lo scalettone miete altre vittime: Luca e Paolo

11 Nov
Luca e Paolo si sono mangiati lo Scalettone o è lo Scalettone che si è mangiato loro?

Luca e Paolo si sono mangiati lo Scalettone o è lo Scalettone che si è mangiato loro?

UNA FORMULA INVINCIBILE – Lo Scalettone (leggi qui per approfondire) è quella formula, con cui sono costruite le trasmissioni comiche di prima serata, basata su una scansione ottusamente ripetitiva. Lo Scalettone è superiore alla volontà di chiunque ne faccia uso, è come una ragnatela che non può essere spezzata, è come le sabbie mobili nelle quali si affonda per forza. I suoi principali inventori adesso se ne vanno in giro in teatro ad auto celebrarsi, tenendo nascosta quella che è la loro invenzione più originale ed oscura.

UNA TOTALE SORPRESA – Quando fu annunciato che Luca e Paolo avrebbero condotto Colorado, ci si aspettava qualche cambiamento con l’innesto dei loro autori Paola Vedani e Martino Clericetti, della band guidata dall’amico Pippo Lamberti e l’aggiunta del loro carattere non certo remissivo. Invece no. Già alla vigilia della messa in onda, Luca e Paolo si proclamavano i “filippini” di Colorado (vedi qui intervista). Stereotipo etnico a parte (Le Filippine contano 92 milioni si abitanti e si immagina ci siano tutti i mestieri come in tutte le altre nazioni) loro intendevano: essere  presenze discrete che fanno un lavoro di pulizia.

Il tempo in cui hanno toccato con mano la potenza dello Scalettone e operato la sottomissione alla sua superiorità è stato brevissimo. Sono bastate un po’ di prove generali. Forse lo sapevano già, forse non hanno nemmeno combattuto, forse ci sono rimasti invischiati. Così sono partiti alla grande, col loro indubbio mestiere, facendosi offendere dagli altri comici (ma questo è uno stereotipo tipico dello Scalettone), poi fingendo ironia e distacco (altro stereotipo della conduzione scalettata) o fingendo di crederci o di indignarsi (altra manfrina già vista milioni di volte). Anche le interazioni con Pippo Lamberti hanno preso a cadere con la regolarità dell’essere un “gradino della scaletta”.

Qualche acuto osservatore ha suggerito che, al contrario, Luca e Paolo hanno preso il controllo della scaletta e che fanno ciò che vogliono senza ascoltare il resto del gruppo. Potrebbe anche essere vero, ma lo Scalettone, comunque, ha indubbiamente preso il controllo su di loro.

ABBASSARE GLI STANDARD – Lo Scalettone ha la caratteristica di abbassare il livello artistico di chi vi partecipa. E’ una regola cui non si può fuggire. Per esempio: gli autori sognano la comicità di qualità, ma sono costretti a scrivere banali giochi di parole; i comici ammirano i grandi comedian, ma sono costretti a travestirsi da pupazzi; i conduttori si rifanno ad Arbore o a Walter Chiari, ma non possono andare oltre a “il prossimo comico è…” “Oh, ma cosa sta dicendo?!”.

Ogni gradino dello scalettone è uno stereotipo ripetitivo che non contiene alcuna idea originale. Per questo semplice motivo abbassa il livello di chi vi partecipa. E’ una cosa scientifica. L’unica è fuggire via e magari fare film che incassano 50 milioni di euro come è successo a Checco Zalone. Oppure fuggire via e basta.

Chiunque andrà fuori ruolo. Succederà esattamente quando verrà inserito nello Scalettone, poiché lo Scalettone è un “non luogo”: non dice nulla, non ha progetti se non la propria conservazione e riproduzione. Non è molto distante da questo. E’ ottuso e fa dell’ottusità la propria forza. Lo si può solo assecondare: via ogni aspirazione artistica, via i “sotto testi” e le “citazioni colte” che qualcuno cerca di inserire e che scivoleranno via senza che nessuno se ne accorga, senza che a nessuno importi un cazzo.

IL CENTONE – Così il “centone” (cioè la parodia musicale) viene abbassato di livello, laddove non c’era riuscito il festival di San Remo (Luca e Paolo fecero un’eccellente figura con quello su Fini e Berlusconi) e Giass (un’ottima parodia dei 2 marò, che fece arrabbiare un po’ di gente, in una trasmissione passata talvolta un po’ troppo inosservata).

In primo luogo occorre mettere il centone in relazione con quello de I Panpers, poiché la scaletta prevede già un momento musicale. La scelta di pupazzare Luca e Paolo si può spiegare con la necessità assoluta di far prevalere l’aspetto esterno sul contenuto, in modo che il centone non “spacchi”. Lo Scalettone non potrebbe sopportarlo. La gente deve tornare lì. A rifare le stesse cose. Nulla che renda gli artisti indipendenti dallo Scalettone può uscire dallo Scalettone stesso. Lo Scalettone vede come una minaccia i fenomeni virali che portano visualizzazioni da altre parti.

Ma lo scalettone ha un’arma in più, quella definitiva, descritta in ciò che viene chiamata la Legge di YMCA (leggi qui). In effetti se un pezzo di satira (già pupazzato) viene messo assieme ad altri pupazzi, giochi di parole, luoghi comuni sulle donne e tormentoni (alternanza richiesta avidamente dal Dio Scaletta) anche il pezzo di satira perde ogni significato.

Crozza il giorno dopo viene condiviso sulle principali testate online, Luca e Paolo coloradiani no. Perché Crozza è uno dei pochi ad aver esorcizzato e sconfitto lo Scalettone.

Così voi che questa notte guarderete le stelle di un novembre così caldo e limpido, ricordatevi di dire una preghiera per le ultime vittime dello Scalettone: da poco Il Boss dei Comici (invischiato nell’obbligo di far ruotare i comici come da scaletta, obbligo che si è divorato ogni idea originale del format) e infine i due ex gemelli del gol della risata: Luca e Paolo. Forse lo sono ancora, gemelli della risata, ma solo al di fuori dello… Scalettone!

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

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3 Risposte to “lo scalettone miete altre vittime: Luca e Paolo”

  1. Sincero novembre 12, 2015 a 12:18 pm #

    Concordo…. non si deve più mandare in onda sulle tv generaliste lo Scalettone.
    Se vogliono fare un programma comico devono allontanarsi dallo Scalettone riducendo il numero di ore di messa in onda e soprattutto il numero spropositato di “comici” che non fanno ridere e fanno sempre le stesse cose, e ripuntare, come si faceva una volta, sulla qualità (meglio pochi ma buoni).
    Il problema è che vogliono per forza mandare in onda tutti i 40 comici nella stessa sera.
    Ma se vogliono per forza mandare in tv tutti quelli che fanno parte del “famoso laboratorio”, che non mandassero sempre gli stessi ma a turno, magari di 10 a puntata (sempre se siano in grado di “studiare” dei monologhi e sketch che facciano almeno sorridere, e chi non fa ridere con parrucche e tormentoni mandarli a CASA!).
    La colpa, comunque, è sempre di chi decide di mandarli in onda sulle tv generaliste senza verificare prima la qualità.

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  1. Colorado puntata del 25 novembre 2015 | - novembre 26, 2015

    […] televisivi”. Un mito di cui non interessa più niente al pubblico. Non c’è solo lo Scalettone di prima serata portato avanti in modo ripetitivo, ma anche operazioni come Il Boss dei Comici, […]

  2. a quando il cedimento strutturale di Made in Sud? | - novembre 16, 2015

    […] e una fine, è facile prevedere anche la fine degli scalettoni comici televisivi di prima serata (leggi qui per saperne di più). Anche di quello che adesso sembra godere di maggiore salute, vale a dire Made […]

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