Alessio Tagliento: se fossi capoprogetto a Colorado…

22 Feb
Tagliento assieme alla bohème comica tanti anni fa...

Tagliento assieme alla bohème comica tanti anni fa…

Il sondaggio su quale sarebbe il capoprogetto (ideale) di Colorado (vedi qui) ha visto il trionfo di Alessio Tagliento (vedi qui) risultato un po’ a sorpresa, ma neanche tanto. La chiave del mistero può essere racchiusa nella foto sopra: Alessio in mezzo a tanti amici, comici, almeno una dozzina di anni fa (2003) in quella new wave milanese che in seguito ha conquistato un po’ tutta l’Italia. Ananas Blog ha deciso di intervistarlo, su un tema molto semplice: cosa faresti se davvero fossi il capoprogetto di Colorado? Vediamo cosa ne è venuto fuori:

Alessio, ciao, vuoi dire qualcosa a quelli che ti hanno votato?
Grazie a tutti, manterrò quanto promesso durante la campagna elettorale. E ci tengo a dire che quelle ragazze con cui sono stato fotografato sono solo amiche.
Hai fatto opera di passaparola o il voto è stato spontaneo? A cosa attribuisci il successo?

Ho telefonato casa per casa, sfruttando l’agenda del Papa. Ho promesso 80€ in busta paga, specie a chi non ha la busta paga. Seriamente, credo sia una piacevole combinazione. Evidentemente chi legge Ananas Blog mi vuole bene. Non credo sia un successo. Ma un piccolo attestato di stima, si. Grazie veramente.

Mettiamo che tu diventi capoprogetto di Colorado, un breve elenco di cose che miglioreresti e perché
Colorado è un ottimo programma e non mi permetterei mai di giudicarlo. Non li chiamerei miglioramenti ma idee per variare un po’.
Colorado è potenzialmente più vicino al Sturday Night Live americano di molti altri spettacoli comici. 
Io ho la mania degli spettacoli corali (Scaldasole docet) e tornerei agli sketch di gruppo come già aveva fatto Cesare (Vodani).
Cercherei di aumentare la percezione dell’empatia tra conduzione e comici, aumentando la confidenza e la compartecipazione nella creazione del pezzo, come si fa al laboratorio artistico di Zelig e nelle serate prova di Off o Circus.
Poi dedicherei l’ultima  parte del programma alle nuove leve, una sorta di Colorado Off, dove anche Colorado stesso possa fregiarsi di nuove scoperte, magari lasciando guidare un presentatore anch’egli nuovo o meno istituzionale. Un Off in coda al Colorado mainstream, insomma.

Ma giuro che per quest’ultimo concetto, sto parlando in generale, lo farei anche a Zelig o a Made in Sud.

Allo stesso modo, cosa toglieresti?
Sostanzialmente nulla. Viola ha fatto un lavoro egregio. Per gusto, toglierei un po’ di parrucche e di costumi. Ma niente di che. È un prodotto veramente molto bello.

Teorizzo: Toglierei il freno alla sperimentazione e il limite dei tre minuti, che fa soffrire i comici. Concitato non vuol sempre dire ritmato. La comicità ha bisogno di ossigeno come l’Amarone o il Chianti.

In che modo ti approcceresti ai comici? (esempio: amicone, professionale, distante o altro)
Che domanda! Io sono un amicone professionale per natura. Lo sono con tutti, ed è spesso più un difetto che una caratteristica. Anche se nelle trasmissioni dove sono stato capoprogetto e negli spettacoli dove ho lavorato, il clima è sempre stato rilassato e fertile. 
La comicità è un flusso energetico che dev’essere positivo anche durante la preparazione del pezzo e le prove. Se non è così, da casa si vede tanto.

D’altro canto, il mio approdo a Zelig è stato come supporto a Carlo Turati, sommo formatore di comici. Di lui ho sempre invidiato la fermezza e la schiettezza coi comici. Io sono spesso più accomodante. Quindi, per concludere, sarei come sono sempre stato, con un’oncia di Turati in più.

In che modo ti approcceresti alla produzione e all’emittente? (battagliero, controcorrente, sottomesso…)
E che ne so? A memoria mia, la produzione di Colorado è sempre stata aperta e lungimirante. Non so se negli anni le cose siano cambiate. Diciamo che non sono tipo da mulini a vento, ma non rinuncio facilmente alle idee che mi sembrano buone.
Gli anni in piazza, nei centri sociali e a Radiopopolare mi hanno regalato una grande speranza nelle utopie e nelle chimere, infatti invento io le favole che racconto alle mie bimbe prima di dormire. 
Quindi sogno ancora. E i sogni sono così belli da vedere sul palco…

Ecco, l’approccio sarebbe “se ci sembra bello, facciamolo, cazzo!”.

Qualche idea sulla conduzione?
Luca e Paolo sono meravigliosi. E Martino (Clericetti) è quanto di meglio ci sia in giro. Molto meglio di me, onestamente.

La parte “Off” la darei a delle mani capaci come quelle di Omar Fantini.

Considerazione finale…
Grazie per avermi intervistato, lo trovo gentile da parte tua e del blog (nota: con Tagliento ci sono stati litigi anche molto accesi in passato NDR). 
Mi piace tanto il lavoro che faccio e più passa il tempo e più vorrei farlo meglio ed imparare a farlo meglio. Se è stato questo che ha stimolato il voto, è veramente un successo. Grazie ancora.
Purtroppo non basta un sondaggio ad eleggere qualcuno, tranne che alla Leopolda.
Comunque, l’alleanza con Luciano Federico ci darebbe la maggioranza assoluta. Ora lo chiamo e andiamo alla conquista del programma. 
Grazie ancora e abbracci per tutti.

Ananas Blog

 

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9 Risposte to “Alessio Tagliento: se fossi capoprogetto a Colorado…”

  1. Arturo febbraio 23, 2016 a 6:55 pm #

    Sono felice per questa nuova primavera della comicità. È un periodo di grandi cambiamenti e riflessioni. Mi fa piacere per Alessio Tagliento, che conosco solo di fama, e se permettete sono molto felice di aver visto recentemente Daniele Raco con il gruppo di comici genovesi a Zelig, soprattutto dopo le sue dichiarazioni forti sul marchio Zelig.
    Forse qualcosa sta cambiando e da spettatore non posso che esserne contento.

    • ananasblog febbraio 23, 2016 a 9:56 pm #

      Ricordiamo che Raco è andato là col gruppo Bruciabaracche, mentre le sue dichiarazioni forti riguardavano altro (tipo il farsi usare come conduttore di Zelig Lab). L’A

  2. Ward febbraio 23, 2016 a 3:50 pm #

    certo che se uno aspira ad andare verso Colorado mica dice che Colorado è una ciofeca 🙂

  3. Alessandro Stamera febbraio 22, 2016 a 5:58 pm #

    A mio avviso, invece, i “trucchi” per sistemare Colorado sarebbero:
    1)mantenere Luca e Paolo come conduttori;
    2)levare il corpo di ballo;
    3)mettere una band-demenziale di accompagnamento che interviene nel programma;
    4)ridurre lo spazio dedicato agli ospiti;
    5)rivedere il cast dei comici, riducendone il numero e concentrandosi più che altro alla qualità dei loro sketch, dando a essi maggiore libertà;
    6)ridurre la durata del programma a massimo un ora e mezza.
    STOP

    • ananasblog febbraio 22, 2016 a 6:07 pm #

      1) può essere
      2) urca, la tv la fai anche per la f**a 😉
      3) è un’idea
      4) vallo a spiegare alla Colorado Film che deve promuovere i suoi film
      5) fattibile
      6) lo vorrebbero tanti, ma è durissima abbassare il minutaggio

  4. Enrico Cibotto febbraio 22, 2016 a 5:10 pm #

    Il sondaggio su quale sarebbe il capoprogetto (ideale) di Colorado (vedi qui) ha visto il trionfo di OTHER risultato un po’ a sorpresa, visto l’anonimato. La chiave del mistero può essere racchiusa nella foto sopra: OTHER in mezzo a tanti amici, comici, almeno una 25 anni fa (1991) in quel basso polesine nebbioso e plumbeo che in seguito ha conquistato consensi. Blog ha deciso di intervistarlo, su un tema molto semplice: cosa faresti se davvero fossi il capoprogetto di Colorado? Vediamo cosa ne è venuto fuori:

    Other..ciao, vuoi dire qualcosa a quelli che ti hanno votato?
    Volevo ringraziare tutti, soprattutto quelli che mi hanno detto di non averlo fatto perchè mi stimano troppo, e quelli che lo hanno fatto non condividendolo in bacheca..sai meglio non pubblicizzare troppo..

    Hai fatto opera di passaparola o il voto è stato spontaneo? A cosa attribuisci il successo?
    Certo che l’ho fatto,dal momento che nessuno votava nessuno mi sono autocandidato, poi dopo il mio eccellente immediato risultato, tutti sono corsi ai ripari ed io ho smesso di chiedere voti

    Mettiamo che tu diventi capoprogetto di Colorado, un breve elenco di cose che miglioreresti e perché
    Guarda, se lo diventassi probabile che ci sarebbe un po’ di aria fresca sopratutto nuova, sai “Luisa comincia presto, finisce presto e di solito non pulisce il Water”, magari stavolta proviamo a pulirlo, tutti hanno fatto un ottimo lavoro, ma è giusto cambiare!

    Allo stesso modo, cosa toglieresti?
    Lo sporco cattivo ed il calcare.

    In che modo ti approcceresti ai comici? (esempio: amicone, professionale, distante o altro)
    Probabile che li manderei a fa….lo, ma solo perchè ne ho talmente il rispetto e so che il saluto mi tornerebbe indietro immediato!

    In che modo ti approcceresti alla produzione e all’emittente? (battagliero, controcorrente, sottomesso…)
    Ma busserei alla porta o citofono, e gli direi non sentite aria di chiuso, se mi dicono no, me ne vado, vorrà dire che non avevano bisogno di una colf.

    Qualche idea sulla conduzione?
    Mi ricordo uno che mi ha detto che per un buon regista ci vuole una buona squadra, prima la squadra e poi chi la governa, sicuramente uno sconosciuto!

    Considerazione finale…
    Grazie per non avermi intervistato visto il successo del voto, sicuramente non sarò il capoprogetto, ma mi candiderò per la presidenza degli Stati Uniti d’America.

    • ananasblog febbraio 22, 2016 a 5:40 pm #

      Grazie per l’autointervista! 😉

      • Luther Caligine febbraio 23, 2016 a 9:26 pm #

        Scaricare cassette di frutta ai mercati generali è indubbiamente attività emotivamente meno impegnativa di quella autoriale o gestionale in ambito televisivo.

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