Quando eravamo tutti str*nzi o tutti delle m*rde

21 Ott
anatre a Treviso...

anatre a Treviso…

A cura di Alex

Ogni tanto capita ancora di sentire qualcuno che ha avuto dei contatti coi vertici artistici Zelig, e che ti guarda con l’occhio un po’ imbambolato e che ti racconta che è stato trattato con la solita modalità: “io sono stronzo tu sei una merda” (chiedo scusa per i termini, ma solo così rende l’idea), insomma quell’atteggiamento di sufficienza e di poco rispetto verso gli altri, a meno che non ti siano utili, che allora parte lo slinguamento. Fa ridere che sia ancora così, che ci sia ancora un po’ di quell’atteggiamento assurdo che è stato il marchio tipico di viale Monza 140 (l’unico prodotto originale che hanno elaborato). È anche patetico.

In fondo è così da sempre, anche se il gioco “noi siamo stro**i, tu sei una m**da” ha raggiunto il suo culmine all’apice del successo Zelig. Ai tempi non c’era bisogno neanche di fingere: la gente veniva trttatata in malo modo  da parte di chi aveva in mano la mela d’oro del grande successo televisivo. Il sistema è stato sviscerato in questo blog, consisteva nel far vivere alle persone una precarietà continua che scivolava nello sfruttamento e nell’infliggere una serie di piccole/grandi umiliazioni. La parola “stronzo” (richiedo scusa) era uno status symbol per chi comandava, un sostantivo di cui vantarsi, pronunciato con libidine autocompiaciuta (cosa ci sarà da vantarsi poi…).

A cascata si adeguavano tutti ai livelli inferiori. Chi aveva un po’ di potere assumeva atteggiamenti simili a quelli dei vertici. Le “vittime” interiorizzavano, capivano l’andazzo e si adeguavano al ruolo subordinato sperando di raggiungere uno status per cui valesse la pena (non succedeva quasi mai, ovvio). Gino e Michele, impegnati nel pippone teatrale autocelebrativo e autoreferenziale denominato “Passati col Rosso”, dovrebbero raccontare come siano stati capaci di creare quell’incubo. Soprattutto perché. Con quali tecniche. Quella è la loro storia di successo più eclatante e sarebbe davvero interessante, mica i loro testi che non li salverebbe neanche il sottofondo musicale di una bad di 50 elementi dalla loro modestia.

Anche se adesso può capitare di essere trattati con quell’aria di sufficienza (a meno che non gli siate utili, allora parte il linguino), quell’aria di sufficienza che ti fa sentire un po’ una m***a e che ti fa pensare “ma che st***zo”, nulla è paragonabile al passato, in quella che è stata una delle community più bizzarre che siano mai esistite nel mondo dello spettacolo, in cui o ti comportavi da stronzo o venivi trattato come una merda.

Con nessuna nostalgia…

Ananas Blog

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Una Risposta to “Quando eravamo tutti str*nzi o tutti delle m*rde”

  1. Lettore ottobre 22, 2015 a 10:06 pm #

    Ma te sei fuori

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