Se Checco Zalone poi avesse seguito i consigli di Michele e di Maurizio

18 Gen
La locandina di Quo Vado? dal sito di Famiglia Cristiana (link all'immagine)

La locandina di Quo Vado? dal sito di Famiglia Cristiana (link all’immagine)

Quo Vado? il film di Checco Zalone (alias Luca Medici) ha polverizzato ogni record d’incassi per il cinema italiano. Ha generato anche un dibattito virale incredibile: per giorni, per settimane non si è parlato d’altro. Un successo del genere non era prevedibile e, se fossero state fatte altre scelte, probabilmente non si sarebbe realizzato in queste proporzioni. Facciamo attenzione alla cronologia degli eventi (vedi qui Wikipedia):  

il 2 e 9 dicembre 2011 Zalone si esibiva in due prime serate su Canale 5 dal titolo “Resto Umile World Show”. Era reduce dal successo del 2009 di Cado dalle Nubi, (14 milioni di euro d’incasso) e da quello del gennaio 2011 di Ma che Bella Giornata (43 milioni di euro d’incasso). La presenza a Zelig, che gli aveva dato la grande popolarità iniziale, era ferma alle stagioni 2006, 2007 e 2008.

Fu dopo il Resto Umile Show che Michele Mozzati (interpretando di sicuro un pensiero simile di Gino Vignali) si rammaricò pubblicamente. Disse, in parole povere, che Luca Medici/Zalone con quello show aveva bruciato due anni di sketch televisivi. La considerazione aveva una sua logica, era perfettamente razionale: Checco Zalone avrebbe dovuto continuare a godere dello show Zelig di prima serata. Claudio Bisio lo invitò pubblicamente a tornare. Voci di un suo possibile ritorno circolarono anche in seguito. Zalone non tornò più.

Poi arrivarono i travolgenti Sole a Catinelle e l’attuale Quo Vado? che ha fatto il botto epocale. Se Zalone avesse accettato di tornare a Zelig a fare pezzi da 5 minuti in batteria sarebbe stata una sottile umiliazione e una evidente retrocessione (questo è un punto che pochi riescono a vedere, cioè che certe scelte rappresentino un passo indietro per chi le compie). Il consiglio razionale di Michele Mozzati avrebbe esposto Checco Zalone a un ambiente  depresso sul lato cinema. Zelig è stato una miniera d’oro per il cabaret tv, ma una miniera dismessa per il cinema, a partire da La Grande Prugna, passando per Ti Stimo Fratello, per arrivare all’ultimo progetto mai partito (con monologhista di successo).

Inoltre Zalone si sarebbe tuffato in uno show proprio nel momento in cui cominciava il suo inarrestabile declino. Anche qui viene in soccorso la cronologia. Nel gennaio 2011 era iniziata la stagione a conduzione Bisio e Cortellesi (i primi scricchiolii) incombeva il gennaio 2012 e la partenza della stagione in cui la discesa iniziò a essere rovinosa e non si fermò più.

Altro consiglio (o filosofia di lavoro), anche questa volta molto razionale, ma che avrebbe avuto effetti ancora più negativi è quello dato da un altro manager esperto dal nome familiare: non Michele ma Maurizio (Totti NDR). Egli (leggi qui) ha teorizzato l’uso nel cinema dei remake (rifacimenti) che sarebbero molto più redditizi delle opere originali. Ora, il miglior incasso di tutti i tempi del cinema italiano è un’opera originale. Scritta cucita su misura sul protagonista. Con l’amico di sempre, coautore e regista Gennaro Nunziante.

Opera Originale batte Remake 60 a 4. Non si tratta del punteggio di una partita di rugby tra All Blacks e una selezione delle Isole Fiji, ma degli incassi di Quo Vado? (siamo vicini ai 60 milioni di euro) e l’ultimo campione dei remake coloradiani,  “Belli di Papà” che ha portato a casa un ragguardevole incasso di 4 milioni di euro, ma che è pur sempre un misero 6,6% di ciò che ha spazzolato via l’opera zaloniana.  

Insomma se Checco Zalone avesse accettato la retrocessione a produttore di sketch tv e si fosse messo alla ricerca di un adattamento di un film argentino o brasiliano o spagnolo, cosa sarebbe successo?

Ciò non toglie che Michele e Maurizio siano dei manager molto razionali.

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

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10 Risposte to “Se Checco Zalone poi avesse seguito i consigli di Michele e di Maurizio”

  1. rael gennaio 20, 2016 a 6:26 pm #

    Piccolo appunto….il successo del film non solo era prevedibile, ma pure previsto: si sapeva già da un mesetto prima che lo avrebbero distribuito in 1200 copie…che dopo un paio di giorni son salite a 2000. Chi fa una mossa del genere in Italia o è pazzo o sa già in partenza di rientrare con i costi tramite semplice vendita di biglietti al cinema; da notare anche che siccome è un record di incassi, il biglietto adesso costa un euro in più (!).

    • ananasblog gennaio 20, 2016 a 6:31 pm #

      Certamente, spostiamo l’imprevedibilità agli inizi, quando Zalone era una star del cabaret tv. L’A

      • Sincero gennaio 21, 2016 a 12:04 pm #

        Bisogna sottolineare che Checco Zalone, in dialetto barese Che cozzalone! che significa letteralmente in italiano “Che tamarro!”, ha avuto il CORAGGIO di rinunziare ai 5 minuti in tv, a differenza dei 2 oppure 3 bravi che continuano ad accettare di andare in onda in queste trasmissioni (Zelig, Colorado e Made in Sud), per portare un poco di ascolti, insieme a quelli che non fanno ridere affatto, perché non vogliono “rischiare” come ha fatto Zalone! Quindi, non faranno mai una carriera per conto loro, in quanto legati in eterno a queste trasmissioni…
        Per quanto riguarda il grandissimo ed INASPETTATO successo di QUO VADO? (che ha già superato TITANIC ed è prossimo a superare AVATAR!) bisogna dire che è stato richiesto e distribuito in tutta ITALIA a differenza di film, come ad esempio l’ultimo di Siani “Si accettano miracoli”, che è stato distribuito in tutti i cinema del Sud (nelle Multisale addirittura in più sale) per poter incassare il più possibile (sono strategie di marketing).
        Quindi, tutti quelli che vogliono dare una spiegazione al successo di Luca Medici per invidia, si facciano una ragione! Lui in assoluto è il comico, rappresentante del SUD Italia, che piace a tutti gli ITALIANI(Nord, Centro e Sud) perché è bravissimo e fa ridere!

        • rael gennaio 21, 2016 a 8:50 pm #

          A me non fa ridere…nè in tv né al cinema, eppure sono italiano.
          Il successo comunque non era inaspettato, ma calcolato e studiato a tavolino con marketing e distribuzione nei cinema (come peraltro sottolineato da Verdone).

          • Sincero gennaio 22, 2016 a 9:10 am #

            Non si può piacere a tutti, infatti, a me non fanno ridere i film di altri comici, come ad esempio l’ultimo di Siani che ha ricevuto premi su premi per il maggior incasso dell’anno con 14milioni con una distribuzione nei cinema del Sud, tutto calcolato e studiato con una strategia di marketing, come tutti fanno del resto. A Zalone quanti premi per il maggior incasso dell’anno daranno??? Vedremo.
            Carlo Verdone, intervistato dal Fatto Quotidiano, dopo aver ammesso di apprezzare Checco Zalone ha dichiarato che un film col comico pugliese lo farebbe: “Se domani si presenta, perché no? Ma va talmente forte, che ci fa con me?” ed ha aggiunto ” Se prende 1.200 sale sa già che vince al primo cazzotto” perché piace!
            Ha detto “…Dovrebbe quotarsi in Borsa comprerei subito delle azioni. Se 7 milioni di persone corrono al cinema, una novità evidente c’è. Io ho portato otto persone a vedere Quo Vado? e mi sono divertito. Se avessi avuto il suo telefono lo avrei chiamato. È intelligente e anche molto umile”.
            “…D’altronde è pure vero che con gli incassi di Zalone alcune sale hanno respirato e Quo Vado? ha messo una grossa pezza su tanti conti in rosso.”
            Quindi, devi sentire tutto il discorso di Verdone e non estrapolare solo una frase… Saluti.
            http://www.huffingtonpost.it/2016/01/14/carlo-verdone-checco-zalone-quo-vado-intervista_n_8976592.html

            • rael gennaio 24, 2016 a 2:00 pm #

              Non ho stereotipato, ma sottolineato la parte esclusivamente dedicata alla distribuzione delle copie: se costruisici mille Panda e una Ferrari secondo te chi fa più successo? Ovviamente la Panda..eppure la qualità è quella che è..tant’è che lo stesso Zalone ha risposto in modo cafone a Verdone dicendogli “hai detto una ca**ata”. Quindi ti consiglio di mandare il link pure a Zalone. Saluti.

              • Sincero gennaio 25, 2016 a 8:43 am #

                Sei per caso un Posto fisso?!?
                A parte gli scherzi, se mandano un tuo film, oppure di chiunque altro, in 1200 cinema d’Italia stai sicuro che non arrivi nemmeno per sogno a questa cifra.
                Quo vado? non fa ridere a te per le battute ma ti ho fatto l’esempio di altri film come Si accettano miracoli dove viene mandato in tutti i cinema del Sud per strategia di marketing e ci sono battute infelici che non fanno ridere affatto, come quella di dire ad una ragazza cieca che il rumore che sentiva era “nu puorc”, cioè un maiale, ed, invece, era un bambino obeso ect ect.
                Tu dovresti leggere bene l’articolo. Infatti, Verdone ha rilasciato l’intervista DOPO che hanno portato a Zalone il Tapiro d’oro e Checco Zalone (che significa “che cafone”) ha risposto per strada rincorso da Staffelli di Striscia la notizia.
                Inoltre, nell’articolo, “..Alla luce di tutto questo la disputa si sgonfia inevitabilmente e Verdone annuncia: “Viva Zalone e questa ridicola pseudo polemica, per favore, chiudiamola qui”. Ed ha proprio ragione!
                Caro rael, con questa ridicola pseudo polemica chiudiamola qui, per favore, e viva Zalone! Adios.

  2. Sincero gennaio 19, 2016 a 1:01 pm #

    Checco Zalone (Luca Medici) lo possiamo considerare un secondo Alberto Sordi.
    E’ un grande! Fa ridere, sa cantare ed imitare, è laureato in Giurisprudenza, ha frequentato il conservatorio, e nei suoi film rappresenta la società di oggi (alla faccia dei politici!), un fustigatore acuto dei vizi degli italiani, un fiero avversario del politicamente corretto e lo fa molto bene!!! “Quo Vado?” supererà anche Avatar e sarà il film più visto in assoluto perché fa ridere dall’inizio alla fine (tra Raccomandazioni politiche, posti fissi dove si “lavora” fino alle 14;00 per non fare niente, regali al posto fisso ect ect…).
    Per quanto riguarda i programmi come Zelig, Colorado e Made in Sud, tutti dovrebbero fare come Zalone, cioè, dopo essere apparsi per qualche anno in uno di questi programmi per 5 minuti, lasciare la trasmissione per dare spazio ad altre persone, e non rimanere in eterno (ormai sono diventati vecchi) con parrucche, tormentoni e battute banalissime da bimbominkia (a quelli col posto fisso invece conviene ma hanno stancato), ma soprattutto quei 2/3 che si sono distinti perché più bravi, se continueranno con questi programmi, non avranno mai una loro carriera…..
    Sicuramente Luca Medici non farà nemmeno quello che hanno fatto Abatantuono con Colorado e Siani (Alessandro Esposito) con Made in Sud, perché lui è uno che non pensa al guadagno facile facile ….
    Infatti, a chi lo avrebbe voluto come ospite al Festival di Sanremo ha risposto di no ed ha detto “..E’ un’ospitata strapagata ma sono soldi pubblici….” ed ha rifiutato anche di fare la Pubblicità nonostante cifre da capogiro.. E’ UNICO!

  3. Pozz gennaio 18, 2016 a 11:29 am #

    …e invece adesso Zalone, se volesse, lo Zelig se lo potrebbe comprare.

    • ananasblog gennaio 18, 2016 a 1:27 pm #

      Buongiorno, scusate, sono il Gino Vignali, la cosa mi interessa. Cosa ci guadagno? Cedesi anche agenzia di culto con nome di film di Woody Allen…

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