Archivio | febbraio, 2016

Giancarlo Bozzo in Paradiso

29 Feb

 

dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/

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Secondo molte credenze spirituali, nell’aldilà c’è una continuazione con ciò che ci è successo in questa vita. Per esempio, Dante Alighieri pone i lussuriosi nel secondo cerchio dell’inferno, in punizione, travolti dalla bufera così come furono travolti in vita dalla libidine. Il concetto stesso di Karma (vedi qui) stabilisce una conseguenza tra ciò che facciamo e il ciclo della reincarnazione. Così ci siamo chiesti quale potrebbe essere il karma di Giancarlo Bozzo, direttore artistico di Zelig, in base a come ha operato in vita. Auguriamo al Giancarlo un’esistenza lunghissima e immaginiamolo trapassare alla veneranda età di 100 anni e oltre.

Giancarlo Bozzo, saggio e canuto

Giancarlo Bozzo, saggio e canuto

Così come lo sceriffo del film Pat Garret & Billy the Kid egli sta bussando alle porte del Paradiso. In sottofondo non c’è Knocking on heaven’s door di Bob Dylan, ma un medley di centoni (roba tipo: come Laura Pausini, Gianni Morandi,  Vasco Rossi canterebbero Fratelli D’Italia).

Bozzo, anche leggermente intimidito dall’ambiente (gli angeli sono scorbutici e ti guardano come se non valessi nulla) bussa, bussa, ribussa  ancora e, finalmente, riceve la risposta di San Pietro:

Pietro (inespressivo e lievemente scocciato) – chi è?

Bozzo – sono Bozzo, Giancarlo Bozzo…

Pietro (silenzio).

Bozzo – … Il direttore artistico di Zelig.

Pietro – (non si capisce se è contento o meno) ah, sì, Bozzo, ciao, come va?

Bozzo – io bene…

Pietro – Dimmi.

Bozzo (girandoci attorno) – beh, sono qui, dovrei entrare in Paradiso (non sapendo come dirlo direttamente) vorrei, cioè, così… posso entrare?

Pietro – (elusivo e annoiato) beeeeh, cioè, adesso sono in riunione… (pausa in cui si sente sospirare non si sa se con fastidio o meno) puoi bussare qui tra 15 giorni?

Bozzo (reprimendo la domanda “cosa ci faccio qui fuori 15 giorni?!”) – okay, mattina o pomeriggio?

Pietro (con leggero disprezzo) – qua non ci sono né mattina ne pomeriggio, c’è la luce eterna. (Saluto sbrigativo alla milanese) Ciao, ciao, un abbraccio, ciao, ciao.

Sono passati 15 giorni e un Giancarlo Bozzo devastato dalla tensione, dall’ansia di entrare in Cielo, dalla paura di essere rifiutato, bussa di nuovo alle porte del Paradiso. Si è fatto il film dell’incontro un sacco di volte ed è svuotato psicologicamente.

Bozzo – Ciao, sono Giancarlo.

Pietro (neutro) – ciao. Dimmi.

Bozzo – (intimidito) volevo sapere, cioè, pensavo di entrare in Paradiso, no? (prova a fare lo spiritoso) mi hanno detto che i provini sono qui. Continua a leggere

Liberiamo i comici dalle pellicce!

27 Feb
Fatima Trotta (Masha) e Nello Iorio (Orso)

Fatima Trotta (Masha) e Nello Iorio (Orso)

Cosa spinge un comico affermato a mettersi una pelliccia? è successo a Nello Iorio, uno degli artisti di punta della scuderia di Made in Sud: grande mestiere, tanto lavoro live pagato bene. Emerso alla popolarità televisiva col personaggio del Nonno Moderno (una giacca e una parrucca, un semplice pretesto per fare monologhi di cabaret) a Made in Sud il 23 febbraio 2016 si è esibito vestito da orso a fianco di Fatima Trotta nella parodia della serie animata Masha e Orso. Uno si immagina che tra i privilegi del successo, per un comico, ci sia il liberarsi dagli orpelli, dalle parrucche, dai camici e dalle giacche buffe, non certo quello di diventare impellicciato.

Si sa che certe mascherate servono ad attrarre il pubblico dei bambini, però se te le chiedono fai sempre in tempo a dire di no, a inventarti un’allergia al peluche a indicare qualcuno più in basso nella scala gerarchica che si faccia carico dello sketch. Dentro al costumone a sudare orrendamente sotto le luci dei riflettori o nei camerini ci può stare qualcuno che magari ne ha più bisogno. Allora perché, perché vestirsi da orso? Mistero affascinante. E’ come se, accettando tutto, ci fossimo a mano a mano abituati a non dire mai di no.

Curiosamente Ananas Blog sta lavorando al racconto esclusivo di quelle che sono state definite Paranoie Comiche (esordio a maggio 2016). Le paranoie comiche hanno anche a che vedere coi “costumoni” che rappresentano un’evoluzione del semplice personaggio. Si racconta, tra le tante, la triste storia di Tony, il comico sovrappeso che svenne dentro il costumone da mucca e tutti lo scambiarono per una gag. Il fatto che un testo teatrale in attesa del debutto possa vedere nel futuro o anticipare il presente immediato è un esempio di quanto profonde sia diventate le paranoie comiche.

Sì, ma Riccardo Cassini, che dice dei costumoni?

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

Made in Sud del 23 febbraio 2016

24 Feb

MadeMade in Sud, dopo una pausa di 10 mesi, torna con 2.139.000 spettatori, 9,82% di share. Breve cronaca: Gigi e Ross, Santino Caravella (piglia la Puglia), Gigi e Ross: Morgan è tornato a San Patrignano, Fatima Trotta, Elisabetta Gregoraci (battute su Briatore). Sigla. Gli Arteteca promuovono il film Vita, Cuore, Battito. Francesco Cicchella imita un Massimo Ranieri molto ginnico, Professor Fischetti momento Twitter, il signor Scapece scambiato per Virginia Raffaele. Balletto con inquadrature un po’ fuori tempo. Battute offensive soft su Fatima. Eddy Scampia – Pasquale Palma; Mariano Bruno Pigroman.

Paolo Caiazzo – Cardamone: la legge Cirinnà è sui matrimoni gay (non risulta NDR), Mascia e Orso parodiati da Nello Iorio e Fatima Trotta (sono uscito a orso nudo). Ciro Giustiniani fa il boss delle cerimonie (a centinaia, a migliara), Triscia fan degli One Direction (da Il Boss dei Comici), Enzo e Sal l’incazzatore personalizzato, Mino Abbacuccio con la novità del tatuatore; Gigi imita Gabriel Garko che si impappina leggendo il gobbo; dalla Sicilia il Trio d’Italia I 4 Gusti (da Il Boss dei Comici, più avanti ci sarà anche Rosaria Miele – Miss Illude e i “motori di ricerca” il Trio D’Italia, sempre da Il Boss…), I Gomorroidi – Ditelo Voi (c’è molta concorRenzi), Pasquale Palma fashion blogger. Nello Iorio – Nonno Moderno.

La cronaca di Ananas finisce qui. Su Tv Blog il live completo. Recensione: tutto col 20-30% di energia in meno rispetto al passato, ma è inevitabile.

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

Alessio Tagliento: se fossi capoprogetto a Colorado…

22 Feb
Tagliento assieme alla bohème comica tanti anni fa...

Tagliento assieme alla bohème comica tanti anni fa…

Il sondaggio su quale sarebbe il capoprogetto (ideale) di Colorado (vedi qui) ha visto il trionfo di Alessio Tagliento (vedi qui) risultato un po’ a sorpresa, ma neanche tanto. La chiave del mistero può essere racchiusa nella foto sopra: Alessio in mezzo a tanti amici, comici, almeno una dozzina di anni fa (2003) in quella new wave milanese che in seguito ha conquistato un po’ tutta l’Italia. Ananas Blog ha deciso di intervistarlo, su un tema molto semplice: cosa faresti se davvero fossi il capoprogetto di Colorado? Vediamo cosa ne è venuto fuori:

Alessio, ciao, vuoi dire qualcosa a quelli che ti hanno votato?
Grazie a tutti, manterrò quanto promesso durante la campagna elettorale. E ci tengo a dire che quelle ragazze con cui sono stato fotografato sono solo amiche.
Hai fatto opera di passaparola o il voto è stato spontaneo? A cosa attribuisci il successo?

Ho telefonato casa per casa, sfruttando l’agenda del Papa. Ho promesso 80€ in busta paga, specie a chi non ha la busta paga. Seriamente, credo sia una piacevole combinazione. Evidentemente chi legge Ananas Blog mi vuole bene. Non credo sia un successo. Ma un piccolo attestato di stima, si. Grazie veramente.

Mettiamo che tu diventi capoprogetto di Colorado, un breve elenco di cose che miglioreresti e perché
Colorado è un ottimo programma e non mi permetterei mai di giudicarlo. Non li chiamerei miglioramenti ma idee per variare un po’.
Colorado è potenzialmente più vicino al Sturday Night Live americano di molti altri spettacoli comici. 
Io ho la mania degli spettacoli corali (Scaldasole docet) e tornerei agli sketch di gruppo come già aveva fatto Cesare (Vodani).
Cercherei di aumentare la percezione dell’empatia tra conduzione e comici, aumentando la confidenza e la compartecipazione nella creazione del pezzo, come si fa al laboratorio artistico di Zelig e nelle serate prova di Off o Circus.
Poi dedicherei l’ultima  parte del programma alle nuove leve, una sorta di Colorado Off, dove anche Colorado stesso possa fregiarsi di nuove scoperte, magari lasciando guidare un presentatore anch’egli nuovo o meno istituzionale. Un Off in coda al Colorado mainstream, insomma.

Ma giuro che per quest’ultimo concetto, sto parlando in generale, lo farei anche a Zelig o a Made in Sud.

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Sondaggio capoprogetto Colorado: risultati a sorpresa

21 Feb

Il quesito di Ananas Blog, su quale sarebbe il miglior capoprogetto in sostituzione dell’uscente Dario Viola (vedi qui il sondaggio) ha riservato alcuni risultati a sorpresa. In primi luogo una marea di voti (ben 587, e un picco di 1.813 visite al blog il giorno del lancio del sondaggio) anche se era consentito il voto multiplo, ciò testimonia comunque di come il tema sia sentito: essere a capo di Colorado è una posizione ambita e, a cascata, può determinare il futuro televisivo, o meno, di molti.

Alessio Tagliento FB profile

Alessio Tagliento FB profile

La sorpresa è stata il voto in massa per Alessio Tagliento: 209 voti col 36% in valore assoluto. Alessio è già stato autore a Colorado, ha firmato trasmissioni di prima serata e conosce a menadito la comicità per averla frequentata fin dai tempi gloriosi di Scaldasole.

Nella graduatoria per diventare capoprogetto di Colorado è comunque un outsider (lo era anche Vodani quando venne nominato a sorpresa NDR).

Il fatto che tanta gente possa averlo votato è sicuramente un segnale: la voglia di cambiamento, il fatto che si speri di uscire dal solito scalettone ormai in crisi nerissima, tornando ad ascoltare anche le esigenze del comico.

Luciano Federico FB profile

Luciano Federico FB profile

Al secondo posto, a una certa distanza, c’è Luciano Federico (131 voti, share del 22%). In questo caso la scelta è stata più istituzionale. Luciano è molto inserito nel magico mondo tottiano e la sua candidatura avrebbe più chance. Gli altri sono rimasti a distanze siderali. Per esempio Lucio Wilson è al 3% con 16 voti, anche se ha ricevuto qualche commento favorevole sulla sua “idoneità”. 

Molti hanno considerato il sondaggio troppo tecnico, troppo da addetti ai lavori. Qualcuno non conosceva nessuno dei nomi elencati. Continua a leggere

Maggioranza Assoluta: la rivoluzione del Talk Show?

17 Feb
il logo di Maggioranza Assoluta

il logo di Maggioranza Assoluta

Giovedì 18 febbraio, in diretta dalle 23.30, prende avvio il nuovo format di Italia 1: Maggioranza Assoluta. E’ un’interazione tra un talk e un game show. Cinque opinionisti si sfideranno su temi di attualità, a mano a mano verranno eliminati tramite televoto dal pubblico da casa. Alla fine ne resterà solo uno, il vincitore (Qui vince chi vi convince è lo slogan). Sono previste due puntate di prova, poi se tutto andrà bene… L’interesse  di Ananas è dato da una duplice presenza: il capoprogetto della parte autorale sarà Cesare Vodani, già a capo di Colorado negli anni più gloriosi, da questa stagione in forza alla struttura Video News e qui impegnato in un format che non è comico (capoprogetto della parte giornalistica sarà Irene Tarantelli). Un autore, e questo sarà sempre più stringente in futuro, non può limitarsi a compilare una scaletta, a scrivere qualche gag, ma dev’essere in grado di affrontare e padroneggiare tutti i tipi di linguaggio televisivo e non.

Tra gli opinionisti della prima puntata ci sarà il comico Andrea Pucci, in un ruolo serio. Non gli sarà richiesto di dire due battute qua e là per fare simpatia, come ci si aspetta da un ospite cabarettistico, ma dovrà battagliare con delle volpi del Talk Show come Filippo Facci, Vladimir Luxuria, Francesca Barra e Roberto Formigoni. Alla conduzione Pierluigi Pardo che si è già distinto tra l’altro nella trasmissione Tiki Taka. Sarà affiancato da Irene Pivetti come presidente. Carlo Alberto Cavallo (già Grande Fratello) avrà il ruolo di psicologo. La regia è affidata a un nome importante: Roberto Cenci, al top nella professione registica. Si tratta comunque di una sfida difficile, affascinante, che potrebbe anche mettere degli elementi di novità in un genere in crisi come quello dei talk show.

In bocca al lupo!

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

Scegli tu il nuovo capoprogetto di Colorado!

15 Feb
da Pixabay.com

da Pixabay.com

Passati per sempre gli anni della gestione di Cesare Vodani, e anche quelli dell’interregno di Dario Viola, adesso Colorado deve andare alla ricerca di un nuovo capoprogetto, che possa accompagnare il format così com’è o contribuire a qualche forma di rinnovamento. Non è facilissimo.

Alle spalle c’è l’onda perfetta del flop di Luca e Paolo le cui conseguenze (si immagina) siano pesantissime almeno a livello psicologico. Vediamo, con un sondaggio informale, quali potrebbero essere i candidati.

Sono consentite le risposte multiple:

Ananas Blog

Riccardo Cassini nuovo capoprogetto di Made in Sud

14 Feb

Riccardo Cassini (foto profilo Facebook)

Riccardo Cassini (foto profilo Facebook)

L’indiscrezione clamorosa riguarda la parte autorale di Made in Sud che ricomincerà martedì 23 febbraio. Come scritto in precedenza (vedi qui), il fin qui capoprogetto e cointestatario del marchio Paolo Mariconda  non seguirà più la trasmissione, anche se manterrà la firma. Al suo posto, in studio e sulla scaletta ci sarà un nome pesante: Riccardo Cassini, autore tra gli altri di Fiorello e Panariello e dell’ultimo fortunato Sanremo, napoletano, quindi conoscitore del tema e degli artisti della scuderia Mormone. Per esempio, un bel po’ di anni fa, fu coautore dell’esilarante sitcom Orip Orap assieme ai Ditelo Voi, che andò in onda su TeleNapoli/Canale 34.

Non ci sono notizie ufficiali di questo passaggio di consegne autorale, ma ciò non stupisce. Partiamo dal fatto che Made in Sud  non sembra andare verso la ricerca e l’inserimento di nuovi comici. Nel senso che verrà confermato più o meno il solito cast, con le solite maschere, i soliti tormentoni, lo stesso tipo di comicità, nello stesso scalettone. In un contesto simile, uno bravo si inserisce velocemente e con relativa facilità. L’unica è avere un po’ di pelo sullo stomaco per sorvolare su una comicità non sempre di livello, soprattutto già vista e rivista fino allo sfinimento. Glissare su tutto fingendo di divertirsi e di fare una cosa figa potrebbe essere la strategia migliore.

Sì, ma in tutto ciò, Beppe Tosco che dice?

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

una canzone con un messaggio di pace e fratellanza

11 Feb

In periodo sanremese, quando persino Aldo Giovanni e Giacomo tornano al passato e ripropongono lo sketch “Pdor, figlio di Kmer della tribù di Instar” torniamo indietro nel tempo, presentando la  arabeggiante Halle Masille, “Canzone registrata dalla Molto Recordings nel 2004 e sigla della trasmissione “Space Girls” su Happy Channel condotta da Omar Fantini. Autori Roberto Gavelli e Arnaldo Mangini.” I tempi non erano ancora avvelenati dalla arabo fobia e dalla profugo fobia come adesso e si poteva cantare liberamente così:

Il testo è significativo  e lo riportiamo in versione integrale:

Halle masille mahalle, Halle ma ho ci ci

Halle massille mahalle, Halle massille ma hell

Halle masille mahalle, Halle ma ho ci ci

Halle massille mahalle, Halle massille ma hell

halle halle halle, sille sille sille, halle, massille mahaillew

Halle halle halle, sille sille sille, istoillemahallemailiew!

Halle halle halle, sille sille sille, halle maissille mahalleiwskey

Halle halle halle, sille sille sille

Istoillemahallemastrotaaa

(x 2)

(in un punto imprecisato, dipende dalla sensibilità soggettiva, la canzone dovrebbe sprigionare una sensazione di datteri appena colti NDR). Segui Arnaldo Mangini su Facebook

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Andrea Marchi stato del live, il teatro di strada e i Clerici Vagantes

5 Feb
I Clerici Vagantes: Andrea Marchi e Stefano Pelliconi

I Clerici Vagantes: Andrea Marchi e Stefano Pelliconi

Data per certa la crisi profonda del cabaret, che nessuno fa più finta di ignorare, proviamo a vedere qual è la situazione in contesti simili e paralleli, come quello per esempio del teatro di strada, cene con delitto, teatro per ragazzi, eccetera. Quale migliore occasione se non intervistare qualcuno che vive a tempo pieno di queste cose: Andrea Marchi dei Clerici Vagantes.

Andrea ciao, chi sono i Clerici Vagantes?

Clerici Vagantes, musici giocolieri e giullari, è un progetto di teatro di strada e cabaret, che debutta nel 2002. La formazione attuale vede vagare in coppia il Paggio (il fondatore) ed il Pello, con sporadiche apparizioni del Saggio (l’altro fondatore, ritiratosi per lo più in eremitaggio). Ad oggi hanno fatto oltre 800 repliche del loro spettacolo, che vive fondamentalmente di testi cabarettistici, ma arricchito da musica, giocolerie,  sketch con pupazzi o trampoli, piccole magie, ecc.

Un’idea di spettacolo “a tutto tondo” è infatti la cifra stilistica della compagnia Atuttotondo di cui Clerici Vagantes è lo spettacolo di punta; compagnia che dal 2001 porta in giro anche cene con delitto, spettacoli di teatro ragazzi, camerieri pazzi, per circa 1.800 repliche totali in questi 15 anni di attività. Compagnia che non disdegna incursioni nell’editoria, avendo pubblicato (tratti dai suoi spettacoli) 4 fumetti e 2 giochi di società, oltre ad una piccola webserie e vari altri esperimenti più o meno digitali (a breve: un videogioco!).

Il cabaret in Italia è in grave crisi, qualcuno dice che sia addirittura morto, tu cosa ne pensi?

Se stiamo a quello che si vede in tv, sì, è abbastanza morto, con alcune eccezioni. Se stiamo a quello che si sente dire in giro, per la mancanza di serate nei locali, anche. Quindi sì, si può dire che è morto. Però nell’immaginario della gente il cabaret è la forma di comicità per eccellenza, quindi si può anche dire che è ancora vivo, e si può ben sperare: non morirà mai. Sono nati e nasceranno ancora modi e contesti diversi per farlo, per via dei media, dei social e chissà cosa; credo che la sfida sarà quella di tenere alto il livello della qualità, farlo apparire come un’arte a cui dedicare tempo e passione, e non un “dopolavoro” che ti porta alla tv.

Com’è invece, la situazione nei settori in cui operi tu (teatro di strada, cene con delitto, eccetera)

La crisi è dappertutto: il mercato, cioè i cachet, si sono ridefiniti al ribasso. Ho colleghi che hanno dovuto cambiare mestiere o implementare le rendite con un secondo mestiere, non artistico. Contemporaneamente (è il libero mercato, baby…) ci sono nuove leve che si gettano in questo mondo senza vere prospettive di farne un lavoro “per tutta la vita”, quindi lavorano in nero, tirano giù i cachet, e spesso anche la qualità media. Nel teatro di strada, il “cappello” (Raccolta offerte a fine spettacolo NDR) diventa troppo spesso una scusa per non pagare gli artisti; se penso invece alle cene con delitto, negli ultimi anni più o meno ogni gruppo di amici si è fatta la propria, mentre nel 2001 eravamo 4 gatti a farle: questo ha abbassato la qualità e il senso di “novità” che una volta riempiva il ristorante senza fare fatica. Adesso, si riempie solo il ristorante che ha una clientela fidata o è bravo a pubblicizzare l’evento. Continua a leggere

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