:49 am #

    Sono diventati modelli di arte comica chi già era sciatto e volgare. Figuriamoci chi li ha emulati.
    E poi una televisione che butta tutti dentro non può che essere volgare. Anche i talentuosi generati da questa televisione sanno di volgarità, figuriamoci chi non è vestito dal talento

  2. Calabrhouse ottobre 20, 2015 a 8:14 am #

    Non meriterebbe neanche un commento. Ho registrato questa prima (e spero ultima) puntata e non sono riuscito a vederla nonostante il tasto che mi consentiva di proseguirne la visione velocemente. Povero Solenghi, scaraventato in un nulla totale (avrà avuto i suoi buoni motivi ($) per andarci. Comici inutili con battute sentite al bar e in pizzeria. Alcune addirittura a scuola di mia figlia che ha 5 anni. Senza né capo e né coda. Ma dove sono gli attori comici veri? Basta con i villaggi turistici!! Tutto cio’ è un insulto a chi fa davvero questo lavoro da anni non preoccupandosi di farsi vedere in tv a tutti i costi. Quelli de La7 hanno preso una bella fregatura e speriamo che se ne accorgano prima che sia troppo tardi. Volete vedere un programma comico e divertirvi senza cambiare canale ogni 30 secondi? Ebbene… non guardate questo!

    • Carlo ottobre 20, 2015 a 10:23 am #

      Una sola parola;vergogna.Dispiace solo per la 7 che ha buoni programmi e non meritava una cosa simile,io consiglierei di chiuderlo perchè danneggia l’immagine dell’emittente.

  3. Sincero ottobre 19, 2015 a 12:14 pm #

    Programma veramente brutto brutto e pesantissimo (hanno superato loro stessi). Lo stesso Solenghi dice che non sarà lui il Boss la settimana prossima, per carità!
    E’ una parodia del reality e fatta male. All’inizio fanno vedere le persone in fila fuori il piccolo teatro per dare l’impressione che siano in centinaia (hanno detto circa 200?!) ma stranamente tutti con cappelli ed occhiali per non farsi riconoscere…
    Il palco è piccolissimo, la conduzione, per un mattone del genere, doveva essere veloce veloce, invece il parlare piano piano piano non è servito nemmeno a far capire come funziona questo finto reality, perché è un caos di cose messe a casaccio e fatte male.
    Visto che le battute non fanno ridere,e sono sempre le stesse dette e ridette da anni e tutte troppo scontate, hanno pensato di rifare degli sketch di comici del passato ma senza dire i nomi, con la speranza, forse, che i giovani bimbominkia, che non li conoscono, non andassero a rivedere su internet i veri sketch, per rendersi conto quanto i comici originali, come la Valeri ect, siano insuperabili.
    Tutto fatto in modo approssimativo e non professionale, e si è puntato solo sulla presenza di comici (coach) e personaggi (boss) famosi che potessero portare ascolti, ma è evidente che questo non basta!

  4. Marcello Santini ottobre 19, 2015 a 10:00 am #

    Questi tempi li ha descritti benissimo Stefano Disegni in un suo fumetto: guai osare a dire una barzelletta al bar che ti trascinano contro la tua volontà in televisione. Un tempo biblico fa, un 5% di comici andava in TV e comunque in giro ce n’erano pochi, ora che le cifre sono sestuplicate il 95% li trovi in televisione (esempio dell’Apetta a Tu si Que Vales, presenza totalmente assurda). sono sempre le stesse facce, le stesse gags e battute che girano da una rete all’altra. Chiude zelig? Tutti a Colorado, chi ne resta fuori, via a questi talent, sembra che ci sia uno stato d’angoscia che prende chi sta fuori dal piccolo schermo e cerca disperatamente di rientrarci magari a protestantesimo!
    Ma lasciatela perdere questa TV, non paga, non rende famosi, non procura serate e allora che la si fa a fare? Per egocentrismo? Per postare le prodezze su Facebook e bullarsi con gli amici? Per trovarsi la fidanzata? Siete depressi e predisposti alla dipendenza da studio televisivo? Prendetevi un Tavor che funziona meglio! Una domanda a questo punto sorge spontanea: Vuoi vedere che quelli bravi veramente sono quelli che della TV non gliene frega niente?

    • ananasblog ottobre 19, 2015 a 10:40 am #

      ci vorrebbe una sospensione di un paio d’anni del cabaret tv. L’A

      • Emiliano ottobre 20, 2015 a 6:03 pm #

        e in quel periodo di sospensione fare dei seminari per spiegare al pubblico che cose il cabaret…..poi, forse, si puo ripartire.

  5. Giancarlo Senesi ottobre 19, 2015 a 9:39 am #

    Trasmissione ai limiti della decenza non ho mai riso,ho voluto guardarla fino in fondo per trovare un senso a quello che vedevo,regia da teatrino parrocchiale,audio pessimo,la faccia sempre annoiata di Tullio Solenghi e le sue considerazioni finali la dicono tuta sulla tristezza della trasmissione. Sono propenso per la tesi del pacco rifilato alla dirigenza di la7 che si sarà fatta ingannare dagli ascolti di Made in Sud tutti di matrice Campana.

    • ananasblog ottobre 19, 2015 a 9:47 am #

      un senso non c’è (Vasco Rossi aveva capto tutto) ma cercando un senso, speriamo non sia quello del pacco, dopo quello di J-Ax sarebbe il secondo nel giro di poche settimane. L’A

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