“La mia apparizione” al David Letterman Show

27 Ott

David-Letterman-logo

Per capire come funzioni davvero un late show (di quelli all’americana irriverenti, cui tanto vorremmo ispirarci) o per chiunque voglia realizzare l’ennesimo David Letterman Show all’italiana (ultimo tentativo deludente: Sorci Verdi di J-Ax su Rai 2) può essere utile leggersi  un racconto del grande scrittore americano David Foster Wallace. Il titolo è “La mia apparizione” e fa parte della raccolta “La ragazza dai capelli strani” (edizioni Minimum Fax) qui su Amazon. Può essere utile almeno per capire un po’ il rapporto tra conduttore e ospite che non è fatto per compiacere tutti e due. Comporta dei rischi finalizzati alla riuscita dello show.

71Yf-XNrJOL“La mia apparizione” racconta di un’attrice di popolari serie televisive, anche scritturata per una pubblicità di una marca di wurstel, che va per la prima volta ospite di David Letterman la sera del 22 marzo 1989 (in quel periodo lo show era prodotto dalla NBC). La narrazione è molto tesa, a tratti quasi come se fosse un thriller.

La protagonista teme David Letterman e le trappole in cui può attrarre l’ospite, con l’obiettivo di metterlo in difficoltà, di trasformarlo in uno zimbello, di sorprenderlo rendendo spettacolari le sue difficoltà.

Insomma, tutto il contrario dell’ospitata paracula italico marchettara. Tutto il contrario di: ti faccio un favore che poi ricambierai. La stessa figura di Letterman è percepita in modo ambivalente: forse è davvero un cinico, forse no, forse si tratta solo di un grande professionista:

“L’intera trasmissione si nutre della ridicolaggine di tutti. È il fatto che il pubblico capisce che lui sceglie consapevolmente di rendersi ridicolo a renderlo immune dall’essere ridicolo, quel figlio di puttana non è scemo” (pagina 240). 

“Non è una questione di cattiveria. E’ questione di ridicolo. Quel bastardo si nutre di ridicolo come un enorme parassita con le lentiggini. Tutto il programma si nutre di queste cose: quando le situazioni diventano assurde, si monta e gonfia. Letterman assume quell’aria sazia, oscura e raggiante.” (pagina 239).

Un grande scrittore come Wallace riesce a sintetizzare in poche parole l’essenza di un programma televisivo e la personalità del suo conduttore (forse neanche il suo talento sarebbe riuscito a definire format confusi  come Sorci Verdi e Il Boss dei Comici). Allora che fare? Innanzitutto fornirsi di Xanax per prevenire l’ansia… La protagonista, aiutata dal marito, importante dirigente televisivo si guarda i VHS dello show, studia le mosse dell’avversario, si prepara nell’atteggiamento da ostentare, fin nell’abbigliamento, prepara le contromosse, anche per il rischio che l’intera sua carriera d’attrice venga messa in secondo piano dal ridicolo dell’essere diventata testimonial di una marca di wurstel.

Alla fine andrà “in battaglia” usando uno stratagemma molto particolare e finirà che… Beh, leggetevi il racconto, ne vale la pena, perché:

“Perché se nessuno è veramente come lo vediamo”, dissi, “Questo varrebbe anche per me. E per te.” (pagina 268). 

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: