Archivio | marzo, 2016

Made in Sud e la rivincita mormonica…

30 Mar

Made in Sud del 29 marzo 2016 ha totalizzato un buon 2.144.000 spettatori e uno share del 10,03%. Per chi volesse sapere cosa è successo, qui il live su Tv Blog a cura di Alberto Graziola.  Da notare la robusta presenza di comici provenienti da Il Boss dei Comici: Rosaria Miele, il trio D’Italia, Rosa e Rossella, Rossana Colace – Trischa, Tommy Terrafino il vegano, mentre in altre puntate si sono visti i 4 Gusti, Fabrizio Brignolo e… (forse qualcuno è sfuggito). A tal proposito, si può osservare come un prodotto figlio di Made in Sud e della gestione del top manager Nando Mormone, stia ottenendo dei risultati inaspettati. Stiamo parlando di Vita Cuore Battito il film che vede protagonisti Gli Arteteca (Monica Lima ed Enzo Iuppariello) nel ruolo dei tamarri:

la locandina di Vita Cuore Battito (da lagazzettadellospettacolo.it)

la locandina di Vita Cuore Battito (da lagazzettadellospettacolo.it)

 Il film, pur essendo prodotto in modo indipendente dalla Tunnel Produzioni, fin dall’uscita si è piazzato ai primi posti del box office, chiudendo il secondo weekend di programmazione con la ragguardevole cifra raggiunta di 1.037.827 euro (nella classifica di ieri, martedì 29 marzo era ancora al quinto posto). E’ la rivincita creativa di Nando Mormone, artefice anche della sceneggiatura, dopo il flop de Il Boss dei Comici. Tra gli interpreti anche Francesco Cicchella, Pasquale Palma, Maria Bolignano (che salutiamo), Salvatore Misticone. Regia di Sergio Colabona (regista anche di Made in Sud)

Che un film tormentone possa avere un certo successo, è una sorpresa, l’ultimo tentativo forse è stato Ti Stimo Fratello di Giovanni Vernia. Altrove sarebbe improponibile, ancora possibile a Napoli dove il cabaret vive una situazione per certi casi di pre crisi. Intanto si appresta Troppo Napoletano, il film coprodotto da Alessandro Siani, con Gigi e Ross.

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

Clara Campi, tra stand up e femminismo

28 Mar

Clara Campi 2Clara Campi è un’attrice formatasi inizialmente negli USA che, negli ultimi anni, in Italia si è dedicata soprattutto alla Stand Up Comedy. Ha scritto due one-woman show, “Claramente” e il recente “E’ difficile essere facile”. Attualmente vive a Milano, città dove organizza serate ed “open mic” con il suo gruppo “Melamarcia”. L’abbiamo intervistata nell’ambito dell’interesse che Ananas Blog ha verso la stand up comedy fin da prima che si diffondesse.

L’abbiamo intervistata anche per capire un punto di vista femminile in un mondo comico dominato dai maschi.

Clara ciao, come hai iniziato a fare stand up?

Allora, si può dire che abbia avuto due “inizi”. Il primo fu a New York, dove ho frequentato l’American Musical and Dramatic Academy e dove ho vissuto per più di quattro anni. Facevo parte di due gruppi di sketch comedy e con uno di questi in particolare, le “NoMansLand”, frequentavamo spesso le serate open mic. Piano piano, ho iniziato anche a sperimentare il palco da sola e quindi a scrivere monologhi. Poi, appena tornata in Italia, non sapevo bene come inserirmi nell’ambiente e mi sono imbattuta in persone molto focalizzate sulla TV, sentendomi dire le solite cose: “I monologhisti non li vogliono”, “serve il personaggio”, “bisogna interagire col presentatore” eccetera. Ci ho provato, ma non mi trovavo bene.

Ho poi frequentato il corso di scrittura comica di Dado Tedeschi, che mi ha spinto a mollare i personaggi e a parlare invece di quello di cui volevo davvero parlare. E quello è stato il secondo inizio, da cui è partito tutto: i miei due spettacoli, i Melamarcia e tutto il resto.

Il gruppo Melamarcia Comedy, è vero che è stato il primo gruppo stand up in Milano? Quali sono le sue attività?

Certo! Noi Melamarcia ci siamo formati prima che nell’ambiente esplodesse la “moda” dello stand up. Siamo anche stati i primi ad organizzare serate di open mic a Milano, all’inizio erano al Panino 900 di via Savona, ora ci siamo spostati alla Dogana di Milano in Duomo. Oltre agli open mic, organizziamo serate, sia di gruppo sia singole, dato che ognuno di noi (cioè io, Luca Anselmi, Edoardo Confuorto, Peo Fallarino e Giorgio Magri) ha almeno uno spettacolo in repertorio. Spesso coinvolgiamo anche altri comici amici e siamo molto contenti del fermento che si sta creando intorno alla stand up.

Il tuo nuovo spettacolo si chiama “È difficile essere facile” di cosa parla? Cosa vuoi comunicare?

Lo dice il nome stesso, parla delle difficoltà di essere una “ragazza facile” nella nostra società. Ci riteniamo tutti di mentalità aperta, poi in realtà stiamo tutti a giudicare il comportamento sessuale delle donne. E’ facile parlare di questi temi in modo astratto. Io ci metto la faccia perché queste discriminazioni le ho vissute e le vivo tutti i giorni sulla mia pelle. E non mi nascondo. Se io scelgo di vivere la mia sessualità come preferisco e mi dai della “troia” non sono io che ho un problema. Sei tu. Continua a leggere

Eccezionale Veramente puntata del 24 marzo 2016

25 Mar

Eccezionale 24 marzo

La seconda puntata di Eccezionale Veramente, il talent comico di La7, ha realizzato 710.000 spettatori e uno share del 3,41%. In calo rispetto alla prima puntata, ma era inevitabile. Nell’impossibilità di seguire le intere 3 ore di trasmissione, rimandiamo al live del blog Marida Caterini a opera di Irene Natali o al live di Tv Blog a opera di Arianna Galati. Gabriele Salvadores giudice aggiunto ai tre fissi Diego Abatantuono, Paolo Ruffini, Selvaggia Lucarelli. 

Dato che la trasmissione è in forte differita, la 12esima e ultima puntata, quella che decreta il vincitore, è stata registrata da poco, cioè martedì 22 marzo. Il nome del fortunato è ovviamente blindato. Ciò ha provocato una ridda di indiscrezioni. Ad Ananas Blog ne è arrivata una talmente assurda, talmente fuori dalla realtà che possiamo pubblicarla senza paura di fare nessuno spoiler, ma con l’obiettivo di farci tutti qualche sana risata. Trattasi di fiction allo stato puro. Allora, il retroscena assurdo è il seguente: Continua a leggere

Nicola Selenu di Stand Up Comedy Italia: intervista

23 Mar
Nicola Selenu di Stand Up Comedy ITALIA

Nicola Selenu di Stand Up Comedy ITALIA

Nicola Selenu è il fondatore di Stand Up Comedy Italia (qui il sito), è approdato a questo tipo di comicità passando prima dalla improvvisazione teatrale e dal public speaking. L’idea dell’intervista  nasce dopo aver assistito a una serata open mic a Bologna presso il BrewDog, con la sorpresa di vedere tanti giovani tra il pubblico e anche sul palco. Potrebbe essere l’inizio di quella rivoluzione dal basso di cui il nostro disastrato ambiente ha un bisogno disperato. Però, bisogna rimboccarsi le maniche da subito. Anche di questo abbiamo parlato:

Nicola, com’è nata l’idea di Stand Up Comedy Italia?
l’idea è maturata nel 2013 quando, dopo anni di improvvisazione teatrale comica, ho deciso di lasciare il teatro per fare stand up.
A quel tempo facevo i miei monologhi umoristici solamente alle serate di Toastmasters International, un’associazione internazionale di public speaking di cui faccio parte. Nel 2014 mi sono piazzato primo al loro concorso nazionale per discorsi umoristici ed ho capito che forse era il caso di portare la cosa ad un altro livello. Mi sono però scontrato con 2 grossi ostacoli: 1) non c’erano spazi aperti dove farsi le ossa 2) mi sentivo dire continuamente “chi te lo fa fare? in Italia non  c’è la cultura della stand up”. Beh, anziché aspettare che le opportunità arrivassero da chissà dove, ho preferito rimboccarmi le maniche e crearle per chiunque si trovasse nella mia situazione.
Quali sono gli obiettivi?
Promuovere la cultura della Stand Up Comedy in Italia. Creare un punto di riferimento per pubblico e comici dove informarsi, discutere, partecipare. Far smuovere il culo a queste persone incatenate alla poltrona da anni di TV e video su YouTube, per fargli capire che anche in Italia si può godere di spettacoli stand up dal vivo.
Attività attuali, news, prossime aperture?
Stand Up Comedy Italia si muove contemporaneamente su più fronti. Sul fronte “online” cerca di informare e avvicinare gli appassionati attraverso il sito http://standupcomedy.it e la pagina Facebook http://Facebook.com/Stand.Up.Comedy.IT. Sul fronte “offline”, organizziamo regolarmente open mic e spettacoli in mezza Italia: Milano, Brescia, Rimini, Bologna. Nei prossimi mesi arriveremo anche a Pisa, Piacenza e Biella. Il sogno è ovviamente quello di vedere serate stand up in ogni città d’Italia.
Partiamo da un presupposto: il mainstream comico è in agonia, ma lambisce col suo basso livello un po’ tutto. Cosa ne pensi di chi fa stand up, poi va al talent comico, poi va al laboratorio artistico Zelig, poi tenta la strada di Colorado, eccetera, eccetera? Non è un modo per mandare tutto in vacca? Non diventa un mischione incoerente? Non si ripetono, in questo modo, con la stand up gli errori del passato?

Nei dopo-spettacoli e nei fuori onda, mi accade già di sentire certi colleghi emergenti fare dei discorsi poco incoraggianti su quanto o cosa darebbero per stare in determinati programmi TV solo per il cachet. Il problema non è ovviamente la volontà di fare strada, ma quello di voler far “carriera” (virgolette d’obbligo) a costo di cambiare faccia e bandiera. Con la consapevolezza che ci saranno sempre persone del genere, preferisco dedicare le mie energie altrove. Ma sia chiara una cosa: La Stand Up andrà avanti anche quando perderà per strada alcuni suoi interpreti. Il cambiamento è già in atto, ed è inarrestabile.
Quali sono i requisiti per il rilancio della comicità italiana? Se pensi che ci sarà un rilancio, quanto tempo ci vorrà? Continua a leggere

un ricordo di Boris Makaresko

19 Mar
un'immagine di Boris Makaresko, che "indica la via" (da storiaradiotv.it)

un’immagine di Boris Makaresko, che “indica la via” (da storiaradiotv.it)

Pochi giorni fa ci ha lasciato Boris Makaresko, comico, autore, battutista, umorista della vecchia scuola. Chiunque scriva battute oggi gli deve molto (a volte senza neanche saperlo). Sui social network si sono letti molti “ricordi”, tutti sentiti e commossi. Questo a dimostrare l’importanza del personaggio. Dado Tedeschi, che in qualche modo sta portando avanti alcune battaglie di Makaresko (come per esempio l’autoproduzione dei libri) ne ha scritto uno per Ananas Blog:

Ricordare Boris Makaresko senza scoppiare a piangere sarà la vera impresa. Perché non se n’è andato soltanto un maestro, ma un maestro “vero”, toccato con mano in una “non amicizia” (ma proprio per questo un rapporto ancor più sincero di stima reciproca) ventennale. E allora, per ricacciare le lacrime, mi limiterò a ricordarne l’aspetto artistico. Chi fosse umanamente (per me persona ottima) è comunque compito che spetta ad altri più vicini a lui. Ho cominciato a conoscere e amare Boris, senza saperlo. Da bambino, guardavo “Non stop” e tra i tanti personaggi c’era lui, con una storia della pittura alternativa. Era il Boris migliore, quello in grado di “sparire” dietro alla sua creatività, perché se lo scrittore era immenso, il personaggio era timido e per nulla aggressivo, poco funzionale e poco “italiano” nella comicità verbal gestuale del periodo, urlata e caratterizzata.

Poi Boris mi comparve con le battute che pubblicava sulla rivista Eureka. E lì davvero imparai ad amarne il nonsense. Quando iniziai (nel 1990) a fare cabaret, in mezzo al materiale che già scrivevo in proprio, misi alcune sue battute (ricordo un “era così magra che si pesava sulla bilancia delle raccomandate”) e solo dopo scoprii che metà del mondo del cabaret aveva saccheggiato questo portento creativo di battute a getto continuo. Nel cabaret Boris era questo. Una sorta di oggetto misterioso, sempre elegante e distinto che sciorinava i suoi motti a raffica, a volte legandoli tra loro, a volte anche senza preoccuparsene troppo. Nel cabaret milanese degli anni 90, gli altri si preoccupavano di giocare col pubblico, di usare linguaggio sconveniente e indulgere spesso alle parolacce e ai milanesismi (tipo il “vadaviailcù”), Boris no. Saliva, faceva il suo e scendeva. Il pubblico l’aveva seguito? Bene. Non l’aveva seguito? Si era perso qualcosa. Continua a leggere

Eccezionale Veramente, la prima puntata

18 Mar

Eccezionale

La prima puntata di Eccezionale Veramente, il talent comico di La7, condotto da Gabriele Cirilli e coi giudici Diego Abatantuono, Selvaggia Lucarelli, Paolo Ruffini, prodotto dalla Colorado Film, ha totalizzato 854.000 spettatori e uno share del 3,72%. Risultato che sembra un po’ deludente e, si presume, destinato ad abbassarsi ancora, una volta esaurito l’effetto novità. Fare un resoconto di 3 ore di trasmissione è improbo. Per questo rimandiamo al live di Irene Natali per il blog Marida Caterini. Oppure a quello di Tv Blog. Veramente non era la prima puntata registrata, poiché quella aveva come quarto giudice Massimo Boldi (ieri sera c’era Renato Pozzetto). Miracoli della differita.

Si è notata una prevalenza di personaggi e travestimenti, quindi di una comicità “alla Colorado”. I comici che si sono esibiti sono stati: Marco e Chicco, Andrea Fratellini, gli Sformato Comico, Marco Passiglia, Marco Turano, Francesco Rizzuto, Francesco Birardi, Fiona Dovo, Giannettino Labalestra, i 2 Giga, Paolo Avataneo, i Tre Amici Immaginari, Massimo De Rosa, Francesco D’Antonio, Paolo Lucchetti, Elena Berera, i Comikando, Eugenio Milazzo, Roberto Lipari, Ghetti e Baldieri.

Hanno passato il turno, quindi accedono alle semifinali: Francesco D’Antonio, Francesco Rizzuto, Roberto Lipari, Andrea Fratellini, Ghetti e Baldieri e Marco Turano (ripescato). I più “skillati” della serata, quelli con esperienza erano Francesco Rizzuto (su tutti), Andrea Fratellini, Marco e Chicco, Francesco D’Antonio, Marco Passiglia, tutti con background televisivo. L’hashtag “eccezionaleveramente” si è piazzato ai primi posti tra i trend topic di Twitter. Il più divertente, a rimarcare una certa “lentezza” è stato a opera di Arsenale Kappa (by Rostokkio). Che riproduciamo anche qui:

Twitter

Recensione: se i talent comici non hanno mai funzionato un motivo ci sarà. Forse è un motivo strutturale. Poi la colpa non è di nessuno, anche se tutti sembrano fuori luogo, a partire dai comici, passando per i giudici, la conduzione, la regia. Il format ottiene il miracolo di abbassare le performance di tutti. La cosa più mortifera è il “dibattito” post prestazione (micidiale sia dopo il sesso che dopo un’esibizione comica). Tra parentesi, Eccezionale Veramente ha avuto gli ascolti più bassi di tutte le tv generaliste, battuto anche da Virus su Rai 2, uno di quei talk politici che la produzione della Colorado Film dovrebbe soppiantare.

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

Made in Sud del 15 marzo 2016

16 Mar

Made

La puntata 4 di questa stagione di Made in Sud ha realizzato 2.048.000 spettatori e uno share del 9,64%. Su Tv Blog il live completo. Vediamo brevemente cosa è successo fino alle 22.40 circa (la durata fisiologica di una trasmissione comica, oltre non si può): Gregoraci, Fatima (bellissima), Ross. Gigi imita Garko. Sigla con Rocco Hunt. Paolo Caiazzo, Cardamone, sul papà (se è il faro della casa, il divano è ‘o scoglio). I Ditelo Voi, Gomorroidi, (Martin Lutero in affitto) guest Gigi e Ross e due splendide suddine.  Mariano Bruno Pigroman. Eduardo Guadagno, l’anonimo che scrive le frasi dei baci Perugina. Ciro Giustiniani il Boss delle cerimonie (cammelli ripieni di ricotta: i cammelloni). Professor Fischetti sulla festa del papà  (“San Giuseppe è il mio santo preferito” dice la Gregoraci). Gli Arteteca, i tamarri. Il 17 marzo esce il film “Vita cuore battito” clip divertente. Nel film ci sono anche Maria Bolignano, Francesco Cicchella, Pasquale Palma.

Enzo e Sal l’incazzatore personalizzato, con le richieste da casa. Pasquale Palma, Eddy Scampia il neomelodico, Rocco Hunt fa un po’ di freestyle. 50 sfumature di Segreto con Fatima Trotta e Francesco Albanese (Pepa stava sullo stomaco a tutti, la chiamavano Peparuola). Mino Abbacuccio tatuatore. Gigi imita Gabriel Garko. Santino Caravella piglia la Puglia. Francesco Cicchella imita un Massimo Ranieri funambolico e pieno di aneddoti.  Sud 58. Ivan e Cristiano, gli opposti in pasticceria. Ciro Giustiniani monologo sul nonno. Mariano Bruno Stella cadente, I 4 Gusti dalla Sicilia. La cronaca di Ananas finisce qui. 

Recensione: Fatima Trotta una spanna sopra tutti. Del Napoli che quest’anno contende lo scudetto alla Juve non se ne parla mai. Mistero… Si sono litigati con De Laurentiis?

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

un’altra “dismissione”… ne resterà solo uno?

14 Mar
Geppi Cucciari in Eities su DPlay

Geppi Cucciari in Eities su DPlay

 Mesi fa (era giugno del 2015) veniva annunciato un “talent” a conduzione Geppi Cucciari e Fabio Volo, per DPlay, il neonato canale in streaming di Discovery Channel. I due “tutor” sarebbero andati in giro per l’Italia a scoprire nuovi comici (leggi post a riguardo). L’iniziativa sembrò far parte di una febbre collettiva che spingeva tutti, nel settore cabaret, a buttarsi sui talent. Del progetto si sono perse le tracce, tanto che DPlay, nell’offerta cosiddetta “over the top” invece sta producendo una sketch-com basata sulla nostalgia degli anni ’80, dal titolo: Eities, Ottanta mi dà Tanto (leggi qui recensione su TvBlog). Protagonista proprio Geppi Cucciari, guest proprio Fabio Volo.

Pare che il talent comico sia stato abbandonato. Sarebbe la seconda “dismissione” dopo la chiusura anticipata de Il Boss dei Comici (tra l’altro l’innesto di comici provenienti da Il Boss… ha coinciso con la perdita di un 500.000 spettatori per Made in Sud). Quello relativo a Zelig sembra essere stato più una boutade per non far vedere di essere in alto mare (leggi qui). Non dovrebbe godere di troppa salute un altro pezzo importante della febbre da talent, cioè il progetto di Claudio Bisio per Sky Uno (leggi qui) orribilmente asfaltato, anticipato, bruciato dal lavoro a tappeto compiuto da Eccezionale Veramente.

C’è stato un tempo, pochi mesi fa, in cui l’ansia da talent comico contagiava un po’ tutti, adesso sembra che ne resterà forse solo uno…

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

Una prima serata stand up a Bologna (residuo fisso)

11 Mar
La Locandina

La Locandina provvisoria

Il 19 e 20 novembre 2015 a Bologna si è tenuto un work shop sulla comicità stand up, tenuto da Filippo Giardina, fondatore di Satiriasi (leggi qui). L’esperienza è stata positiva e ha avuto una continuità come scrittura di pezzi nuovi e originali, tanto che il tutto avrà un suo esordio giovedì 31 marzo, sempre a Bologna,  presso Altro Spazio – via Nazario Sauro 24f (ingresso libero, per info 347 3276768). Definiamolo come un “saggio” dei Giardina Boys (autodefiniti “Residuo Fisso”). Scherzi a parte, Filippo si è dimostrato un ottimo tutor, preparato, determinato e pieno di passione.

Una sorpresa è che ci saranno poche parolacce (smentendo chi identifica spregiativamente la stand up con roba tipo sbo**a o pom**ni, inserita gratuitamente) poiché ognuno ha preso dal suo vissuto e forse non era un vissuto osceno 😉 Salvatore Petrucci descrive il suo rapporto di soggezione con le parole difficili e i caffè letterari; Fabio Dedioniggi (Dedio) racconta le sue esperienze vere di ragazzo non battezzato, Francesco Abbracciavento del suo difficile lavoro di agente immobiliare, sempre partendo da esperienze reali; Eloisa Macrì della sua parte maschile, che la spinge a essere un maschiaccio in un fisico da Barbie; Loris Talluto si è focalizzato sul suo passato di ragazzo magro e inappetente, prima delle grandi abbuffate alla mensa universitaria. Continua a leggere

le nostre Paranoie Comiche, presto andranno in scena

8 Mar
la locandina di Paranoie Comiche

la locandina di Paranoie Comiche

Cosa sono le Paranoie Comiche? Sono quella forma di nevrosi che si è diffusa nell’ambiente negli ultimi 15 anni, composte da cose tipo: “E se mi metto una giacca colorata così il pubblico da casa  mi riconosce come quello con la giacca colorata?” oppure:  “Devo cominciare con una battuta forte, così li prendo subito, sennò cambiano canale”. Abbiamo vissuto (e stiamo ancora vivendo) una follia assoluta,  finalizzata quasi quasi a rendere il comico una macchina commerciale (che però commercializza sempre di meno). Il sottotitolo è: “Il primo e unico spettacolo su chi ha ucciso la risata”.

Questa follia non è mai stata raccontata e rischiava di essere tramandata solo oralmente per poi scomparire come tutte le cose strane e inespresse. La buona notizia è che questa volta non andrà così, perché ci sarà Paranoie Comiche, lo spettacolo teatrale. E’ il racconto, tramite monologo, di Stefania (interpretata da Stefania Carcupino) un’attrice comica preparata, determinata che purtroppo ha attraversato tutte le delusioni del cabaret televisivo. Finalmente approda a una trasmissione di qualità: Innovation Comedy, dove si dovrebbe fare la bella comicità di una volta, ma anche lì le Paranoie Comiche saranno in agguato, con la proposta, anzi l’insidia, anzi il ricatto di doversi travestire da topa… Continua a leggere

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